martedì 28 luglio 2015

Gianni Morandi. Social e Poesia.

Uno su Mille ce la fa, cantava Gianni Morandi, ed a lui è dedicato l’articolo odierno. Uno su Mille riesce ad essere sui social media, una presenza allegra, simpatica, cordiale, un modello di umanità e di ironia. In sintesi, Morandi piace a chi scrive perchè vive la vita come una festa, uno spazio per l'incontro col prossimo, perchè in una epoca spesso triste ed in un ambiente solitario come quello dei Social è capace di trasmettere garbo, allegria e tenerezza.

Lo prendo ad esempio come un modello positivo, una persona capace di trasmettere umanità e poesia in un ambiente, quello dei social, che spesso invece si distingue per risse verbali, conflitti, tensioni, acidità, insulti gratuiti. Tanta gente, forse sola e intristita dalla vita, riversa in rete odio e ferocia, specialmente nei confronti di chi è diverso.



E’ a mio parere davvero triste, ed un pessimo esempio, quando siano leader politici a portare in rete argomentazioni offensive, razziste, sessiste. Non faccio nomi, ma c’è un leader che sulla paura del diverso sta costruendo una carriera politica, un altro che si esprime costantemente a botte di vaffanculo, un altro che chiama Gufo chi ha idee diverse dalle sue, un altro, Vice Presidente del Senato, è ad oggi impegnato in una rissa verbale con un noto comico genovese a colpi di “tanto tu a mare galleggi” “il mio cane è più intelligente di te..” …. Ma torniamo a…prendere il latte!

Come molti di voi sapranno, Gianni Morandi ha attiva ed aggiorna costantemente una sua pagina facebook, seguita da 1 milione ed 800mila follower.  Voi direte, cosa c’è di particolare, molti “Vip” sono attivi sui social (chiunque sia un habituè di twitter ogni giorno si imbatte in hashtag dedicati agli One Direction, a Rihanna ed altre star che hanno più follower di un paese medio europeo), in qualche modo è quasi un “obbligo pubblicitario” per mantenere vivo il legame con i potenziali clienti.

Cosa mi spinge ad annoverare la pagina fb del cantante bolognese tra le buone notizie? Intanto, se non ci siete mai capitati, fateci un giro. Chi già lo ha fatto, avrà certamente incontrato il profilo di una persona normale ma felice. Gianni si presenta come una persona comune che però ha una vita ricca di interessi ed attività, dall’amore (basta vedere alcune foto per capirlo) per la sua Anna, alle passioni per la Maratona ed il suo Bologna (fresco di ritorno nella massima serie), la cura dell’orto, un forte senso di solidarietà e di attivismo sociale, la cura del suo orto. Ovviamente, tutto questo aggiunto al suo “lavoro” di cantante e musicista.



Fin qui, una bella vita ma nulla di straordinario, ma ci sono alcuni elementi che colpiscono. Prima di tutto, Gianni Morandi ogni giorno “perde tempo” e risponde ai suoi fan, rendendoli contenti, non sottraendosi a richieste di dediche, auguri, incoraggiamenti per un esame universitario, un consulto medico, una dedica familiare. Nelle sue risposte c’è sempre una nota di affetto, poesia e serenità, il “giovanotto” ha la capacità indubbia di saper trasmettere calore anche dietro una tastiera . 
Poi, dalle sue foto, vediamo Gianni sempre in compagnia, e non lo vediamo mai sottrarsi ad un incontro, casuale o meno, con i suoi fan sparsi in Italia e nel Mondo. Il cantante ha scelto di vivere in maniera aperta all’incontro ed al dialogo, la solidarietà è un tratto distintivo della sua vita (come testimonia, tra le altre cose, il meritorio impegno della Nazionale Cantanti che negli anni ha finanziato numerose iniziative solidali).

