giovedì 20 aprile 2017

AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA

Aggiungi un posto a tavola
che c'è un amico in più
se sposti un po' la seggiola
stai comodo anche tu,
gli amici a questo servono
a stare in compagnia,
sorridi al nuovo ospite
non farlo andare via
dividi il companatico
raddoppia l'allegria.





I miei lettori, specie quelli non di primissimo pelo, ricorderanno il testo scritto nel 1973 per l'omonima commedia musicale di Garinei e Giovannini. Parole semplici, emblematiche di una epoca probabilmente più accogliente e con meno tensioni sociali, un tempo nel quale ancora non era radicata nella società la “paura del diverso e dello straniero”. Potremmo dire che in queste strofe si percepisce l’eco di una Italia contadina che inizia a conoscere il benessere, ma, memore dei tempi duri della Guerra, non si fa problemi a “dividere il companatico” col nuovo ospite. L’Italia delle Parrocchie, ma anche delle Sezioni di Partito, comunque la si pensi luoghi di convivialità e socializzazione.

Nella nostra epoca moderna si parla sempre più spesso di muri, di recinzioni, sempre più persone vivono nel mondo vivono in compound blindati, chiusi al mondo esterno. Proprio per questo, spicca ancor di più come una Buona Notizia il Pranzo organizzato per la Pasquetta dalla Comunità di Sant’Egidio e dal Circolo Cra Acea di Roma.
Oltre 300 gli amici della strada che hanno partecipato all'ormai tradizionale pranzo di Pasquetta: un ricco antipasto, lasagna e arrosto misto con patate al forno hanno allietato il pasto in un clima familiare e di grande amicizia e solidarietà. Tre enormi uova di pasqua offerte dall'Arma dei Carabinieri, dal Rotary e dal Cra ACEA hanno assicurato la gioia dei partecipanti, in particolare quella dei bambini. Canti e balli finali hanno rallegrato la festa che ha avuto come protagonisti gli "amici di strada" e parecchie persone che si sono presentate anche il giorno stesso per dare una mano.






Ero presente come volontario, e “purtroppo” son stato costretto a sedermi a tavola, e mangiare antipasto, primo, secondo, contorno e dolce. Una nota “tecnica”, ma non troppo. C’è chi organizza un pranzo PER i poveri, e quindi gli serve un pasto anche abbondante, scelta legittima, magari ce ne fossero, un piatto di pasta per chi vive nel bisogno è sempre benvenuto. A noi di Sant’Egidio però piace mangiare CON i poveri: il pranzo è un momento intimo di convivialità, di scambio, di dialogo, a tavola si parla dei propri problemi ma allo stesso tempo ci si distrae, la mente si libera per un paio d’ore delle difficoltà della vita di strada. Proprio per questo, in ogni nostra tavolata, qualcuno dei volontari siede accanto ai “poveri”, che sono poi Antonio, Michele che ha perso il lavoro, Tony che si sta riprendendo da un periodo buio, insomma i “poveri” sono persone in carne ed ossa, con una vita, una storia, una umanità, e molto spesso sono persone che hanno con i volontari una consolidata amicizia.

Son proprio i nostri amici a dirci che sì, ci ringraziano per il pranzo, che hanno mangiato bene, ma soprattutto son stati felici di passare due-tre ore “spensierate”, allegre, son felici di trovare uno “spazio amico” in una città che spesso li mette alla porta. E davvero il Circolo Acea ha messo loro a disposizione non solo “il pasto”, ma anche un ampio salone arieggiato, la musica, il karaoke, Sant’Egidio ci ha aggiunto il tocco magico della amicizia ed il risultato finale è stato ottimo!





In tanti mi dite, a me, o agli altri volontari, frasi del tipo …siete degli eroi… non vi riposate neppure durante le feste … vi sacrificate per loro …
Personalmente, ma credo di interpretare il pensiero di quasi tutti i volontari, non faccio nessun sacrificio, anzi esco da queste giornate riposato nell’anima e nel cuore. Sono momenti in cui incontro amici, in cui non penso alle beghe lavorative (e vi posso garantire che, stranamente, c’è molta più tensione nell’ambiente televisivo che in tanti luoghi di vero dolore), sono momenti lieti che aspetto con gioia. Sono davvero contento di “sacrificarmi” ballando con Rosa, Stefania, cantando con Marco, guardando l’espressione di Karel passare dalla rabbia al sorriso.

Aggiungiamo tutti un posto a tavola, facciamo spazio nel nostro cuore alla solidarietà che riempie di gioia la vita e riscalda il cuore.


Mario Scelzo

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