lunedì 8 giugno 2015

Medici su Twitter


Oggi vi voglio parlare dei Medici su Twitter, una interessante iniziativa che si sta sviluppando su Twitter grazie alla iniziativa meritoria di Luca D’Inzeo, meglio conosciuto come Dottor Watson, abile tessitore di reti sociali sul web capaci però poi di mobilitarsi concretamente in iniziative di solidarietà.

Andiamo con ordine. Quante volte vi è capitato di aver bisogno di un consulto medico, un consiglio sanitario,  ma non sapete a chi rivolgervi? Quante volte siete usciti da un ambulatorio o dal consulto con un luminare con molti dubbi e avendo capito poco la situazione generale? E, non me ne voglia a male la categoria medica, quante volte siamo stati liquidati dai dottori con pochissime e poco chiare parole, restando preda di dubbi e questioni irrisolte? O quante volte avete avuto una urgenza medica, non tale però da andare al Pronto Soccorso e non sapete a chi rivolgervi? Il Dottor Watson è qui per questo!




In pratica, potete rompergli le scatole su Twitter ( a lui oppure agli altri medici che si stanno aggiungendo a tale iniziativa ) con dubbi, domande, quesiti, e, compatibilmente col lavoro e le altre attività, riceverete una risposta. Per il fastidio vi verrà richiesto però di dare un contributo volontario, comunque non inferiore ai 2 euro, ad una associazione di volontariato o ad una campagna sociale.

I Medici in Rete si sono prima attivati per sostenere le attività di Medici Senza Frontiere, ed a seguire hanno dato il loro enorme contributo per aiutare gli sfollati di Ponte Mammolo

Facendo i complimenti al Dottor Watson per questa brillante iniziativa, devo fare una doverosa precisazione, che avrei fatto in ogni caso ma che mi è stata anche chiesta dai Medici in Rete, i quali:

  •  Non possono, non sono autorizzati, non sono in grado e non sono tenuti a prescrivere medicinali.
  • Il consiglio medico dato in rete non può mai sostituire la visita medica, il legame personale tra medico e paziente.


Ciò non toglie il valore di ricevere, anche via web, una parola di conforto, un consiglio, una rassicurazione, un incoraggiamento. Il tutto viene poi arricchito dalla solidarietà che da virtuale diviene concreta, da tanti consigli medici che diventano tende per gli sfollati, vestiti per i bambini, medicinali per chi non può permetterseli.

Mario Scelzo

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