venerdì 28 novembre 2014

Città per la vita, città contro la pena di morte

Per la quinta volta consecutiva cresce il no alla pena di morte all’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Il 22 novembre 114 stati su 193 hanno votato in Terza Commissione al Palazzo di Vetro a favore della nuova Risoluzione, che è stata co-sponsorizzata da 94 stati membri, il più alto numero mai registrato nella storia dell’ONU. Le astensioni sono state 36 e 34 i voti contrari. 9 gli assenti. Due anni fa 111 erano stati i voti a favore e 41 i contrari, 34 le astensioni.

“Il mondo conferma che la pena di morte, se lo è mai stato,” ha dichiarato Mario Marazziti, presidente del Comitato per i diritti umani della Camera dei deputati e membro della task force della Farnesina per promuovere la campagna mondiale contro la pena capitale creata da Federica Mogherini “è uno strumento di giustizia del passato. E che non c’è giustizia senza vita. Perché la giustizia che uccide smette di essere giustizia. E’ un passo avanti importante sulla via del rispetto di una soglia più alta dei diritti umani” prosegue Marazziti “perché la grande parte dei paesi del mondo affermano che la pena di morte non è solo un affare interno ai singoli paesi, ma tocca il rispetto dei diritti umani”

Ma nonostante i paesi che aderiscono alla moratoria internazionale contro la pena di morte aumentano, nel mondo continuano le esecuzioni. La Dui Hua Foundation, una ONG statunitense che si occupa di diritti umani, ha provato a fare una stima sulle esecuzioni in Cina, i cui dati ufficiali sul tema mancano almeno dal 2009. Secondo la ONG sarebbero 2.400 le persone eseguite nella Repubblica Popolare Cinese nel 2013.

Nell’atroce classifica, anche se con numeri ben minori ma non per questo preoccupati, troviamo tre paesi dell’area asiatica: Iran (967 condanne eseguite), Iraq (169) e Arabia Saudita (79). Al quinto posto il primo paese occidentale: gli Stati Uniti d’America che hanno eseguito nel 2013 39 condannati, con ancora 3.108 persone nel braccio della morte.

Per questo continua a crescere, nell’opinione pubblica mondiale, il fronte del no alla pena di morte. Nei prossimi giorni 1900 città aderiranno all’iniziativa della Comunità di Sant’Egidio “Città per la vita, città contro la pena di morte.”

Il 30 novembre 1786 per la prima volta nella storia la pena di morte è stata abolita, il gran ducato di Toscana.  Nel 2002, la Comunità di Sant’Egidio ha lanciato la prima Giornata Mondiale delle “Città per la vita-Città contro la Pena di morte”

Questo 30 novembre 2014 sono 78 le capitali del mondo che hanno aderito all'iniziativa e 1906 le città di 87 paesi del mondo che stanno dando vita, con l'illuminazione speciale dei loro monumenti, mobilitazioni, fiaccolate, sit in, spettacoli, assemblee pubbliche in scuole e università, delibere ufficiali dei Municipi e dei Consigli cittadini, alla tredicesima edizione della Giornata Mondiale Città per la Vita.

A Roma l’appuntamento è sotto il Colosseo alle 17. Per altre informazioni si può visitare il sitodella manifestazione.

mercoledì 26 novembre 2014

METTICI UN PIATTO …. CON LO ZECCHINO D’ORO!

Alzi la mano chi, grande o piccolo che sia, non ha guardato almeno una volta con interesse e con simpatia Lo Zecchino d’Oro, il Festival Internazionale della Canzone dei Bambini organizzato dall’Antoniano di Bologna, giunto quest’anno alla 57° edizione.
Il Mago Zurlì, il Piccolo Coro dell’Antoniano diretto da Mariele Ventre, Topo Gigio, canzoni come Popoff, Quarantaquattro Gatti, il Caffè della Peppina, oserei dire fanno parte della nostra Storia ed Identità Culturale, in fondo l’Italia del dopoguerra, del boom economico, ma anche degli anni di piombo e della contestazione è stata, nel bene o nel male, l’Italia di Mamma Rai e “Lo Zecchino d’Oro” ha accompagnato la nostra crescita.

I miei lettori sapranno che lavoro alla Rai, attualmente al Tg3, ma ho iniziato la mia attività lavorativa con Rai Gulp, e per motivi lavorativi ho avuto modo di mettere piede nel mitico Teatro Antoniano, e non vi nascondo l’emozione di metter piede in uno dei luoghi su cui fantasticavo da bambino, tra una canzone ed una Gag di Topo Gigio.



Ma quest’anno “Lo Zecchino d’Oro” si caratterizza per un'altra splendida iniziativa, infatti tramite la campagna “Mettici Un Piatto” è possibile sostenere il lavoro del Centro di Ascolto e della Mensa dell’Antoniano, aperta 365 giorni e che garantisce a chi ne ha bisogno più di 36.000 pasti caldi l’anno.
Purtroppo la crisi economica che sta colpendo da anni l’Italia porta sempre più persone ad avere bisogno del sostegno alimentare garantito dalla Mensa dell’Antoniano, ma tutti noi possiamo aiutare il loro lavoro tramite “Mettici un Piatto”, inviando un Sms del costo di 2 euro al numero 45507.



