venerdì 5 dicembre 2014

Terni e Piombino, Vince il Lavoro.

In questi giorni si sono chiuse positivamente (o almeno si sono iniziati percorsi che fanno immaginare sviluppi positivi) delle vertenze riguardanti due grandi gruppi industriali italiani.
Parliamo esattamente delle Acciaierie di Piombino e della Ast di Terni, entrambe capisaldi della industria siderurgica italiana. Come saprete, da mesi sia a Terni che a Piombino tirava una pessima aria, e per vicende seppur simili anche se con intrecci locali diversi, esisteva il rischio concreto di chiusura di entrambi gli stabilimenti; Parliamo di realtà storiche che costituiscono per le relative città gran parte del Bacino Lavorativo, se consideriamo anche i relativi indotti.



Le proteste e le lotte degli operai dei due stabilimenti hanno fatto rumore ed hanno avuto oggettivamente il merito di tenere viva l’attenzione della opinione pubblica sul dramma di chi perde il lavoro.
Non ritengo di avere le competenze necessarie per analizzare nel dettaglio gli accordi raggiunti, quello che vorrei sottolineare e che ritengo una buona notizia è il metodo di lavoro.

Provo a sintetizzare. Le prove muscolari non servono a nulla, gli Accordi si ottengono quando le parti sociali (Governo, Regioni, Imprenditori, Sindacati etc…) si siedono al Tavolo e discutono di Contenuti e di Piani Industriali.
Da mesi assistiamo ad un dibattito per me stucchevole, in particolare tra il Premier Renzi e la leader Cgil Camusso, basato più su reciproche offese che sui contenuti. La mia sensazione è che da entrambe le parti prevalga l’ideologia rispetto ai contenuti, prevalga il tifo e non la difesa del lavoro.



Sono sotto gli occhi di tutti gli attacchi continui di Renzi al Sindacato, ma come dar torto ad un Premier che vede il Sindacato ancorato a difesa di un Sistema del Lavoro nel frattempo superato dalla Storia?
E’ d’altronde evidente un risentimento, specie della Cgil, per non vedere riconosciuto da un premier proveniente (almeno a parole) dal mondo della sinistra, il ruolo fondamentale che i Sindacati hanno avuto per garantire diritti e tutele a milioni di lavoratori.

Per me sbagliano tutti e due; Renzi non può liquidare con dei sorrisetti l’enorme ruolo delle lotte sindacali, non deve svilire il ruolo che dal dopoguerra ad oggi hanno avuto le lotte dei lavoratori, allo stesso tempo sarebbe anche opportuno che il mondo sindacale aprisse una seria discussione al suo interno per non vivere ancorato al passato ma per affrontare con efficacia le sfide del futuro.
La proposta che mi sento di fare è quella di abbassare tutti i toni, di lasciare il rancore e di prendere ad esempio trattative come quelle di Terni e di Piombino che si avviano a conclusioni positive. Meno parole e più fatti.

Permettetemi una conclusione politica. Si è già detto di Renzi e dei Sindacati, non mi sembra di aver sentito parlare nel merito delle questioni del lavoro partiti come la Lega, troppo impegnata ad urlare contro gli immigrati, Forza Italia preoccupata delle vicende giudiziarie del suo leader. Ricordo invece una pessima performance di Beppe Grillo che sbarcò a Piombino ovviamente senza proporre nessuna soluzione ma solamente per urlare le solite offese, proprio a Piombino se ne uscì con la bruttissima espressione del Partito Democratico come la “Peste Rossa”, locuzione usata dalle SS naziste come loro canto di battaglia.

L’Italia per uscire dalla crisi non ha bisogno di urlatori senza proposte ma neppure di lotte muscolari tra Governo e Sindacati, le vicende di Terni e Piombino ci mostrano che lavorare insieme è possibile e porta frutto, quindi chiedo a tutti di abbassare i toni e di rimboccarsi le maniche per il bene del paese.


Mario Scelzo.

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