martedì 31 marzo 2015

La chiusura degli OPG

ITALIA: Dopo tre slittamenti in due anni oggi arriva la definitiva chiusura degli OPG (ospedali psichiatrici giudiziari). L’ex presidente Napolitano li definì, nel 2011, “estremo orrore, inconcepibile in qualsiasi paese appena civile.” Questa, di per se, è una buona notizia.

Ma in questi giorni moti sono preoccupati della sorte dei circa 700 pazienti (forse qualcuno in più) tutt’ora ricoverati nelle 6 strutture ancora attive (Castiglione delle Stiviere a Mantova, Montelupo Fiorentino a Firenze, Reggio Emilia, Napoli, Aversa a Caserta e Barcellona Pozzo di Gotto a Messina). Una parte degli attuali detenuti, quelli considerati a bassa pericolosità, saranno rilasciati ed affidati alle strutture sanitarie locali. La grande maggioranza invece sarà trasferita in strutture dove verrà garantita l’assistenza sanitaria ma senza le sbarre e la polizia penitenziaria presente nelle vecchie strutture (anche se nelle nuove strutture saranno presenti sistemi anti evasione): i Rems (Residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza).

Le preoccupazioni sono di varia natura. Sicuramente i Rems sono pensati come luoghi più umani e adatti ad accogliere i pazienti, ma oltra alle strutture c’è bisogno di piani di inclusione e progetti legati ai singoli malati. Diversa è la critica fatta da magistrati, come ricorda Paolo Russo sulla Stampa di oggi, che racconta: “Strutture al massimo da 20 letti, dotate di sistemi anti-evasione. Ma a causa di una norma contenuta nella legge, scrive all’Associazione nazionale magistrati, il giudice del Tribunale di Roma, Paola Di Nicola, «siamo tenuti a revocare le misure di sicurezza per internati pericolosi che abbiano superato il limite massimo della pena edittale». Quella che avrebbero dovuto scontare in carcere se fossero stati in grado di intendere e di volere.” E da psicologi, continua Russo: “A confermare l’allarme è anche la Società italiana psichiatria, la Sip, che pure si è battuta contro gli «ergastoli bianchi» e per la chiusura degli «Opg-lager». 
«E’ un pasticcio», ammette il segretario nazionale, Enrico Zanalda, che ci tiene a respingere la formula di «pericolosità sociale». «Ma è chiaro che serve una modifica del codice penale che, in caso di vizio totale o parziale di mente, consenta di detenere e curare in case circondariali le persone più gravi». «L’ipotesi che, quantomeno in un numero limitato di casi, la pericolosità sociale in senso psichiatrico sia legata alle peculiari caratteristiche psicopatologiche non pare essere stata vagliata», rimarcano anche Stefano Ferracuti e Gabriele Mandarelli, rispettivamente psicologo e psichiatra dell’Università la Sapienza di Roma”

Naturalmente non tutto è nero, ad oggi 10 regioni, Valle d'Aosta, Lombardia, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Campania, Basilicata, Sicilia e Sardegna, oltre alla Provincia Autonoma di Bolzano, hanno già individuato strutture idonee per accogliere chi era rinchiuso negli OGP.

Gavino Pala

lunedì 30 marzo 2015

Cresce l'economia mondiale, cala l'inquinamento.

La Buona Notizia di oggi arriva … dal pianeta Terra! Per la prima volta in 40 anni nel 2014 non è aumentata l’emissione mondiale di Anidride Carbonica, soprattutto questo avviene in un contesto mondiale di crescita economica. Ovviamente con questo articolo non vogliamo affatto sostenere che il problema dell’inquinamento mondiale sia prossimo alla risoluzione, ma vogliamo sottolineare una inversione di tendenza che lascia ben sperare per il futuro. Chiuderemo l’articolo con un esempio positivo che ci arriva dal Malawi.




