giovedì 30 ottobre 2014

Chi salva una vita salva il mondo intero

Scorrendo tra le notizie della Rete, mi sono imbattuto in questo bel servizio di Tg2000, il telegiornale di Tv2000. Si racconta di una giovane mamma eritrea salvata in mare che era convinta di aver perso il figlio tra le onde, ma poi grazie all’intervento della Caritas scopre che il figlio è ancora vivo. Vi invito a vederlo e da qui vorrei partire per alcune riflessioni:

Prima di ogni riflessione, i miei complimenti a Tv2000 per averci raccontato questa bella storia. Questo Blog nasce anche con l’intento di diffondere notizie positive, storie esemplari, che raramente trovano spazio tra una polemica politica, un aggiornamento di cronaca nera, una polemica sui goal in fuorigioco della Juventus.

Abbiamo bisogno, fisico e mentale, di ascoltare storie positive che ci ricordano quanto bene esiste nel mondo, e che ognuno di noi può contribuire  a rendere il mondo un luogo più bello.

La prima riflessione da fare è che, quando ragioniamo di politiche migratorie, flussi, disegni di legge, non stiamo parlando di numeri, ma di persone concrete in carne ed ossa, con le loro storie di vita, i loro sogni, le loro preoccupazioni. Un Migrante non è una categoria, ma una persona in carne ed ossa, ed è bene ricordarlo ai vari Borghezio, Salvini, Grillo, Le Pen e compagnia razzista che parlano di vite umane come se stessero parlando di confezioni di biscotti. Lo dico perché per me ogni discorso da fare sull’immigrazione deve partire dal presupposto che parliamo di persone e non di meri dati statistici, e nostro dovere, in quanto cittadini, è di salvare chi è in pericolo in mare, solo DOPO si può ragionare di politiche migratorie.

Seconda considerazione. Le opere di bene nascono da un lavoro di rete. Abbiamo un elicottero della Marina che si alza in volo, una struttura meritoria come Mare Nostrum, il lavoro a terra degli operatori sanitari, la presenza della Caritas, l’apporto dei mediatori culturali. Il salvataggio prima, e ricongiungimento madre-figlio poi, è frutto del lavoro generoso di tanti, ognuno ha contribuito a rendere a lieto fine questa vicenda.

Terza considerazione. Se ascoltiamo il servizio di Tv2000, capiamo che la giovane donna eritrea ed il figlio hanno come obiettivo quello di raggiungere il marito in Germania. Insomma, vorrebbero un semplice ricongiungimento familiare con il marito, ma l’assurdità delle leggi migratorie della Unione Europea fanno sì che per chiedere asilo o ricongiungimento, il migrante debba rischiare la vita in mare, per poi entrare in un infernale ingranaggio burocratico per cui si aspetta mesi, nel paese dove si è sbarcati, una risposta alla domanda di asilo.

Recentemente, il deputato Mario Marazziti ( Presidente del Comitato per i Diritti Umani della Camera) membro di Democrazia Solidale ha presentato insieme al Collega del Partito Democratico Khalid Chaouki alcuneproposte per rendere più semplici e meno pericolose in termini di perdite divite umane le procedure per la richiesta di asilo e il ricongiungimento.

Si chiede ad esempio di istituire delle Agenzie Europee per l’Immigrazione nei paesi africani di confine, si chiede una revisione del Trattato di Dublino che “blocca” il migrante nel paese di arrivo, insomma alcune proposte ragionevoli per impedire i viaggi della speranza e le morti in mare.

Quarta ed ultima considerazione. L’Operazione Mare Nostrum è stata per l’Italia un motivo di vanto ed orgoglio, la Marina Militare ha salvato in mare migliaia di vite umane, tante persone hanno percepito l’Italia come una nazione amica ed accogliente, e soprattutto l’Italia ha messo da parte le polemiche e dopo la tragedia di Lampedusa si è rimboccata le maniche e creato una Operazione valida, ben gestita ed efficace. Ora Mare Nostrum è prossima alla chiusura e verrà sostituita da un’operazione a guida europea dal nome Frontex Plus. Se è giusto porre la complessa problematica migratoria in chiave europea, trovo assurdo porre fine ad una Operazione seria, ben organizzata, capace di agire rapidamente e che ha salvato la vita di tanti. Visto che non è ancora chiaro se Mare Nostrum terminerà o meno, il mio auspicio è che il Governo Italiano non scelga di porre fine ad una operazione che ha reso tante persone orgogliose di essere italiane.

Senza Mare Nostrum la giovane donna eritrea sarebbe morta in mare insieme al suo bambino. L’Europa, Cristiana e Laica, per secoli è stata il Faro della Civiltà, culla del Rinascimento, dell’Illuminismo, della cultura dei Diritti Umani. L’Unione Europea non può e non deve vivere di spread, burocrazia e commissioni finanziarie, ma deve recuperare il suo ruolo di Faro della Civiltà, e Mare Nostrum ha avuto il merito di restituire dignità alla Unione Europea.

Mario Scelzo

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