lunedì 4 aprile 2016

Un Calcio al Razzismo ed alla Indifferenza

Tifosi che cercano di assaltare il pullman della propria squadra, calciatori costretti ad andare sotto la Curva per “scusarsi” della sconfitta, supporter in trasferta che distruggono monumenti, uno sport sempre meno “gioco” e sempre più legato al marketing, alle lobby economiche ed alla gestione dell’Ordine Pubblico. Il gioco del Calcio ultimamente non si presenta con l’abito migliore, potrei fare numerosi altri esempi negativi ma la realtà quotidiana è sotto gli occhi di tutti. Ovviamente è sbagliato generalizzare, esistono tante tifoserie pacifiche, stadi dove ancora si può entrare tranquilli con i propri figli (penso ad isole felici come ad esempio Sassuolo), ma la “cronaca calcistica” è mediamente negativa.

Eppure proprio alcuni eventi legati al Calcio ci danno oggi la possibilità di parlare di Buone Notizie. Ci sembra giusto sottolineare i “comportamenti corretti” (come direbbe un tecnico toscano caro a chi scrive) di alcuni calciatori, anche perché tanti ragazzi vedono in loro dei modelli di comportamento da imitare, ed allora ben vengano esempi positivi.



Esteban Cambiasso è stato uno dei protagonisti del Triplete (vittoria nello stesso anno di Scudetto/Coppa Italia/Champions League) dell’Inter. Centrocampista tecnico e grintoso, uno di quei calciatori che da avversario vorresti avere nella tua squadra. Dopo Real Madrid ed Inter, sta terminando la sua brillantissima carriera nell’Olympiakos, squadra di Atene ed esattamente della zona portuale del Pireo. Proprio al Pireo si trovano alloggiati in condizioni precarie molti profughi siriani, in attesa delle decisioni europee e nella speranza di salpare per altri lidi. Nei giorni scorsi i calciatori dell’Olympiakos sono andati al Porto di Pireo ed hanno distribuito pasti caldi e vestiti per i rifugiati, hanno organizzato un servizio di barbiere e lavanderia e si sono intrattenuti con i profughi scambiando con loro due calci al pallone.

Un piccolo gesto, in fondo una spesa irrilevante per Campioni affermati che guadagnano cifre enormi, ma un segnale di affetto, sostegno, vicinanza, una lezione di umanità. Direi anche la dimostrazione che i calciatori (almeno non tutti) non vivono in Torri d’Avorio isolate dalla realtà, ma come ognuno di noi compiono la scelta di voltarsi dall’altra parte o di fare qualcosa per il prossimo.



In Germania una bella storia ci arriva dalla squadra dilettantistica del Deinster Sv.
Di fronte all’ennesima aggressione razzista ai danni di due suoi tesserati sudanesi, la rosa del Deinster SV ha deciso di far ritoccare la foto di squadra con Photoshop: ciascun calciatore appare ora con la pelle nera in segno di solidarietà nei confronti dei due compagni giunti in Germania da rifugiati e in seguito aggregati alla squadra. Dopo essere stata pubblicata sulla pagina Facebook ufficiale del club, la foto ha ricevuto nel giro di poche ore qualcosa come 12.000 Like.
Un piccolo gesto, ma allo stesso tempo uno schiaffo simbolico ai tanti che negli stadi intonano cori razzisti, ed allo stesso tempo ai tifosi “normali” che, magari pur non condividendo i cori, restano in silenzio e consentono ai razzisti di far sentire forte la propria voce.

In chiusura, ci piace sottolineare la vittoria della Francia per 4-2 nella amichevole contro la Russia. Ci interessa poco del risultato, ma siamo felici della riapertura al pubblico (seppur tra ingenti misure di sicurezza) dello stadio di Saint-Denis, teatro nel mese di Novembre di parte degli attentati terroristici a Parigi. Si è trattato di un test importante in vista degli Europei del 2016 che si terranno appunto in Francia, e che ci auguriamo si possano svolgere in una cornice di pubblico festoso e non a porte chiuse per paura di attentati.


Mario Scelzo

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