giovedì 30 ottobre 2014

Chi salva una vita salva il mondo intero

Scorrendo tra le notizie della Rete, mi sono imbattuto in questo bel servizio di Tg2000, il telegiornale di Tv2000. Si racconta di una giovane mamma eritrea salvata in mare che era convinta di aver perso il figlio tra le onde, ma poi grazie all’intervento della Caritas scopre che il figlio è ancora vivo. Vi invito a vederlo e da qui vorrei partire per alcune riflessioni:

Prima di ogni riflessione, i miei complimenti a Tv2000 per averci raccontato questa bella storia. Questo Blog nasce anche con l’intento di diffondere notizie positive, storie esemplari, che raramente trovano spazio tra una polemica politica, un aggiornamento di cronaca nera, una polemica sui goal in fuorigioco della Juventus.

Abbiamo bisogno, fisico e mentale, di ascoltare storie positive che ci ricordano quanto bene esiste nel mondo, e che ognuno di noi può contribuire  a rendere il mondo un luogo più bello.

La prima riflessione da fare è che, quando ragioniamo di politiche migratorie, flussi, disegni di legge, non stiamo parlando di numeri, ma di persone concrete in carne ed ossa, con le loro storie di vita, i loro sogni, le loro preoccupazioni. Un Migrante non è una categoria, ma una persona in carne ed ossa, ed è bene ricordarlo ai vari Borghezio, Salvini, Grillo, Le Pen e compagnia razzista che parlano di vite umane come se stessero parlando di confezioni di biscotti. Lo dico perché per me ogni discorso da fare sull’immigrazione deve partire dal presupposto che parliamo di persone e non di meri dati statistici, e nostro dovere, in quanto cittadini, è di salvare chi è in pericolo in mare, solo DOPO si può ragionare di politiche migratorie.

Seconda considerazione. Le opere di bene nascono da un lavoro di rete. Abbiamo un elicottero della Marina che si alza in volo, una struttura meritoria come Mare Nostrum, il lavoro a terra degli operatori sanitari, la presenza della Caritas, l’apporto dei mediatori culturali. Il salvataggio prima, e ricongiungimento madre-figlio poi, è frutto del lavoro generoso di tanti, ognuno ha contribuito a rendere a lieto fine questa vicenda.

Terza considerazione. Se ascoltiamo il servizio di Tv2000, capiamo che la giovane donna eritrea ed il figlio hanno come obiettivo quello di raggiungere il marito in Germania. Insomma, vorrebbero un semplice ricongiungimento familiare con il marito, ma l’assurdità delle leggi migratorie della Unione Europea fanno sì che per chiedere asilo o ricongiungimento, il migrante debba rischiare la vita in mare, per poi entrare in un infernale ingranaggio burocratico per cui si aspetta mesi, nel paese dove si è sbarcati, una risposta alla domanda di asilo.

Recentemente, il deputato Mario Marazziti ( Presidente del Comitato per i Diritti Umani della Camera) membro di Democrazia Solidale ha presentato insieme al Collega del Partito Democratico Khalid Chaouki alcuneproposte per rendere più semplici e meno pericolose in termini di perdite divite umane le procedure per la richiesta di asilo e il ricongiungimento.

Si chiede ad esempio di istituire delle Agenzie Europee per l’Immigrazione nei paesi africani di confine, si chiede una revisione del Trattato di Dublino che “blocca” il migrante nel paese di arrivo, insomma alcune proposte ragionevoli per impedire i viaggi della speranza e le morti in mare.

Quarta ed ultima considerazione. L’Operazione Mare Nostrum è stata per l’Italia un motivo di vanto ed orgoglio, la Marina Militare ha salvato in mare migliaia di vite umane, tante persone hanno percepito l’Italia come una nazione amica ed accogliente, e soprattutto l’Italia ha messo da parte le polemiche e dopo la tragedia di Lampedusa si è rimboccata le maniche e creato una Operazione valida, ben gestita ed efficace. Ora Mare Nostrum è prossima alla chiusura e verrà sostituita da un’operazione a guida europea dal nome Frontex Plus. Se è giusto porre la complessa problematica migratoria in chiave europea, trovo assurdo porre fine ad una Operazione seria, ben organizzata, capace di agire rapidamente e che ha salvato la vita di tanti. Visto che non è ancora chiaro se Mare Nostrum terminerà o meno, il mio auspicio è che il Governo Italiano non scelga di porre fine ad una operazione che ha reso tante persone orgogliose di essere italiane.