L’obiettivo che si pone l’Antoniano, anche grazie al sostegno del Segretariato Sociale della Rai, è di arrivare a donare 210.000 pasti alle mense dei poveri per tutto il 2015; Per ora, grazie alle donazioni già ricevute, è stata raggiunta la quota di 30.000 pasti.
Come Redazione di Buone Notizie, non possiamo non diffondere una così valida iniziativa, e siamo certi che anche i nostri lettori non faranno mancare il loro sostegno ai Frati dell’Antoniano.



In tempi di crisi economica è facile pensare solo a se stessi, ai nostri problemi, anzi spesso la crisi (pensiamo ai fatti di Tor Sapienza) porta con sé un clima teso, aggressivo verso chi sta peggio di noi.
Chi scrive, ed è in fondo lo spirito con cui nasce questo piccolo blog, ritiene che la solidarietà sia contagiosa, che il bene produce altro bene, e pensa ci sia più gioia nel dare che nel ricevere.

Una mensa, oltre che garantire un pasto caldo, è anche un punto di ritrovo, un luogo di incontro e di amicizia, un pasto dona forza ma anche serenità, una mensa per i poveri è anche il segno di una città pacificata dove si stemperano le tensioni sociali.

Il mio in bocca al lupo ai Frati dell’Antoniano, la loro presenza è una Buona Notizia!

Mario Scelzo

lunedì 24 novembre 2014

“noidiamo [+] senso” al Santa Maria della Pietà la mostra dei laboratori d’arte della Comunità di Sant’Egidio


Inaugurazione di una mostra "speciale" domani martedì 25 novembre alle ore 11:00 al Comprensorio di Santa Maria della Pietà, Padiglione 28 a Roma, promossa e realizzata dalla Comunità di Sant'Egidio.
L'esposizione, dal titolo "Noi diamo [+] senso" vede protagonisti tre artisti, Annamaria Colapietro, Giovanni Fenu, Roberto Mizzon, che con le loro opere raccontano le loro storie personali, le loro memorie, i loro sogni: attraverso metafore pittoriche e sintesi artistiche allo stesso tempo esprimono la loro liberazione. 
L’artista César Meneghetti, co-curatore insieme a Simonetta Lux della mostra, tramite la sua opera esplora i confini della cosiddetta normalità e ci dà una lettura critica delle narrazioni di Fenu, Colapietro e Mizzon del riscatto dall’istituzione manicomiale, in un gioco d’incroci e dialogo inter semiotico.
noidiamopiu
La mostra, che resterà aperta fino al 14 dicembre, è promossa e realizzata dalla Comunità di Sant’Egidio nell’ambito del centenario dell’apertura del più grande manicomio d’Europa, ora parte della ASL Roma E, che ha sostenuto nel tempo il processo di de-istituzionalizzazione del disagio mentale. Attraverso i suoi laboratori d’arte, la Comunità di Sant’Egidio da oltre 20 anni segue i percorsi di riscatto e di recupero sociale delle persone con disabilità mentale, secondo un’intuizione del prof. Alessandro Zuccari, che fa parte del comitato scientifico della mostra insieme a Simonetta Lux, già direttrice del Museo Laboratorio di Arte Contemporanea della Sapienza Università di Roma.
La mostra segue il progetto di César Meneghetti “I/O_IO E’ UN ALTRO” premiato alla Fondazione Biennale di San Paolo ed esposto nel 2013 alla 55° Biennale di Venezia, con la quale l’artista ha indagato sulla labilità della frontiera della disabilità mentale e della normalità.
Il progetto, iniziato nel 2010 coinvolge un gruppo di circa 200 disabili dei laboratori d’arte della Comunità di Sant’Egidio. 
Per saperne di più:

venerdì 21 novembre 2014

Obama: l'accoglienza agli immigrati ci ha reso grandi.

SVOLTA DI OBAMA SULLA IMMIGRAZIONE, TITOLANO OGGI NUMEROSI QUOTIDIANI. IN SINTESI, IL PRESIDENTE AMERICANO HA PRESENTATO IL DECRETO CHE REGOLARIZZA 5 MILIONI DI IMMIGRATI ILLEGALI, PROTEGGENDOLI DAI RIMPATRI FORZATI E GARANTENDO LORO UN PERMESSO DI SOGGIORNO E DI LAVORO.

"NON E' UN'AMNISTIA DI MASSA. SI TRATTA DI RESPONSABILITA' E DI MISURE DI BUON SENSO - HA DETTO BARACK- SIAMO SEMPRE STATI E SAREMO SEMPRE UN PAESE DI IMMIGRATI".



IN PRATICA, GLI IRREGOLARI CHE VIVONO DA PIU' DI CINQUE ANNI NEGLI STATI UNITI O HANNO UN FIGLIO NATO NEGLI USA O CHE SONO TITOLARI DI UN PERMESSO DI SOGGIORNO PERMANENTE, POTRANNO OTTENERE UN PERMESSO DI LAVORO DI TRE ANNI, SEMPRE CHE NON SI SIANO MACCHIATI DI REATI.
MI SEMBRA UNA PROPOSTA VALIDA E MERITEVOLE, MA NON E’ SU QUESTO ASPETTO CHE CONCENTRO LA MIA RIFLESSIONE. TRA LE ALTRE COSE, OBAMA HA TESTUALMENTE DICHIARATO:

“La nostra tradizione di accoglienza degli immigrati ci ha dato enormi vantaggi, ha fatto di noi una nazione dinamica, giovane, imprenditoriale".