Sottolineo il tratto della ironia e del saper ridere di se stessi. A differenza di moltissimi Vip, gelosissimi dei propri pregi o difetti, Morandi ama scherzare sulle sue manoni giganti, risponde sempre con ironia alle battute, sia simpatiche, sia come a volte accade antipatiche e volgari. Non perde mai la calma di fronte a commenti sgradevoli fatti da persone che cercano di provocare una reazione.

Ci sono due post che voglio sottolineare. Il primo è del cantante che si reca in visita in un Istituto per Anziani e con la sua Chitarra intrattiene un paio d’ore gli ospiti. Il secondo, che ha fatto notizia, riguarda un suo commento sulle tematiche della immigrazione. Morandi ha semplicemente ricordato che siamo una nazione di migranti e che, fosse solo per questo, dovremmo trattare con umanità chi, disperato, arriva da noi. Il giorno dopo, migliaia di commenti, molti dei quali offensivi, ed il buon Gianni ha passato ore a rispondere, con garbo e pacatezza, alle argomentazioni (spesso figlie di pregiudizi) dei fan di Salvini.



Gianni Morandi è nel Cuore di molte signore di mezza età, che ricordano quel giovane militare che cantava “Fatti mandare dalla Mamma” e tanti altri successi, ma con la sua bonarietà, la sua simpatia, il suo vivere in maniera aperta e solidale, sta conquistando il cuore di milioni di persone.

Grazie Gianni per fare della Rete un posto più bello. Le tue foto ci rallegrano le giornate. In fondo, ci insegni che, anche sui social, Solo Insieme Saremo Felici.

Mario Scelzo

venerdì 17 luglio 2015

La Cena Sospesa. Per un Expo Solidale.

Il caldo attanaglia tutta la penisola, la questione greca è tutt’altro che risolta, enormi tensioni sulle politiche migratorie cumulate negli scontri a Roma ed a Treviso. La Roma tratta Dzeko (si, l’ho scritto anche una settimana fa), il Governo litiga con l’Opposizione, la Minoranza Pd è in fermento. C’è spazio per le buone notizie? Chi scrive pensa di sì, anzi proprio in questi tempi difficili e spesso tristi abbiamo un maggiore bisogno di conoscere storie positive.



Oggi vorrei parlarvi della Cena Sospesa, una bella iniziativa nata a Milano grazie ad una collaborazione tra l’Expo, la Diocesi di Milano, la Caritas Ambrosiana ed una trentina di ristoranti della Capitale Economica del Paese. In sintesi, chi si reca a cena in uno di questi 30 ristoranti, nel pagare il conto può lasciare una offerta che diviene un buono pasto per pagare una cena a chi non se la può permettere.

« Quando un napoletano è felice per qualche ragione, invece di pagare un solo caffè, quello che berrebbe lui, ne paga due, uno per sé e uno per il cliente che viene dopo. È come offrire un caffè al resto del mondo... »
(Luciano De CrescenzoIl caffè sospeso)

Come sapranno i miei lettori, la tradizione del caffè sospeso nasce a Napoli, si tratta in sostanza di pagare un caffè in più, lasciandone uno in sospeso, in modo che un potenziale cliente che si trovi in situazione di necessità, ne possa usufruirne. Si tratta di una solidarietà concreta, ma silenziosa, umile, dove un benefattore offre un bene ad uno sconosciuto, senza ricevere nulla in cambio. Potremmo dire in qualche modo che la tradizione del caffè sospeso riprende gli insegnamenti evangelici,  il Vangelo di Matteo al Capitolo 6 così afferma:

1Guardatevi dal praticare le vostre buone opere davanti agli uomini per essere da loro ammirati, altrimenti non avrete ricompensa presso il Padre vostro che è nei cieli. 2Quando dunque fai l'elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade per essere lodati dagli uomini. In verità vi dico: hanno gia ricevuto la loro ricompensa. 3Quando invece tu fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, 4perché la tua elemosina resti segreta; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
In questo caso, il Nord prende le buone tradizioni del Sud, le trasporta in epoca moderna e le trasforma in una buona cena.



