sabato 16 maggio 2015

Ponte Mammolo, Solidarietà in Rete

Oggi vi parleremo del contagio della solidarietà, sottolineando in particolare quanto a volte un semplice tweet oppure un rapido appello in rete possa essere capace di suscitare una rete di solidarietà concreta e contagiosa, ma andiamo con ordine.

Roma si prepara, dal Prossimo Dicembre, ad accogliere i numerosi pellegrini che arriveranno in Città per partecipare al Giubileo della Misericordia indetto da Papa Francesco. Si inizia a parlare di decoro, miglioramento dei trasporti, piani di accoglienza straordinari, ma di fatto uno dei primi atti concreti compiuti dalla Giunta Marino per il “decoro”, è stato lo sgombero di oltre 200 rifugiati o italiani senza fissa dimora che da tempo vivevano, in condizioni certo non ottimali ma tutto sommato dignitose, nel cosiddetto Borghetto della Pace di Ponte Mammolo.



Parliamo, per capirci, dell’insediamento visitato a sorpresa da Papa Francesco nel corso di una sua visita ad una Parrocchia della Periferia Romana.  Parliamo appunto di un luogo certo non paradisiaco, ma di una realtà tutto sommato stabile e dignitosa, integrata nel quartiere, con una presenza attiva del volontariato, dalla Comunità di Sant'Egidio, Prime Italia, le Parrocchie della zona, solo per citarne alcune. Bene, lo scorso lunedì mattina, senza preavviso e con una cattiveria inaudita, le ruspe mandate dal Comune si sono presentate al Borghetto e lo hanno letteralmente raso al suolo, ed in sostanza più di 200 persone si sono ritrovate senza casa.

Non è questo il luogo per polemizzare col Comune di Roma, anche se sottolineo che moltissime associazioni hanno espresso enormi perplessità sulle modalità dello sgombero. Vogliamo invece sottolineare il contagio positivo della solidarietà che può svilupparsi a partire dalla rete.

Personalmente passo molto tempo su Twitter, lo considero un ottimo strumento di condivisione ed anche, da blogger e persona mediamente informata, un mezzo per comprendere gli umori reali del paese, per essere al passo coi tempi e per capire l’aria che tira, dalla politica alla società, dalla Chiesa allo Sport. Bene, l’altro giorno mi imbatto in un tweet di Luca D’Inzeo (su Twitter il Dottor Watson) che mi incuriosisce, si parla di portare tende e/o generi di prima necessità per soccorrere gli sgomberati di Ponte Mammolo, molti dei quali ora dormono per strada (concedetemi la freddura, dormire in baracca non è decoroso, ma per il Comune di Roma dormire all’aperto in un parcheggio si….).



Passo avanti, pensando che Luca D’Inzeo sia una persona di buona volontà, ma in fondo è un benefattore isolato,,,,poi mi accorgo che ha continuato a twittare, e molta gente ha risposto al suo appello,,,,di fatto, insieme ad altri, cito per tutti Franca_Dema della Associazione Prime Italia, si è messo in piedi, in poco tempo, un bombardamento positivo di tweet per sostenere in maniera rapida gli sfollati di Ponte Mammolo.
E’ molto interessante notare che la solidarietà non è rimasta “chiusa” dietro la tastiera del Pc, ma ha mobilitato un sostegno concreto ed efficace, dalla Comunità Eritrea che ha cucinato lo Zhigini per gli sgomberati, alle donazioni di tanti singoli cittadini, al gesto di Decathlon, catena di abbigliamento sportivo, che sarà per pubblicità, sarà per opportunismo, sarà per quello che vi pare, in risposta ad un tweet del Dottor Watson, ha donato 4 Tende da 10 posti agli sfollati.

Ovviamente sono delle soluzioni tampone, ovviamente ci auguriamo che nessuno possa dormire in tenda e tutti possano avere un tetto, ma allo stesso tempo ci piace sottolineare (ed è in fondo il motivo per cui è nato questo blog) la buona volontà, la bontà d’animo ed il coraggio di tante persone, o associazioni, che non restano indifferenti di fronte al male ed ai problemi concreti, e che riescono a creare una rete di solidarietà concreta ed efficace.

Una riflessione conclusiva: l’assenza delle Istituzioni non è un motivo valido per girare la testa dall’altra parte, e questa catena di solidarietà a Ponte Mammolo è un esempio di come non cadere nel vittimismo e nella rassegnazione; Allo stesso tempo però ci stupisce in negativo che il Dottor Watson riesca ad arrivare dove non arrivano il Comune di Roma, la Provincia, il Governo. Insomma, possibile che un paese che si definisce civile come l’Italia, un paese membro del G7 e nonostante la crisi una delle potenze economiche mondiali non riesca a trovare una casa per 200 sfollati? Possibile che il Dottor Watson rimedia da solo 4 tende, pannolini, pasti caldi ed il Comune non ci riesce?


Mario Scelzo 

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