giovedì 31 dicembre 2015

2015 Germogli di Pace

Gli attentati di Parigi, il dramma dei Migranti racchiuso nella morte del Piccolo Aylan, la Guerra in Siria che continua, la crisi economica nel nostro paese. Sembra difficile trovare posto per le buone notizie nel corso dell’anno che sta per finire. Eppure, senza voler minimizzare alcune realtà complesse e spesso drammatiche, è possibile scorgere alcuni Germogli di Pace seminati nel 2015 che speriamo possano effettivamente sbocciare nel 2016.



Andiamo con ordine, partendo dagli scenari di guerra e del terrorismo, strettamente legati ai fenomeni migratori. E’ di pochi giorni fa la notizia della formazione di un Governo di Unità Nazionale in Libia: se ovviamente è prematuro sbilanciarsi e prevedere una pace stabile, va sottolineato che dopo anni di caos totale per la prima volta esiste una strada, abbastanza concreta, per portare Pace e Stabilità nella sponda Sud del Mediterraneo.

Il Nuovo Governo Libico ha tra i principali obiettivi a medio termine il controllo del territorio, come sappiamo l’Isis ha approfittato del caos libico per insediarsi nel territorio di Sirte. Sintetizzando all’estremo, un governo stabile in Libia sarebbe anche una forza di contrasto al terrorismo internazionale, sempre più vicino alle coste europee. La Libia è anche uno dei paesi da cui partono le navi cariche di migranti, ed anche qui, sintetizzando, una Libia stabile vorrebbe dire meno viaggi della speranza su navi inadatte ad affrontare i mari in tempesta.



Dalla Libia passiamo alla Siria. Forse è stato per questo paese l’anno peggiore, il culmine dello scontro tra i ribelli ed il regime di Assad, con milioni di siriani che hanno lasciato il paese o quello che ancora ne resta in piedi. Eppure, anche nel caos siriano si inizia ad intravedere una via d’uscita. Pochi giorni fa il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha approvato all’unanimità una Road Map per dei Colloqui di Pace a partire da Gennaio 2016. Difficile fare previsioni, la situazione è davvero complessa e permangono ad esempio divergenze tra le idee di Obama e quelle di Putin, anche se tutti i principali leader mondiali concordano sulla necessità di una soluzione negoziale per il dramma siriano. Nel frattempo, tra mille contraddizioni ed alleanze variabili, le potenze mondiali hanno iniziato a contrastare militarmente l’Isis, che infatti nell’ultimo mese ha perso terreno ed alcune città strategiche come l’iraqena Ramadi.

Parliamo dei migranti. Premesso che la stabilizzazione della Libia e la fine del conflitto siriano potrebbero portare ad una diminuzione dei flussi migratori, concentriamoci su quanto accaduto quest’anno. Proprio ieri l’Unchr ha diffuso il dato di un milione di migranti arrivati in Europa nel corso del 2015. I numeri sono drammatici, imponenti, ed oltretutto molti sono quelli che non ce l’hanno fatta, pensiamo al piccolo Aylan. C’è però un elemento che vorrei sottolineare, ed è il cambiamento culturale avvenuto in Europa. Se è vero che esiste una Europa della Chiusura (le idee di Salvini e Le Pen per capirci), ha preso sempre più forza e peso politico l’Europa della Solidarietà. Singoli cittadini, istituzioni, ma anche leader politici come la Merkel, hanno creato un clima di solidarietà ed accoglienza, che ci fa ben sperare per il futuro. Basti la frase RefugeesWelcome per sintetizzare le numerosissime iniziative con cui tanti hanno voluto mostrare sostegno e vicinanza al dramma di chi scappa dalle guerre.




Cito ad esempio la firma di un Protocollo di Intesa tra le Chiese Valdesi, la Comunità di Sant’Egidio, la Comunità Giovanni XXIII ed il Governo Italiano per l’apertura dei Corridoi Umanitari, in sintesi estrema la possibilità di accogliere profughi evitando loro viaggi drammatici e spesso letali. E’ solo un esempio di come la Società Civile Europea si sia mobilitata, economicamente ed intellettualmente, a sostegno della causa dei Migranti.

Infine, uno sguardo a casa nostra. Dopo anni di recessione molti dati economici nel corso del 2015 hanno invertito la tendenza. Il Pil torna al segno più dopo 3 anni, la disoccupazione seppur lentamente ha iniziato a scendere, i consumi sono in ripresa, è aumentato il turismo interno. Non voglio con queste mie parole fare uno Spot al Governo, la strada da fare è ancora molta, per ripartire davvero avremmo bisogno di uno scatto (non solo economico ma anche morale), ma sottolineo con piacere una inversione di rotta, sperando che nel 2016 il nostro paese possa davvero consolidare la Ripresa Economica che iniziamo a vedere.


Mario Scelzo.

domenica 20 dicembre 2015

Mangiarotti and Friends

Antonio (nome di fantasia) lo riconoscevi subito, non era il classico “barbone” abituato ad una vita di stenti. Lo vedevi a disagio nell’accettare il panino e la bibita che gli offrivano i volontari della Comunità di Sant’Egidio alla Stazione Termini di Roma. Col tempo, panino dopo panino, Antonio si scioglie con Luca, uno dei volontari, e si scopre essere un imprenditore che ha visto fallire la sua azienda, contemporaneamente ad un matrimonio finito male. Non sapendo dove andare, ha iniziato a dormire alla Stazione e giorno dopo giorno ha perso le speranze di riprendere una vita normale. Nel 2015, in Italia, con sempre meno reti sociali (la famiglia, il partito, il sindacato, le parrocchie) a protezione, è drammaticamente facile passare da una vita normale alla strada, troppe persone hanno fatto in questi anni il percorso di Antonio.



Il nostro amico però pian piano si affida sempre più a Luca, ed accoglie con immensa gioia il suo invito: Luca gli propone un posto letto durante l’inverno nella struttura di Palazzo Leopardi, aperta appunto dalla Comunità di Sant’Egidio nei mesi invernali. Dopo 6 mesi, Antonio sorretto dall’amicizia e dalla sicurezza di un posto al caldo, ha ricostruito la sua vita, ha trovato un piccolo lavoro fuori Roma, si paga l’affitto di una stanza, appena può torna a Roma per salutare i suoi amici di Sant’Egidio, che lui chiama i suoi angeli custodi.

Negli anni, Palazzo Leopardi ha ospitato circa 15-20 persone per quasi 6 mesi l’anno, e molte di queste col tempo sono state aiutate a lasciare la strada per una collocazione migliore, chi autonomo, chi in istituto, chi in strutture di recupero.
Una struttura come quella per l’Emergenza Freddo, pur basandosi sul lodevole lavoro di tanti volontari, necessita di finanziamenti per restare aperta durante i mesi più freddi. Qui entrano in scena la fantasia e l’abilità organizzativa di Roberto Mangiarotti,  uno stimato gastroenterologo presso l’Ospedale San Camillo di Roma, che da anni aiuta i volontari di Sant’Egidio nella distribuzione della Cena presso la Stazione Tiburtina, ed ormai, da 5 anni, ci…invita a cena! Una cena di solidarietà per raccogliere fondi per l’emergenza freddo.



