venerdì 7 ottobre 2016

Friday Good News (1)

Torna l’appuntamento del Venerdì con le Friday Good News, una selezione delle buone notizie della settimana prese dai principali organi di informazione. Se volete conoscere meglio le origini e direi lo scopo di questa rubrica, vi rimando al Numero Zero pubblicato la settimana scorsa.

La prima Buona Notizia della settimana è a mio parere il fallimento del Referendum anti immigrati fortemente voluto dal Presidente Ungherese Orban, che arriva pochi giorni dopo la notizia della candidatura all’Oscar del film italiano “Fuocoammare”.
In sintesi potremmo dire che se Orban simboleggia l’Europa dei Muri e della Inaccoglienza, Fuocoammare racconta il lavoro, le speranze ma anche le difficoltà dei lampedusani ed attraverso di essi dell’Europa della Accoglienza. Abbiamo due visioni ideologiche a confronto e potremmo dire che questa settimana segna una vittoria della Accoglienza contro la logica dei Muri.




Il referendum ungherese di fatto non aveva alcun valore legale, potremmo dire sia anche stato superato dagli eventi e da nuove direttive europee, ma aveva un fortissimo valore simbolico (Per maggiori dettagli sul referendum ungherese vi rimando a questo commento de Il Post che ben spiega i contorni della vicenda.)
Provo però a fare un rapido commento.. In sostanza il Presidente Orban rivendicava il diritto del suo paese di far parte a pieno titolo della Unione Europea ma rifiutando poi le decisioni sul tema della immigrazione prese dalla stessa Unione.
Sintetizzando all’estremo, il popolo ungherese non partecipando al referendum (che ha avuto un quorum del 43%) ha detto no alla politica dei muri, del filo spinato e della inaccoglienza che sta caratterizzando l’operato di Orban. Ora, non vogliamo qui affermare che tutto funzioni alla perfezione, che non ci siano enormi problematiche da affrontare a livello europeo rispetto alle tematiche migratorie, ma il popolo ungherese ci conferma che la risposta di fronte ad un tema così complesso non può essere quella dei muri, dell’isolazionismo, delle felpe di Salvini e del pugno duro di Orban.

La seconda buona notizia è la nascita di un prodotto innovativo nel palinsesto televisivo italiano. Da poche settimane è nato “Tg3 nel Mondo”, una edizione del Tg3, in onda la domenica sera attorno alle 23.45, interamente dedicata ad approfondimenti e notizie dall’estero. Qualche mio attento lettore saprà che lavoro al Tg3, ma ne avrei parlato in ogni caso.
A mio parere la Tv italiana ed in particolar modo il mondo della informazione televisiva sono colpite da due gravi malattie: il localismo ed il sensazionalismo. Ogni giorno per ore ed ore i telegiornali ripetono per mille volte l’ultima provocazione di Grillo, enfatizzano in positivo o in negativo gli ultimi dati dell’Istat, seguono ogni passo del premier – questo per quanto riguarda il localismo – o, peggio, provano ad intervistare la figlia della vittima del caso di cronaca di turno, si informano dal salumiere se l’autore dell’omicidio mostrasse stranezze nel comportamento, sviscerano la vita privata di chi suo malgrado ha subito o commesso un reato. Localismo e Tv del Dolore, in un circolo mediatico che si rincorre ogni giorno.




Bene, il Tg3 Mondo porta nella televisione italiana una ventata di freschezza ed originalità. Il telespettatore viene informato di quanto succede in Venezuela, nelle Filippine, udite udite si parla perfino di Africa, un continente pieno di risorse e problemi che rarissimamente trovano spazio nei telegiornali. Per quasi mezz’ora siamo aiutati ad allargare i nostri orizzonti, direi che guardare il Tg3 nel Mondo ci aiuta a superare il localismo quotidiano ed in qualche modo ci permette di relativizzare alcuni problemi del nostro paese. Inoltre, si tratta di un programma originale, e questo non è affatto scontato in un panorama televisivo dove è possibile vedere un talk-show che imita il talk-show rivale, programmi che cambiano il titolo ma sembrano fotocopie di altri già visti, ospiti ed opinionisti che non si sa per quali meriti professionali sembrano vivere sulle poltrone di questo o quel programma, discettando di politica, di gossip e/o di calcio con la stessa arroganza ed  incompetenza. (ogni riferimento ad Andrea Scanzi è puramente casuale).




La terza ed ultima buona  notizia la possiamo leggere sulle pagine di Repubblica e ci parla di un caso di Eccellenza Sanitaria in Italia. Presso il Policlinico San Donato di Milano è stato effettuato, con successo, il primo intervento al mondo di ricostruzione del Ventricolo sul cuore di una bambina di 10 anni. Siamo abituati a criticare la Sanità Italiana, e direi facciamo anche bene a farlo visto che esiste un enorme squilibrio tra differenti strutture e regioni, penso sia giusto dare visibilità ad interventi del genere, che coniugano innovazione, ricerca, buon utilizzo dei fondi pubblici. Non scordiamoci mai del valore di una Sanità Pubblica gratuita ed accessibile a tutti, in grado di restituire ad Elisa (soprannominata dal personale medico “Il Pulcino Combattente”) la gioia di vivere.


Mario Scelzo

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