mercoledì 18 novembre 2015

Ciao Valeria.

Siamo tutti sconvolti dagli attentati avvenuti a Parigi la scorsa settimana. Prevalgono  nella collettività il sentimento della paura, della rabbia, dello sgomento; la sensazione di avere a che fare con un nemico invisibile ci rende tutti disorientati.
Inutile ripercorrere gli eventi che tutti conosciamo, vorrei su queste pagine concentrarmi su alcune reazioni all’attentato provenienti dal nostro paese. Se alcuni nostri concittadini ci hanno reso orgogliosi di essere italiani, altri hanno dimostrato, con gesti e parole, atteggiamenti che definirei indecorosi, irrispettosi ed offensivi. 

Come saprete, l’Italia ha pagato un triste tributo di sangue; nella sparatoria al Teatro Bataclan è morta la nostra connazionale Valeria Solesin, giovane ricercatrice presso la Sorbona di Parigi. Premetto che non mi azzarderei a parlare di lei senza avere una sorta di “consenso”, non intendo strumentalizzare per due visualizzazioni al blog  una tragedia del genere. Se ne parlo è perché la famiglia di Valeria, al quale vanno le mie condoglianze e tutta la mia stima e sostegno, ha chiesto pubblicamente di ricordarla raccontando la sua vita, bella e piena di iniziative.



Giovane studentessa attiva nel Consiglio di Istituto, persona dal carattere deciso ma sempre disponibile, volontaria di Emergency, “Cervello in Fuga” alla Sorbona, collaboratrice di alcune riviste con particolare attenzione al ruolo della donna nel mondo del lavoro….ma allo stesso tempo una ragazza semplice, legata al fidanzato Andrea ed ai suoi amici, una ragazza capace di coniugare studio, vita privata, solidarietà affetti, il tutto direi con grande successo. Così la ricorda la sua amica Chiara: «Un’amica stupenda. Libera. Piena di idee e di forza. La migliore studentessa del mio corso alla Sorbona. Era molto impegnata nel sociale, non solo con Emergency. Avevamo parlato a lungo della questione del terrorismo, soprattutto dopo l’attentato a Charlie Hebdo. Era contraria a qualsiasi guerra, a qualsiasi intervento militare».

Persone come Valeria rendono l’Italia più bella, nel suo ricordo vorrei elogiare tanti volontari che, tra mille difficoltà, si rimboccano le maniche per costruire un mondo migliore. Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha promesso la creazione di una Borsa di Studio per la Ricerca in memoria di Valeria, ci sembra una bella iniziativa che speriamo si possa realizzare in tempi brevi.

Al contrario, alcune persone hanno usato gli attentati di Parigi per vili attacchi, speculazioni politiche, offese gratuite ed insensate. Parlo in particolare di Matteo Salvini, Maurizio Belpietro e Fabrizio Rondolino. Il primo non ha perso occasione per speculare sulla tragedia, con discorsi semplicistici e poco lucidi, proponendo in sintesi di bombardare tutti i paesi affini all’Islam e di arrestare chiunque abbia una minima origine araba. Il secondo, Direttore di Libero Quotidiano, ha proposto alcuni titoli veramente indecenti ai quali mi rifiuto di offrire visibilità.

Vorrei parlare in maniera approfondita di Fabrizio Rondolino, in questi giorni particolarmente attivo nel diffamare sui social network l’associazione “Emergency” (tralaltro la stessa dove operava come volontaria Valeria Solesin). Rondolino ha chiesto di isolare Emergency in quanto “organizzazione politica antioccidentale mascherata da ospedale ambulante”, poi di fronte alla pioggia di critiche, ha dato dei “piccoli talebani” ai suoi detrattori.