Da volontario ho esperienza nel settore, vi posso garantire che in Italia ci sono mille problemi (il principale direi è l'emergenza abitativa) ma nessuno muore di fame, ci sono tante mense, distribuzioni, una rete di solidarietà di parrocchie ed associazioni. Ovviamente però una cena in un ristorante è qualcosa di totalmente diverso da un panino mangiato in piedi sotto un cavalcavia.
Expo2015 ci ricorda che il cibo non serve solo come nutrimento, ma c’è una componente estetica, amicale, conviviale. Il pasto deve essere un momento salutare e sereno, uno spazio di incontro e di integrazione.

Nella mia esperienza in 20 anni di Volontariato con la Comunità di Sant’Egidio, posso affermare che i momenti in cui si cementificano maggiormente rapporti di amicizia e solidarietà sono proprio quelli legati alla tavola. Condividere il pasto con un anziano solo ed abbandonato va al di là del nutrimento, è un momento di festa e di amicizia, lo stesso discorso si può fare per Il Pranzo di Natale con i Poveri, per le vacanze con i bambini ed i disabili.

Per questo mi rallegro per l’iniziativa milanese, mi auguro che possa continuare anche dopo l’Expo, suggerisco che si potrebbero associare dei momenti di incontro per fare in modo che il beneficiario non ceni da solo ma in compagnia. Vi è più gioia nel dare che nel ricevere, la Cena Sospesa rende felice chi la dona e chi la riceve in dono.

Mario Scelzo

giovedì 9 luglio 2015

Il Maggiolino di Rosy. Pasta, Vestiti e tanta umanità.

Siamo nella morsa del caldo, non si vedono spiragli nella vicenda Greca, la Roma tratta Dzeko ma deve prima sfoltire la rosa, Governo ed Opposizione sono sempre ai ferri corti, ennesima condanna per Berlusconi; Il solito quadro triste e monotono, eppure esistono le Buone Notizie. Oggi voglio parlarvi del Maggiolino di Rosy (nome di fantasia) che ogni Martedì arriva alla Stazione Tiburtina portando con se pasta, carne, bibite e vestiario per chi vive per strada.



I miei lettori abituali sapranno che Ogni Martedì mi reco, insieme ad altri volontari della Comunità di Sant’Egidio, alla Stazione Tiburtina, dove distribuiamo panini, bevande (calde d’inverno e fredde d’estate) ma soprattutto sorrisi ed umanità, a circa 100 tra barboni e persone senza fissa dimora che gravitano in zona.

Sempre i miei lettori sapranno che da un paio di mesi la situazione attorno alla Stazione Tiburtina è resa ancora più problematica dallo sgombero di Ponte Mammolo e dai migranti accolti in condizioni disumane presso il Centro Baobab, ma per fortuna dove non agisce il Comune di Roma arriva a sostegno la Rete Tentacolare, direi una Lobby del Bene, del Dottor Watson e della sua banda che sta garantendo soccorso a centinaia di migranti.

In questo scenario, da un paio di mesi, alla nostra distribuzione si è aggiunta Rosy. Inglese, in Italia per vicende lunghe da spiegare, arriva col suo maggiolino e di solito con due tre persone, a volte la figlia con degli amici liceali, a volte suoi conoscenti, ed aggiunge ai nostri panini 100 e più pasti pronti, da lei preparati; abbiamo avuto il polpettone, la pasta al tonno, la pasta con le melanzane, l’insalata di riso. Ogni pasto arriva già porzionato in comode vaschette di plastica, e Rosy per ogni persona si premura di avere forchetta e tovagliolo. 
Sembrerà un eccesso di zelo, è invece un segno di enorme attenzione e rispetto per chi vive per strada, visto che potete facilmente immaginare che un clochard non è solitamente munito di forchetta. Sottolineo che i pasti, appena preparati, sono comunque chiusi in confezioni di plastica, questo permette ad alcuni amici della strada di scegliere, magari la sera mangiano il panino e si tengono il pasto cucinato per il giorno dopo.


