martedì 9 febbraio 2016

Il Sindaco Pescatore

Ieri sera più di 7 milioni di persone hanno guardato su Rai Uno la Fiction “Il Sindaco Pescatore”, ispirata alla storia vera di Angelo Vassallo, Sindaco di Pollica (Salerno) ucciso nel 2010 da un agguato con sospetta matrice camorristica.
Il telespettatore è rimasto certamente affascinato dai paesaggi del Cilento, dalla bravura di Castellitto, da musiche intriganti ed una validissima sceneggiatura (ingredienti non sempre presenti nella Tv italiana….), ma credo che quello che abbia colpito maggiormente sia stato il racconto della vita e della attività politica di Angelo Vassallo.



La vicenda la conoscete, inutile ripercorrerla (e se non lo avete visto, guardatelo “Il Sindaco Pescatore”, vale la pena), volevo fare però alcune riflessioni in merito sia alla figura di Angelo Vassallo sia rispetto all’impegno politico e sociale, valore da recuperare in questi tempi di antipolitica.

In Italia esistono 8.046 Comuni, nella maggior parte dei casi parliamo di piccoli paesi di 1.000 – 2.000 abitanti, o di cittadine di grandezza appena maggiore. Ora, se ci immaginiamo il Sindaco di un Comune, pensiamo a Marino a Roma, a De Magistris a Napoli e così via, vorrei considerare con voi che, oltre a quei 50 Sindaci che magari possiamo conoscere almeno a livello di stampa, ne abbiamo altri 8.000 che ogni giorno compiono silenziosamente il loro lavoro. La prima riflessione che vorrei fare è che, nonostante quello che sostiene certa antipolitica, NON SONO TUTTI UGUALI, NON FA TUTTO SCHIFO, NON RUBANO TUTTI ALLA STESSA MANIERA.



Se indubbiamente la figura di Vassallo spicca per onestà e competenza, io sono convinto che l’Italia sia piena di tanti Angelo Vassallo che in maniera silenziosa operano per il bene della loro comunità, tra mille difficoltà burocratiche e finanziarie. Lancio anzi un appello, se ritenete di conoscere una storia esemplare di un bravo amministratore comunale, noi di Buone Notizie saremo ben felici di raccontarla, cercando di dare la giusta visibilità a chi opera per il bene comune nel rispetto della legalità.



Mi spingo a dire che fare il Sindaco in un piccolo Comune è più difficile che fare il Presidente del Consiglio; La storia di Angelo Vassallo è esemplare perché ci mostra la difficoltà di operare con impiegati comunali demotivati, arrampicandosi tra delibere comunali provinciali regionale e/o delle comunità montane, il coraggio di dire di no alla richiesta di condono fatta dal cognato, dall’amico di una vita, dal barista di fiducia, insomma a delle pressioni veramente vicine alla nostra vita quotidiana. Ovviamente, visto che non sono tutti uguali, alcuni amministratori sono capaci a non cedere alle pressioni, altri per codardia o proprio per disonestà non si fanno problemi ed operano nel peggiore dei modi, ai cittadini elettori il compito di giudicare.



La seconda riflessione chiama in causa la figura di Angelo Vassallo. Saranno concetti banali, ma dalla sua vita vorrei far emergere tre fattori: 1) il cambiamento è possibile a partire dalle piccole cose, 2) in ogni realtà, politica o sociale, per quanto conti l’impatto del singolo, il cambiamento si ottiene facendo squadra, costruendo una rete; 3) il cambiamento ha bisogno di tempo.
Realizzare una Isola Pedonale, organizzare la raccolta differenziata, far ripartire un depuratore, magari tre comportamenti che presi separatamente non cambiano la vita di un cittadino, al contrario se messi insieme creano un tessuto urbano migliore. Se guardiamo alla vicenda di Pollica, emerge chiaramente come Vassallo sia stato capace di fare squadra e di riunire attorno a sé una equipe di validi professionisti, persone competenti nei rispettivi ambiti lavorativi. (Dall’Avvocato al ViceSindaco, dall’Ingegnere agli amici di sempre, questo elemento emerge benissimo nella Fiction Rai). Ritengo che la politica abbia bisogno non solo di leader, ma soprattutto necessiti di strutture, quadri intermedi, persone capaci negli ambiti opportuni, e direi che spesso i partiti attuali sono troppo legati alle figure dei leader essendo invece carenti di una classe dirigente intermedia.

Vassallo è Sindaco di Pollica per 3 mandati, il cambiamento che opera nel suo Comune richiede tempo, e difatti i frutti arriveranno anno dopo anno. Personalmente credo poco alle promesse da campagna elettorale, del tipo in un mese cambia tutto, credo che ad ogni amministratore vada concesso il tempo necessario per provare ad intervenire. Diffidate da chi ha sempre la soluzione pronta ed immediata ai problemi, specie se di realtà complesse.

Grazie ad Angelo Vassallo, a chi ne mantiene viva la memoria, grazie alla Rai per aver dato visibilità a questa bella storia. La sua vita è una Buona Notizia, nonostante il finale che tutti conosciamo.


Mario Scelzo

2 commenti:

  1. Caro Mario, la storia del Sindaco Vassallo è l'esempio, di quanto sia difficile e rischioso l'esercizio della funzione pubblica in un piccolo centro urbano. Condivido ogni parola del tuo articolo e soprattutto quando affermi con forza che non sono tutti uguali e che ci sono tantissimi amministratori onesti e impegnati. Ci sono tante storie di buone notizie che sfuggono alla grande attenzione, ma sono quelle che caratterizzano di più il nostro paese.
    Ciao e grazie per la piacevole lettura.
    Francesco

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  2. Son contento ti sia piaciuto, ritengo che sia davvero una storia esemplare. Spero di raccontarne altre simili, magari...prima che diventano famosi per tristi fatti di cronaca.

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