Senza Mare Nostrum la giovane donna eritrea sarebbe morta in mare insieme al suo bambino. L’Europa, Cristiana e Laica, per secoli è stata il Faro della Civiltà, culla del Rinascimento, dell’Illuminismo, della cultura dei Diritti Umani. L’Unione Europea non può e non deve vivere di spread, burocrazia e commissioni finanziarie, ma deve recuperare il suo ruolo di Faro della Civiltà, e Mare Nostrum ha avuto il merito di restituire dignità alla Unione Europea.

Mario Scelzo

lunedì 27 ottobre 2014

Ius soli e diritti civili


Da almeno 3 anni il dibattito pubblico italiano, l’attenzione dei media e della politica, sembra quasi del tutto centrata sui temi dello Spread, della disoccupazione, della Bce, dell’inflazione. Non nego siano temi importanti per il nostro futuro, ma allo stesso tempo ritengo che nelle nostre vite quotidiane incidono molto di più questioni sociali come il riconoscimento dei diritti civili per le coppie omosessuali oppure la questione della cittadinanza ai figli degli immigrati nati in Italia.

Si tratta di temi che possono sembrarci minori, ma quasi sempre ci toccano nel quotidiano. Un nostro amico, i nostri vicini di casa, il bambino di origine maghrebina compagno di classe dei nostri figli o nipoti.

La Buona Notizia è che sembrano essere finalmente maturi i tempi per far approvare dei disegni di legge in merito ai Diritti Civili ed allo Ius Soli. Dopo anni di distinguo, resistenze, proposte mai divenute concrete, probabilmente abbiamo una convergenza programmatica da parte di molti partiti, sia di maggioranza sia di opposizione.

Andiamo con ordine e parliamo dello Ius Soli. Oggi la questione della Cittadinanza Italiana è regolata dallo Ius Sanguinis, in pratica è cittadino italiano chi nasce da cittadini italiani. Al contrario, se un bambino nasce in Italia ma da cittadini stranieri, pur crescendo nel nostro paese, resta un cittadino straniero.

Concretamente, Jefferson, nato in Italia da genitori Peruviani, pur se cresciuto nel nostro paese, pur se tifoso della Roma, fan di Tiziano Ferro, pur parlando il dialetto romano o quello milanese, è straniero fino ai 18 anni e solo in quel momento, tramite procedure complesse, potrà richiedere la cittadinanza. Bambini italiani a tutti gli effetti che però non hanno gli stessi diritti dei nostri figli.

La proposta del Governo, a mio parere ragionevole, dovrebbe essere quella di garantire la cittadinanza italiana ai bambini che abbiano completato almeno un ciclo scolastico in Italia. Non un regalo, ma una meritata conquista alla fine di un percorso.  Secondo i dati del Ministero della Pubblica Istruzione sarebbero quest’anno circa 21.000 i bambini che trarrebbero beneficio da questa norma. (per approfondire)

Da anni si parla di passare dallo Ius Sanguinis allo Ius Soli, ma certamente va dato enorme merito all’ex Ministro Andrea Riccardi (Ministro per la Cooperazione e l’Integrazione nel Governo Monti) di aver portato questo tema alla ribalta nazionale. Di fatto tra il 2012 ed il 2013 il tema è all’ordine del giorno, ma la complessità di un Governo di Coalizione tra componenti diverse non fanno decollare la proposta.

E’ interessante notare (ben lo spiega Riccardi in questa intervista http://www.avvenire.it/Cronaca/Pagine/Bene-Renzi-scelta-coraggiosa-.aspx )
Che il tema era Tabù per il Pdl, mentre oggi, seppure la proposta dello Ius Soli arriva dal Pd e direttamente dal Premier Renzi, lo stesso Berlusconi si è dichiarato favorevole ad una sua approvazione.

Questo mi porta a compiere una analisi politica, (valida anche per i diritti civili). Il Pdl è in netto calo di popolarità e per cercare di recuperare voti, compie aperture in passato inimmaginabili sui temi della cittadinanza e dei diritti civili (pensiamo solo al selfie del Cavaliere con Vladimir Luxuria). Ora, se una persona indubbiamente scaltra ed attenta al comune sentire dell’italiano medio come Berlusconi compie aperture su queste tematiche, mi viene da pensare che abbia percepito siano proposte benviste dalla maggioranza della popolazione.

