venerdì 17 aprile 2015

Liberazione

Liberazione, dalla malattia, dalla guerra, dal peccato, questa la parola chiave che ci guiderà in questa breve riflessione a caccia di buone notizie.
L’Isis fa sempre paura, i dati economici non sembrano migliorare, il Governo è in preda alle solite fibrillazioni, l’Opposizione sta messa ancora peggio, il dramma dei migranti in fuga da guerre e carestie, insomma il solito quadro cupo e triste, a cui ci stiamo purtroppo abituando.



Eppure, guardando con attenzione alla realtà che ci circonda, scorgiamo in questa settimana almeno tre buone notizie che a mio parere meritano di essere sottolineate e condivise, per ricordarci che è possibile sperare e costruire un mondo migliore: 1) Il Virus Ebola quasi del tutto debellato, 2) i Partigiani ospitati in Parlamento, 3) l’ordinazione sacerdotale di Salvatore Mellone.
1.     Con un post sul suo profilo Facebook, è Gino Strada, il Medico fondatore ed anima di Emergency, ad annunciarci la buona novella della liberazione dalla malattia, qui le sue parole:

“Questa volta ci siamo, l’epidemia è sotto controllo. Ci sarà “una coda”, pochi casi sporadici nel Paese, ma questa epidemia in Africa occidentale è stata vinta, finalmente. Il nostro Centro non ha più ammalati, solo pochi convalescenti che saranno dimessi nei prossimi giorni. E anche per me, dopo più di 6 mesi, è finalmente ora di tornare a casa. Grazie a tutto il nostro staff, alle centinaia di persone che si sono impegnate con passione e professionalità. Grazie a tutti voi che ci avete incoraggiato e sostenuto in questa esperienza durissima e rischiosa, da soli non ce l’avremmo fatta.”

Senza dilungarmi, le parole di Gino Strada sono confermate da numerosi dati scientifici e da un clima più sereno che si vive nei paesi toccati dalla epidemia; E’ ancora presto per abbassare del tutto la guardia, ma una volta tanto la mobilitazione internazionale, sia delle grandi istituzioni come l’Oms, sia “dal basso” di realtà meritorie come Emergency, la Comunità di Sant’Egidio con i Centri Dream e tante altre realtà hanno creato una barriera alla diffusione della Epidemia.

2.     Parlando di Liberazione, come non sottolineare la “presa” del Parlamento da parte dei Partigiani! In un clima festoso ma allo stesso tempo solenne, il Parlamento è stato “assaltato” da una banda di allegri e pieni di vita novantenni, ex partigiani, venuti a Roma per celebrare i 70 anni della Liberazione dal Nazifascismo.



«La Resistenza, prima che fatto politico, fu soprattutto rivolta morale. Questo sentimento, tramandato da padre in figlio, costituisce un patrimonio che deve permanere nella memoria collettiva del Paese». È il monito del presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione delle celebrazioni per i 70 anni dalla Liberazione dal nazi-fascismo.  «Oggi, voi partigiani, siete padroni di casa», ha esordito la Boldrini mentre l’assemblea ha tributato loro un lunghissimo applauso. «È la prima volta - aggiunge con orgoglio la terza carica dello Stato - che in un’Aula parlamentare la liberazione dell’Italia dal nazi-fascismo viene ricordata con la partecipazione diretta sui banchi di coloro che vissero sulla loro pelle quella esperienza, mettendo in gioco la loro vita, affetti e speranze della gioventù».

Quello che vogliamo qui sottolineare è il clima festoso ma allo stesso tempo di Unità e Concordia, la forza dell’esempio di chi, come i Partigiani, mise da parte differenze ideologiche per contribuire alla salvezza prima ed alla ricostruzione poi del nostro amato Paese. L’augurio che mi sento di fare è che il Parlamento attuale possa prendere esempio dai Partigiani, mettendo da parte le divisioni e lavorando in unità e concordia per il bene del Paese.

3.     “Sarai Prete e celebrerai Messa”, queste le parole che Papa Francesco ha rivolto al telefono a Salvatore Mellone, seminarista di Barletta di 38 anni e malato terminale. Grazie ad un permesso speciale accordatogli dalla Congregazione del Clero su spinta del Vescovo di Trani-Barletta-Bisceglie Giovanni Battista Pichierri, il seminarista ha ottenuto un permesso speciale e terminato il seminario in 4 anni invece dei canonici 6.



    Salvatore, da anni immerso con fede e costanza nella vita parrocchiale, ha coronato il suo sogno nonostante la malattia, celebrare messa. Nel corso di una toccante cerimonia (qui una sintesi da un servizio di Tv2000 ) svoltasi nella sua casa viste le condizioni di salute, ma con migliaia di persone ad assistere sul maxischermo, Salvatore è stato ordinato Sacerdote e, su richiesta esplicita del Santo Padre, ha rivolto la sua benedizione a Papa Francesco.
Da notare l’umanità travolgente di Salvatore che, seppur malato terminale, ha speso parole di affetto e ringraziamento ai medici ed agli infermieri che lo assistono quotidianamente nella sua lotta contro il male.

«grazie a Dio per quell’amore sconfinato che ha voluto riversare nella mia vita, sovrabbondante di grazia; quanta gioia oggi, quanta da oggi, quanta non solo oggi», ha detto il novello Sacerdote. Che la gioia di Salvatore sia la nostra Gioia.


Mario Scelzo

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