mercoledì 20 maggio 2015

100 Volti Contro lo Spreco

Riceviamo e volentieri pubblichiamo un articolo relativo allo spreco alimentare ed alle buone pratiche che ogni cittadino può attuare per ridurre lo spreco di cibo, un vero scandalo di fronte a tanta gente che muore di fame. Sottolineamo il valore di una riflessione del genere in contemporanea con l'Expo 2015 che ha come titolo "Nutrire il Pianeta, Energie per la vita". Lascio la parola a Virginia Invernizzi.

Lo spreco alimentare è un problema poco discusso nell'opinione pubblica, ma è una delle spie più visibili delle contraddizioni del nostro sistema produttivo che, nell'ambito agroalimentare, crea prodotti che per il 30% vengono buttati nella spazzatura e non consumati. 



Lo spreco si genera in tanti punti della catena agroalimentare : dai campi (troppo spesso i prodotti vengono comprati a prezzi talmente bassi che ai produttori non conviene raccoglierli), ai supermercati (nessuno compra un prodotto che scade il giorno dopo e così molti prodotti finiscono per marcire sugli scaffali), fino alle nostre tavole. 
Questa situazione può essere corretta su vari fronti e ci sono già diverse buone pratiche, come quelle promosse da Slow Food ed il progetto 'Buon Fine' di Nova Coop, che raccoglie prodotti in via di scadenza e li dona alle mense ed alle strutture per i bisognosi. 
C'è poi chi sta lavorando a livello normativo per incentivare la lotta allo spreco,come il viceministro Andrea Olivero, che coordina presso il suo ministero, quello dell'agricoltura e dell'alimentazione, un tavolo che si pone fra i suoi obbiettivi fornire sussidi alimentari adeguati ai meno abbienti anche facilitando le donazioni alimentari ai più poveri. 



Tuttavia è fondamentale che si mobilitino anche i cittadini, responsabili fra l'altro dello spreco domestico, e soprattutto i più giovani, ad esempio attraverso la campagna social, promossa da Slow Food e Nova Coop, #100volticontrolospreco: facendosi una foto con uno slogan contro lo spreco o con il logo della campagna, possono partecipare ad un concorso per i prossimi volti di una campagna che le due associazioni porteranno avanti insieme. 
Partecipiamo tutti per dare un segnale di attenzione, perché lo spreco di cibo è anche spreco di risorse e di lavoro: il suo recupero per aiutare i più deboli dovrebbe essere doveroso, quindi è importante metterci la faccia e che qualcuno cominci a farlo é certamente una buona notizia!

Virginia Invernizzi

sabato 16 maggio 2015

Ponte Mammolo, Solidarietà in Rete

Oggi vi parleremo del contagio della solidarietà, sottolineando in particolare quanto a volte un semplice tweet oppure un rapido appello in rete possa essere capace di suscitare una rete di solidarietà concreta e contagiosa, ma andiamo con ordine.

Roma si prepara, dal Prossimo Dicembre, ad accogliere i numerosi pellegrini che arriveranno in Città per partecipare al Giubileo della Misericordia indetto da Papa Francesco. Si inizia a parlare di decoro, miglioramento dei trasporti, piani di accoglienza straordinari, ma di fatto uno dei primi atti concreti compiuti dalla Giunta Marino per il “decoro”, è stato lo sgombero di oltre 200 rifugiati o italiani senza fissa dimora che da tempo vivevano, in condizioni certo non ottimali ma tutto sommato dignitose, nel cosiddetto Borghetto della Pace di Ponte Mammolo.



Parliamo, per capirci, dell’insediamento visitato a sorpresa da Papa Francesco nel corso di una sua visita ad una Parrocchia della Periferia Romana.  Parliamo appunto di un luogo certo non paradisiaco, ma di una realtà tutto sommato stabile e dignitosa, integrata nel quartiere, con una presenza attiva del volontariato, dalla Comunità di Sant'Egidio, Prime Italia, le Parrocchie della zona, solo per citarne alcune. Bene, lo scorso lunedì mattina, senza preavviso e con una cattiveria inaudita, le ruspe mandate dal Comune si sono presentate al Borghetto e lo hanno letteralmente raso al suolo, ed in sostanza più di 200 persone si sono ritrovate senza casa.

Non è questo il luogo per polemizzare col Comune di Roma, anche se sottolineo che moltissime associazioni hanno espresso enormi perplessità sulle modalità dello sgombero. Vogliamo invece sottolineare il contagio positivo della solidarietà che può svilupparsi a partire dalla rete.

Personalmente passo molto tempo su Twitter, lo considero un ottimo strumento di condivisione ed anche, da blogger e persona mediamente informata, un mezzo per comprendere gli umori reali del paese, per essere al passo coi tempi e per capire l’aria che tira, dalla politica alla società, dalla Chiesa allo Sport. Bene, l’altro giorno mi imbatto in un tweet di Luca D’Inzeo (su Twitter il Dottor Watson) che mi incuriosisce, si parla di portare tende e/o generi di prima necessità per soccorrere gli sgomberati di Ponte Mammolo, molti dei quali ora dormono per strada (concedetemi la freddura, dormire in baracca non è decoroso, ma per il Comune di Roma dormire all’aperto in un parcheggio si….).