Parlando nel dettaglio del tema dei diritti civili, ricordo solamente che il Governo Prodi era quasi riuscito a far approvare i cosiddetti Dico, una sorta di Contratto di Convivenza, mentre oggi la proposta di Renzi sembra ricalcare il modello tedesco (tutele legali si, matrimonio ed adozioni no), cercando una mediazione a mio parere ragionevole tra la cultura laica e quella cattolica.

Va anche notato che dal recente Sinodo dei Vescovi sembra emergere una visione della Chiesa di maggiore apertura e rispetto verso le Coppie Gay. Pur non modificando la dottrina, il messaggio che esce dal Sinodo è di misericordia e  rispetto, la stessa Chiesa Italiana sembra guardare con meno ostilità del passato ad un riconoscimento da parte dello Stato delle Coppie Gay.

Abbiamo quindi un Governo che si appresta a presentare leggi sullo Ius Soli e sul riconoscimento dei diritti civili, ed un Parlamento propenso ad approvarle. Ad occhio entrambe le leggi avrebbero l’appoggio di Sel, del Pd, di Forza Italia, forse di quel che resta di Scelta Civica.

Certamente saranno contrari alla proposta la Lega Nord e forse Fratelli d’Italia.

Non posso non notare l’assordante silenzio del Movimento 5 Stelle su temi così importanti. Grillo è troppo impegnato a delirare sul Blog per avere non dico una proposta ma almeno una idea in merito (anche se sul fronte immigrazione le sue idee sono degne della peggiore destra xenofoba).

In Conclusione. Sarà una Buona Notizia se alla fine del Governo Renzi l’Italia avrà finalmente una legge sullo Ius Soli ed una sui Diritti Civili. Sarebbe un passo avanti per tutta l’Italia.

Mario Scelzo.

giovedì 23 ottobre 2014

Comincia Contromafie, Gli Stati Generali dell’Antimafia

Saranno tra i  tre e i  quattrocento i giovani, provenienti  da ogni parte d’Italia, che oggi al “Il campo dei miracoli di Corviale”, daranno il via con GiovaniContromafie, alla terza edizione degli Stati Generali dell’Antimafia, organizzati da Libera, che si svolgeranno a Roma sino al 26.

Ad aprire la giornata inaugurale,  quest’anno interamente animata dai dibattiti tra i più giovani, sarà  Don Ciotti e insieme a lui tra gl’altri interverranno Raffaele Cantone presidente dell’Autorità Nazionale Antimafia, l’assessore Masini, il presidente del municipio Maurizio Veloccia e Massimo Vallati presidente del Calciosociale del Corviale.

Per la prima volta la manifestazione organizzata da Libera partirà dalla periferia

 “La decisione di partire dal Corviale”  ci spiega Giuseppe Parente,  l’ organizzatore di GiovaniContromafie, “è una scelta precisa. Partire da una periferia che viene vista come un posto senza speranza e fare luce su chi, come Il Calcio Sociale, si prende cura del quartiere e delle persone che lo abitano è il nostro obiettivo” e continua il ragionamento “Troppo poco i riflettori sono accesi su queste realtà. Noi in questo fine settimana volevamo fare questo, mettere in evidenza tutti i luoghi dove si lavora contro l’isolamento a favore della socializzazione della costruzione di una comunità. Per questo nel fine settimana saranno coinvolte tutte le strutture del quartiere che lavorano in tal senso, dal Mitreo con uno spettacolo teatrale alla piscina, dalla biblioteca che ospiterà conferenze, alla sala consiliare.  

Per descrivere il lavoro di Libera, mi viene in mente l’invito di Renzo Piano che invitava a “rammendare” il nostro territorio, ecco quello di Libera  sembra un lavoro che tende a voler “rammendare” il tessuto sociale.

“Si c’è necessità di recuperare un senso di comunità per costruire una società dei pieni diritti per tutti, questo fa Libera ogni giorno.  C’è il rischio forte d’indifferenza verso il bene comune, c’è il rischio di un individualismo esasperato che fa divenire il mondo una giungla dove ognuno si salva o soccombe da solo. La lotta alla disgregazione è il nostro primo impegno. Dove c’è disgregazione del tessuto sociale, lì c’è il crescere della criminalità, della corruzione dell’illegalità”.

La formazione  mi sembra essere un discorso centrale della vostra associazione

“Questo è un altro punto fondamentale, ognuno deve essere messo nella condizione di avere gli strumenti per leggere in modo chiaro e veritiero la realtà, solo essendo cittadini consapevoli, infatti si può contribuire a migliorare la nostra società, a preservarla”.

