lunedì 4 luglio 2016

Buone Notizie da Milano.

E’ difficile parlare di Buone Notizie dopo il tragico attentato terroristico che ha in questi giorni coinvolto molti nostri connazionali a Dacca. Ai familiari delle vittime vanno le mie sentite condoglianze e sono certo quelle dei miei lettori. Ma ancor di più in questi momenti tristi ritengo necessario dare visibilità e risalto ad alcune notizie che a mio parere sono portatrici di speranza verso il futuro.

Oggi in particolare vorrei parlarvi di tre storie/incontri provenienti da Milano che, seppur distinte, se messe insieme creano un clima positivo: l’accordo Sala/Scola per la costruzione della Moschea; la storia di un immigrato albanese oggi imprenditore di successo, il bonus bebè che il Comune garantirà alle neomamme.

Andiamo con ordine. Lo scorso 25 Giugno, in uno dei suoi primissimi incontri Istituzionali, il neo Sindaco di Milano Beppe Sala ha incontrato l’Arcivescovo di Milano Angelo Scola ed in sostanza i due hanno concordato sul diritto alla costruzione di una Moschea da parte della numerosa (si stima 120.000 fedeli) comunità islamica di Milano. I due hanno anche concordato di lavorare in maniera comune per dare sostegno alle periferie degradate, attraverso – parole di Scola -  “una Proposta che garantisca la sicurezza e che nello stesso tempo non rinunci all'accoglienza".




Va fatto notare che Milano è una delle pochissimi grandi città europee a non avere una Moschea di riferimento. Il tema della Moschea ha avuto un ampio risalto in campagna elettorale, con Sala (il candidato di centrosinistra, risultato poi vincente) favorevole, e Parisi (candidato del centrodestra, un moderato ma alleato con la Lega e le sue posizioni xenofobe) nettamente contrario. Io mi permetto di fare alcune considerazioni: dire no alla moschea è il modo migliore per dare forza al fondamentalismo islamico, mentre al contrario garantire alla comunità musulmana un luogo, garantito e controllato, dove riunirsi, è un primo passo per creare un clima di collaborazione capace anche di contrastare il terrorismo. Ovviamente vorrei chiarire subito che nessuno vuole qui giustificare il terrorismo dell’Isis, ma occorre essere chiari e distinguere tra Isis ed il miliardo e più di musulmani, in grandissima maggioranza pacifici e, va detto, spesso le prime vittime del terrorismo islamico.

Sia gli esperti della intelligence sia gli osservatori concordano nel dire che un potenziale terrorista non si riunisce nelle moschee “ufficiali”, dove maggiore è il controllo ma anche la presenza dell’Islam moderato, ma può trovare appoggi e sostegno nella vasta area esistente di garage che diventano luoghi improvvisati di culto, di pseudo centri islamici posti al di fuori della legalità. In sintesi, una Moschea regolare è sia un elemento di integrazione sociale per tanti cittadini, sia uno strumento di contrasto al terrorismo globale.




Restando a Milano, sul Corriere della Sera del 4 Luglio Elisabetta Andreis ci racconta la storia di Uljan Sharka, arrivato a 16 anni in Italia clandestino dall’Albania ed oggi un 24enne genio dell’informatica a capo di una azienda che fattura 25 milioni di euro, con sede a Milano ma in procinto di aprire nuove sedi a Londra  e San Francisco. La storia completa potete leggerla sul Corriere, io mi limito a sottolineare l’esempio positivo che ci viene da un immigrato. Lo stereotipo che ci inculcano ogni giorno è quello del clandestino immigrato che viene in Italia a rubarci il lavoro, al contrario qui abbiamo un imprenditore di successo che ha già dato lavoro a 25 persone ed è in procinto di assumerne altri. La sua storia ci ricorda per l’ennesima volta che ogni migrante non è un numero ma una persona, con la sua storia, le sue passioni, le sue capacità (nel caso di Uljan superiori alla media) e come persona va trattato ed accolto.



Ci piace segnalare poi uno dei primissimi atti della Giunta Sala, proposto dall’Assessore alle Politiche Sociali Pierfrancesco Majorino: dal 1 Gennaio 2017 verrò garantito alle neomamme un bonus mensile di 150 euro da spendere in beni di prima necessità. Un contributo di quasi 2.000 euro l’anno per i primi due anni di vita a disposizione delle famiglie con reddito inferiore ai 20.000 euro. Sarà invece consegnato un pacco di benvenuto a tutte le neomamme, indipendentemente dalla fascia di reddito. Ci sembra un gesto concreto di sostegno alla maternità, particolarmente utile in un paese come il nostro con un bassissimo tasso di maternità, come ci dicono sia le statistiche sia la vita di tutti i giorni dove ormai si vedono sempre meno bambini. Ci auguriamo una simile iniziativa possa essere replicata anche da altre amministrazioni locali.

Questo articolo non vuole essere uno spot alla amministrazione Sala, ma non possiamo non notare che in pochi giorni vediamo già due iniziative a nostro parere positive, mentre in altre città anche più importanti, ancora il candidato uscito vincitore dalle urne non è stato in grado di formare la Giunta.


Mario Scelzo

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