ABBIAMO QUINDI IL PRESIDENTE DELLA MAGGIOR POTENZA ECONOMICA MONDIALE CHE PARLA DI IMMIGRAZIONE IN CHIAVE POSITIVA, POTREMMO DIRE CHE SECONDO OBAMA LA SUPREMAZIA STATUNITENSE DERIVA DALLA TRADIZIONE DI ACCOGLIENZA AGLI IMMIGRATI. COME BEN SAPETE, GLI STATI UNITI SONO UNA MISCELA DI RAZZE E CULTURE, NON ESISTE UN CITTADINO AMERICANO “MEDIO” IN QUANTO IL POPOLO USA E’ L’INSIEME E LA MESCOLANZA DI IRLANDESI, ITALIANI, SUDAMERICANI, AFROAMERICANI, ASIATICI, E QUESTA MESCOLANZA E’ VISIBILE IN TUTTI GLI ASPETTI DELLA VITA QUOTIDIANA.

PENSIAMO ALLO SPORT, AD ESEMPIO AL CAMPIONE DELLA VELOCITA’ CARL LEWIS (NERO), AL CESTISTA LARRY BIRD (IRLANDESE), SPOSTIAMOCI AL CINEMA, DOVE IL BIANCO JOHN WAYNE PUO’ ESSERE CONTRAPPOSTO AD UN DENZEL WASHINGTON AFROAMERICANO OPPURE AD UNO STALLONE ITALIANO, E POTREMMO CONTINUARE A LUNGO ANCHE IN ALTRI SETTORI: LA FORZA DEGLI STATI UNITI VIENE DAL MELTING POT DI RAZZE E CULTURE, IL DOVERSI FONDERE IN UNA IDENTITA’ MISTA HA FATTO DEGLI STATI UNITI LA GRANDE POTENZA CHE OGGI CONOSCIAMO.

TORNIAMO A CASA NOSTRA, PENSIAMO AD ESEMPIO AI FATTI DI TOR SAPIENZA, PERIFERIA ROMANA, DOVE LA POPOLAZIONE RESIDENTE SI E’ SCAGLIATA CONTRO UN CENTRO DI RIFUGIATI EXTRACOMUNITARI. VORREI CONCENTRARMI SULLA REAZIONE DELLA POLITICA; SE LA DESTRA HA CAVALCATO POLITICAMENTE LA PROTESTA ED ALCUNI PARTITI COME LA LEGA SOFFIANO SUL FUOCO DELLE TENSIONI, NON POSSIAMO DIRE CHE LA SINISTRA SI SIA SCHIERATA IN DIFESA DEGLI IMMIGRATI, ANZI AL CONTRARIO HA APPOGGIATO L’EQUAZIONE IMMIGRAZIONE = DEGRADO.



QUELLO CHE VORREI SOTTOLINEARE E’ CHE OGGI IN ITALIA, A DESTRA COME A SINISTRA, L’IMMIGRAZIONE VIENE PERCEPITA COME UN PROBLEMA DA RISOLVERE E NON COME UNA RISORSA. CI SONO DIFFERENZE IN MERITO, PERCHE’ NON POSSIAMO NASCONDERE CHE MENTRE LA LEGA INCITA ALL’ODIO, IL PARTITO DEMOCRATICO COL GOVERNO LETTA HA COMUNQUE LANCIATO L’OPERAZIONE MARE NOSTRUM A DIFESA DELLA VITA DI TANTI IMMIGRATI, MA LO STESSO PARTITO CON RENZI PREMIER PUR PARLANDO SPESSO DI IMMIGRAZIONE HA ACCONSENTITO ALLO SMANTELLAMENTO DI MARE NOSTRUM.

SONO PERSONALMENTE CONVINTO CHE FIN QUANDO PENSEREMO ALLA IMMIGRAZIONE COME UNA EMERGENZA, UN PROBLEMA, UN FASTIDIO, NON USCIREMO DALLA CRISI ECONOMICA CHE DA ANNI AFFLIGGE LA NOSTRA ECONOMIA. SONO ANCHE CONVINTO CHE SENZA L’APPORTO SIA ECONOMICO CHE SOCIALE DEGLI IMMIGRATI L’ITALIA SAREBBE UN PAESE PIU’ TRISTE E VECCHIO, CON ENORMI PROBLEMI NEL CAMPO DELLA ASSISTENZA SANITARIA E DELLA AGRICOLTURA.

SAREBBE AUSPICABILE SE LA NOSTRA CLASSE POLITICA, TUTTA INTERA, COMPISSE UN CAMBIO DI MENTALITA’ E COMINCIASSE UNA SERIA RIFLESSIONE SULLE PAROLE DI BARACK OBAMA.

VORREI CONCLUDERE FACENDO MIE LE PAROLE DEL PRESIDENTE AMERICANO CHE RICHIAMA IL SUO POPOLO AI VALORI DELLA ACCOGLIENZA E DELLA MEMORIA:

"Il nostro paese ha bisogno di uno scopo comune, di un fine elevato. Gli immigrati sono un arricchimento della nostra società. Questo è un dibattito sulla nostra identità, su chi siamo noi. Non possiamo essere un paese dove i figli 
vivono nell'angoscia che le madri possano essere deportate. Questo dibattito deve concentrarsi sulle nostre speranze, non sulle nostre paure".E Finisce con una citazione della Bibbia: "Una volta eravamo stranieri anche noi".