Lo scorso Giovedì 17 Dicembre, presso la Mensa di Via Dandolo della Comunità di Sant’Egidio, più di 150 persone hanno partecipato al “Mangiarotti Dinner”. Posso testimoniare personalmente che la Cena, preparata da sua moglie Patrizia (pasta con broccoli e salsicce, porchetta di ariccia, contorni vari, vino) era davvero ottima, ma ancor più bello era il clima di festa e di convivialità che ha accompagnato tutta la serata.

Tra una portata e l’altra, la serata è stata animata dalla Musica di Ony e i suoi fratelli, pregevole band che ha intrattenuto i commensali passando dai Pink Floyd agli Eagles, dai grandi classici italiani alla musica internazionale. La Serata è continuata col Circolo degli Illusionisti, un gruppo di Maghi che, diretti da Andrea Turchi, hanno intrattenuto il pubblico con un pregevole spettacolo di Magia/Cabaret condotto dai giovani ma bravi Sim Sala Sim.
Infine, siamo tutti stati rapiti dalla voce suadente di Cinzia Tedesco, cantante che sta conquistando le platee internazionali col suo repertorio a cavallo tra il Jazz ed il Soul.
Musica, Convivialità, Serenità, una piacevole serata per chi come me era presente, un importante contributo economico raccolto per sostenere il lavoro della Emergenza Freddo.



La serata è terminata con La Gara dei Dolci. Chi voleva poteva portare la sua creazione culinaria, ed una giuria tecnica ha assegnato il Primo Premio a Maria Teresa, che con i suoi Panzerotti di pasta frolla ripieni di crema pasticciera al limone o marmellata di albicocche, ha meritatamente sconfitto la concorrenza.
Mi scuseranno i maghi, davvero bravi, ma avreste dovuto vedere in quanto poco tempo sono scomparsi i Panzerotti, apprezzati da tutti i commensali.

Una bella serata per chi l’ha passata con noi, un paio di mesi di attività del Rifugio per l’emergenza freddo resi possibili dai fondi raccolti. Una Buona Notizia.


Mario Scelzo

venerdì 11 dicembre 2015

L'Italia del Baobab e l'Italia di Salvini.

Lo scorso 6 Dicembre, causa problematiche connesse alla proprietà dei locali, ha chiuso i battenti il Centro Baobab di Roma, una struttura che negli ultimi sei mesi è stata un luogo di accoglienza, solidarietà, condivisione del bene. Nella tempesta di Mafia Capitale, amplificata dalle problematiche della emergenza migranti e dalla pessima gestione della Giunta Marino, il Centro Baobab ha rappresentato una Oasi di Civiltà ed ha aiutato Roma ad essere una Città Migliore.



Ho scelto di annoverare l’esperienza del Centro Baobab nelle mie storie di Buone Notizie anche in assenza del “lieto fine”, causa chiusura della struttura, perché ritengo in ogni caso che questi 6 mesi di attività siano stati e resteranno per sempre un modello di accoglienza e spirito di iniziativa.

Onestamente non conosco i dettagli di tutta la vicenda, non so dire cosa fosse il Centro Baobab fino allo scorso mese di Maggio. Ricordo però distintamente, sia perché ne ho scritto su queste pagine, sia per la mia esperienza da volontario con le persone senza fissa dimora alla Stazione Tiburtina, il clima e gli avvenimenti di quel periodo, che sintetizzo rapidamente per i miei lettori.

Lo scorso 10 Maggio, su iniziativa della Giunta Marino, viene sgomberato il cosiddetto Borghetto di Ponte Mammolo, un insediamento provvisorio dove comunque vivevano dignitosamente più di trecento persone. Lo sgombero, avvenuto con ferocia immotivata, lascia per strada 300 persone, che dalle baracche provvisorie si trovano al freddo della strada, visto che il Comune ha predisposto lo sgombero senza avere nessuna soluzione alternativa. A pochi mesi dal Giubileo, con la scusa del decoro urbano, 300 persone restano senza quella che era, anche se provvisoria, una casa. Molti di loro trovano ospitalità presso il Centro Baobab, struttura autogestita, che in breve tempo passa da 20/30 a 300/400 ospiti.



In contemporanea, c’è probabilmente il picco della emergenza migranti, e come ricorderete molti migranti in transito trovano riparo temporaneo nei pressi delle Stazioni Ferroviarie, probabilmente luoghi di partenza di navette clandestine per lasciare il paese (con la Polizia Italiana a chiudere un occhio, visto che identificare i migranti vuol dire prendersene carico nel primo paese di transito). Vuoi o non vuoi, la Stazione Tiburtina, a due passi dal Centro Baobab, diventa un bivacco all’aperto, vuoi o non vuoi, in pochi giorni il Centro Baobab arriva ad accogliere più di 500 persone.

Qui però oltre al Baobab, entra in gioco il grande cuore dei romani. In poco tempo il Centro Baobab diviene un enorme collettore di solidarietà. Dalle singole donazioni di privati cittadini, dalle signore di Piazza Bologna che cucinano le Lasagne, a tanti volontari, occasionali o “strutturati”, che in poco tempo diventano abitanti del Centro. Da Sant’Egidio ai movimenti di sinistra, dalle parrocchie del circondario ai privati cittadini, attorno al Baobab è tutto un fiorire di attività, donazioni, eventi pubblici, che se da un lato portano un beneficio oggettivo alla vita dei migranti, diventano anche una “battaglia culturale” di umanità e resistenza alle logiche del disprezzo e dello scontro di civiltà.



Per sintetizzare, nel 2015 in Italia abbiamo visto chi ha proposto di sparare ai barconi dei migranti (Salvini e soci), le istituzioni europee che con calma hanno discusso, proposto, elaborato piani, discusso, litigato e così via a seguire per mesi, e chi, come i volontari del Centro Baobab, si è rimboccato le maniche ed ha scritto una bella pagina di accoglienza e solidarietà che rimarrà per sempre viva nel cuore dei romani.

Grazie, e andate avanti, aspettiamo con fiducia ed interesse le nuove iniziative. Il Centro chiude, la solidarietà resta.


Mario Scelzo

martedì 1 dicembre 2015

Tutti a Teatro!

