venerdì 9 ottobre 2015

Mediterraneo Mare di Pace

Dalla Tunisia alla Libia, dall’Italia all’Albania, passando per la Grecia, questa settimana il Mediterraneo, che siamo abituati ad associare ad immagini di morte e disperazione, è un Mare di Pace e di Buone Notizie.




Partiamo dalla assegnazione del Premio Nobel per la Pace al “Quartetto Nazionale per il Dialogo”, un cartello di associazioni umanitarie e confederazioni sociali tunisine per  “il suo contributo decisivo nella costruzione di una democrazia pluralistica dopo la rivoluzione cosiddetta dei gelsomini". Di fatto, gli assegnatori del Nobel hanno voluto premiare e sostenere gli sforzi del Popolo Tunisino nella lotta al terrorismo, e voluto dare il loro incoraggiamento nel continuare il percorso per la costruzione di una democrazia islamica tollerante. E’ chiaro a tutti gli osservatori che la Tunisia è un paese decisivo, un ponte tra Oriente ed Occidente; Gli attentati al Museo del Bardo ed alla spiaggia di Sousse ci mostrano chiaramente come l’Isis abbia paura di un paese islamico, ma democratico e tollerante. E’ importante quindi che l’Europa faccia di tutto per aiutare la Primavera Tunisina, il Nobel per la Pace è un incoraggiamento ad andare avanti.



Dalla Tunisia spostiamoci in Libia; Proprio oggi l’Inviato dell’Onu Bernardino Leon ha annunciato di aver proposto di un Governo di Unità Nazionale tra le due fazioni in lotta, una facente capo a Tripoli l’altra alla città di Tobruk. Non è facile orientarsi nel puzzle libico; sintetizzando si può dire che, dalla deposizione di Gheddafi, non esiste un Governo da tutti riconosciuto ed il Paese è in mano alle Tribù, alcune più filo occidentali, altre più vicine all’Islam radicale.
Non possiamo sbilanciarci e dire che il Puzzle Libico sia prossimo alla soluzione, ma accogliamo con speranza questa proposta delle Nazioni Unite, di fatto il primo tentativo di risoluzione della questione Libia. E’ chiaro a tutti che una democrazia stabile porterebbe beneficio non solo alla Libia, ma a tutta l’area mediterranea e sarebbe un importante beneficio anche per i nostri interessi nazionali.



Dalla Libia ci spostiamo in Grecia, dove non possiamo non elogiare il Fornaio di Kos, Isola dove transitano molti dei profughi siriani in viaggio verso l’Europa. Da alcune settimane Dyonisis Arvanitakis, un energico fornaio di 76 anni, prepara con le sue mani e distribuisce personalmente 100 kg. di pane, dolci e biscotti al giorno ai profughi. Una goccia nel mare? Forse. Ma un gesto concreto di solidarietà che ci ricorda come ognuno di noi possa far qualcosa per rendere il mondo un posto più umano.



Spostiamoci ad Elbasan, in Albania. Ieri si è giocata la partita di calcio Albania-Serbia, valida per le qualificazioni ad Euro 2016. Come saprete, per ragioni storiche (basti solo la questione del Kosovo), i rapporti tra Serbia ed Albania tutto sono tranne che amichevoli, basti pensare che la partita di andata giocata in Serbia è stata vinta dall’Albania a tavolino dopo l’ingresso in campo di un drone inneggiante al Kosovo albanese e conseguente rissa tra i giocatori in campo ed i tifosi sugli spalti. 
Bene, ieri, prima della partita c’è stato un importante abbraccio a centrocampo tra i giocatori delle due squadre, un gesto importante di distensione che va aldilà dello Sport. Non è un caso che nel post-partita (nonostante un risultato infelice per i padroni di casa, sconfitti 2-0 dai serbi) non ci sono stati scontri tra le due tifoserie, mentre nel prepartita erano volati sassi verso il pullman della squadra serba. Ci auguriamo di poter dare più spesso risalto a comportamenti positivi provenienti dal mondo del calcio, spesso associato a scontri, scandali e violenza.

Dall’Albania arriviamo in Italia, dove sottolineamo due buone notizie: la prima, procede alla Camera il cammino dello Ius Soli,  ne abbiamo già parlato su queste pagine, l’Italia si avvia a concedere la cittadinanza a centinaia di migliaia di bambini, nati nel nostro paese ma non considerati cittadini a tutti gli effetti.



La seconda, può apparirci poco rilevante, in realtà a mio parere segna l’inizio di una nuova era: Stamattina è decollato da Ciampino un aereo con 19 profughi eritrei diretti in Svezia, si tratta dei primi migranti ricollocati in Europa in seguito alla approvazione del Piano Ue di ricollocamento europeo. Sono pochi, si è perso troppo tempo, non tutti i paesi sono coinvolti; Tutto vero, ma è l’inizio di una nuova coscienza europea, questi 19 profughi rappresentano una svolta per l’Europa che adotta delle strategie serie ed accoglienti verso i migranti. Sono essi anche il segno concreto di una condivisione della questione migranti, non più una questione greca o italiana, ma una tematica da affrontare insieme agli alleati europei.


Mario Scelzo

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