Mario Scelzo.

giovedì 20 novembre 2014

ADOTTA UN NONNO, NELLE SCUOLE DI MILANO SI AGGIUNGE UN POSTO A TAVOLA

Il pranzo del 20 ottobre 2014 sarà ricordato perché, per la prima volta, hanno fatto il loro ingresso a scuola alcuni “nonni” di Milano.
Protagonisti di questa iniziativa, ideata da MilanoRistorazione in collaborazione dall’Assessorato alla Politiche Sociali e Istruzione ed Educazione di Milano, i “nonni milanesi”, scelti dall’elenco dei 24mila anziani in difficoltà già assistiti dal Comune, che avranno così la possibilità di pranzare insieme ai bambini nelle mense scolastiche delle scuole primarie, che hanno dato la propria adesione.

“L'idea nacque sul finire dello scorso anno scolastico e fa parte della campagna “Io Non Spreco” racconta Aldo Palauro di MilanoRistorazione, “dopo il progetto, nel quale venivano consegnati agli alunni delle scuole Primarie un sacchetto “salva merenda” allo scopo di conservare e portare a casa alcuni alimenti, non immediatamente deperibili come frutta, pane, budini e muffin, non consumati durante il pasto, si pensò che i pochi avanzi non asportabili potessero anch'essi diventare una risorsa”.


“Qui però sorgeva un problema, che gl’alimenti deperibili non potevano, per motivi igienico-sanitari, essere portati fuori”
“Quindi ci siamo detti, se non possiamo portare fuori il cibo, pechè non portare dentro chi dovrebbe consumarlo? Così abbiamo deciso di aggiungere un posto a tavola”

LA RISPOSTA DA PARTE DELLE SCUOLE?
“Devo dire che il debutto è andato oltre le più rosee aspettative abbiamo moltissime richieste, in tutto il progetto saranno accolti nelle mense circa 500 anziani. Siederanno a tavola con i più piccoli tre volte a settimana, chiaramente nello stesso istituto s’alterneranno due o tre anziani, in modo che anche per loro non divenga uno sforzo troppo grande.

UNO DEGLI ASPETTI PIù INTERESSANTI DEL PROGETTO, MI SEMBRA SIA IL METTERE A TAVOLO GENERAZIONI DIVERSE
Si questo è un aspetto fondamentale devo dire che, il progetto non solo svolge un aiuto ad anziani che vivono in un isolamento sociale, ma anche ai bambini. Molti di loro da quando i “nonni”  sono loro vicino, hanno cominciato a sprecare meno. Inoltre gl’anziani stessi sono una risorsa educativa in più, una sorta di sostegno per le maestre.

I ragazzi sono entusiasti della loro presenza, hanno addirittura chiesto agli “ospiti” di fermarsi dopo il pranzo e, questi hanno accettato con entusiasmo.
Speriamo, sinceramente, che una buona pratica come questa, venga accolta con lo stesso entusiasmo da molte altre amministrazioni.

Per maggiori informazioni

lunedì 17 novembre 2014

Le Docce del Papa ed il Centro di Via Anicia

«Qui a Roma nessuno muore di fame, un panino si rimedia ogni giorno. Ma non ci sono posti dove andare in bagno e dove lavarsi», racconta Franco, un senza fissa dimora, al Vescovo Konrad Krajewski, elemosiniere del Papa, di fatto il suo braccio destro per le opere caritatevoli.

Pochi giorni fa Vatican Insider ha riportato la notizia che, su volontà personale di Papa Francesco, inizieranno dei lavori nei Bagni di Piazza San Pietro per costruire tre docce per i Senza Tetto. Vi consiglio di leggere il racconto di Don Corrado (così viene affettuosamente chiamato Krajewski) che bene spiega la realtà dei senza fissa dimora a Roma e la rete di accoglienza ad oggi esistente.

Va aggiunto che Don Corrado è in qualche modo la prosecuzione fisica di Papa Francesco. Sappiamo che Bergoglio quando era Vescovo a Buenos Aires si recava con regolarità nelle periferie e nei quartieri disagiati, sono personalmente convinto sarebbe sua intenzione farlo anche a Roma ma il protocollo e  le esigenze di sicurezza non lo rendono possibile, in pratica Don Corrado “sostituisce” il Papa nelle sue opere di carità.
Mi rallegro per questa bella iniziativa presa per volontà di Papa Francesco, e volevo condividere con i miei lettori una realtà solidale già esistente ed operante su Roma.


Da un anno circa svolgo servizio come volontario presso il Centro di Via Anicia, gestito dalla Comunità di Sant’Egidio, dove il martedi ed il Sabato cerchiamo di venire incontro alle esigenze di chi vive per strada. Volevo raccontare ai miei lettori una giornata tipo a Via Anicia, per comodità giornalistica vi racconto un Sabato Pomeriggio a Via Anicia.

Una premessa. Al centro abbiamo 4 docce, 3 lavatrici ed abbiamo un cambio di vestiario per ognuno, ma prima di tutto il Centro di Via Anicia è, per chi si trova in difficoltà, uno spazio amico ed accogliente. Una doccia calda fa bene alla salute ed all’igiene, ma una parola amica, un sorriso, un incoraggiamento fanno bene all’anima ed al cuore. Chiunque bussa alle nostre porte sa che, nei limiti del possibile, troverà un aiuto concreto ma soprattutto troverà qualcuno pronto ad ascoltarlo.

Tante volte chi vive per strada è vittima di povertà materiale, ma principalmente sente su di se il peso dell’abbandono e del non sentirsi accettato dalla società. Proprio per questo, e ce lo dicono in tanti, il valore del centro non sta nelle docce ma nella accoglienza.

