lunedì 15 settembre 2014

Islam e Isis non sono la stessa cosa

Il mondo intero inorridisce di fronte alle terribili immagini provenienti dall’Iraq, dove il sanguinoso regime dell’Isis (il cosiddetto Califfato Islamico) ha per la terza volta sgozzato un Occidentale. Ieri, purtroppo, la violenza feroce dell’Isis ha ucciso David Haines, un cooperante scozzese rapito durante una missione umanitaria in Siria, ed il coinvolgimento di un cittadino britannico è un ulteriore segnale di un potenziale allargamento del conflitto tra l’Isis e l’Occidente.

La situazione è complessa e non voglio su queste pagine negare il pericolo di un regime sanguinoso come l’Isis. Vorrei però fare una importante e necessaria distinzione: L’Islam è una cosa e l’Isis un’altra. Può sembrarvi una banalità ma non è affatto così, ed è fondamentale distinguere visto che una certa stampa (con una enfasi sensazionalista che non piace affatto agli autori di questo blog) di fatto identifica l’Isis con l’Islam.

“La Minaccia dei Barbari”, “Invasione Islamica”, “L’esercito dei Tagliagole”, sono solo alcuni dei titoli apocalittici che alcuni quotidiani hanno coniato per definire il Califfato dell’Isis.

Quando parliamo di Islam, parliamo di una religione monoteista che ha circa un miliardo e mezzo di aderenti nel Mondo, presenti prevalentemente in Asia, Medio Oriente ed Africa ma di fatto con una presenza in tutto il Globo. Quello che voglio dire è che non possiamo associare una religione di un Miliardo e mezzo di persone, con un esercito, quello dell’Isis, che la Cia stima tra i 20 ed i 30 mila aderenti.

Personalmente ho molto apprezzato le dichiarazioni del Premier Britannico David Cameron che, commentando la barbara esecuzione del suo connazionale con parole di fuoco e con minacce di ritorsione verso l’Isis, ha dichiarato che  «L'Islam è una religione di pace» e i jihadisti dello stato islamico «non sono musulmani ma mostri».

Sono personalmente convinto che l’identificazione tra l’Islam ed il Califfato dell’Isis sia uno degli obiettivi dei terroristi, che vogliono guidare il mondo in una logica di noi contro loro, in una presunta lotta tra il bene ed il male. Sono altresì convinto che è compito dell’Occidente ma soprattutto dell’Islam Moderato isolare queste forme di terrorismo.

Qualche giorno fa, ero ad Anversa, dove ho partecipato all’Incontro “Peace is the future” – Religioni e Culture in Dialogo, promosso ogni anno dalla Comunità di Sant’Egidio. Alla assemblea inaugurale era presente, tra gli altri, Abdel-Karim Allam Shawki Ibrahim, Gran Muftì della Repubblica Araba d’Egitto, una delle massime figure religiose dell’Islam Egiziano, e l’ho sentito con le mie orecchie ascoltare le seguenti parole (per esigenza di sintesi ho operato alcuni tagli):



…Il dialogo rappresenta una responsabilità attribuita ai musulmani dalla natura della loro religione. I musulmani credono che l’Islam sia un sistema mondiale aperto, che non cerca mai di erigere barriere tra i musulmani e gli altri…

I musulmani devono essere guidati dal principio del vivere insieme e della promozione della pace nel mondo, nonché da quello della coesistenza in armonia.

…..Uno dei problemi delle comunità religiose oggi è la questione dell`autorità. Nell’Islam e nelle altre religioni si assiste al fenomeno di persone laiche, che non hanno alcuna solida preparazione e istruzione religiosa, e che si ergono ad autorità religiose, anche se mancano loro gli elementi che li qualificano a interpretare validamente la legge religiosa e la morale. Questo atteggiamento eccentrico e ribelle verso la religione apre la porta a interpretazioni estremiste dell'Islam, che gli sono estranee. Infatti, nessuno di questi estremisti ha studiato l'Islam in un centro  di istruzione religiosa affidabile, ma sono il prodotto di ambienti pervasi da problemi, si affidano a interpretazioni distorte e perverse dell`Islam che non hanno fondamento nella dottrina tradizionale islamica. Il loro obiettivo è puramente politico e non ha fondamento religioso, ed è quello di diffondere scompiglio e caos nel mondo.

Alcuni analisti al di fuori del mondo islamico hanno considerato le azioni di una piccola ma molto visibile e turbolenta minoranza di persone nel mondo musulmano, come se rappresentassero le convinzioni della maggioranza dei Musulmani, affermando che l'Islam è una religione violenta fin da principio. Purtroppo, gran parte dei mezzi di comunicazione hanno contribuito a confermare questa visione.
La fonte della presunta giustificazione per molte delle manifestazioni di estremismo e di violenza politica nel mondo musulmano e non solo, non è da ricercarsi in valori e credenze religiose, ma in un insieme complesso di fattori. Dobbiamo comprendere questa complicata situazione  per sradicare questa minaccia che tocca il mondo intero. Sia chiaro, e lo ripeto, che l'Islam è contro l'estremismo e il terrorismo in maniera assoluta, ma se non comprendiamo i fattori che contribuiscono a giustificare terrorismo ed estremismo, non potremo mai sradicare questa epidemia. Questo deve essere ben compreso per costruire un futuro migliore che possa porre fine a questa grave situazione, che sta distruggendo il mondo…. 

Abbiamo quindi un importante leader religioso islamico che, oltre ad una ferma condanna della violenza estremista, ricorda le radici di una religione aperta al dialogo ed al confronto. La Lega Araba nei giorni scorsi ha condannato apertamente la deriva estremista e violenta del Califfato Islamico, che a mio parere appare sempre più isolato. Sono personalmente convinto che si arriverà ad una soluzione del complessissimo puzzle iracheno solo se ci sarà una risposta del mondo arabo, per districare l’intricata matassa socio-politica.

Per concludere, permettetemi una battuta ma con un fondo di serietà. Mi ritengo appartenente alla Religione Cristiana, e secondo le statistiche sono in compagnia di altri 2.2 miliardi di persone. Secondo la logica dello scontro, del noi contro loro, dovrei essere associato, in quanto cristiano, a Matteo Salvini, Marine Le Pen, Nigel Farage, Mario Borghezio. Ecco, personalmente, non ritengo di condividere nessuna delle idee politiche degli esponenti politici sovra citati, e sinceramente mi sentirei anche offeso se qualcuno associasse le mie idee a quelle di un personaggio razzista come Borghezio. Mi sentirei certamente più a mio agio in un quartiere islamico di una grande città come Il Cairo piuttosto che al congresso della Lega Nord.

In conclusione, invito tutti a non generalizzare, e a non cercare soluzioni semplicistiche per problemi complessi. L’Isis è certamente una minaccia, ma non risolviamo nulla, anzi aumentiamo la minaccia se identifichiamo tutto il mondo musulmano come nostro nemico.

La buona notizia è che l’Islam è un mondo ampio e variegato, con cui è possibile dialogare e collaborare per la ricerca della Pace.

Mario Scelzo

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