Andiamo con ordine. I dati della Agenzia Internazionale dell’energia (Aie) ci dicono che sia nel 2013 che nel 2014 l’emissione di Anidride Carbonica Globale è stata di 32 miliardi di tonnellate. Nel frattempo però (anche se presi dalla crisi europea il dato potrebbe sorprenderci), l’economia globale è cresciuta del 3.3%. Tradotto terra terra, con una crescita maggiore c’è stato una produzione minore di inquinamento, questo è il punto nodale che lascia ben sperare.
Seppur tra mille ostacoli, nel Mondo Occidentale da anni si sta diffondendo una maggiore cultura ecologica che porta a cercare fonti di energie rinnovabili, infatti i paesi del cosiddetto Occidente inquinano statisticamente meno in base a quello che producono. I “Grandi Inquinatori” dell’epoca attuale sono principalmente i paesi in via di sviluppo ed in crescita economica, come ad esempio la Cina, ma proprio dalla Cina ci arrivano notizie importanti che lasciano ben sperare per il futuro.

Ad oggi, la Cina è responsabile del 23,4% delle emissioni di Co2 mondiali (per rendere l’idea, l’Italia pesa 1,05%) visto che gran parte del suo enorme sviluppo recente ha visto nel Carbone la sua fonte di energia. Proprio il Governo Cinese però negli ultimi 2 anni ha notevolmente ridotto l’utilizzo del Carbone ed ha successivamente lanciato un ambizioso piano di lotta all’inquinamento e conseguente riduzione delle emissioni. Emblematiche le parole del Premier Cinese Li Kequiang all’ultimo congresso annuale del Partito Comunista: “Il Nostro Governo è determinato a combattere lo smog. Ma i progressi che abbiamo fatto finora sono troppo limitati rispetto alle attese dei cittadini”.

Potrei continuare con altri dati, ma il punto fondamentale è che per la prima volta assistiamo ad una inversione di tendenza, e ancor più importante, sono i paesi maggiormente “inquinanti” che si stanno adoperando per cercare di ridurre le emissioni. Aumenta in tutto il mondo gli investimenti nel campo delle energie rinnovabili (+8% negli Stati Uniti, + 32% in Cina), forse dopo anni di congressi, parole, allarmi, stiamo prendendo la giusta direzione per la tutela del Pianeta.
Per far capire il cambiamento “culturale”, pensiamo all’enorme peso delle lobby americane; si è sempre detto che ogni Presidente Usa deve tener conto degli interessi della lobby dei petrolieri, è interessante notare oggi la nascita di una lobby americana delle energie rinnovabili, visto che tale produzione di energia oltre che pulita è spesso molto redditizia.



Un esempio positivo di energia pulita e sviluppo sostenibile ci arriva dal Malawi, uno dei paesi più poveri dell’Africa, e dal Programma Dream(di cui vi parleremo prossimamente).
Grazie ad una collaborazione della Comunità di Sant’Egidio con Total Malawi e con la Fondazione Total France, sono già stati installati pannelli solari su due centri sanitari del paese. In sintesi, i Centri Dream sono delle strutture sanitare attive, con ottimi risultati, nella Cura dell’Aids. Da qualche mese esiste un doppio beneficio: Dream cura gli ammalati ed allo stesso tempo grazie alla installazione dei pannelli solari si produce energia pulita ed a costo zero. Ci guadagna l’ambiente, ci guadagna la popolazione, ci guadagna Dream che può dirottare le spese per l’energia su macchinari specializzati per la cura o sulla formazione del personale.

Ben vengano altri modelli di sviluppo sostenibile!


Mario Scelzo

mercoledì 25 marzo 2015

Pillole di Solidarietà.



Se non è la prima volta che vi trovate su queste pagine, dovreste sapere che uno dei motivi che hanno portato alla nascita di questo blog è la condivisione di buone notizie, specialmente se spontanee e nascoste al grande pubblico. Riteniamo di fare un buon servizio parlando di realtà positive spesso poco conosciute e che magari hanno un messaggio positivo per ognuno di noi, piuttosto che appiattirci nella cronaca quotidiana che spesso scade nella vivisezione dei delitti più feroci oppure in sterili discussioni su squallidi programmi Televisivi di solito realizzati su Isole.



Oggi vorrei riunire in un articolo tre piccole storie, alcune più conosciute altre meno, che messe insieme ci mostrano il quadro di una società solidale, allegra, tenace, amica di chi soffre.