Il Sabato il Centro è aperto dalle 15.30 alle 19.30. C’è sempre un volontario alla porta per gestire gli ingressi, possiamo dividere chi viene per la prima volta (e farà un primo colloquio per conoscere la persona e la sua situazione), ed i “clienti fissi” che hanno già una prenotazione con un orario.
Ad esempio Antonio può avere l’appuntamento per la doccia alle 16.00 e per la lavatrice alle 16.30. Prima di entrare in doccia riceve un cambio di biancheria intima, mentre successivamente può recarsi allo spazio vestiti e lì ricevere 3 capi di abbigliamento. Se è fortunato, questo sabato troverà anche Mira o Giorgio (nomi di fantasia ) e potrà tagliarsi i capelli.

Attorno alle cinque è il momento della merenda e delle famose torte di Silvana. Uno spuntino ed una bibita aiutano a rendere piacevole l’attesa ed a creare un clima pacifico. Quasi tutti i Sabati poi c’è un Compleanno da festeggiare, tante persone che vivono per strada ci dicono che siamo la loro vera famiglia, ed in ogni famiglia che si rispetti il compleanno va festeggiato, tra risate, torte e regali.

Il pomeriggio passa tra circa 30-35 docce, 6 lavatrici, merenda e sorrisi. Ma quello che resta è l’immagine di una città solidale, dove chi aiuta si confonde con chi è aiutato, resta l’immagine di una Chiesa che, come diceva Papa Giovanni XXIII, è al servizio di tutti ma particolarmente dei poveri.

Il fatto che Papa Francesco abbia pensato di creare una realtà simile sotto il Colonnato di San Pietro, e le sue “pressioni pastorali” affinchè altre parrocchie romane creino dei Centri come quello di Via Anicia o della Caritas, ci mostrano per l’ennesima volta la grandezza di un Pontificato che ha messo i poveri al Centro della vita ecclesiale.


Mario Scelzo.

venerdì 14 novembre 2014

asfestival 2014

ASFILMFESTIVAL 2014

“Un festival uguale agli altri però diverso”, questo il titolo dell’asfilmfestival 2014, rassegna cinematografica, che vedrà svolgere le proprie giornate conclusive presso l’auditorium del MAXXI di Roma, il 15 e 16 novembre prossimo.
La manifestazione, giunta alla seconda edizione è il primo festival del cortometraggio ideato ed organizzato da ragazzi con Sindrome di Asperger, una forma di autismo ad alto funzionamento, non molto nota in Italia, ma che spesso ha avuto una rappresentazione cinematografica.

“il percorso del festival è un percorso lungo che parte dal 2008, quando con l’associazione  nel 2008 Gruppo Asperger onlus, un’associazione che si occupa di supportare le famiglie e le persone con Sindrome di Asperger, abbiamo deciso di avviare una serie di attività culturali finalizzate a stimolare la socializzazione dei soci più giovani.”

 Ci spiega Giuseppe Cacace direttore artistico del festival.
 “Nel giro di pochissimo tempo, e oltre ogni aspettativa, il progetto ha dato i suoi frutti, in breve è emerso il desiderio dei ragazzi di approfondire alcuni aspetti tecnici e di partecipare attivamente alla programmazione. Questa voglia di partecipazione, ha dato vita al progetto The Aspie Sight, nel quale sia sul piano organizzativo che su quello artistico le decisioni venivano prese dai ragazzi in autonomia. Alla fine di questo progetto  è stato realizzato un doumentario, grazie a questo, i ragazzi hanno cominciato a girare per festival e da qui è partita una nuova e entusiasmante idea, perché non realizzare un festival tutto nostro?”.



Il festival mi sembra svolga due funzioni fondamentali: la prima è quella terapeutica..
Si è così il festival effettivamente questo è un festival che serve a chi lo fa. Chi ha la sindrome d’asperger, una forma d’autismo, come si dice ad alto funzionamento, ha  un forte disturbo del comportamento, disturbo che lo porta ad isolarsi. I ragazzi nel corso degl’anni sono usciti dal loro isolamento grazie al fatto che si è trovato, ciò che unisce, la passione per il cinema. Questa passione ha costruito un linguaggio comune, tramite il quale tutti si sentivano sicuri, ciò li ha fatto uscire dal loro isolamento, sino a consentirgli cdi sentirsi a loro agio in contesti inizialmente complicati, come quello di un festival.

Il secondo quello divulgativo, se ne parla tanto, ma si conosce poco il tanto vasto mondo dell’autismo. Per non parlare della sindrome d’Asperger.
Si è così, purtroppo nell’immaginario collettivo, il soggetto autistico o è il De Niro di Rain Man, o il ragazzo violento autolesionista. Le persone però che sono venute al festival, lo scorso anno, che sono state tantissime, si sono rese conto che non è così. Occasioni del genere  aiutano a superare i pregiudizi
Ne approfitto  per ringraziare la fondazione MAXXI che ci ha sostenuto e aiutato in questi due anni, dandoci l’opportunità di una splendida cornice e di un’importante vetrina.
In questa fase è stato fondamentale questo sostegno, in quanto tutto si sostiene grazie al lavoro volontario dei ragazzi. Il mio sogno è che questo per loro divenga un vero e proprio lavoro.