Passo avanti, pensando che Luca D’Inzeo sia una persona di buona volontà, ma in fondo è un benefattore isolato,,,,poi mi accorgo che ha continuato a twittare, e molta gente ha risposto al suo appello,,,,di fatto, insieme ad altri, cito per tutti Franca_Dema della Associazione Prime Italia, si è messo in piedi, in poco tempo, un bombardamento positivo di tweet per sostenere in maniera rapida gli sfollati di Ponte Mammolo.
E’ molto interessante notare che la solidarietà non è rimasta “chiusa” dietro la tastiera del Pc, ma ha mobilitato un sostegno concreto ed efficace, dalla Comunità Eritrea che ha cucinato lo Zhigini per gli sgomberati, alle donazioni di tanti singoli cittadini, al gesto di Decathlon, catena di abbigliamento sportivo, che sarà per pubblicità, sarà per opportunismo, sarà per quello che vi pare, in risposta ad un tweet del Dottor Watson, ha donato 4 Tende da 10 posti agli sfollati.

Ovviamente sono delle soluzioni tampone, ovviamente ci auguriamo che nessuno possa dormire in tenda e tutti possano avere un tetto, ma allo stesso tempo ci piace sottolineare (ed è in fondo il motivo per cui è nato questo blog) la buona volontà, la bontà d’animo ed il coraggio di tante persone, o associazioni, che non restano indifferenti di fronte al male ed ai problemi concreti, e che riescono a creare una rete di solidarietà concreta ed efficace.

Una riflessione conclusiva: l’assenza delle Istituzioni non è un motivo valido per girare la testa dall’altra parte, e questa catena di solidarietà a Ponte Mammolo è un esempio di come non cadere nel vittimismo e nella rassegnazione; Allo stesso tempo però ci stupisce in negativo che il Dottor Watson riesca ad arrivare dove non arrivano il Comune di Roma, la Provincia, il Governo. Insomma, possibile che un paese che si definisce civile come l’Italia, un paese membro del G7 e nonostante la crisi una delle potenze economiche mondiali non riesca a trovare una casa per 200 sfollati? Possibile che il Dottor Watson rimedia da solo 4 tende, pannolini, pasti caldi ed il Comune non ci riesce?


Mario Scelzo 

lunedì 11 maggio 2015

Lettera a Matteo Salvini

Caro Matteo Salvini,

volevo informarla che Alan Makavvocato trentunenne della City di Londra, è il primo cinese eletto al parlamento di Londra nei suoi 800 anni di storia. Alan Mak è un membro del Partito Conservatore che ha trionfato alle recenti elezioni britanniche, ed ha vinto la competizione nel suo seggio di Havant nell’Hampshire.



La famiglia di Mak ha origini Malesi, cresce ad Hong-Kong, Alan nasce a New York, studia a Cambridge e trova lavoro nella City. Parliamo insomma di un prodotto della globalizzazione, un ragazzo di casa nel mondo globalizzato. Quello che volevo sottolineare è che si possono creare mille barriere, steccati, muri, ma alla fine la vita reale li supera tutti. Poi, ad occhio, Alan Mak non sembra un sovversivo militante comunista, anzi il suo profilo assomiglia quello di un membro ideale della società moderna dei consumi, ma quello che vorrei sottolineare è che la sua vicenda mostra come sia impossibile frenare i processi migratori e di mescolanza della popolazione mondiale.

Caro Matteo Salvini, non le sarà sfuggito il nobile gesto di un Avvocato cresciuto nella sua Milano. Rinaldo Spataro, un Avvocato nato a Milano ma figlio di immigrati calabresi, recentemente scomparso all’età di 74 anni, ha lasciato al Comune di Milano una eredità di 5,6 milioni di euro con la richiesta che il suo patrimonio vada in “opere di beneficenza e assistenza ai bisognosi”. Con queste parole ha spiegato il suo gesto: "La città dove sono nato e vissuto ha avuto un particolare significato nello sviluppo della mia personalità e della mia esistenza, mi ha dato tutto", in sostanza ha voluto restituire alla sua città quanto ricevuto nel corso della sua stimata carriera professionale.



Caro Matteo Salvini, non le sarà sfuggito neppure il comportamento di una anziana Signora Padovana (quel Nord-Est suo bacino elettorale) che, viste in tv le immagini dell’ennesimo sbarco sulle coste siciliane, ha liberato una sua abitazione e, in collaborazione con una struttura di volontariato, l’ha adibita a dimora a prezzo agevolato per dieci migranti.