Negli ultimi anni spesso il nome di Ostia viene associato a parole come Mafia, controllo del territorio, abusivismo edilizio, appalti truccati. Senza entrare nel merito di alcune indagini della Magistratura tuttora in corso, è innegabile che da qualche anno esiste ad Ostia (che ricordo per i non romani, è un Municipio della Città di Roma, ma nei fatti è una entità distante dal resto della Città) un serio problema di legalità. Se i miei lettori hanno visto il film “Suburra”, un film a detta di molti non “fantasioso” nelle ricostruzioni, anzi drammaticamente realistico nelle peggiori descrizioni del malaffare, si saranno accorti del perverso intreccio tra criminalità, imprenditoria e politica che attanaglia il litorale romano.



Le cose che sto scrivendo le potete leggere quasi ogni giorno sui principali quotidiani nazionali, invece magari in pochi saprete che, ad esempio, lo scorso Natale, la Comunità di Sant’Egidio ha organizzato proprio ad Ostia nella Chiesa sul Lungomare un Pranzo per 380 poveri con l’aiuto di 150 volontari.
Dagli anziani che vivono in Istituto, spesso abbandonati dai familiari, ai bambini figli degli immigrati, dai disabili alle persone che vivono per strada, tante storie e volti, spesso resi tristi dalla vita dura, che nell’incontro e nella condivisione del pasto coi volontari si accendono alla gioia ed alla speranza.





Un discorso simile si può fare per i volontari, tante persone magari benestanti che però faticano a trovare un senso alla loro vita, che nell’incontro col prossimo bisognoso trovano il senso di una famiglia.
C’è Antonio (lo chiameremo così per rispetto della privacy), anziano dell’Istituto, che quando incontra la sua amica volontaria Alessia, le dice “tu mi allunghi la vita”, ci sarebbero mille storie da raccontare e, statene certi, riparleremo dei Pranzi di Natale (basti pensare che quella del Pranzo di Natale è ormai una realtà che ha superato i confini italiani) su queste pagine, intanto, vi rimando ad un racconto di uno dei numerosi Pranzi dell'anno appena trascorso.

Ma, per preparare una bella festa, con un buon pranzo, regali, addobbi, tovaglie, fiori….agli amici di Ostia, ed in particolare ad Alessia Giuseppone, è venuta una splendida idea: organizzare una serata a teatro per raccogliere fondi per il Pranzo di Natale. Per questo, sono lieto di pubblicizzare, e se volete invitarvi:

DOMENICA 13 DICEMBRE 2015, ORE 20.30, TEATRO NINO MANFREDI, OSTIA – VIA DEI PALLOTTINI 10. SPETTACOLO DI BENEFICENZA (MILANI E DE SANTIS), CON DONAZIONE A PARTIRE DA 15 EURO. PER INFO E PRENOTAZIONI  ALESSIA 349/4483631 
ANDREA 328/9364541






Rideremo grazie alla Coppia, proveniente da Colorado, formata da Francesca Milani e Danilo De Santis (che, sia chiaro, offrono la loro performance artistica in maniera gratuita), ma sono certo che chi vorrà partecipare sarà doppiamente felice perchè col suo contributo aiuterà a far vivere a tanti un Natale Indimenticabile.

Ovviamente, saremo ben felici di raccontarvi, sempre su queste pagine, la cronaca della serata

Mario Scelzo

mercoledì 18 novembre 2015

Ciao Valeria.

Siamo tutti sconvolti dagli attentati avvenuti a Parigi la scorsa settimana. Prevalgono  nella collettività il sentimento della paura, della rabbia, dello sgomento; la sensazione di avere a che fare con un nemico invisibile ci rende tutti disorientati.
Inutile ripercorrere gli eventi che tutti conosciamo, vorrei su queste pagine concentrarmi su alcune reazioni all’attentato provenienti dal nostro paese. Se alcuni nostri concittadini ci hanno reso orgogliosi di essere italiani, altri hanno dimostrato, con gesti e parole, atteggiamenti che definirei indecorosi, irrispettosi ed offensivi. 

Come saprete, l’Italia ha pagato un triste tributo di sangue; nella sparatoria al Teatro Bataclan è morta la nostra connazionale Valeria Solesin, giovane ricercatrice presso la Sorbona di Parigi. Premetto che non mi azzarderei a parlare di lei senza avere una sorta di “consenso”, non intendo strumentalizzare per due visualizzazioni al blog  una tragedia del genere. Se ne parlo è perché la famiglia di Valeria, al quale vanno le mie condoglianze e tutta la mia stima e sostegno, ha chiesto pubblicamente di ricordarla raccontando la sua vita, bella e piena di iniziative.



Giovane studentessa attiva nel Consiglio di Istituto, persona dal carattere deciso ma sempre disponibile, volontaria di Emergency, “Cervello in Fuga” alla Sorbona, collaboratrice di alcune riviste con particolare attenzione al ruolo della donna nel mondo del lavoro….ma allo stesso tempo una ragazza semplice, legata al fidanzato Andrea ed ai suoi amici, una ragazza capace di coniugare studio, vita privata, solidarietà affetti, il tutto direi con grande successo. Così la ricorda la sua amica Chiara: «Un’amica stupenda. Libera. Piena di idee e di forza. La migliore studentessa del mio corso alla Sorbona. Era molto impegnata nel sociale, non solo con Emergency. Avevamo parlato a lungo della questione del terrorismo, soprattutto dopo l’attentato a Charlie Hebdo. Era contraria a qualsiasi guerra, a qualsiasi intervento militare».

Persone come Valeria rendono l’Italia più bella, nel suo ricordo vorrei elogiare tanti volontari che, tra mille difficoltà, si rimboccano le maniche per costruire un mondo migliore. Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha promesso la creazione di una Borsa di Studio per la Ricerca in memoria di Valeria, ci sembra una bella iniziativa che speriamo si possa realizzare in tempi brevi.

Al contrario, alcune persone hanno usato gli attentati di Parigi per vili attacchi, speculazioni politiche, offese gratuite ed insensate. Parlo in particolare di Matteo Salvini, Maurizio Belpietro e Fabrizio Rondolino. Il primo non ha perso occasione per speculare sulla tragedia, con discorsi semplicistici e poco lucidi, proponendo in sintesi di bombardare tutti i paesi affini all’Islam e di arrestare chiunque abbia una minima origine araba. Il secondo, Direttore di Libero Quotidiano, ha proposto alcuni titoli veramente indecenti ai quali mi rifiuto di offrire visibilità.

Vorrei parlare in maniera approfondita di Fabrizio Rondolino, in questi giorni particolarmente attivo nel diffamare sui social network l’associazione “Emergency” (tralaltro la stessa dove operava come volontaria Valeria Solesin). Rondolino ha chiesto di isolare Emergency in quanto “organizzazione politica antioccidentale mascherata da ospedale ambulante”, poi di fronte alla pioggia di critiche, ha dato dei “piccoli talebani” ai suoi detrattori.



