venerdì 12 settembre 2014

L'Unione Europea

Questo Blog, oltre che diffondere esempi e storie positive, vuole anche sottolineare la bontà ed il buon esito di alcuni processi politici e sociali. Con questa premessa, la buona notizia di oggi si chiama Unione Europea.

So già che qualcuno starà storcendo il naso. Ma come, i burocrati di Bruxelles, quelli che (secondo alcuni) sono responsabili dell’aumento delle tasse, della disoccupazione e altro ancora. A parte che non sono d’accordo con questa visione (troppo facile scaricare sull’Europa colpe di 70 anni di mala politica nostrana), vorrei allargare il concetto ad orizzonti più ampi.

Proverò ad essere breve e a non riempirvi di Date e Trattati, visto che il succo del mio ragionamento è più variegato.

Partiamo. Potremmo dire che per tutto il corso della Storia, le varie nazioni Europee si sono contrapposte in numerosissime guerre, dai tempi dell’Impero Romano, al Medioevo, alle guerre di Napoleone fino alla seconda guerra mondiale. Potremmo dire che in qualche modo, alla fine dell’Ottocento esiste una Europa abbastanza strutturata in realtà nazionali, e che sempre (scusate la sintesi così brutale su secoli di storia) attorno alla fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento i Paesi Europei, con l’acquisizione delle Colonie, vivono forse l’epoca di maggior splendore politico ed economico.

La Belle Epoque, l’industrializzazione, le prime scoperte tecnologiche, i profitti derivanti dallo sviluppo coloniale. Tutto procede al meglio. Fino a quando il 28 Giugno 1914 il nazionalista serbo Gavrilo Princip a Sarajevo spara ed uccide l’erede al trono d’Austria ed Ungheria e consorte. Per una serie di reazioni a catena, è l’inizio della prima guerra mondiale. La storia la conoscete, ma vi invito a riflettere che, come cause derivanti dalla Prima Guerra Mondiale, abbiamo:

·        Crisi economica in Europa.

·        Nascita di regimi totalitari come il Nazismo, il Fascismo ed il Comunismo.

·        Instabilità politica ed economica che porta allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale.
 
 
In pratica, l’Europa era nel 1910 il Continente Modello, il Paese del Futuro, nel 1946 è un Continente distrutto, con le Colonie che (giustamente) reclamano l’indipendenza, un Continente in crisi economica che di fatto perde la leadership mondiale e la mette nelle mani degli Stati Uniti, che nel bene o nel male divengono il Paese di riferimento per le dinamiche socio-economiche.

Diciamocelo, l’Europa poteva veramente naufragare verso la metà del Secolo scorso, scossa dal caos post-bellico e da enormi tensioni derivanti da una guerra feroce.

Qui però c’è l’intuizione forse all’epoca visionaria, ma profondamente concreta e legata a prospettive di pace e sviluppo economico, di alcuni uomini politici, come il Francese Schuman, il Tedesco Adenauer, l’Italiano De Gasperi ed altri, politici che non hanno pensato al loro immediato tornaconto ma avendo una visione per il futuro hanno posto le basi per la nascita della Unione Europea.

La Francia e la Germania si erano combattute per decenni, le truppe Naziste avevano occupato Parigi, nonostante ciò Schuman e Adenauer scelgono la strada dei trattati di amicizia tra i due paesi.

Potremmo considerare queste date come quelle della fondazione della Unione Europea:

·         9 maggio 1950: La Dichiarazione Schuman esprime la volontà di un'Europa Unita che porterà all'istituzione della Comunità europea del carbone e dell'acciaio.

·         18 aprile 1951: I sei stati fondatori  (Germania OvestFranciaItaliaBelgioPaesi BassiLussemburgo) firmano il trattato di Parigi, che istituisce ufficialmente la CECA.

 

Abbiamo 6 nazioni, che nel corso degli anni, sono diventate 28. Questo vuol dire che l’Unione Europea è una forza che attrae, una realtà includente e non escludente, e numerose sono le domande di adesione di nuovi paesi. Negli ultimi 65 anni non ci sono state guerre tra paesi membri della Unione Europea, e, se togliamo il periodo di crisi attuale, quasi tutti i paesi membri della Unione hanno vissuto anni di benessere e di boom economico.

Non voglio con questo dire che va tutto bene, che l’Unione Europea sia una realtà perfetta, ma penso la risposta alle problematiche attuali non sia un ritorno alle divisioni del passato, ma un rafforzamento della coesione europea. Penso che per risolvere problemi enormi come la disoccupazione, per affrontare con competenza le tematiche migratorie, ci sia bisogno di più Europa, certo una Unione magari più centrata sui valori che sul Pil, una Unione erede dell’Umanesimo, dell’Illuminismo, delle radici cristiane, e magari meno centrata sulla burocrazia.

Ma se abbiamo una chance, come Italia, di riprenderci e di dire la nostra nello scenario internazionale, la abbiamo se contribuiremo a costruire una Unione Europea più salda, più forte e più attenta ai problemi del resto del mondo.

Per concludere. Torno da poco da una settimana in Belgio. Sono partito con la Carta d’Identità, senza bisogno di dover cambiare la mia moneta, tutto sommato il libero mercato consente di viaggiare in aereo a costi bassi ed accessibili a quasi tutti. A Bruxelles ho visto persone di ogni razza e cultura, come ad Anversa e a Bruges. Insomma, io mi sento un cittadino europeo, e come me tanti giovani sentono l’Europa come casa loro, una realtà non più lontana ma una naturale espansione dei confini nazionali.

Il mio invito, viaggiate per l’Europa, conoscete la sua storia, e fate di tutto perché il legami europei si rafforzino e non si spezzino. L’Europa tornerà a crescere e ad essere un modello per il Mondo se riuscirà a proiettare nel futuro i valori che l’hanno resa grande in passato.

Aggiungo, ma ne parlerò meglio in un prossimo post, che abbiamo bisogno di Nuovi Cittadini Europei, e che dovremmo considerare l’immigrazione non come un problema ma una risorsa per ringiovanire, sia anagraficamente che culturalmente, il nostro continente…..ma ne riparleremo su queste pagine.

Mario Scelzo.

3 commenti:

  1. Concordo con l'idea di avere un'Unione più centrata sui valori, bisogna andare verso l'idea di Spinelli degli Stati Uniti d'Europa, dove, insieme ad un'Unione economica ci sia anche un'Unione politica

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  2. Condivido questa visione europea ed europeista, e concordo che quello di cui abbiamo bisogno e di più Europa, più integrazione e più scambio culturale. La mia esperienza personale mi permette di affermare che vivere per studio o per lavoro in altri stati europei aiuta a crescere ed apprezzare l'importanza della libera circolazione in Europa.
    Quindi è bello pensare che per le mie figlie nel futuro non ci saranno opportunità non solo nazionali ma soprattutto europei.
    Francesco

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