Ho letto il programma ci sono molte sezioni una addirittura dedicata ai cartoni animati
“Be non tutti sono cartoni animati dedicati ai più piccoli, alcuni sono dei corti d’animazione d’autore, sezione fortemente voluta da Marco che ha scandagliato il mondo in cerca di lavori d'artisti emergenti. L’asfestival è un continuo work in progress, ogni idea viene assecondata, quest’anno ad esempio avremmo anche una sezione dedicata all’immigrazione, un'altra ai più piccoli con dei corti d’animazione, un’altra dedicata alle problematiche della mia città Taranto,  con la visione di alcuni filmati che evidenziano la possibilità della relazione tra autismo e inquinamento. Molte sono le tematiche sociali affrontate, questo a dimostrazione, che, nonostante le apparenze le persone con autismo sono  fortemente legate e radicate nella realtà".

Adriano Sias.


L’appuntamento è per domani 15 novembre a partire dalle ore 11.00 al MAXXI di Roma in via Guido Reni
Per maggiori informazioni:
riguardo il festival:
riguardo la sindrome d’asperger
http://www.asperger.it/

mercoledì 12 novembre 2014

Tutti con Armandino: Un Calcio alla Malattia.


Campionato di Lega Pro, Girone C, allo Stadio Arechi di Salerno la Salernitana si prepara ad affrontare l’ostico Catanzaro. Una partita come tante, un Sabato di Sport che però assume un significato particolare e mi consente di raccontarvi la Buona Notizia di oggi.

Poco prima del fischio d’inizio, il Capitano dei Granata Manolo Pestrin, scende in campo con in braccio il piccolo Armandino, un giososo e vitale bambino di 6 anni affetto dal Sarcoma di Ewing (un tumore delle ossa) che sta coraggiosamente lottando contro la sua malattia. (per approfondire).



Il piccolo Armandino e la sua battaglia sono stati “adottati” dalla Salernitana e dai suoi tifosi (che ad esempio la scorsa settimana hanno organizzato un evento di solidarietà con raccolta di fondi destinata alle cure mediche del bambino), ma quello che volevo sottolineare è la catena di affetto che sta attraversando le Curve e le tifoserie di tutto il Meridione.

Chi segue il Calcio (ed anche chi non è interessato spesso lo trova in prima pagina per notizie di risse, scontri, agguati tra gruppi ultras) sa bene che spesso tra opposte tifoserie i rapporti non sono del tutto cordiali, anzi, spesso e volentieri purtroppo esistono enormi rivalità campanilistiche che rendono una partita di pallone un evento a rischio.

Basti solo come esempio ricordare la sospensione “imposta” dai tifosi della Nocerina di un derby Salernitana - Nocerina, con gli Ultras che hanno “convinto” con minacce di morte i calciatori della loro squadra a non scendere in campo contro i “nemici” 

Al contrario, la solidarietà verso Armandino sta rompendo muri ancestrali di inimicizia e sta avendo la forza di unire tifosi di opposte barricate verso una (giustissima) causa comune.

L’ingresso in campo di Armandino è stato applaudito dai tifosi del Catanzaro, quelli della Reggina hanno proposto alla loro società di devolvere l’incasso alle cure mediche del piccolo, striscioni di solidarietà per Armandino sono arrivati dalle Curve di Benevento, Bari, Monopoli, dal Savoia (Torre Annunziata), dalla Casertana …. E siamo solo all’inizio!



Sarebbe bello se Armandino divenisse il Simbolo di un Calcio Solidale, di uno Sport capace di unire e non di dividere, di un momento di svago e di festa e non di scontri e tensioni.
Se da tifoso della Salernitana il mio augurio è di vedere i Granata in Serie B, il vero augurio che faccio e che spero possa essere condiviso da tanti, è che Armandino possa vincere la sua partita contro il Sarcoma di Ewing.


Mario Scelzo.

Post Scritum. Chiunque volesse sostenere Armandino e la sua famiglia può effettuare un versamento, queste sono le coordinate:

IBAN IT 53 M 01005 76090 000000001369
BNL BATTIPAGLIA
INTESTATO A SAMANTA MAGLIO.


lunedì 10 novembre 2014

Gli Orti di Itaca: Aiutare a Crescere

Oggi voglio parlarvi di una bella iniziativa che nasce tra le dolci colline Emiliane, dove la Cooperativa Sociale “Si Può Fare” sta realizzando “Gli Orti di Itaca”. Per parlarvi di loro, utilizzo anche le mie impressioni come ex educatore di Casa Famiglia per Minori.

L’Italia ha delle ottime leggi relative alla tutela dell’infanzia e dei Minori, ma per esperienza personale posso dirvi brevemente che, per ragazzi con storie personali complesse, il passaggio alla maggiore età è un momento difficile ed impegnativo.



Si diventa adulti e responsabili, ma questo vuol dire che si diviene indipendenti e che dall’oggi a domani si è spesso da soli ad affrontare tutte le difficoltà della vita, insomma un momento lieto e tanto atteso diventa spesso un salto nel vuoto. Se fino ai 18 anni sei tutelato ed  aiutato a crescere, dai 18 in poi, anche a causa dei tagli ai servizi sociali e ad una assenza di politiche di inclusione, spesso te la devi cavare da solo.

La Buona Notizia è che qualcuno ha avuto una brillante idea ed ha messo in piedi una bella iniziativa, Qui infatti entra in gioco l’inventiva ed il lavoro della Coop “Si Può Fare”, che ha creato il Progetto “Gli Orti di Itaca”. qui trovare tutti i dettagli, ma in sintesi la Cooperativa mette a disposizione di alcuni ragazzi neomaggiorenni (per ora due ma si spera di crescere) una casa dove vivere, dei campi da coltivare e dei tutor (dei validi contadini emiliani) per insegnar loro i trucchi del mestiere.