Cosa  rappresentano  “Gli stati generali dell’Antimafia”

“L’appuntamento degli Stati generali dell’Antimafia non vuole essere un convegno divulgativo, ma ha l’ambizione d’essere l’inizio di una mobilitazione nazionale, che tramite i lavori e le proposte concrete che ne scarutiranno,  vuole realizzare una società dai pieni diritti per tutti. A queste proposte contribuiranno circa tremila persone,   rappresentanti delle istituzioni, semplici cittadini, associazioni, studenti e professori, insomma  tutti quelli che hanno a cuore e che lavorano per una società più equa”.

Prima di salutarci con Giuseppe ci diamo appuntamento al “Campo dei Miracoli” per l’apertura, dopotutto la costruzione di una società dei pieni diritti per tutti ha bisogno di più operai possibili..
Per chi ne volesse sapere di più  riguardo Libera e Gli Stati Generali dell’Antimafia che si svolgerà a Roma dal 23 al 26 ottobre su www.libera.it e  http://www.contromafie.it/23-ottobre-2014/

Adriano Sias

mercoledì 22 ottobre 2014

Elezioni in Mozambico

Recentemente su queste pagine vi ho parlato del Mozambico edella buona notizia di Ottobre come mese di pace e della democrazia.

Le elezioni si sono svolte lo scorso 15 Ottobre e ci tenevo a dare un aggiornamento della situazione.
La prima cosa da dire è che, nonostante il paese fosse reduce da almeno un anno di tensioni politiche che in alcuni casi sono diventate anche rivolte armate, le elezioni si sono svolte in un clima tutto sommato tranquillo. Gli osservatori internazionali presenti in loco hanno parlato dielezioni “giuste, libere e trasparenti”.
Rispetto all’esito della contesa elettorale, lo scrutinio è ancora in corso, ma alcune proiezioni relative all’85% dei seggi scrutinati danno in vantaggio Filipe Nyusi, il candidato della Frelimo (il partito da sempre al potere in Mozambico) con il 58% dei voti, segue l’eterno sfidante Dhaklama leader della Renamo col 35% ed il terzo incomodo David Simango (MDM nato da una scissione della Renamo) all’8% dei consensi.
Quasi certamente quindi avremo la conferma della Frelimo alla Guida del Paese, ma con un leader nuovo. Nyusi, pur essendo da anni parte della Frelimo ed essendo stato più volte ministro, è certamente un giovincello rispetto all’ex Presidente Guebuza, a Capo del Paese da 8 anni ma figura storica della Frelimo fin dai tempi della lotta coloniale.
(Il fatto che Nyusi sia relativamente giovane e “nuovo” fa ipotizzare ad alcuni che Guebuza, vecchia volpe e leader di enorme peso, di fatto abbia “indirizzato” il partito verso un leader da lui facilmente controllabile).
Va notato che alcune dichiarazioni iniziali dello sconfitto Dhaklama avevano fatto temere il peggio, visto che aveva affermato di non voler riconoscere l’esito elettorale. In seguito, pur ribadendo che a suo parere ci sono stati dei brogli in alcune zone del Nord, ha affermato che il Mozambico è stanco della violenza e che si impegnerà nel dialogo post-elettorale.
Interessante notare che, dopo anni di lotta a due (Frelimo e Renamo si combattono prima, e si contendono elettoralmente poi dal 1975), si conferma una terza forza, MDM, verso la quale converge parte dell’elettorato.
Il voto conferma alcune dinamiche nazionali (La Capitale Maputo ed il Sud alla Frelimo, il centro alla Renamo, situazione più incerta al Nord). Ma va sottolineato che si è trattato di libere elezioni, che per la quinta volta i mozambicani hanno potuto scegliere il loro leader, che nel paese esiste una democrazia solida, multipartitica, che le opposizioni controllano alcune importanti città del Paese.
La pace firmata nel 1992 a Roma resta tuttora un modello per tanti paesi africani e rappresenta un modello da seguire.
Continuerò a seguire le vicende di questa nazione, a me molto cara. Vi terrò informati sugli sviluppi. Auguro al Neo-Presidente Nyusi di sfruttare al meglio, per il bene del suo popolo, le ingenti risorse di gas recentemente scoperte, di valorizzare il turismo, di poter guidare il Mozambico verso uno sviluppo armonioso.