Emergency è una Ong presente in numerosi scenari di guerra, stimata nel mondo, si calcola abbia curato negli anni 16 milioni di persone. Rondolino è un giornalista passato dallo Staff di Massimo d’Alema ad essere consulente del Grande Fratello (a parere di chi scrive, uno dei peggiori prodotti della storia televisiva mondiale). Sempre a parere di chi scrive, il Governo d’Alema ha rovinato la storia della sinistra italiana, non a caso dopo gli anni di baffino l’Italia è piombata nelle mani del CentroDestra. Insomma, Rondolino ha contribuito al declino della politica italiana prima, della televisione poi. Non contento, non si sa per quali meriti, si è autoproclamato analista politico. Ultimamente collabora con l’Unità, e certo la sua firma non contribuisce a far avere nostalgia di quello che una volta era un gran bel giornale ed oggi appare una diretta emanazione cartacea del pensiero del Governo.

Tanti in questi giorni parlano di scontro di civiltà. La mia civiltà, in cui mi riconosco, è quella dei ragazzi e delle ragazze come Valeria. Salvini, Rondolino, Belpietro, gente così non fa fare bella figura alla Civiltà Occidentale.


Mario Scelzo 

mercoledì 11 novembre 2015

Papa Francesco, Benvenuto a Firenze!

Riceviamo e volentieri pubblichiamo alcune riflessioni provenienti da Firenze, in seguito alla bellissima visita in città di Papa Francesco. Tanto ci sarebbe da dire su Bergoglio e sui suoi gesti semplici ma allo stesso tempo rivoluzionari (per rimanere a Firenze, ha colpito tutti l’immagine del Papa che versa l’acqua da una brocca di plastica alla signora che le siede affianco), ci piace qui sottolineare alcuni spunti presenti nel racconto dell’amico Paolo.



Io e Paolo (l’autore del racconto) ci conosciamo da qualche mese solo attraverso i social network. Lo considero in ogni caso un amico, e sinceramente, ad occhio, non mi pare per così dire un boy scout, un prodotto della Azione Cattolica, un avanzo di sacrestia. Da buon toscanaccio, a naso, definirei Paolo un “mangiapreti” non proprio vicino alla famiglia cattolica. Scrivo queste cose non per giudicare il mio amico, ma per sottolineare la novità prorompente di questo pontefice, capace non solo di riunire il suo gregge, ma di riavvicinare alla Chiesa tante persone che, per i più svariati motivi, l’avevano abbandonata. Nella Chiesa Ospedale da Campo, sporca perché esce per strada, c’è bisogno delle braccia di tutti.

Mario Scelzo  

Papa Francesco visto dalla folla – di Paolo Carlesi

Oggi 10 novembre 2015 a Firenze abbiamo avuto la visita di Papa Francesco e io ho partecipato all'evento andando a salutare il Papa stamani per le vie del centro e nel pomeriggio partecipando, insieme a piu' di 50.000 persone, alla S. Messa allo stadio Artemio Franchi di Firenze.
E' stata une bellissima giornata, anche da un punto di vista del meteo, e mi sono reso conto ancora di più di quanto sia amato dalla gente questo Papa.

Ho visto persone che raccontavano di essere partiti in pullman da Milano all'alba per essere in P.zza Duomo a Firenze alle 10 per assistere all'arrivo del Papa. Ho sentito di una giovane ragazza, fiorentina, che si e' sistemata in P.zza SS.Annunziata dalle 5 di stamani per essere sicura di stare in primissima fila per l'arrivo del Papa e magari potergli stringere la mano.
Mentre aspettavo l'arrivo del Papa fra i tanti commenti positivi su Francesco mi ha colpito per la sua semplicità e verità questa frase: A me piace perchè è buono e sta con i poveri.
Ecco credo che questa Signora abbia proprio ragione: Francesco è tanto amato perche' è una persona buona, semplice che ha a cuore soprattutto i poveri, gli emarginati e i piu' deboli, sia che siano credenti o meno.



La sua grande forza e' anche quella di parlare meno di dottrina e piu' di temi concreti, persone ecc, come ad esempio ha fatto oggi a Prato parlando delle difficoltà del mondo del lavoro e ricordando gli operai cinesi morti.
Concordo anche sul commento di un'altro signore che diceva: Francesco e' uno tosto vedrai che ce la farà a fare pulizia nella Chiesa. Io me lo auguro fermamente, Ce n'e' un gran bisogno.