I ragazzi ricevono una casa ed un progetto di lavoro, ma soprattutto sentono attorno a loro una rete di protezione e di affetto, un sostegno nel laborioso percorso di crescita. Mi permetto di aggiungere che oltre al beneficio per i ragazzi, abbiamo un beneficio per il territorio, immagino delle terre abbandonate ed incolte che riprendono vita grazie alle forti braccia di validi neo-agricoltori.

Ancor più valida questa iniziativa in tempi di crisi economica e di forte disoccupazione; Puntare sulla Natura, sul Biologico, sulle Coltivazioni Locali oltre che appassionante può anche essere redditizio.
Se, come spero, questo mio racconto vi ha appassionato, vi chiedo anche di aprire questo link relativo alla Rete del Dono.

Gli Orti di Itaca hanno bisogno del nostro sostegno per crescere ed allargare ad altri ragazzi la loro realtà, e grazie al supporto della Rete del Dono è appunto possibile dare un contributo economico a tale progetto. Spero che i miei lettori non faranno mancare il sostegno a questa valida iniziativa, per questo vi invito a contribuire e dove non possibile, a diffondere il link per le donazioni.

Ulisse dopo un lungo viaggio arrivò finalmente ad Itaca, l’augurio che faccio alla Cooperativa e ad ognuno dei ragazzi (alcuni hanno compiuto viaggi forse più avventurosi di quello di Ulisse) è di trovare il loro percorso di vita, che li condurrà alla loro Itaca.


Mario Scelzo

venerdì 7 novembre 2014

Tra Cielo e Terra. Storie dal Carcere.

L’articolo 27 della Costituzione Italiana recita testuale:
“La responsabilità penale è personale.
L'imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva.
Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato
Non è ammessa la pena di morte.”
In questi giorni si è, giustamente, molto parlato del caso Cucchi e della assoluzione di chi quasi certamente ha provocato la sua morte. La vicenda Cucchi ha mostrato per l’ennesima volta la drammaticità e le problematiche del sistema penitenziario, una realtà dura, con poche risorse, pochissime idee e rarissimi spazi di umanità e possibilità di riscatto sociale.
Se la vicenda Cucchi è la punta di un iceberg, la realtà quotidiana del sistema penitenziario è fatta di suicidi per disperazione, di carceri sovraffollate, di un sistema punitivo e non rieducativo che toglie la speranza ai carcerati.
Proprio per questo, storie come quelle che ci ha inviato Fabio Gui, (ci aveva già parlato di una bella storia proveniente dal  Carcere di Avezzano fanno bene al cuore, perché ci parlano della speranza che entra tra le tristi mura del carcere, ci parlano della possibilità di ripartire, di avere dei sogni e delle passioni che oltrepassano le sbarre. Lasciatemi dire che persone come Fabio (prendo lui ad esempio ma sono tanti i volontari che operano il bene) sono degli Angeli che portano il sorriso e la luce dove c’è pianto e buio. Qui il suo racconto:

Di attività, di iniziative in carcere se ne fanno. A Paliano è sicuro. Il trattamento,un percorso di revisione e presa di distanza dai reati passa anche attraverso un concreto impegno della popolazione detenuta. Lavoro, scuola, teatro, formazione, integrazione con il territorio sono per questo obiettivi della Direzione della Casa di reclusione .Certo che il pomeriggio di ieri é stato eccezionale.
Tra cielo e terra. Tra la terra delle difficoltà,della detenzione,del carcere e il cielo della fede, arte, cultura. Oltre 30 detenuti hanno infatti partecipato con attenzione, interesse domande all'inizio del laboratorio di Icone della Comunità di Sant'Egidio. La proposta di questo laboratorio nasce dentro una lunga amicizia tra la Comunità e i detenuti di Paliano. Ricordo solo i pranzi con gli anziani di Roma,che hanno portato oltre alla simpatia,la testimonianza della preghiera e la speranza di una vita diversa.
La S.Messa celebrata da S.E. MS. Paglia per la Pentecoste. I pranzi di Natale degli anni passati. In questa storia è nata la proposta di attivare una laboratorio artigianale di Icone, per i detenuti della CR. Per questo é stata preparata una conferenza, con testi di storia dell'arte, con spiegazioni semplici ma profonde, con l'ausilio di fotografie, con collegamenti e riflessioni teologiche.
Per quasi 2 ore abbiamo seguito come si prepara e sceglie il legno, le prime immagini di Gesù del 2 secolo DC, visti affreschi antichi, come i primi cristiani "uniti e non divisi "pregavano” il volto di Gesù é stato il filo conduttore di questa esperienza. Colpiva l'attenzione,il silenzio,le domande dei detenuti per capire e approfondire il tema.
Alla fine molti hanno chiesto di partecipare al laboratorio: chi per le capacità tecniche già in possesso ( bravissimi nella lavorazione artigianale di penne, tavole, utensili, ceramiche. .) ;Chi per motivi/interessi religiosi; Chi per provare a fare una opera in comune (perché l'icona questo vuole essere) L'appuntamento per iniziare è fissato a metà Novembre.
Alcuni volontari della Comunità di Sant'Egidio, per assicurare la continuità del laboratorio iconografico, su proposta della Direzione hanno chiesto e ottenuto l'autorizzazione all'ingresso in carcere per un anno.


Fabio Gui.

lunedì 3 novembre 2014

ANNA MARCHESINI, AFFRONTARE LA MALATTIA CON CORAGGIO ED IRONIA.

