venerdì 3 febbraio 2017

Friday Good News (5)

Anche questa settimana torna il consueto appuntamento con le Friday Good News, ovvero una selezione delle Buone Notizie della Settimana. Ritengo sia un “lavoro socialmente utile” quello di dare risalto e visibilità alle Notizie Positive, visto che ogni giorno siamo “circondati” da notizie ed immagini di guerre, omicidi, violenza diffusa, da un clima di negatività oltretutto spesso “moltiplicato” da certi Media e da certa Politica sempre pronti a soffiare sul fuoco del dolore e delle paure.

Questa settimana parleremo dell’Accordo tra Ministero dell’Interno e le associazioni musulmane in Italia per la costruzione di nuove Moschee, ci sposteremo a Napoli per parlare di un bar gestito da Ragazzi Down, concluderemo parlando della reazione del popolo e delle multinazionali americane al Muslim Ban di Donald Trump.





Pochi giorni fa il governo italiano, rappresentato dal ministro dell’Interno Marco Minniti, ha firmato un accordo di collaborazione con dieci importanti associazioni islamiche attive in Italia. L’accordo, che si chiama "Patto Nazionale per un Islam Italiano" ha l’obiettivo di stabilire un percorso di integrazione e collaborazione fra le associazioni e lo Stato. Diranno i miei lettori, ma come, la minaccia dell’Isis, il terrorismo dentro casa, “l’invasione islamica”, ed il Governo pensa ad aprire nuove moschee? Rispondo, e sono felice che il Ministero dell’Interno la pensi come me, che per garantire sicurezza, legalità ed allo stesso tempo libertà di culto, non c’è sistema più sicuro di avere dei luoghi di culto riconosciuti, controllati ed accessibili.

Piaccia o no, in Italia vivono milioni di fedeli musulmani, e non saranno gli slogan di qualche politico verde vestito a fermarne l’arrivo. Visto che ci sono, la cosa migliore da fare è integrarli e renderli “cittadini a tutti gli effetti” del nostro territorio.
E’ noto agli organi di sicurezza ed alle fonti investigative che il radicalismo islamico, generalmente, “prospera” negli ambienti clandestini e non controllati, si pensi alle tante “moschee improvvisate” site dentro oscuri garage, sconosciute perfino alla maggioranza dei musulmani. Inoltre, l’apertura di luoghi di culto “riconosciuti” svolge una duplice finalità: se da un lato garantisce il diritto di culto ad una fetta ormai larga della popolazione residente in Italia, dall’altro “responsabilizza” le stesse comunità musulmane, le quali sono spesso le prime vittime del terrorismo dell’Isis ma allo stesso tempo sono chiamate a diventare le prime “sentinelle” di fronte alle minacce del radicalismo.





Spostiamoci a Napoli, ed esattamente a Pozzuoli all’interno della “Multicenter School”. Sotto le pendici del Vesuvio è nato il "Ke Bar", locale gestito da quattro ragazzi affetti dalla Sindrome di Down. Grazie all’aiuto della “Bottega dei semplici pensieri”, una associazione del territorio, ed alla presenza di un Tutor, è stato possibile attrezzare i locali e predisporre l’apertura del Bar, coronando il sogno di crescita ed autonomia dei quattro giovani ragazzi.

La nascita del progetto è stata aiutata da alcuni sponsor e da una madrina d’eccezione come la Chef stellata Marianna Vitale, da tempo vicina all’associazione, ma chiariamo: i giovani hanno partecipato ad un corso di formazione, hanno orari e regole da rispettare come in qualsiasi luogo di lavoro, sono chiamati ad affrontare le piccole e grandi gioie e dolori della vita lavorativa di ogni giorno, ed ovviamente questo diventa un importante stimolo per la loro crescita umana e professionale.
Speriamo presto di recarci di persona ad assaggiare un buon caffè napoletano presso la struttura del “Kè Bar”, luogo capace di coniugare profitto ed integrazione, autonomia e simpatia.

Spostiamoci nell’America di Trump. Come saprete, uno dei primi atti del neo Presidente Americano è stato l’adozione del cosidetto "Muslim Ban", un decreto (tralaltro scritto male e con molti punti di controversia attuazione) che di fatto limita o proibisce l’arrivo negli States di persone provenienti da alcuni paesi arabi, tipo l’Iraq, la Siria e così via. A chi scrive, sembra una scelta pessima, stupida, che fa ripiombare l’orologio della storia indietro di anni, personalmente mi associo alla netta condanna che numerosi leader europei e mondiali hanno fatto verso questo folle atto.
Colpisce però in positivo, ed è questa la buona notizia, la reazione immediata e diretta sia della popolazione “comune” americana che in gran parte si è schierata contro Trump, sia la presa di posizione contro il Presidente Usa di alcune delle principali multinazionali americane.

La notissima catena di caffetteria Starbucks, quasi uno dei simboli del Capitalismo Usa, si è apertamente schierata contro il Presidente Usa annunciando un piano per assumere nel mondo 10.000 rifugiati (che, consentitemi la battuta, si spera impareranno a fare un buon espresso napoletano e non quei bibitoni imbevibili americani); la catena di affitti Airbnb ha messo gratuitamente a disposizione dei profughi alcuni appartamenti; Google ha annunciato la creazione di un fondo di 2 milioni di dollari a sostegno dei profughi, ed altre aziende hanno espresso in forme diverse il loro disappunto verso Trump.

Trump come sapete è un imprenditore, nonché ad oggi una delle persone più influenti al mondo, tendenzialmente una multinazionale non dovrebbe avere alcun interesse economico nello schierarsi contro l’Amministrazione Usa, eppure evidentemente esistono dei “valori”, come quello della accoglienza, che, scusate il gioco di parole, valgono più delle azioni, dei profitti, del capitale di azienda.
E’ diventato virale un tweet di Laszlo Bock (quello che vedete nella foto qui sotto),  uno dei principali manager di Google, che in maniera brillante ed ironica ha ridicolizzato la politica dei muri di Donald Trump. Vi invito a cercare il suo tweet su Twitter (retwettato da oltre 50.000 utenti), in sostanza Bock ha risposto al seguente post della Catena Trump Hotel:




Tell us your favorite travel memory - was it a picture, a souvenir, a sunset? We'd love to hear it!
Traduzione: (raccontateci la vostra esperienza di viaggio preferita, se una foto, un souvenir, un tramonto; saremo felici di ascoltarla). A seguire la brillante replica di Bock:
That time I fled Communist Romania to a refugee camp in Austria, came to America, & years later became an exec @Google creating 10ks of jobs.

Traduzione: (quella volta che sono fuggito dalla Romania Comunista per diventare rifugiato in Austria, venire in America ed anni dopo diventare un capo esecutivo di Google capace di creare 10mila posti di lavoro).

L’America, lo dice la sua storia, è oggi la nazione leader nel mondo grazie agli immigrati, la logica dei muri è destinata a soccombere.


Mario Scelzo

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