Emergency è una Ong presente in numerosi scenari di guerra, stimata nel mondo, si calcola abbia curato negli anni 16 milioni di persone. Rondolino è un giornalista passato dallo Staff di Massimo d’Alema ad essere consulente del Grande Fratello (a parere di chi scrive, uno dei peggiori prodotti della storia televisiva mondiale). Sempre a parere di chi scrive, il Governo d’Alema ha rovinato la storia della sinistra italiana, non a caso dopo gli anni di baffino l’Italia è piombata nelle mani del CentroDestra. Insomma, Rondolino ha contribuito al declino della politica italiana prima, della televisione poi. Non contento, non si sa per quali meriti, si è autoproclamato analista politico. Ultimamente collabora con l’Unità, e certo la sua firma non contribuisce a far avere nostalgia di quello che una volta era un gran bel giornale ed oggi appare una diretta emanazione cartacea del pensiero del Governo.

Tanti in questi giorni parlano di scontro di civiltà. La mia civiltà, in cui mi riconosco, è quella dei ragazzi e delle ragazze come Valeria. Salvini, Rondolino, Belpietro, gente così non fa fare bella figura alla Civiltà Occidentale.


Mario Scelzo 

mercoledì 11 novembre 2015

Papa Francesco, Benvenuto a Firenze!

Riceviamo e volentieri pubblichiamo alcune riflessioni provenienti da Firenze, in seguito alla bellissima visita in città di Papa Francesco. Tanto ci sarebbe da dire su Bergoglio e sui suoi gesti semplici ma allo stesso tempo rivoluzionari (per rimanere a Firenze, ha colpito tutti l’immagine del Papa che versa l’acqua da una brocca di plastica alla signora che le siede affianco), ci piace qui sottolineare alcuni spunti presenti nel racconto dell’amico Paolo.



Io e Paolo (l’autore del racconto) ci conosciamo da qualche mese solo attraverso i social network. Lo considero in ogni caso un amico, e sinceramente, ad occhio, non mi pare per così dire un boy scout, un prodotto della Azione Cattolica, un avanzo di sacrestia. Da buon toscanaccio, a naso, definirei Paolo un “mangiapreti” non proprio vicino alla famiglia cattolica. Scrivo queste cose non per giudicare il mio amico, ma per sottolineare la novità prorompente di questo pontefice, capace non solo di riunire il suo gregge, ma di riavvicinare alla Chiesa tante persone che, per i più svariati motivi, l’avevano abbandonata. Nella Chiesa Ospedale da Campo, sporca perché esce per strada, c’è bisogno delle braccia di tutti.

Mario Scelzo  

Papa Francesco visto dalla folla – di Paolo Carlesi

Oggi 10 novembre 2015 a Firenze abbiamo avuto la visita di Papa Francesco e io ho partecipato all'evento andando a salutare il Papa stamani per le vie del centro e nel pomeriggio partecipando, insieme a piu' di 50.000 persone, alla S. Messa allo stadio Artemio Franchi di Firenze.
E' stata une bellissima giornata, anche da un punto di vista del meteo, e mi sono reso conto ancora di più di quanto sia amato dalla gente questo Papa.

Ho visto persone che raccontavano di essere partiti in pullman da Milano all'alba per essere in P.zza Duomo a Firenze alle 10 per assistere all'arrivo del Papa. Ho sentito di una giovane ragazza, fiorentina, che si e' sistemata in P.zza SS.Annunziata dalle 5 di stamani per essere sicura di stare in primissima fila per l'arrivo del Papa e magari potergli stringere la mano.
Mentre aspettavo l'arrivo del Papa fra i tanti commenti positivi su Francesco mi ha colpito per la sua semplicità e verità questa frase: A me piace perchè è buono e sta con i poveri.
Ecco credo che questa Signora abbia proprio ragione: Francesco è tanto amato perche' è una persona buona, semplice che ha a cuore soprattutto i poveri, gli emarginati e i piu' deboli, sia che siano credenti o meno.



La sua grande forza e' anche quella di parlare meno di dottrina e piu' di temi concreti, persone ecc, come ad esempio ha fatto oggi a Prato parlando delle difficoltà del mondo del lavoro e ricordando gli operai cinesi morti.
Concordo anche sul commento di un'altro signore che diceva: Francesco e' uno tosto vedrai che ce la farà a fare pulizia nella Chiesa. Io me lo auguro fermamente, Ce n'e' un gran bisogno.

Tanti i giovani presenti ma direi che oggi in giro per vedere il Papa c'erano giovani e meno giovani e anche tanti anziani. Persone normali, semplici senza titoli o altro, poi c'erano anche loro, le autorità sia civili che religiose, ma la festa era per la gente comune, il "popolo di Francesco".
Il clou della giornata è stata poi la S. Messa allo stadio alla presenza di più di 50.000 persone, molte arrivate con i pullman da tutta la Toscana e anche da altre Regioni. Si respirava veramente una bella atmosfera e in piu' di un'occasione la folla si è messa a scandire: Francesco, Francesco, Francesco....a dimostrazione dell'amore per questo Papa.


Lui ha fatto una bella omelia e alla fine nel congedarsi ha voluto ringraziare i detenuti del carcere di Firenze che avevano fatto l'altare dove il Papa ha celebrato la Messa. Poi è ripartito in elicottero per Roma e io sono stato contento di aver passato una bella giornata in compagnia di un Papa e di un uomo straordinario come Francesco.

sabato 7 novembre 2015

AIRC, Sosteniamo la Ricerca

Oggi è Sabato. Molti di noi probabilmente nel pomeriggio faremo una passeggiata in Centro, magari coi figli o coi nipotini, quasi certamente incontreremo dei volontari che ci chiederanno di comprare i Cioccolatini della Ricerca. Facciamolo, faremo del bene a noi stessi ed aiuteremo la Ricerca contro il Cancro.



Siamo nel pieno dei Giorni della Ricerca, un evento di durata settimanale che termina domani 8 Novembre e che vede il suo picco di eventi ed iniziative proprio in questo week-end. Come possiamo leggere sul sito dell’Airc (Associazione Italiana Ricerca Cancro):

“I Giorni della Ricerca da 18 anni sono il più importante momento per informare il nostro Paese sui progressi della ricerca sul cancro e per raccogliere fondi per finanziare selezionati progetti scientifici. Un appuntamento decisivo per condividere il nostro impegno nel sostenere i migliori ricercatori italiani che lavorano ogni giorno per rendere il cancro sempre più curabile”

Più di un milione e mezzo di italiani, ogni anno negli ultimi anni, hanno destinato la scelta del 5 per mille all’AIRC, di gran lunga il primo ente per numero di scelte effettuate. Basta questo dato per affermare che AIRC è una Onlus credibile, seria e capace, che si è guadagnata sul campo stima e credibilità. 50 anni di Storia di questa nobile associazione ci testimoniano gli enormi progressi della ricerca e le importantissime novità nel campo della prevenzione. Se tuttora il Cancro è uno dei mali peggiori da affrontare, è indubbio che enormi sono stati i passi avanti anche e soprattutto grazie alla ricerca scientifica. Oggi il Cancro fa meno paura di ieri e per questo ognuno di noi deve dire grazie ai numerosi volontari che, nelle piazze concrete e nelle piazze virtuali, donano tempo e generosità alla causa della Ricerca e della Sensibilizzazione.



