martedì 1 marzo 2016

I Corridoi Umanitari: Una Nuova Speranza Europea.

Il ritorno del Commissario Montalbano ha incollato alla televisione 11 milioni di persone, altre erano occupate a seguire la sfida di alta classifica Fiorentina – Napoli, nei media si discute della paternità di Vendola, ai Tg le solite immagini del dramma dei migranti, nello specifico scontri alla frontiera Greco/Macedone e l’inizio dello sgombero della Giungla di Calais.
Se anche siamo solidali col dramma dei profughi, se (tranne Salvini e pochi altri) proviamo dolore nel vedere bambini costretti a scappare dalla guerra, non ci nascondiamo: di fronte all’ennesimo naufragio o all’ultimo sgombero, prevale un sentimento di abitudine e/o rassegnazione, rispetto ad una questione troppo grande per noi: finito il Tg ognuno torna alle sue attività.



Ma ieri 29 Febbraio 2016 è accaduto qualcosa di speciale, un evento che a mio parere potrebbe cambiare il corso della Storia Europea e fare di questa data uno spartiacque tra la Vecchia e la Nuova Europa; Con l’arrivo all’aeroporto di Roma Fiumicino di 93 profughi siriani sono ufficialmente partiti i Corridoi Umanitari.

Prima di scendere nei dettagli, vorrei ricordare che quando parliamo di profughi, parliamo di persone con nomi volti e storie. Da Mariam, cristiana assira che a a71 anni inizia una nuova vita, a Falak e Hussein ed i loro figli, al piccolo Dia che ad 11 anni ha già perso una gamba sotto le bombe in Siria. Ricordiamoci che quando parliamo di migranti, profughi, parliamo di persone in carne ed ossa che potrebbero essere i nostri figli, nipoti, nonni.

Vediamo ora nel dettaglio in cosa consistono i Corridoi  Umanitari. Sono frutto di un Protocollo d’intesa sottoscritto da: Governo Italiano,  Comunità di Sant’Egidio, Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, Tavola Valdese. Si tratta di un progetto-pilota, il primo di questo genere in Europa, che ha come principale obiettivo quello di evitare i viaggi con i barconi nel Mediterraneo, che hanno già provocato un numero altissimo di morti. Una Scheda della Comunità di Sant'Egidio ci spiega nei dettagli l’iniziativa, che provo a sintetizzare per i miei lettori: 
Si tratta di concedere a persone in “condizioni di vulnerabilità” un ingresso legale sul territorio italiano con visto umanitario e la possibilità di presentare successivamente domanda di asilo; I corridoi umanitari prevedono l’arrivo nel nostro Paese, nell’arco di due anni, di mille profughi dal Libano (per lo più siriani fuggiti dalla guerra), dal Marocco (dove approda gran parte di chi proviene dai Paesi subsahariani interessati da guerre civili e violenza diffusa) e dall’Etiopia (eritrei, somali e sudanesi).



L’iniziativa è totalmente autofinanziata dalle organizzazioni che lo hanno promosso, grazie all’otto per mille della Chiesa Valdese e ad altre raccolte di fondi. Non pesa quindi in alcun modo sullo Stato.
Una volta arrivati in Italia i profughi non solo sono accolti, ma viene loro offerta un’integrazione nel tessuto sociale e culturale italiano, attraverso l’apprendimento della lingua italiana, la scolarizzazione dei minori ed altre iniziative. In questa prospettiva viene loro consegnata una copia della Costituzione Italiana tradotta nella loro lingua.

Potrei continuare con i dettagli “tecnici” ma vorrei sottolineare quattro elementi che a mio parere rendono i Corridoi Umanitari non sono una bella iniziativa sporadica ma un segno concreto di speranza per il futuro dell’Europa e del Mondo.  

1.     Prima di tutto l’arrivo dei 93 siriani in Italia ci mostra che tutti possiamo fare qualcosa per cambiare il mondo, nessuno è troppo piccolo, troppo debole, inadeguato per contribuire al cambiamento. I Corridoi Umanitari “crescono” grazie al lavoro di tanti volontari e di tante associazioni che, unendo le proprie forze, hanno trovato finanziamenti, strutture, percorsi giuridici, sostegno nella pubblica opinione.

2.     Quello dei Corridoi Umanitari è un Modello Replicabile. Sottolineo che il tutto avviene nel rispetto delle Leggi Italiane ed Europee. Si mostra quindi all’Europa che è possibile trovare delle soluzioni a questioni indubbiamente complesse come quella dei Migranti. Si sottolinea l’inutilità ,e la cattiveria e l’assurdità oserei dire, di costringere i migranti a viaggiare in condizioni disumane mettendo a rischio la vita, quando è tecnicamente possibile organizzare il tutto in maniera sicura e legale.



3.     Si ricorda all’Europa la propria vocazione alla Solidarietà ed alla Accoglienza. In tanti (mi ci metto anche io) spesso vediamo una Unione Europea monopolizzata dalla burocrazia, dai cosiddetti tecnocrati, i cittadini percepiscono una istituzione fredda e arcigna, preoccupata più dei bilanci dei singoli paesi che della vita reale dei cittadini. Senza dilungarmi, direi che la vicenda del Debito Greco abbia mostrato il volto peggiore dell’Europa Tecnocrate. Al contrario, i Corridoi Umanitari ci riportano al Manifesto di Ventotene, al sogno dei padri fondatori di una Unione Europea simbolo di pace, solidarietà ed accoglienza, un Continente capace di esportare nel Mondo i suoi valori migliori, dall’Umanesimo all’Illuminismo, dalle Radici Cristiane alla Cultura Giuridica.

4.     Ultimo elemento, ma oserei dire il più importante; Aldilà del meritorio lavoro “sul campo” per garantire l’accoglienza, gli ideatori dei Corridoi Umanitari hanno realizzato (e ci auguriamo continueranno a farlo) un enorme lavoro culturale, sia studiando nel dettaglio i meccanismi legali per permetterne il funzionamento, sia solo nell’avere il coraggio di proporre e portare avanti una iniziativa di tale portata nello scetticismo e nella rassegnazione generale.

C’è una Italia che segue Salvini ed i suoi discorsi improntati all’Odio ed alla Paura per il diverso, c’è una Italia delle Associazioni e del Volontariato che sogna e lavora per un Mondo Migliore, e permettetemi, fa molto piacere sapere che il Governo Italiano sostiene ed incoraggia l’iniziativa dei Corridoi Umanitari.

Il 29 Febbraio non è una data come le altre, ma segna l’inizio di una Nuova Europa.


Mario Scelzo

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