Ultimamente, Rosy ha iniziato a portare dei vestiti da distribuire, e nella sua lucida organizzazione non manca un tavolino pieghevole per poggiare i capi di vestiario. Potete facilmente immaginare quanto il suo arrivo sia una festa. Rosy porta da mangiare, porta dei vestiti, ma porta un tocco di umanità e grazia in situazioni di vita spesso tristi. L’arrivo del suo Maggiolino, ogni Martedi, è una Buona Notizia.

Mario Scelzo

mercoledì 1 luglio 2015

Buone Notizie dal Mondo

L’attenzione dei media è quasi del tutto focalizzata sulla questione Greca. Ci sono però alcune buone notizie provenienti da tutto il mondo che a mio parere meritano di essere segnalate.



Iniziamo da una foto, l’avrete vista su qualche giornale online, ed è una bella immagine di speranza. Siamo nelle Filippine, e si vede un bambino con un banchetto ed un libro di fronte ad una vetrina. Il piccolo non è attratto dai prodotti in vendita, ma…dalla luce! Possiamo immaginare che nella casa o baracca dove vive non sia presente la corrente elettrica, allora con ingegno si è attrezzato e si è messo a studiare sfruttando l’illuminazione del negozio. Non conosciano nulla di lui, ma sappiamo che ha voglia di studiare e siamo certi che grazie alla sua forza di volontà andrà lontano. E’ comunque un segnale di speranza vedere un bambino che ha fiducia nello studio,  nella scuola e nel futuro.

Sempre in ambito scolastico, una notizia che viene dal Burkina Faso. Grazie al Programma Bravo della Comunità di Sant'Egidio, circa 15.000 bambini non registrati alla anagrafe riceveranno il loro certificato di nascita ed avranno così modo di poter proseguire gli studi.



Bravo ha come obiettivo quello di dare identità a chi non ne ha: moltissimi bambini che nascono in Africa non vengono registrati alla Anagrafe, di fatto non esistono, il lavoro di Bravo è di operare le necessarie operazioni per ridare una identità anagrafica ai minori, in questo modo garantendo loro l’accesso ai principali diritti; Basti pensare che senza un documento non è possibile accedere alle scuole superiori, non si ha diritto alle cure sanitarie, si è anche maggiormente esposti al rischio di finire in traffici pericolosissimi come quello di organi…insomma l’identità non è un bene accessorio ma una garanzia ed un diritto primario.

Spostandoci nel Continente Americano, non possiamo non sottolineare la riapertura delle Ambasciate tra Usa e Cuba, ed i numerosi passi avanti a livello diplomatico che stanno sempre più avvicinando i due paesi. Ormai appare evidente che non si è trattato di una apertura temporanea, ma che tra i due paesi sta pian piano cadendo il muro della incomprensione ed a breve sarà possibile la riapertura delle frontiere. Cuba rompe il suo isolamento, gli Usa riscoprono una terra in passato amica, si avvia alla conclusione. (grazie alla mediazione tenace di Papa Francesco) una pagina di tensione e dolore che ha segnato la Storia Mondiale.



Infine, una notizia che ci rattrista ma che in fondo ci lascia confortati. Non ce l’ha fatta Don Salvatore Mellone ma è morto, come desiderava ardentemente, da Sacerdote. Ricordiamo la sua Storia in breve: giovane seminarista, gravemente ammalato, ha ricevuto un particolare permesso dal suo Vescovo e dalla Congregazione del Clero ed accelerando il suo corso di studi, è stato ordinato Sacerdote lo scorso 16 Aprile. Al termine di una toccante cerimonia, ha avuto l’immensa gioia di benedire Papa Francesco, che ha seguito con affetto la sua vicenda ed aveva espressamente chiesto a Salvatore di ricevere la sua benedizione.



Salvatore ci ha lasciato, ma Sacerdote si è per Sempre.

Mario Scelzo