Ieri sera girando tra i Canali Tv mi sono imbattuto in “Che Tempo che Fa”, dove il conduttore Fabio Fazio intervistava la famosa attrice Anna Marchesini, probabilmente conosciuta dalle masse per la sua presenza nel Trio con Solenghi e Lopez.


Inutile ripercorrere la strepitosa carriera della Marchesini (personalmente ritengo la versione dei Promessi Sposi del Trio, con l’attrice ad interpretare Lucia come una delle punte massime della Tv italiana), vorrei soffermarmi sulla sua malattia. Da alcuni anni l’attrice è affetta da una grave forma di Artrite Reumatoide (se volete approfondire  http://www.davidemaggio.it/archives/87540/anna-marchesini-a-che-tempo-che-fa-il-talento-sopravvissuto-alla-malattia),  e questa da Fazio è la sua seconda apparizione dopo l’inizio del suo calvario.

Nello scorso Novembre 2013 infatti l’attrice si presentò negli studi Tv e senza fronzoli parlò al grande pubblico della sua esperienza attuale. Quello che mi colpì, sia lo scorso anno che in questa occasione, è stata la totale assenza di vittimismo e rancore, e la voglia di non far sì che la sua condizione le impedisse di vivere con coraggio ed ironia.
Aldilà delle battute (ieri, 2 Novembre, con Fazio ha spesso scherzato sulla sua condizione e sul fatto di essere stata invitata in studio nel giorno della commemorazione dei defunti), l’attrice esprime col suo linguaggio e la sua vita una immensa voglia di vivere, prova ne sono sia il suo non nascondersi, sia il fatto che in questi giorni tornerà a recitare in teatro.

Il messaggio positivo, che voglio sottolineare e che rende una vicenda drammatica una Buona Notizia, è che la voglia di vivere e di non mollare può essere più forte della malattia. La Marchesini ci mostra quanto sia importante la forza di volontà, il non rassegnarsi al male, il non rinunciare all’ironia ed alle passioni quotidiane.
E’ un messaggio di speranza per tanti malati che possono trarre forza dal suo esempio, ma direi è anche uno stimolo per chi, sano, tante volte nella vita si arrende di fronte a minime difficoltà, e ci mostra quanto a volte sia stupido il nostro vittimismo, il nostro lamentarci di fronte a situazioni spesso facilmente risolvibili.

Il suo esempio, ( come pure mi viene in mente quello di Alex Zanardi, ex pilota che dopo aver perso due gambe in un tragico incidente, è oggi un Campione di SuperBike nonché brillante conduttore televisivo del programma Sfide, sempre allegro, sempre ironico e lucido e con una ottima capacità di raccontare le vicende sportive), ci dice tanto, ed oggi lo contrappongo a Brittany, donna americana malata di cancro che ha deliberatamente scelto il suicidio senza neppure provare a curare il suo male. Non è mia intenzione giudicare singolarmente la donna, ma condanno invece il gesto, e sono anche convinto che molto dipenda da amici e familiari che forse non le sono stati accanto in un momento così drammatico.

Ovviamente auguriamo alla Marchesini la guarigione dal suo male, o quantomeno le auguriamo di poterlo tenere sotto controllo (anche se in tanti hanno notato che l’attrice stia meglio oggi rispetto ad un anno fa), ma prima di tutto le auguriamo di mantenere vivo il suo sorriso, la sua capacità di guardare al futuro con speranza e fiducia.
In conclusione, se ben interpreto il pensiero della Marchesini, le auguro che il suo pubblico continuerà ad apprezzarla per le sue doti artistiche e le sue capacità teatrali, ma lasciateci ammirare anche il coraggio, l’intelligenza e l’ironia di una donna che non si arrende di fronte alla malattia.


Mario Scelzo.

Sassano: Una Giunta Comunale Solidale

Volentieri diffondiamo questa bella iniziativa del Sindaco di Sassano e della sua Giunta Comunale. Un piccolo gesto ma di grande importanza.

A Sassano il sindaco Tommaso Pellegrino e la suaGiunta hanno deciso di realizzare, utilizzando i soldi delleindennità di carica dell’anno in corso, una rampa per diversamente abili all’ingresso del cimitero comunale.
Un’iniziativa che va nella direzione di azioni concrete e utili per l’eliminazione delle barriere architettoniche. Infatti, il primo atto della Giunta Pellegrino fu proprio quello di realizzare, sempre con i soldi delle indennità di carica, il rifacimento dell’ingresso della Casa Comunale con annessa rampa per disabili. In seguito sono stati realizzati interventi mirati, in particolare nel centro storico, in prossimità di abitazioni con portatori di disabilità.
Inoltre, grazie all’iniziativa promossa dall’associazione “Antonio Finamore” è stato reso accessibile a tutti il parco giochi nella Villa Comunale.
Da oggi sia i diversamente abili sia le persone anziane potranno accedere al cimitero comunale dall’ingresso principale –  dichiara il sindaco  Tommaso Pellegrino – voglio ringraziare  i componenti della mia Giunta per la sensibilità dimostrata. Non ci possono e non devono esserci  luoghi istituzionali non accessibili a qualcuno. Purtroppo c’erano persone che per visitare i propri cari o per fare le condoglianze dovevano accedere da ingressi secondari o addirittura restare fuori. Oggi con la realizzazione della rampa possiamo dire che a Sassano abbiamo dato un ulteriore segnale di civiltàe a breve avranno inizio anche i lavori di rifacimento del  viale principale del cimitero comunale“.