Numerosissime sono le iniziative promosse in questo fine settimana, oltre ai Cioccolatini per la Ricerca ci piace sottolineare il Sostegno del mondo del Calcio, e l’impegno della Televisione, in particolare del Servizio Pubblico. Citiamo qui solo alcune delle numerose iniziative:

·        Calciatori, allenatori e arbitri invitano i tifosi a sostenere AIRC con un SMS al 45509  con l'obiettivo di far crescere in Italia una nuova generazione di ricercatori di talento, i futuri "campioni" della ricerca sul cancro.

·       Domenica 8 novembre dalle 6:30 alle 24:00 la staffetta RAI raggiunge il suo massimo momento di comunicazione e di coinvolgimento partendo con UNO MATTINA IN FAMIGLIA. Tante le trasmissioni della domenica coinvolte nella maratona, come MEZZOGIORNO IN FAMIGLIA, QUELLI CHE IL CALCIO, L'ARENA, DOMENICA IN fino alla puntata speciale dell'EREDITÀ. Momento conclusivo della campagna "RAI per AIRC" è il tradizionale appuntamento con Michele Mirabella e con il suo SPECIALE ELISIR, in diretta in prima serata dalle 21:45 su RAI TRE, interamente dedicato all'approfondimento delle più importanti novità nel campo della ricerca e della cura del cancro.

Oggi il Cancro fa meno paura, questa è una Buona Notizia, continuiamo a sostenere la Ricerca.

Mario Scelzo

lunedì 2 novembre 2015

Nonna Nannina e la Santità Quotidiana

Parlando ai fedeli presenti all’Angelus in Piazza San Pietro per la festività di Ognissanti, Papa Francesco ha pronunciato uno splendido discorso sui gesti di santità nascosta e poco conosciuta che ogni giorno accadono attorno a noi. Il Papa ha parlato di Santi da Imitare, qui le sue parole:




"Facciamo attenzione, non soltanto quelli canonizzati, ma i santi, per così dire, “della porta accanto”, che, con la grazia di Dio, si sono sforzati di praticare il Vangelo nell’ordinarietà della loro vita, non sono canonizzati."
A questi santi dobbiamo essere grati, e grati a Dio che ce li ha donati e messi vicini, “esempi vivi e contagiosi del modo di vivere e di morire”, fedeli a “Gesu e al suo Vangelo”.
“Ma quanta gente buona abbiamo conosciuta nella vita, e conosciamo, e noi diciamo: “Ma, questa persona è un santo!”, lo diciamo, ci viene spontaneamente. Questi sono i santi della porta accanto, quelli non canonizzati ma che vivono con noi”.
Quindi l’invito ad imitare a loro gesti d’amore e misericordi, a perpetuare la loro presenza in questo mondo:
“…un atto di tenerezza, un aiuto generoso, un tempo passato ad ascoltare, una visita, una parola buona, un sorriso...

Come sapranno ormai i miei lettori, scopo principale di questo blog è portare alla luce tante storie di santità nascosta, persone che col loro esempio ci mostrano la possibilità di cambiare il mondo. Riprendendo quindi il ragionamento del Papa, ci piace oggi sottolineare il gesto di Nonna Nannina, che ha sottratto i soldi messi da parte per il suo funerale per donarli agli alluvionati di Benevento.



Ascoltiamo il racconto  del Direttore della Caritas diocesana di Benevento, don Nicola De Blasio. «Al termine della messa mi ha avvicinato e mi ha consegnato la busta con il denaro, dicendomi che erano i soldi per i funerali», ha detto don Nicola. «È il segno tangibile di una solidarietà concreta - dice sempre il direttore della Caritas - di gente semplice che vuole aiutare noi ad aiutare gli altri».

Trovo importante sottolineare che generosa è stata la partecipazione collettiva della popolazione sia locale che nazionale alle iniziative di solidarietà post-alluvione nel beneventano. Dai volontari della Caritas alle Campagne Sociale come #saverummo e #sporchemabuone in tanti si sono rimboccati le maniche cercando di tamponare l’emergenza ed iniziando le iniziative per la ricostruzione.

Ci piace però concludere sottolineando di nuovo il gesto di Nonna Nannina. Mille euro messi faticosamente da parte, possiamo immaginare, tra le difficoltà di una modesta pensione e della vecchiaia che avanza.  Citando  Papa Francesco: Ai nostri occhi questi gesti possono sembrare insignificanti, ma agli occhi di Dio sono eterni, perché l’amore e la compassione sono più forti della morte”. 
Nonna Nannina, ti auguriamo lunga vita, ma siamo certi che il tuo funerale sarà bello ed affollato perché in tanti vorranno ringraziarti per questo piccolo gesto che salva il mondo.

Mario Scelzo

mercoledì 28 ottobre 2015

Expo, una Buona Notizia? Sì, ma si poteva far meglio

Vado dritto al punto. Il mio giudizio sull’Expo è tendenzialmente positivo, ma con alcne piccole perplessità. In estrema sintesi ritengo che Expo 2015 sia stato un evento positivo per l’Italia, una manifestazione piacevole, un momento interessante di dibattito e confronto, ma credo si potesse fare di più per rendere la frase “Nutrire il Pianeta” non solo uno slogan ma una realtà concreta.



Attorno ad Expo 2015 a mio parere si è creato in Italia un dibattito tra tifosi, non basato sui fatti ma su aspetti ideologici. Se l’area del Governo ed in particolare il Partito Democratico hanno forse troppo enfatizzato l’evento legandolo alle sorti del Paese (l’Expo è un Successo, l’Italia Riparte), alcuni settori dell’opposizione ed ambienti giornalistici (Movimento 5 Stellle / Il Fatto Quotidiano) hanno volutamente esagerato gli aspetti negativi per andare contro al Governo. Non mi dilungo su questo ma alcuni articoli de “Il Fatto Quotidiano”, pur di parlar male di Renzi, hanno sfiorato il ridicolo. Piuttosto che ammettere l’errore di valutazione i giornalisti (?) del Fatto si sono arrampicati sugli specchi per parlar male della manifestazione, cito per tutti questo articolo di Alessandro Robecchi che in maniera elegante dà dei cretini agli italiani che hanno fatto le code davanti ai padiglioni.