Tanti i giovani presenti ma direi che oggi in giro per vedere il Papa c'erano giovani e meno giovani e anche tanti anziani. Persone normali, semplici senza titoli o altro, poi c'erano anche loro, le autorità sia civili che religiose, ma la festa era per la gente comune, il "popolo di Francesco".
Il clou della giornata è stata poi la S. Messa allo stadio alla presenza di più di 50.000 persone, molte arrivate con i pullman da tutta la Toscana e anche da altre Regioni. Si respirava veramente una bella atmosfera e in piu' di un'occasione la folla si è messa a scandire: Francesco, Francesco, Francesco....a dimostrazione dell'amore per questo Papa.


Lui ha fatto una bella omelia e alla fine nel congedarsi ha voluto ringraziare i detenuti del carcere di Firenze che avevano fatto l'altare dove il Papa ha celebrato la Messa. Poi è ripartito in elicottero per Roma e io sono stato contento di aver passato una bella giornata in compagnia di un Papa e di un uomo straordinario come Francesco.

sabato 7 novembre 2015

AIRC, Sosteniamo la Ricerca

Oggi è Sabato. Molti di noi probabilmente nel pomeriggio faremo una passeggiata in Centro, magari coi figli o coi nipotini, quasi certamente incontreremo dei volontari che ci chiederanno di comprare i Cioccolatini della Ricerca. Facciamolo, faremo del bene a noi stessi ed aiuteremo la Ricerca contro il Cancro.



Siamo nel pieno dei Giorni della Ricerca, un evento di durata settimanale che termina domani 8 Novembre e che vede il suo picco di eventi ed iniziative proprio in questo week-end. Come possiamo leggere sul sito dell’Airc (Associazione Italiana Ricerca Cancro):

“I Giorni della Ricerca da 18 anni sono il più importante momento per informare il nostro Paese sui progressi della ricerca sul cancro e per raccogliere fondi per finanziare selezionati progetti scientifici. Un appuntamento decisivo per condividere il nostro impegno nel sostenere i migliori ricercatori italiani che lavorano ogni giorno per rendere il cancro sempre più curabile”

Più di un milione e mezzo di italiani, ogni anno negli ultimi anni, hanno destinato la scelta del 5 per mille all’AIRC, di gran lunga il primo ente per numero di scelte effettuate. Basta questo dato per affermare che AIRC è una Onlus credibile, seria e capace, che si è guadagnata sul campo stima e credibilità. 50 anni di Storia di questa nobile associazione ci testimoniano gli enormi progressi della ricerca e le importantissime novità nel campo della prevenzione. Se tuttora il Cancro è uno dei mali peggiori da affrontare, è indubbio che enormi sono stati i passi avanti anche e soprattutto grazie alla ricerca scientifica. Oggi il Cancro fa meno paura di ieri e per questo ognuno di noi deve dire grazie ai numerosi volontari che, nelle piazze concrete e nelle piazze virtuali, donano tempo e generosità alla causa della Ricerca e della Sensibilizzazione.



Numerosissime sono le iniziative promosse in questo fine settimana, oltre ai Cioccolatini per la Ricerca ci piace sottolineare il Sostegno del mondo del Calcio, e l’impegno della Televisione, in particolare del Servizio Pubblico. Citiamo qui solo alcune delle numerose iniziative:

·        Calciatori, allenatori e arbitri invitano i tifosi a sostenere AIRC con un SMS al 45509  con l'obiettivo di far crescere in Italia una nuova generazione di ricercatori di talento, i futuri "campioni" della ricerca sul cancro.