Mario Scelzo.

martedì 14 ottobre 2014

Angeli del Fango – Angeli tutti i Giorni

I giovani d’oggi non hanno voglia di far nulla.
Stanno ore davanti al Pc.
Eh ai tempi nostri.
Ma sono viziati.
Hanno avuto troppo.
Sono dei bamboccioni.
 
Quante volte abbiamo sentito, o detto noi stessi, queste frasi? Quante volte ci siamo preoccupati, in quanto padri o maestri o comuni osservatori, di vedere una certa apatia diffusa nell’universo giovanile?

Giovani figli di famiglie confuse, disgregate, che crescono nella Modernità Liquida descritta da Bauman (il maestro mi perdonerà, sintesi estrema della modernità liquida, prima c’erano la Patria il Partito la Famiglia la Chiesa, oggi la Patria è un sentimento vago, il Partito lasciamo stare, la famiglia è disgregata, la Chiesa spesso assente, il lavoro precario….).

Poi a Genova c’è una alluvione, e mentre i grandi iniziano a discutere se la colpa è del Governo, del Comune o della Protezione Civile, mentre Grillo (in comizio a Roma mentre affonda la sua Genova) attacca Renzi e Renzi promette, mentre inizia lo scaricabarile delle responsabilità, i primi a scendere in strada con le pale in mano sono i ragazzi più giovani.

Li abbiamo visti in Tv che non si lamentavano ma lavoravano, e li abbiamo visti anche sorridere e portare felicità e vita in un contesto di morte. Li abbiamo visti spalare insieme, genovesi doc e figli di immigrati, tifosi del Genoa o della Samp, figli della borghesia o del proletariato.

Li abbiamo visti più belli, spettinati, senza Ipad o Smartphone ma impregnati di fango.

Direi che ci hanno anche dato una bella lezione: prima rimboccarsi le maniche, poi eventualmente discutere.

Mi viene una domanda. Sarà che li abbiamo sottovalutati? Voglio dire, non mi auguro altre tragedie come quella di Genova per creare un movimento dinamico e vitale, ma penso che non ci accorgiamo di quante opere di bene compiono ogni giorno tanti ragazzi.

La seconda domanda. Ma se a volte sono apatici e distanti, non sarà colpa anche di noi grandi, che poco li sappiamo coinvolgere ed aiutare a crescere? Sono convinto che i ragazzi siano pieni di risorse, ma che spesso sia il mondo degli adulti che ha smesso di dar loro stimoli ed opportunità.

Personalmente conosco giovani che visitano gli anziani negli istituti, aiutano a studiare i bambini più piccoli, qualcuno porta la cena a chi vive per strada, qualcuno da giovane ha conosciuto l’Africa e se ne è innamorato.

C’è bisogno a volte di un adulto che ti prende per mano, ma che allo stesso tempo ti lascia crescere.

La Buona Notizia che ci viene da Genova è che abbiamo tra le mani una enorme risorsa, quella dei giovani, sta a noi adulti saperla sfruttare al meglio aiutando tanti giovani a crescere nella via della solidarietà e dell’impegno comune.

 

Mario Scelzo.

giovedì 9 ottobre 2014

Di Martedì (al posto della TV)

I nomi sono inventati, quello che si racconta è vero, e da parte mia vissuto in prima persona. Un racconto della cena che ogni Martedì i volontari di Sant’Egidio portano a chi vive per strada.

·        C’è Simona, che ha lavorato fino alle sette di sera, è stanca e vorrebbe tornarsene a casa, ma ha promesso ad Amhed di portagli una coperta.

·        C’è il sorriso del ragazzo eritreo che ti ringrazia per il panino e per la coperta che gli hai portato.

·        C’è Peppino che ha più di 90 anni,  ma il martedì mattina fa un salto al panificio, fa due chiacchiere col proprietario sulla Roma e sulla Lazio, e si fa regalare 40-50 panini dal proprietario, al quale non frega nulla di chi vive per strada ma ormai Peppino se l’è conquistato con l’amicizia e quindi ci dà una mano.

·        C’è chi lo trovi tutti i martedì, chi è di passaggio, chi si prende il panino ma soprattutto ti aspetta per scambiare due parole e trovare conforto.

·        C’è Roberta che oggi ha portato cioccolatini per tutti.

·        C’è chi invece di lamentarsi del Governo, delle Tasse, della Crisi, della Vita, si rimbocca le maniche e cerca di far qualcosa per rendere il mondo un posto più umano.