1)    Scorrendo il mio profilo facebook ho trovato questa piacevole notizia, che condivido con voi:

Stamattina al mc sulla roma fiumicino...mentre facevo benzina era pieno di ragazzi e ragazze in pigiama, che entravano a fare colazione così, per ottenere i buoni per la colazione di un mese gratis...ho pensato che fosse una stronzata fino a quando due ragazzi non sono usciti ed hanno regalato i buoni appena presi ad una coppia di senzatetto lì fuori!

Non conoscevo l’iniziativa, ma in pratica McDonald’s, forse il marchio simbolo della globalizzazione, ha indetto una campagna di marketing pubblicitario rivolta prevalentemente ai più giovani; a coloro che nella mattinata del 24 Marzo si sono presentati alle casse in pigiama, hanno fornito 1 colazione ed un buono per successive 24 colazioni per i giorni successivi. Senza essere grandi esperti di marketing, McDonald’s con una spesa minima si è garantita pubblicità, visibilità, afflusso di clientela. 
E’ bello però sottolineare l’azione dei due ragazzi, probabilmente spontaneo, che con un banalissimo gesto hanno di fatto sovvertito la logica del profitto che muove tutte le multinazionali. Capisco che la frase può apparire retorica, ma abbiamo il valore della gratuità che con intelligenza supera la logica del profitto, di cui McDonald’s è uno dei simboli mondiali. I due ragazzi, destinatari della operazione di marketing, rimettono al centro della scena gli esclusi, gli ultimi, quelli spesso identificati da Papa Francesco come i membri della Cultura dello Scarto.

2)    Proprio di Papa Francesco parla la seconda storia. Lasciatemi dire che questo Blog nasce sotto il pontificato di Bergoglio, che sentiamo come una fonte di ispirazione di tante Buone Notizie, Papa Francesco è un testimone vivente di Buone Notizie ed in qualche modo è il nostro protettore. E’ noto a tutti l’affetto di Bergoglio per i clochard, basti pensare alla realizzazione delle docce sotto il Colonnato del Bernini. Ma un uomo colto come il Papa sa che non di solo pane vive l’uomo, da qui, su invito di Padre Konrad Krajewski, elemosiniere del Papa, l’invito rivolto per il 26 Marzo a 150 clochard ad una visita guidata della Cappella Sistina, per concludere poi il tutto con una cena conviviale. 
    Una parola su Padre Konrad, per i clochard di Roma Don Corrado; Chi, come chi scrive, si occupa a Roma della realtà dei senza fissa dimora, conosce l’umiltà, la generosità, la simpatia e lo spirito bonario di Don Corrado, colui che arriva dove Papa Fancesco (per i limiti istituzionali, di sicurezza e di protocollo del suo ruolo) non può arrivare.



3)    Concludo con una iniziativa che mi sembra importante segnalare. La notizia la trovate su molti giornali, ma in sintesi estrema, Seth è un bimbo inglese di 5 anni affetto da una tremenda malattia detta del “bimbo in bolla”, di fatto Seth è costretto a vivere in un ambiente totalmente isolato e sterile perché un semplice batterio potrebbe essergli fatale. Con un appello via web il bimbo ha chiesto, come segno di supporto alla sua malattia, di indossare qualcosa di giallo e di mandargli poi la foto, che verrà appesa dai genitori nella sua cameretta. L’iniziativa nata quasi per gioco è divenuta rapidamente un fenomeno virale, specie nei paesi anglosassoni, e sempre più persone stanno sostenendo la lotta del piccolo Seth e della sua famiglia contro la malattia. 
Può sembrare un gesto inutile, una campagna di marketing, una iniziativa senza senso, ma quasi sempre alla malattia si accompagnano abbandono e solitudine, ed il solo semplice incoraggiamento è per molti malati una spinta a non arrendersi e ad andare avanti. Con piacere quindi sia pubblicizziamo, sia ci uniamo alla campagna promossa da Seth (esiste anche un hashtag su Twitter ed Instagram dal nome #wearyellowforseth) e oltre a garantirgli il nostro affetto, gli facciamo calorosissimi auguri di una pronta guarigione dal suo male.

