giovedì 4 settembre 2014

Nasce #buonenotizie

Esistono migliaia di Blog, perché crearne uno nuovo? Perché il nostro vuole essere diverso. Abbiamo deciso di dare spazio alle buone notizie, a tante storie di vita quotidiana, anzi di bene quotidiano che spesso non trovano spazio nell’universo mediatico.

#buonenotizie vuol parlare dell’infermiere che ogni giorno compie scrupolosamente il proprio lavoro, dell’educatore che manda avanti una casa famiglia, della famiglia perbene che assiste la vicina di casa anziana.

Pensiamo al mondo dei Media. Si dà enorme eco alle disgrazie, ai casi di malasanità, agli omicidi. Per non parlare della Tv del Dolore. Ore ed ore a parlare degli slip di Yara, del coltello che ha ucciso Meredith, ore ed ore dove si alimenta la paura verso il diverso, lo straniero, il Rom.

Gli autori di #buonenotizie ritengono che il bene sia contagioso e che il diffondere storie positive, modelli esemplari, possa contribuire a rendere il mondo migliore. Pensiamo al Pontificato di Papa Francesco. Al di là del messaggio teologico, il suo stile semplice ma diretto, i suoi comportamenti e i suoi gesti simbolici (la sua scelta di sobrietà, i segni concreti di vicinanza ai poveri) hanno riavvicinato tanti alla fede, e, lo certificano molte realtà associative, sotto il suo pontificato sta crescendo il numero di volontari o di persone che compiono atti di solidarietà.




La nostra ambizione vuole essere quella di portare alla luce tante piccole storie nascoste di gente comune, di persone normali che però fanno qualcosa di buono per migliorare la società ed il mondo. Diceva Schindler che chi salva una vita salva il mondo intero, ecco noi vorremmo raccontare le storie di chi ogni giorno, silenziosamente, salva il mondo.

Attenzione, non vogliamo spettacolarizzare il bene, ma neppure vorremmo che le opere di bene debbano essere nascoste dalle notizie sull’ultimo fidanzato di Emma Marrone o sulle ultime bizze di Mario Balotelli.

Noi vorremo invece parlare dell’immigrato che ce l’ha fatta, del Rom che va a scuola, della nonnina non lasciata sola.

Pensiamo al nostro paese, non vogliamo affatto negare un fenomeno reale come la crisi, e non vogliamo affermare che l’Italia sia il paradiso terrestre, ma allo stesso tempo ci sembra di vedere troppo vittimismo e rassegnazione. Un clima vittimista, in cui tutti ci sentiamo poveri, preoccupati, agitati, e non riusciamo ad apprezzare invece quanto di buono abbiamo, sia a livello personale che a livello nazionale.

Siamo personalmente convinti che la crisi venga amplificata da una cultura vittimista e rassegnata, da una mancanza di visione politica e mediatica per il futuro del nostro paese.

#buonenotizie non rinuncia a parlare di politica, ma vorrebbe farlo a partire dai contenuti. Rifiutiamo un linguaggio politico segnato da Vaffanculo ed Ebetini, da Renzie ad attacchi personali, da hashtag e annunci che rivelano pochi fatti. Già da questo si capisce che Buone Notizie rifiuta una idea di politica impostata sugli attacchi al nemico, sull’insulto e sulla comunicazione aggressiva.

Speriamo di diventare un contenitore di storie positive che possano dare l’esempio.

6 commenti:

  1. personalmente ne sento un gran bisogno che si racconti il bene e il si può fare, piuttosto che la rassegnazione.
    Quindi forza e coraggio su questa strada

    Francesco

    RispondiElimina
  2. Grazie! Lo prendo come un incentivo ad andare avanti.

    RispondiElimina
  3. Felice di potervi ispirare. In bocca al lupo!!!

    Silvio Malvolti - fondatore di BuoneNotizie.it

    RispondiElimina
  4. Mi piace moltissimo lo spirito di questo blog e, sicuramente, vi contatterò per raccontare alcune storie e progetti di cui ho la fortuna di occuparmi...intanto buon lavoro! :)

    RispondiElimina
  5. La ringrazio! Può contattarci anche su twitter su RedBuoneNotizie, oppure per ora può scrivermi a mario.scelzo@gmail.com

    RispondiElimina