sabato 3 dicembre 2016

Il Parco della Vita

Il Granducato di Toscana fu il primo Stato al Mondo ad abolire la Pena di Morte tramite l’emanazione, il 30 Novembre 1786, della “Legge di Riforma della legislazione criminale Toscana” meglio nota come “Codice Leopoldino”. Da alcuni anni, ogni 30 Novembre in memoria della prima storica abolizione, la Comunità di Sant’Egidio organizza “Cities for Life”, una iniziativa alla quale aderiscono molte associazioni, chiese ed organizzazioni di differenti Città e Nazioni, che prevede l’accensione simbolica di un monumento cittadino per dire “No alla Pena di Morte”. Ad esempio a Roma l’evento si svolge di fronte al Colosseo, simbolo della grandezza di Roma Imperiale ma anche arena che ha visto negli anni scorrere il sangue di tanti condannati a morte.




Per saperne di più sul 30 Novembre e sui passi avanti della campagna per l’abolizione della Pena di Morte rimando a questo articolo di AvvenireOggi vorrei in particolare parlarvi della adesione a “Cities for Life” del Parco Nazionale d'Abruzzo attraverso l’inaugurazione, lo scorso 23 Novembre a Pescasseroli, della “Via della Vita”.
La bellezza della Natura dice No alla Pena di Morte e dice Sì alla Vita. Siamo già a mio parere di fronte ad una bella notizia, ma vale la pena raccontare il percorso che ha portato a questa bella giornata (che, come possiamo vedere dalle foto, è stata baciata dal sole).




I miei primissimi lettori ricorderanno che in passato, nel 2014 se non sbaglio, abbiamo raccontato alcune storie di “umanizzazione” del Carcere, in particolare documentammo attraverso la testimonianza dell’amico Fabio Gui una "passeggiata ecologica" con i detenuti di Avezzano, giornata nella quale appunto alcuni volontari di Sant’Egidio, armati di fiato, scarpe adatte e simpatia, accompagnarono al Santuario della Madonna di Pietrarquaria 5 detenuti in una delle loro prime giornate di semilibertà.

Occasioni del genere sono, oltre che uno spazio di libertà ed umanità per chi vive dietro le sbarre, anche l’occasione per creare rapporti e tessere legami anche con le Istituzioni e con i suoi rappresentanti: per farla breve, tra Sant’Egidio ed i rappresentanti del Parco Nazionale si creano ben presto intesa e stima reciproca.


Anche a partire da queste iniziative, nel mese di Ottobre 2015 viene siglato un Protocollo d'Intesa triennale  tra il Provveditorato regionale per l’Abruzzo e il Molise del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria e la Comunità di Sant’Egidio, per ratificare e prolungare nel tempo l’impegno che i volontari dell’organizzazione religiosa mettono gratuitamente a disposizione, per migliorare il benessere e le condizioni di vita dei detenuti. Tradotto, questo porta ad una presenza costante dei volontari di Sant'Egidio nelle carceri di Vasto, Avezzano e Sulmona, e lascio immaginare ai miei lettori quanto una presenza amica possa contribuire a migliorare le condizioni di vita dietro le sbarre. Inoltre, vengono organizzati nelle carceri alcuni incontri con Tamara Chikunova,  una coraggiosa e determinata donna Uzbeka che dopo l'esecuzione del figlio 29enne ha fondato l'Associazione "Madri contro la Pena di Morte".

L’anno successivo, solo per citare uno dei tanti successivi momenti di incontro, nel comune di Lecce dei Marsi, si tiene un convegno con la partecipazione dei rappresentanti istituzionali locali ma soprattutto di numerosi studenti, nel quale Curtis Edward McCarty, un uomo che ha trascorso ingiustamente 22 anni nel braccio della morte, racconta ai ragazzi la sua terribile esperienza.




Incontro dopo incontro l’amicizia ed il legame crescono, per esigenze di sintesi saltiamo alcuni passaggi e torniamo alla attualità, quindi alla inaugurazione lo scorso 23 Novembre della “Via della Vita”, alla presenza del Cardinale Coccopalmerio Presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, del Presidente della Commissione Affari Sociali della Camera Mario Marazziti, del Presidente Ente Autonomo Parco Nazionale d'Abruzzo Antonio Carrara, del Presidente della Comunità del Parco Nazionale d'Abruzzo Antonio Di Santo e di Bill Pelke testimone e fondatore dell'associazione americana dei familiari delle vittime contro la pena di morte.  
Alla cerimonia erano presenti numerosi studenti con i loro insegnanti, e con l’occasione è stata lanciata –e subito apprezzata- l'idea di sostenere i condannati a morte attraverso la corrispondenza, un aiuto che possono dare tutti, anche i più giovani.

La Lotta per l'Abolizione della Pena di Morte è ancora lunga, ma anno dopo anno, anche grazie alle amicizie ed ai legami che nascono dentro e fuori le sbarre, si trovano nuovi alleati per combattere questa giusta battaglia.

Mario Scelzo

Nessun commento:

Posta un commento