A Presto con altre buone notizie!


Mario Scelzo

venerdì 20 marzo 2015

Giovani ed Anziani, una alleanza possibile.

La Buona Notizia di oggi arriva dall’Olanda, esattamente dalla città Deventer, dove la Humanitas Retirement Home ha creato una forma innovativa di Welfare capace di aiutare sia anziani soli che giovani studenti universitari fuori sede.



L’idea è molto semplice; Per moltissimi studenti non è facile sostenere le spese di un alloggio fuorisede, e tanti anziani magari con una casa di proprietà, passano ore ed ore da soli, avendo bisogno sia di assistenza, ma il più delle volte soprattutto di sostegno ed amicizia. Nel concreto si chiede agli studenti di dedicare almeno 30 ore al mese ( di fatto un paio di pomeriggi o mattine a settimana) alle persone anziane, che in cambio offrono loro gratuitamente un tetto dove dormire e dove studiare.

Per chi volesse approfondire questo il link  dell'articolo originale in inglese.

Ci sono alcuni elementi molto intelligenti, ed eventualmente replicabili anche in altri paesi, che vorrei qui sottolineare.
Prima di tutto, questo progetto lotta contro l’isolamento sociale che è spesso una condanna per tanti anziani soli, magari chiusi in casa per problemi di salute, che hanno pochissime interazioni nella loro vita quotidiana. E’ facilmente immaginabile che la presenza di ragazzi giovani porta con sé una ventata di freschezza ed allegria nelle loro vite.
Allo stesso tempo queste forme di convivenza sono un arricchimento culturale per gli studenti, che entrano in contatto reale e quotidiano con le gioie e le difficoltà della vita, e che possono trovare dei compagni di strada saggi ed affettuosi.

C’è poi ovviamente un tornaconto economico per gli studenti, che spendono meno, e per gli anziani che magari non possono permettersi un aiuto domestico e possono avvalersi dei ragazzi per piccole ma importanti incombenze domestiche come il fare la spesa, magari piccole medicazioni, pietanze da cucinare etc….
Sarebbe interessante pensare ad una iniziativa del genere in città più grandi, ma così ad occhio se ben organizzata tale iniziativa potrebbe comportare un notevole risparmio anche per le casse delle finanze pubbliche, visto che a costo zero si potrebbe garantire una sorta di assistenza domiciliare (quasi inesistente in Italia) a tanti anziani bisognosi. In sostanza, con lo stesso budget, si potrebbe magari raddoppiare il numero degli anziani assistiti.



Una ultimissima considerazione. E’ importante sottolineare che questa sorta di Alleanza Generazionale ha origine in Olanda, in quei Paesi Bassi patria delle cosiddette libertà che spesso però sfociano in ideologie a mio parere terribili come l’eutanasia.

Io son convinto che alla origine della “cultura della eutanasia” ci sia soprattutto la mancata conoscenza del mondo e della vita degli anziani, di quella che Papa Francesco spesso definisce la “cultura dello scarto” che al contrario se ben conosciuta diviene una perla preziosa di saggezza. Insomma, conoscere e diventare amici degli anziani è anche un modo per combattere l’ideologia del porre fine a tante vite che spesso hanno ancora tantissimo da dare ai giovani ed al mondo.

Mario Scelzo

giovedì 5 marzo 2015

Chi cancella una svastica salva il mondo intero

Molti giornali hanno dato risalto al nobile gesto del Partigiano Enrico Angelini che armato di vernice ha cancellato una svastica sul muro della Cascina Rodicosa, nei pressi di Foligno, luogo testimone di scontri durante la guerra.
Può sembrare un piccolo gesto, o ancor peggio la testardaggine di un vecchio di 90 anni legato ai ricordi della sua giovinezza; In un mondo preoccupato dalla avanzata dell’Isis, dalla crisi economica, lo Spread, il Jobs Act, l’immigrazione, in fondo la vicenda del vecchio partigiano può apparirci come un qualcosa di insignificante.



