martedì 13 gennaio 2015

Charlie Hebdo, semi di speranza europea.

Non vorrei che leggeste questo articolo come una provocazione, non è la mia intenzione, ma vorrei provare a far emergere alcune Buone Notizie generate dalla feroce violenza scatenatasi in questi giorni a Parigi.
Fermo restando la condanna di un atto così inumano, e data per scontata la solidarietà a tutte le vittime ed al popolo francese, vorrei proporvi tre riflessioni che personalmente vedo come un segnale di speranza in questo momento buio.




1. Gli attentati sono stati realizzati da musulmani seguaci del Corano. Vero ed innegabile. E’ anche innegabile che musulmani figurano tra le vittime (penso al poliziotto Ahmed, intervenuto coraggiosamente sul luogo della sparatoria, ucciso a sangue freddo dai fratelli Kouachi) e tra gli “eroi”, come il giovane Lassana Bathily, originario del Mali, che ha nascosto 6 clienti del supermarket Koscher nella cella frigorifera salvando loro la vita.
Ahmed e Lassana ci mostrano con evidenza che generalizzare è sbagliato, e che non possiamo condannare una intera “categoria”. Esistono terroristi, non musulmani. Koulibaly, i fratelli Kouachi sono terroristi prima e musulmani poi, ed il variegato mondo islamico (come quello cristiano o ebraico) è formato da persone per bene e criminali. Va giudicata la persona e non la fede di appartenenza, e generalizzare parlando di scontro di civiltà sarebbe il miglior regalo che potremmo fare ai terroristi.



2.     Va sottolineata la bella e forte reazione del popolo francese, che compatto si è stretto in un legame di solidarietà e vicinanza, come testimoniato dalla imponente Marcia Repubblicana e dai numerosissimi attestati di simpatia verso la testata “Charlie Hebdo”. Il popolo francese non è caduto nel tranello di un facile vittimismo, non si è nascosto per paura del nemico, ma a testa alta ha riempito strade e piazze, mondo reale e mondo web.

3.     Oserei dire che la reazione al male scatenatosi in Francia, ha forse per la prima volta messo in luce l’esistenza di un sentire comune europeo. Tanti cittadini europei in questi giorni si sono riconosciuti francesi, il popolo ha “superato” la classe politica nella costruzione di una identità comune europea. Fino a ieri il sentimento europeista era debole ed in calo, ed in tanti guardavano alla Unione Europea come la casa della burocrazia, dei vincoli, dello Spread e dei Parametri.
   A mio parere ci siamo riscoperti tutti francesi ed europei, figli dei valori della Rivoluzione Francese e dell’Illuminismo. Altri attentati avevano scosso l’Europa ma non ricordo una reazione emotiva europea così forte e compatta.
La famosa frase di Voltaire “Non condivido le tue idee, ma mi batterò fino alla morte perché tu possa esprimerle” ha fatto si che in tanti ci sentissimo Charlie; Chi frequenta il mondo web avrà visto le bacheche twitter o facebook riempirsi di post con “Je Suis Charlie”, ed io lo intendo nello spirito della frase di Voltaire. Personalmente la satira di Charlie Hebdo la trovo di cattivo gusto e spesso offensiva, ma è un loro sacrosanto diritto pubblicare ciò che vogliono, la libertà di espressione è una delle basi del Pensiero Occidentale.

Dalle nubi di un feroce attentato, nasce la speranza di una Nuova Europa, giovane, dinamica, aperta alla integrazione, ma salda nella difesa dei suoi valori di libertà ed uguaglianza che l’hanno resa un faro della civiltà.
Una Europa libera e solidale, radicata nell’umanesimo e nella integrazione, forte dei suoi valori, sarà l’arma migliore per combattere e vincere la battaglia non contro l’Islam, ma contro il terrorismo.


Mario Scelzo.

1 commento:

  1. un articolo bello e semplice che offre molti spunti di riflessione e fa emergere la voglia di unità e far fronte contro gli attacchi verso la libertà e la convivenza pacifica dei popoli. Una cosa che non avrei voluto vedere alla manifestazione di Parigi erano alcuni capi di Stato che sfilavano alteri e con la loro ipocrisia.
    Bravo Mario
    Un caro saluto
    Francesco

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