Proviamo a far parlare i fatti. Si parlava di 20 milioni di visitatori previsti, o comunque di 20 milioni di biglietti necessari per rientrare delle spese. A pochi giorni dalla chiusura, è stata superata quota 21 milioni, quindi il risultato è stato raggiunto. E’ stato notato da molti, lo scrivo per dovere di cronaca, che la ripartizione degli accessi non è stata costante nei mesi, l’evento è partito in sordina ed ha avuto un enorme aumento degli afflussi da fine Agosto in poi. Ovviamente i 21, o mi sbilancio i 23-24 milioni di visitatori finali, hanno generato un enorme indotto. Sono stato ad Expo il 22 Ottobre ed ho avuto enormi difficoltà a trovare una camera d’albergo, il 99% delle strutture erano occupate. Alberghi, Ristoranti, Locali, hanno indubbiamente tratto beneficio da Expo 2015, lo stesso discorso vare per Italo e Trenitalia che hanno viaggiato al massimo della capienza nei mesi di Settembre ed Ottobre.

Ed ora…entriamo dentro Expo! Seppur in forma artificiale, chi ha visitato la manifestazione, ha girato per il Mondo. Dalla Pagoda del Nepal alle bellezze naturali dell’Angola, dalle meraviglie della poco conosciuta Slovacchia alle origini dell’Uruguay. Io ritengo che chiunque abbia visitato i diversi padiglioni ne sia uscito arricchito, avendo incontrato un mix di culture, tradizioni, cibi. Nei tempi attuali, in cui troppi hanno paura del diverso e dello straniero, ritengo utile ed educativo per ognuno di noi allargare lo sguardo e l’orizzonte; Seppur in maniera rapida e limitata, Expo ci permette di conoscere e riflettere sulla diversità, complessità e bellezza del Pianeta Terra. Immagino che chiunque abbia visitato Expo sia uscito dai padiglioni col desiderio di viaggiare, incontrare, conoscere, e viaggiare aiuta ciascuno di noi a vivere in maniera più aperta, tollerante e solidale. 



Considero Expo 2015 un arricchimento culturale ed un segnale di apertura alle bellezze del mondo. Expo ci mostra quanto sia fuori dal tempo la chiusura leghista dentro i propri confini, quanto sia sterile l’etnicismo. Se è importante non lasciar morire le tradizioni culturali e culinarie di ogni paese, è allo stesso tempo ridicolo e fuori dal tempo vivere in isole chiuse e separate, lontani dal contatto con l’esterno, lo straniero, il diverso. Ritengo la diversità culturale e la mescolanza etnica, in ogni campo, un arricchimento. Dallo Sport alla Musica, dalla Cultura alla Bellezza, le eccellenze sono figlie della mescolanza. Pensate alla nazionale di calcio del Brasile, mix di bianchi e neri, al Blues afroamericano, alla bellezza di Adriana Lima, modella brasiliana di origini francesi, svizzere, portoghesi ed indiane. Leggete i libri dello scrittore italo-algerino Amara Lakhous ed apprezzate le sue storie dove si incrociano differenti culture.

A livello architettonico, il visitatore è rimasto certamente ammirato dalla stravaganza e diversità dei vari padiglioni, alcuni davvero molto fantasiosi. L’Albero della Vita con le sue mille sfaccettature, attrazione tra le più apprezzate, simboleggia la forza prorompente della Natura.



Fin qui le note positive, numerose, che alla fine faranno prevalere il giudizio positivo. Non posso non sottolineare alcune note negative. Ritengo il tema “Nutrite il Pianeta” sia stato troppo “nascosto” o sfumato”. E’ un dato di fatto che nei 6 mesi dell’evento, numerosi sono stati i dibattiti e gli incontri con interlocutori autorevoli. Dall’economista e filosofo indiano Amartya Sen, all’ex Presidente del Brasile Lula (durante il suo mandato è diminuita notevolmente la percentuale di persone povere nel paese), tanti hanno dato il loro contributo al discorso “culturale” di Expo, però forse questi aspetti sono stati relegati ad una nicchia di visitatori. Mi spiego meglio, il visitatore di passaggio, quello che ha speso una giornata tra i padiglioni, non si sarà neppure accorto del discorso culturale. 

Personalmente, visitando i vari padiglioni, ho guardato con interesse le eccellenze di ogni paese, ho apprezzato le idee architettoniche, poco ho percepito un discorso di lotta alla fame nel mondo, poco mi sono accorto della volontà di contribuire a ridurre gli squilibri alimentari mondiali. Forse sarebbe stato utile legare all’Expo dei gesti concreti, non so una raccolta fondi, una percentuale del biglietto legata alla realizzazione di progetti specifici di sostegno alimentare ai paesi del terzo mondo. La Carta di Milano è un segno importante ma forse troppo fumoso, io personalmente avrei legato il tema “Nutrire il Pianeta” ad alcuni elementi concreti di solidarietà.
Queste le mie impressioni, al netto di alcune perplessità ritengo che Expo 2015 sia da annoverarsi tra le buone notizie.


Mario Scelzo

lunedì 26 ottobre 2015

Natale per Evan

Preparate i fazzoletti perchè quella che vi raccontiamo è una storia agrodolce ma commovente, un racconto corale che vorremmo tutti finisse col lieto fine anche se la realtà ci porta a pensare il contrario.
Nonostante ciò, siamo fermamente convinti che essa sia una Buona Notizia, perché ci mostra l’importanza di parole e sentimenti come la solidarietà, la condivisione, l’altruismo, la forza di cambiamento che nasce dai gesti di amore gratuito.



Ieri 25 Ottobre  a St. George, piccolo paese rurale dell’Ontario (Regione del Canada), è arrivato Babbo Natale. Non è uno scherzo del calendario o un errore di qualche agenzia di stampa, ma il gesto di solidarietà e compassione che una intera comunità ha voluto regalare al piccolo Evan.
Nel Video che trovate seguendo questo link possiamo vedere il bimbo di 7 anni festeggiato da un intero paese, salutato dai suoi eroi della televisione e dei fumetti ed abbracciato niente di meno che da Babbo Natale in persona.

Il piccolo Evan ha sette anni, è un bambino canadese come tanti che aspetta il Natale con l’Albero, la Slitta, i regali di Babbo Natale. Solo che Evan ha un tumore incurabile al cervello e secondo i medici che lo hanno in cura potrebbe non arrivare al 25 Dicembre. Qui allora sua madre ha una idea, anticipare il giorno di Natale. Potrebbe sembrare il gesto disperato di una mamma comprensibilmente distrutta dal dolore per una situazione così angosciante, ma l’idea di Mamma Shelly viene diffusa in rete e raccolta dagli abitanti del piccolo villaggio di St.George e dei comuni circostanti



In pochi giorni la comunità locale si è mobilitata ed il paese si  è riempito di festoni, luci, addobbi, lanterne. Una festa collettiva che ha coinvolto più di 5.000 persone (il doppio degli abitanti di St.George), ed ha anche raccolto una consistente somma in denaro per le spese sanitare del piccolo Evan.