Sono piccole storie, ma testimoniano due realtà: la prima è che nessuna legge fermerà l’immigrazione, la seconda è che tanta gente ha la bontà d’animo e soprattutto la volontà di non restare indifferente ai drammi del mondo. L’immigrazione esiste, è un dato di fatto, esisterà oggi ed esisterà ancora di più domani, è stata un capitolo importante della nostra storia nazionale (come testimoniano i milioni di italiani nel mondo, in passato accolti, si fa per dire, da offese e disprezzo).

Caro Matteo Salvini, quello che volevo dirle con questo articolo è che è inutile affrontare un problema enorme e reale come l’immigrazione a partire da slogan, veti, frasi spesso ad effetto ma propagandistiche come spesso fa lei e fanno gli esponenti del suo partito.
Le sue parole non fermeranno gli sbarchi, i suoi moniti feroci non aiuteranno certo a governare un fenomeno complesso che, a mio parere, in quanto cittadini del Continente dell’Illuminismo e delle Radici Cristiane, non può lasciarci indifferente.

Caro Matteo Salvini, ci aiuti a costruire un mondo più accogliente verso tutti, italiani o stranieri che siano. Siamo cittadini dello stesso Pianeta.


Mario Scelzo.

lunedì 4 maggio 2015

La Grande Bellezza (della solidarietà)

La Grande Bellezza è il titolo del film di Paolo Sorrentino vincitore del Premio Oscar 2014 come miglior film straniero. Film osannato dalla critica, amato specialmente all’estero, film che ha riportato l’Oscar in Italia dopo 15 anni dalla vittoria (quella sì strameritata) di Benigni con La Vita è Bella.



Per fortuna di Sorrentino non sono uno stimato critico cinematografico perché personalmente ho trovato La Grande Bellezza un film brutto, noioso, banale, senza trama, scontato. Una carrellata di luoghi comuni su Roma ed i suoi abitanti, neanche particolarmente riuscita. Una serie di belle inquadrature (a Sorrentino riconosco abilità nelle sceneggiature) fine a se stessi.
Uno dei messaggi del film dovrebbe essere in sintesi questo: Roma vive nella gloria della sua Grande Bellezza, ma la Roma di oggi è una città triste e squallida popolata da cafoni arricchiti. E’ una lettura che condivido solo in minima parte, perché se è indubbio che esiste una Roma Marcia (basti pensare alle tristi vicende di Mafia Capitale), c’è una Roma Bella, Solidale, Coraggiosa, che ogni giorno rende gloria al nome della Città più Bella del Mondo.



Vorrei appunto parlarvi, rimanendo in tema di Grande Bellezza, della Bellezza di Roma Solidale. Lo scorso Primo Maggio ero insieme a tanti altri volontari della Comunità di Sant’Egidio al Collegio Irlandese di Roma, dietro Piazza San Giovanni, insieme a 400 persone o senza fissa dimora o in condizioni di povertà e disagio, ed insieme abbiamo passato una splendida giornata in amicizia e condivisione.

La Solidarietà è bella, e rende belli i volti ed i luoghi. Gli amici del Collegio Irlandese hanno messo a disposizione il loro splendido giardino, noi di Sant’Egidio abbiamo invitato, con inviti fatti in maniera affettuosa e personale, 400 persone che assistiamo nella vita di tutti i giorni, ed alcuni ristoratori hanno gratuitamente offerto delle prelibate pietanze per rendere il Pranzo un momento di festa. Segnalo una signora anonima che, saputo del pranzo, si è presentata alla sede della Comunità portando in dono 15 Kg. Di Pecorino, visto che tradizione romana vuole per il Primo Maggio le Fave con il Pecorino.



Segnalo la Presenza al Pranzo di Padre Konrad Krajewski, per tutti Don Corrado, elemosiniere di Sua Santità, di fatto il braccio destro di Papa Francesco per le opere caritatevoli ed anima delle Docce sotto al Colonnato di San Pietro. Idealmente, passando col suo fare bonario e gioviale di tavolo in tavolo, ha portato ai poveri l’abbraccio del Papa.




Pranzo, Musica, Festa. Volti distesi, tanti sorrisi, un ideale abbraccio tra volontari ed assistiti, dove chi aiuta si confonde con chi è aiutato. Aggiungo solo una parola; spesso la povertà materiale rende i volti delle persone tristi, la durezza della vita tratteggia volti irrigiditi dalle preoccupazioni. Vi posso garantire che in momenti di festa come questi, i volti si distendono, i sorrisi si allargano, la gioia diviene come un virus che si contagia di cuore in cuore. E si vive davvero quella che è la Grande Bellezza di Roma, nell’abbraccio fraterno tra Umili e Poveri.

Mario Scelzo.


Ps. Il giardino del Colleggio Irlandese affaccia sulla strada, molta gente passava di lì per raggiungere il Concertone di San Giovanni, ed a riprova di quanto scrivo, tanti si fermavano ammirati, tanti hanno chiesto cosa fosse quello “spettacolo”, “festa”, alcuni volevano entrare, alcuni ci hanno ringraziato. La Bellezza della Solidarietà è Contagiosa.