·        C’è un gruppo di siriani che non avevamo mai visto, e che capiamo essere di passaggio. Puntano verso nord ma stasera hanno trovato un riparo di fortuna sotto ai ponti del cavalcavia.

·        C’è chi prende il panino e scappa via.



·        C’è chi anni dopo è tornato solo per dirci grazie

·        C’è la Signora Isabella che ha portato del tonno, Rossana ha fatto delle frittate, Michele che imbusta ed impacchetta, ed Antonio che si occupa di portare i panini a Trastevere.

·        C’è Giulio che alla Mensa divide i panini, 220 per la Stazione Tiburtina, 100 per Esquilino, 300 per Termini etc.. ed in testa ha una Mappa della Città ed una Calcolatrice.

·        C’è Orlando, che ti racconta che al Binario 18 è arrivata una nuova coppia, e ti conduce in posti semisconosciuti mostrandoti dove hanno trovato un rifugio di fortuna

·        C’è la volta che arrivi e….hai saputo di Dolores? Perché purtroppo a volte qualcuno non ce la fa, e vuoi il freddo, vuoi le difficoltà della vita, o una malattia, ci lascia.

·        C’è che quando arriva Novembre tutti iniziano a chiederti l’Invito per il Pranzo di Natale, momento di festa e di familiarità.

·        Ci sono Antonio e Simona, lui medico, che dicono ad Ester di passare per un controllo. C’è che poi si scopre che quel controllo medico ad Ester le ha salvato la vita.

·        C’è un gruppo di scout da Treviso che oggi viene ad aiutarci. Arrivano spaventati, con tanti dubbi, ed alla fine della distribuzione invece hanno il viso allegro, il cuore caldo e gli dispiace abbandonare Orlando, Marius, Rufus.

·        C’è quel signore che dorme dietro la stazione che per un anno non ci ha rivolto parola, si è preso il panino e zitto. Ma c’è quella sera che invece, all’improvviso, ti racconta che aveva un lavoro e una famiglia, che ha una figlia che non sente da anni….che si fida di te.

·        C’è Massimo che ascolta tutti, ha una parola per tutti, magari ha anche una sigaretta per tutti.

Ci sono tante storie, legami, incontri, alcuni che vanno avanti nel tempo altri sporadici.  C’è un lavoro umile e sotterraneo di tante persone normali, con una vita normale, che però trovano il tempo, la fantasia e le risorse per aiutare chi è in difficoltà.

Ma quello che c’è, è che quando torni dalla Stazione dopo aver portato la cena, sei più felice di quando eri arrivato. Hai fatto qualcosa di utile per gli altri ma hai trovato la pace e la serenità in te stesso.

Mario Scelzo.

venerdì 3 ottobre 2014

Mozambico: ottobre mese di pace e democrazia

La Buona Notizia di oggi prende spunto da due date importanti per la Storia e per il futuro del Mozambico, lo splendido paese dell’Africa Australe di cui oggi voglio parlarvi. Le date sono il 4 ed il 15 Ottobre.

Il 4 Ottobre 1992, festa di San Francesco d’Assisi, vengono firmati a Roma (grazie alla mediazione della Comunità di Sant’Egidio e del Governo Italiano) gli Accordi Generali di Pace tra la Frelimo (Governo) e la Renamo (opposizione), che hanno messo fine a 17 anni di feroce Guerra Civile.

Vi parlerò di un paese naturalisticamente splendido, dalle foreste di Gorongosa a spiagge incantevoli come Tofo o Pemba, dal Lago Niassa al Parco Kruger, e di un paese abitato da un popolo mite e pacifico, che fa sentire a casa il visitatore. Un popolo che in pochi anni è passato dalla cultura tribale al colonialismo al socialismo reale ed agli eccessi del liberismo estremo, ma che non ha mai spesso di sperare un futuro migliore.

Il 15 Ottobre del 2014 si svolgeranno invece le quinte elezioni politiche generali della Storia del Paese, che vedranno contrapporsi sempre Frelimo Renamo ed il terzo incomodo MDM (Movimento Democratico di Mozambico). Già queste due date ci mostrano che il Mozambico ha attraversato 22 anni di Storia in Pace, e questo ha garantito al paese una crescita costante ed un inizio di sviluppo economico. Ovviamente non sono mancati momenti di tensione, ed il paese resta tuttora uno dei più poveri del mondo, ma è certamente una nazione che guarda al futuro con speranza. Vorrei provare a condividere con voi le ragioni di questa speranza.