Una farsa grottesca? Una iniziativa di cattivo gusto? Guardate il sorriso di Evan, la sua felicità, e ringraziate gli abitanti di St. George per aver fatto del Pianeta Terra un luogo più bello.

 (è possibile seguire lo sviluppo della situazione su twitter attraverso l’hashtag #lightsonforevan)

Mario Scelzo

martedì 20 ottobre 2015

SaveRummoSaveSquatters

Troppe volte lo Spazio Web diventa luogo di scontri conflittuali, teorie complottistiche,  discussioni politiche che spesso sfociano nell’insulto e nel disprezzo dell’avversario, identificato come un “nemico”. A mio parere c’è una sorta di inquinamento della rete, con troppa facilità si scade nelle offese, esiste addirittura la categoria degli “haters”, cioè persone che riversano odio spesso del tutto immotivato su altre persone. Non è qui il luogo dove approfondire, mi limito ad osservare che anche la comunicazione politica contribuisce a rendere velenoso questo clima, tra nomi storpiati, frasi provocatorie, insulti gratuiti.



E’ al contrario bello sottolineare quando la Rete si mobilita per una giusta causa, quando il Popolo del Web si unisce compatto per mostrare solidarietà virtuale prima, concreta poi. In passato su queste pagine vi abbiamo raccontato la solidarietà in rete per gli sfollati di Ponte Mammolo, oggi vogliamo parlare della campagna #saverummo  

Andiamo con Ordine. Il Pastificio Rummo è uno storico marchio del beneventano che produce (ottima) pasta dal lontano 1846. Come molti saprete, il Pastificio nei giorni scorsi è stato seriamente danneggiato dal nubifragio che si è abbattuto nel Beneventano. Rischiano il posto 1.500 dipendenti, senza contare il relativo indotto legato ad una così grande realtà produttiva.

Qui è scattata la mobilitazione della rete. “L’Acqua non ci ha mai rammollito”, è lo slogan che rapidamente ha spopolato su twitter, facebook (dove sono nate varie pagine di solidarietà per l’azienda). Qualcuno parla di iniziativa partita dalla stessa Rummo (che ringrazia ovviamente i sostenitori ma smentisce di essere a capo della mobilitazione), altri parlano di iniziativa spontanea, quello che importa è che in poco tempo la Rete ha mobilitato migliaia di persone a sostegno del Pastificio.
L’idea è semplice: comprare Pasta Rummo, farsi una foto e diffonderla sul Web. Gente Comune ma anche numerosi Vip hanno messo la loro faccia affianco alle confezioni di Pasta. Servirà a qualcosa? Noi ci auguriamo di sì, in ogni caso ci pare importante sottolineare la forza della Rete, capace di unirsi per una giusta causa. Ci auguriamo che una tale mobilitazione possa portare frutti concreti e possa aiutare i dipendenti della Rummo a non perdere il posto di lavoro.

Spostandoci in Inghilterra, ci piace sottolineare il nobile gesto di due bandiere del Manchester United, Ryan Giggs e Gary Neville. Se i miei lettori non sono del tutto digiuni di Calcio, sapranno che i due sono stati due grandissimi Campioni, due giocatori che hanno fatto grande il Manchester United, squadra in cui hanno militato per più di vent’anni. Non si contano gli Scudetti e le Coppe vinti dal terzino inglese e dall’ala del Galles, ben noti ahimè anche ai tifosi romanisti per quel famigerato ed indigesto 7-1 subito all'Old Trafford.



I due ex Utd hanno da poco comprato il vecchio Palazzo della Borsa di Manchester con l’idea di ristrutturalo e mettere su un albergo di lusso. Nel frattempo però il palazzo è stato occupato da un gruppo di senza casa. Qui però accade qualcosa di bello.  Gli occupanti sono rimasti sorpresi dalla reazione degli ex due campioni del Manchester United. Si attendevano l’arrivo della polizia per sgomberare il palazzo e una denuncia. Gary Neville e Giggs hanno invece dato il permesso ai senzatetto di trascorrere l’inverno al caldo, con l’impegno di non danneggiare la struttura e di consentire agli operai di continuare l’opera di rifacimento. Welsey Hall, attivista dei diritti umani, 33 anni, ha raccontato il suo colloquio con Gary Neville: “Mi ha detto che negli ultimi dieci anni ha aiutato altre persone senza casa. Mi sono commosso alle sue parole. Gary e Giggs non hanno forse idea di quanto sia importante il loro gesto”.

Ci limitiamo a due brevi considerazioni. La prima, il taglio della spesa per i servizi sociali in Inghilterra ha portato ad un considerevole aumento delle persone senza casa. La seconda, se vivere senza un tetto è dura dappertutto, lo è ancor di più in una città fredda e piovosa come Manchester. Giggs ha segnato centinaia di goal, Neville ha contribuito a rendere solida la difesa dello United, oggi con questo gesto di umanità segnano il loro goal più bello.

Mario Scelzo

lunedì 19 ottobre 2015

MATRIMONIO... A LIETO FINE!

La scena potrebbe essere quella di un film americano, ad esempio “Il Padre della Sposa”. Steve Martin e Diane Keaton sono alle prese con i mille estenuanti preparativi del matrimonio della figlia: la scelta del locale, i fiori, le bomboniere, il vestito, gli inviti… la routine di una così bella festa. All’improvviso la figlia arriva a casa, a sei giorni dalle nozze, ed annuncia che il futuro marito…ha cambiato idea.



Purtroppo non è la scena di una commedia americana, ma quanto successo recentemente a Sacramento, in California, alla ventisettenne Quinn Duane. Potremmo dire che in fondo le è andata bene, una persona che scappa a sei giorni dalle nozze forse è meglio perderla che trovarla, ma ovviamente possiamo capire la sua amarezza e quella della famiglia. Qui però la madre Kari ha una brillante idea e decide in breve tempo di non annullare il Pranzo di Nozze (già prenotato e pagato la non modica somma di 35.000 dollari) ma di offrirlo ai poveri della Città. In poco tempo insieme al marito tappezza la città di manifesti ed offre un lauto pasto a 120 senzatetto.
Il Citizen Hotel, uno dei migliori locali della Città, diviene un luogo di festa per tante famiglie bisognose, che festeggiano inaspettatamente insieme a Kari. La figlia Quinn non se l’è sentita di partecipare, troppa era la delusione per l’abbandono, ma siamo certi avrà modo di rifarsi.



