lunedì 19 gennaio 2015

Abitare solidale

In questi giorni è tornato nelle cronache dei giornali il tema dell’emergenza abitativa. Nel decreto Mille Proroghe, apparso nella Gazzetta Ufficiale lo scorso 31 dicembre, ci si aspettava il blocco, l’ennesimo, dello sfratto per gli inquilini che non sono in grado di pagare il canone di locazione. Il rischio, concreto, è di vedere migliaia di famiglie in strada. Il primo atto del neo assessore del Comune di Roma, Francesca Danesi, è stato quello di scrivere una lettera al Governo, insieme ai suoi colleghi di Milano e Napoli,  per rimediare all’assenza del blocco degli sfratti.

Sempre più spesso vediamo forme di cohousing dove si cerca di abbattere costi e provare a formare piccole comunità di vicini che possano condividere spazzi e tempo.

Tra le tante iniziative vorrei però raccontarne una in particolare dove al cohousing tradizionale viene affiancata la solidarietà, trasformando quella che si può definire un disaggio sociale in opportunità.



Abitare Solidale è un’associazione di volontariato, nata intorno al progetto omonimo, nell’ambito dall’Auser (associazione di volontariato attivo da anni sulle tematiche della terza età). L’idea è quella di mettere in contatto anziani soli con donne fragili. Spesso gli anziani hanno case di proprietà ma che non riescono a mantenere una volta rimaste sole, dall’altra parte ci sono tante donne fragili, immigrate, italiane vittime di violenza.

L’incontro tra queste due realtà allevia la solitudine di chi vive solo e fa trovare una casa a chi non ce l’ha, creando nuovi nuclei familiari.


L’intero progetto prevede diversi momenti prima di far partire la convivenza: una prima fase nella quale vengono presi i primi contatti dopo il quale  viene stilato un identikit dell'utente (sia di chi ospita che di chi viene ospitato), utile per valutare le eventuali affinità tra tutti i candidati e creare delle possibili connessioni a cui seguono anche incontri di conoscenza reciproca. Inizia poi la coabitazione che viene sempre monitorato dai volontari.

Gavino Pala.

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