Di fatto il Mozambico è sempre stato governato dal Frelimo (Frente Liberacao Mocambico), i suoi leader hanno portato all’indipendenza dal Portogallo nel 1975 e guidato il paese durante la guerra civile. Va fatta una considerazione: già la presenza coloniale portoghese non aveva lasciato grandi strutture, in più i 17 anni di guerra civile avevano portato il paese allo stremo anche a causa di alcune scelte scellerate della Frelimo, che sotto la guida di Samora Machel prende il peggio delle politiche marxiste e cerca di imporre, in un paese mite ed agricolo, strane idee di Comunitarismo Agricolo.  Alla morte nel 1986 di Machel (in un misterioso incidente aereo ancora oggi non chiarito, con accuse al Sudafrica o agli oppositori interni di partito) il potere passa in mano a Joaquin Chissano, leader pragmatico che, specialmente dopo la vittoria alle prime libere elezioni del 1994, di fatto abbandona le politiche marxiste e pian piano avvicina il Mozambico all’orbita Occidentale, accettando cospicui finanziamenti del Fondo Monetario Internazionale.

Negli ultimi 20 anni mediamente il Pil del Mozambico è cresciuto dell’8% l’anno, con punte del 10. Per fare un paragone pensiamo che in Italia da anni aspettiamo una crescita di 0.5 e faremmo carte false in questo momento (in cui siamo in recessione) per avere una crescita del Pil al 2%.

La pace e la notevole stabilità del paese, specie se paragonata ad altri paesi africani, e le politiche ultraliberiste, hanno avuto il merito di portare nel paese capitali stranieri. Se da un lato gli investimenti esteri hanno portato soldi e lavoro, va anche sottolineato che tendenzialmente i profitti generati in Mozambico portano frutti all’estero. Ho in mente il caso della Mozal, una enorme industria per la fabbricazione dell’alluminio, a due passi dalla Capitale Maputo, che appartiene per il 97% a capitali esteri privati e per il 3% al Governo Mozambicano.

In ogni caso, e parlo per esperienza diretta (ho visitato con frequenza il paese dal 2002 al 2009), in pochi anni sono migliorate le strade, sono nate numerose università, la Capitale Maputo ha sviluppato un centro moderno e del tutto attrezzato secondo gli standard occidentali, sono  nate le prime strutture turistiche ed indubbiamente chi visitava il paese facilmente notava un senso di riscatto, di crescita, di progresso.

Tornando alla politica, non sono mancate le tensioni, ma ad esempio oggi alcune grandi città del Mozambico sono governate dalla Opposizione, ed alle prossime elezioni i contendenti saranno tre leader di tre differenti partiti. Insomma, con tutte le sue difficoltà, il paese ha delle istituzioni democratiche che garantiscono stabilità.

Specialmente in quest’ultimo anno c’è stato un periodo di tensione e di scontri a volte anche sanguinosi tra simpatizzanti della Frelimo e della Renamo, ma per fortuna nello scorso mese di settembre, anche grazie ad una nuova mediazione di Sant’Egidio coadiuvata dal Governo Italiano, è tornata la calma.

Ad esempio, e vi garantisco che in Africa non è affatto scontato, sia Chissano che il suo successore Guebuza hanno governato per due mandati e poi lasciato la carica come previsto dalla Costituzione, mentre in altri paesi molti leader hanno preso il potere ed in seguito cambiato la Costituzione per garantirsi altri anni al potere.

In conclusione, il Mozambico è da 22 anni un modello per l’Africa, un paese stabile, in crescita, che guarda con fiducia al proprio futuro.

 

Mario Scelzo

giovedì 2 ottobre 2014

Per fortuna in Italia ci sono gli immigrati

E’ di oggi l’Ultimo Rapporto del Censis che certifica un costante calo della Natalità in Italia, dal 2008 si è passati da 577mila nuovi nati ai 514mila del 2013. Al di là dei dati, è un elemento che tutti noi abbiamo presente nella nostra vita quotidiana: si fanno meno figli, ci sono sempre meno nuclei familiari, l’età media sta notevolmente aumentando. Se andiamo in un qualsiasi parco pubblico più facilmente incontreremo persone anziane che bambini, oppure potremmo imbatterci in un bambino circondato da 4 nonni. Insomma l’Italia sta invecchiando.