Sempre in America, sempre parlando di matrimoni, incontriamo una bella storia a lieto fine. È la storia di Ralph Dunquette, un papà costretto da mesi sulla sedia a rotelle dopo un devastante ciclo di chemioterapia. Così quando, il 18 ottobre 2015, la sua Heather ha deciso di convolare a nozze nella sua casa di Old Orchard Beach nel Maine (Usa), l’uomo ha deciso di farsi trovare pronto. All’arrivo della sposina Ralph si è alzato faticosamente dal suo posto e, prendendo la ragazza sotto il suo braccio, l’ha accompagnata a passo incerto dal futuro marito. Una bella sorpresa, anche per i 75 invitati del matrimonio che non hanno potuto trattenere le lacrime davanti alla forza di un papà innamorato della sua bambina.



Tornando in Italia, ci piace ricordare, a pochi giorni dalla sua improvvisa scomparsa, Antonio Calabrò, da molti chiamato “Il Medico dei Poveri”. Medico Chirurgo al Fatebenefratelli, dal 2008 aveva messo in piedi un ambulatorio di strada, un container di solito collocato dietro la Parrocchia dei Salesiani di Don Bosco nota –ahinoi- alle cronache  per il Funerale di Vittorio Casamonica. Un paio di volte a settimana curava gratuitamente i numerosi pazienti che accorrevano al suo ambulatorio, dal suo impegno era nata l’Associazione Condividi, dedita alla cura gratuita degli ammalati. 
Pacifista convinto, Cattolico di frontiera vicino ai Comboniani ed a Padre Alex Zanotelli, medico dei bisognosi. Mancherà a tutti noi, persone del genere rendono il mondo un posto migliore. Cinecittà grazie a lui non è solo Terra dei Casamonica, ma un quartiere umano e solidale.


Mario Scelzo

venerdì 9 ottobre 2015

Mediterraneo Mare di Pace

Dalla Tunisia alla Libia, dall’Italia all’Albania, passando per la Grecia, questa settimana il Mediterraneo, che siamo abituati ad associare ad immagini di morte e disperazione, è un Mare di Pace e di Buone Notizie.




Partiamo dalla assegnazione del Premio Nobel per la Pace al “Quartetto Nazionale per il Dialogo”, un cartello di associazioni umanitarie e confederazioni sociali tunisine per  “il suo contributo decisivo nella costruzione di una democrazia pluralistica dopo la rivoluzione cosiddetta dei gelsomini". Di fatto, gli assegnatori del Nobel hanno voluto premiare e sostenere gli sforzi del Popolo Tunisino nella lotta al terrorismo, e voluto dare il loro incoraggiamento nel continuare il percorso per la costruzione di una democrazia islamica tollerante. E’ chiaro a tutti gli osservatori che la Tunisia è un paese decisivo, un ponte tra Oriente ed Occidente; Gli attentati al Museo del Bardo ed alla spiaggia di Sousse ci mostrano chiaramente come l’Isis abbia paura di un paese islamico, ma democratico e tollerante. E’ importante quindi che l’Europa faccia di tutto per aiutare la Primavera Tunisina, il Nobel per la Pace è un incoraggiamento ad andare avanti.



Dalla Tunisia spostiamoci in Libia; Proprio oggi l’Inviato dell’Onu Bernardino Leon ha annunciato di aver proposto di un Governo di Unità Nazionale tra le due fazioni in lotta, una facente capo a Tripoli l’altra alla città di Tobruk. Non è facile orientarsi nel puzzle libico; sintetizzando si può dire che, dalla deposizione di Gheddafi, non esiste un Governo da tutti riconosciuto ed il Paese è in mano alle Tribù, alcune più filo occidentali, altre più vicine all’Islam radicale.
Non possiamo sbilanciarci e dire che il Puzzle Libico sia prossimo alla soluzione, ma accogliamo con speranza questa proposta delle Nazioni Unite, di fatto il primo tentativo di risoluzione della questione Libia. E’ chiaro a tutti che una democrazia stabile porterebbe beneficio non solo alla Libia, ma a tutta l’area mediterranea e sarebbe un importante beneficio anche per i nostri interessi nazionali.



Dalla Libia ci spostiamo in Grecia, dove non possiamo non elogiare il Fornaio di Kos, Isola dove transitano molti dei profughi siriani in viaggio verso l’Europa. Da alcune settimane Dyonisis Arvanitakis, un energico fornaio di 76 anni, prepara con le sue mani e distribuisce personalmente 100 kg. di pane, dolci e biscotti al giorno ai profughi. Una goccia nel mare? Forse. Ma un gesto concreto di solidarietà che ci ricorda come ognuno di noi possa far qualcosa per rendere il mondo un posto più umano.



Spostiamoci ad Elbasan, in Albania. Ieri si è giocata la partita di calcio Albania-Serbia, valida per le qualificazioni ad Euro 2016. Come saprete, per ragioni storiche (basti solo la questione del Kosovo), i rapporti tra Serbia ed Albania tutto sono tranne che amichevoli, basti pensare che la partita di andata giocata in Serbia è stata vinta dall’Albania a tavolino dopo l’ingresso in campo di un drone inneggiante al Kosovo albanese e conseguente rissa tra i giocatori in campo ed i tifosi sugli spalti. 
Bene, ieri, prima della partita c’è stato un importante abbraccio a centrocampo tra i giocatori delle due squadre, un gesto importante di distensione che va aldilà dello Sport. Non è un caso che nel post-partita (nonostante un risultato infelice per i padroni di casa, sconfitti 2-0 dai serbi) non ci sono stati scontri tra le due tifoserie, mentre nel prepartita erano volati sassi verso il pullman della squadra serba. Ci auguriamo di poter dare più spesso risalto a comportamenti positivi provenienti dal mondo del calcio, spesso associato a scontri, scandali e violenza.

Dall’Albania arriviamo in Italia, dove sottolineamo due buone notizie: la prima, procede alla Camera il cammino dello Ius Soli,  ne abbiamo già parlato su queste pagine, l’Italia si avvia a concedere la cittadinanza a centinaia di migliaia di bambini, nati nel nostro paese ma non considerati cittadini a tutti gli effetti.



La seconda, può apparirci poco rilevante, in realtà a mio parere segna l’inizio di una nuova era: Stamattina è decollato da Ciampino un aereo con 19 profughi eritrei diretti in Svezia, si tratta dei primi migranti ricollocati in Europa in seguito alla approvazione del Piano Ue di ricollocamento europeo. Sono pochi, si è perso troppo tempo, non tutti i paesi sono coinvolti; Tutto vero, ma è l’inizio di una nuova coscienza europea, questi 19 profughi rappresentano una svolta per l’Europa che adotta delle strategie serie ed accoglienti verso i migranti. Sono essi anche il segno concreto di una condivisione della questione migranti, non più una questione greca o italiana, ma una tematica da affrontare insieme agli alleati europei.


Mario Scelzo