·       Domenica 8 novembre dalle 6:30 alle 24:00 la staffetta RAI raggiunge il suo massimo momento di comunicazione e di coinvolgimento partendo con UNO MATTINA IN FAMIGLIA. Tante le trasmissioni della domenica coinvolte nella maratona, come MEZZOGIORNO IN FAMIGLIA, QUELLI CHE IL CALCIO, L'ARENA, DOMENICA IN fino alla puntata speciale dell'EREDITÀ. Momento conclusivo della campagna "RAI per AIRC" è il tradizionale appuntamento con Michele Mirabella e con il suo SPECIALE ELISIR, in diretta in prima serata dalle 21:45 su RAI TRE, interamente dedicato all'approfondimento delle più importanti novità nel campo della ricerca e della cura del cancro.

Oggi il Cancro fa meno paura, questa è una Buona Notizia, continuiamo a sostenere la Ricerca.

Mario Scelzo

lunedì 2 novembre 2015

Nonna Nannina e la Santità Quotidiana

Parlando ai fedeli presenti all’Angelus in Piazza San Pietro per la festività di Ognissanti, Papa Francesco ha pronunciato uno splendido discorso sui gesti di santità nascosta e poco conosciuta che ogni giorno accadono attorno a noi. Il Papa ha parlato di Santi da Imitare, qui le sue parole:




"Facciamo attenzione, non soltanto quelli canonizzati, ma i santi, per così dire, “della porta accanto”, che, con la grazia di Dio, si sono sforzati di praticare il Vangelo nell’ordinarietà della loro vita, non sono canonizzati."
A questi santi dobbiamo essere grati, e grati a Dio che ce li ha donati e messi vicini, “esempi vivi e contagiosi del modo di vivere e di morire”, fedeli a “Gesu e al suo Vangelo”.
“Ma quanta gente buona abbiamo conosciuta nella vita, e conosciamo, e noi diciamo: “Ma, questa persona è un santo!”, lo diciamo, ci viene spontaneamente. Questi sono i santi della porta accanto, quelli non canonizzati ma che vivono con noi”.
Quindi l’invito ad imitare a loro gesti d’amore e misericordi, a perpetuare la loro presenza in questo mondo:
“…un atto di tenerezza, un aiuto generoso, un tempo passato ad ascoltare, una visita, una parola buona, un sorriso...

Come sapranno ormai i miei lettori, scopo principale di questo blog è portare alla luce tante storie di santità nascosta, persone che col loro esempio ci mostrano la possibilità di cambiare il mondo. Riprendendo quindi il ragionamento del Papa, ci piace oggi sottolineare il gesto di Nonna Nannina, che ha sottratto i soldi messi da parte per il suo funerale per donarli agli alluvionati di Benevento.



Ascoltiamo il racconto  del Direttore della Caritas diocesana di Benevento, don Nicola De Blasio. «Al termine della messa mi ha avvicinato e mi ha consegnato la busta con il denaro, dicendomi che erano i soldi per i funerali», ha detto don Nicola. «È il segno tangibile di una solidarietà concreta - dice sempre il direttore della Caritas - di gente semplice che vuole aiutare noi ad aiutare gli altri».

Trovo importante sottolineare che generosa è stata la partecipazione collettiva della popolazione sia locale che nazionale alle iniziative di solidarietà post-alluvione nel beneventano. Dai volontari della Caritas alle Campagne Sociale come #saverummo e #sporchemabuone in tanti si sono rimboccati le maniche cercando di tamponare l’emergenza ed iniziando le iniziative per la ricostruzione.

Ci piace però concludere sottolineando di nuovo il gesto di Nonna Nannina. Mille euro messi faticosamente da parte, possiamo immaginare, tra le difficoltà di una modesta pensione e della vecchiaia che avanza.  Citando  Papa Francesco: Ai nostri occhi questi gesti possono sembrare insignificanti, ma agli occhi di Dio sono eterni, perché l’amore e la compassione sono più forti della morte”. 
Nonna Nannina, ti auguriamo lunga vita, ma siamo certi che il tuo funerale sarà bello ed affollato perché in tanti vorranno ringraziarti per questo piccolo gesto che salva il mondo.

Mario Scelzo