Qui i dati  la realtà dice che, senza l’apporto degli immigrati, ormai il 7.4% della Popolazione, l’Italia vivrebbe un calo demografico.
La mia tesi di fondo è che l’Italia ha bisogno di un costante, e forse maggiore, afflusso di migranti, per non invecchiare anagraficamente e culturalmente, ne abbiamo bisogno nelle terre incolte e nelle fabbriche, negli ospedali e nello sport.

Potremmo dire che senza la presenza ed il costante afflusso degli immigrati, il nostro sarebbe un paese sempre più vecchio, con pochissimi giovani in grado di lavorare per garantire le pensioni dei più anziani. Se aggiungiamo che, per fortuna, aumenta la speranza di vita, allo stesso tempo va considerato che una popolazione anziana comporta un aumento delle spese sanitarie medie.
Vi invito a leggere questi semplici dati del terzo Rapporto Annuale del Governo Italiano sugli Immigrati ed il mercato del lavoro in Italia.

Tabella 2.1.1 - Popolazione (15 anni e oltre) per cittadinanza e condizione professionale (composizione percentuale e valori assoluti).
Anno 2012

Cittadinanza
Occupati %
Persone in cerca %
Inattivi %
TOTALE %
Italiani
42,8
4,9
52,3
48.079.791
UE
64,3
9,9
25,9
1.196.670
Extra UE
57,6
9,7
32,7
32,7

Cosa ci dicono questi numeri? Che in Italia lavorano 4 cittadini italiani su 10, mentre tra gli immigrati lavorano 6 su 10. Insomma, la grande balla degli immigrati che vengono qui e campano a spese nostre, viene smentita dai fatti, visto che mediamente essi lavorano più di noi.
Sarà la spinta motivazionale, sarà forse la situazione di precarietà che spinge ad accettare anche lavori più umili, sarà il frutto di una necessità, fatto sta che i dati del Governo ci dicono che abbiamo bisogno della forza lavoro dei migranti. D’altra parte per accorgersene senza pregiudizi, basta fare un giro  negli ospedali, nei mercati, cercare una badante o una colf, e quasi certamente ci si imbatte in un lavoratore immigrato. Pensate se domattina si astenessero dal lavoro tutti insieme le badanti ucraine, i braccianti pakistani, gli operai africani, i muratori rumeni o gli idraulici polacchi.

Ovviamente l’immigrazione ha bisogno di regole, è un processo che andrebbe in qualche modo governato, vanno attuate politiche di integrazione, non possiamo dire che è tutto rose e fiori. Allo stesso tempo però è una balla colossale dare la colpa della crisi economica agli immigrati, e personalmente penso che spesso si specula sulla paura del diverso a fini elettorali, penso in particolare al vergognoso atteggiamento che ha la Lega Nord verso chi ha la pelle di un altro colore.
Una parola sui media. Questo Blog nasce anche con la volontà di marcare una distanza da una certa comunicazione della paura e del pregiudizio: l’immigrato che lancia un sasso contro un autobus fa notizia, e sui giornali e tv troviamo titoloni relativi all’invasione, alla paura, che incitano alla rivolta. Esistono invece tanti immigrati che lavorano, producono, fanno impresa, creano reti, sono integrati, e che arricchiscono la nostra società. Gradirei che se ne parlasse, magari anche su giornali come Libero o la Padania, sempre pronti a lanciare allarmi ed a creare un clima di tensione.

In conclusione, due parole da amante dello Sport. Guardiamo gli ultimi Mondiali di Calcio. Li ha vinti la Germania, con in rosa (parlo dei paesi di origine) il Turco Ozil, il Ghanese Boateng, il polacco Klose, e certamente dimentico qualcuno. Ottima figura hanno fatto il Belgio e l’Olanda, e un Lukaku o un Martis Indi non mi sembrano puri esempi di razza ariana. Insomma, molte squadre sanno prendere il meglio di quanto offre il loro paese, ed anche il Calcio può essere un veicolo di integrazione sociale, mi pare di ricordare che i Francesi hanno festeggiato la Coppa del Mondo vinta grazie all’algerino Zidane o ai Caraibici Thuram e Vieira. Noi in Italia ancora crediamo poco alla componente “oriunda”, e per assurdo abbiamo naturalizzato giocatori mediocri come Paletta e Thiago Motta, ed abbiamo affidato le nostre fortune a Mario Balotelli che più passa il tempo più si capisce sia un giocatore discreto ma nulla di più. Speriamo per l’Italia che spunti fuori, magari da una scuola calcio della periferia romana o milanese, qualche talento maghrebino o argentino per risollevare le nostre sorti.
Mario Scelzo.