A mio parere è invece un atto eroico e coraggioso, un esempio per tanti, ed una buona notizia da condividere, vorrei su queste pagine provare  a spiegarne il valore, ragionando su due concetti, l’esempio e la memoria.
Partiamo dal valore dell’esempio. Viviamo in una Società in cui siamo tutti bravissimi, dai Mass Media alla gente comune, dai politici agli imprenditori, nel lamentarci delle cose che non vanno, e siamo ancor più bravi con frasi roboanti, del tipo “la classe politica dovrebbe”, “la colpa è dei giovani”, “il Sindaco dovrebbe occuparsene” etc…. 

Direi siamo Campioni nella cultura del lamento, che però rischia di divenire una cultura del “se le cose vanno male non è colpa mia”. Non voglio con questo dire che sia sbagliato denunciare scandali o malfunzionamenti, ma vedo forte il rischio di una Società che non funziona, ma mai per colpa nostra, anzi, nella confusione quotidiana, ognuno si autoassolve e tende a dire, beh se il politico ruba perché non devo farlo io? Se l’imprenditore evade perché non posso farlo anche io? Perché devo educare alla onestà i miei figli se vediamo che fanno strada i disonesti?

Potrei continuare, ma qui entra in gioco Enrico Angelini ed il suo secchiello di vernice: vede una svastica, pensa sia un qualcosa di sbagliato, esce di casa, si organizza, invece di scrivere ad un giornale per lamentarsi dei giovani, si adopera personalmente per restituire dignità alla Cascina Rodicosa.
Sintetizzo: guarda che qualcosa non va, e invece di lamentarsi si mette al lavoro; Adopera l’energia che avrebbe speso per sparlare al bar dei giovani che non hanno rispetto etc….delle mezze stagioni….del governo ladro…. e la utilizza per dare l’esempio. Ora chiudete gli occhi ed immaginate se ogni persona che nel mondo si lamenta, provasse davvero a rimboccarsi le maniche per migliorare il mondo.

Il Partigiano Angelini ha la forza dell’esempio ma anche della coerenza; da giovane ha lottato contro gli invasori, da vecchio lotta contro l’ignoranza e la mancanza di memoria storica. Azzardo l’ipotesi che anche Papa Francesco risulta credibile perché coerente, visto che la mattina parla di una Chiesa che deve aprirsi alle periferie, ed il pomeriggio le visita personalmente, portando il calore della sua presenza.

Parliamo della memoria. Il Film Schindler’s List ha reso famosa la frase “Chi salva una vita salva il mondo intero”, versetto del Talmud ebraico, che in sostanza con questa frase vuole affermare il valore incalcolabile di ogni vita umana e l’opera meritoria di chi si adopera per salvarne anche una sola. Mi sento di allargare la frase del Talmud e di trasformarla in “Chi cancella una svastica salva il mondo intero”.
E’ lo stesso partigiano a spiegare con le sue parole il valore della memoria:



“Vorrei sperare che ad oltraggiare questo luogo sia stato qualche giovane esaltato che magari ignora la nostra storia, e che faccia in tempo a ravvedersi.” “Chiunque sia stato – ha aggiunto Angelini – ha tentato di cancellare la storia recente della nostra città; io, invece, ho voluto semplicemente cancellare un’offesa insensata, per riaffermare il valore della memoria storica, nella speranza che la targa commemorativa sia presto ricollocata al suo posto.”

E’ fondamentale, specie ora che gli anni passano, ricordare e far conoscere alle giovani generazioni le atrocità commesse dal Nazifascimo prima e durante la guerra, tanti ragazzi sanno poco o nulla del dramma dell’Olocausto, dei forni crematori, delle leggi razziali. Creare e mantenere una memoria condivisa è proprio ciò che permette il non ripetersi di tali aberrazioni. Ben vengano quindi le scolaresche ad Auschwitz, le testimonianze dirette degli ormai pochi testimoni diretti dell’epoca, la raccolta delle loro testimonianze in libri ed in rete.

Coloro che non hanno memoria del passato sono condannati a ripeterlo, affermava il filosofo spagnolo George Santayana, e gesti nobili come quelli di Enrico Angelini ci aiutano sia ad avere memoria sia ad impegnarci per costruire un mondo migliore.


Mario Scelzo.