giovedì 31 dicembre 2015

2015 Germogli di Pace

Gli attentati di Parigi, il dramma dei Migranti racchiuso nella morte del Piccolo Aylan, la Guerra in Siria che continua, la crisi economica nel nostro paese. Sembra difficile trovare posto per le buone notizie nel corso dell’anno che sta per finire. Eppure, senza voler minimizzare alcune realtà complesse e spesso drammatiche, è possibile scorgere alcuni Germogli di Pace seminati nel 2015 che speriamo possano effettivamente sbocciare nel 2016.



Andiamo con ordine, partendo dagli scenari di guerra e del terrorismo, strettamente legati ai fenomeni migratori. E’ di pochi giorni fa la notizia della formazione di un Governo di Unità Nazionale in Libia: se ovviamente è prematuro sbilanciarsi e prevedere una pace stabile, va sottolineato che dopo anni di caos totale per la prima volta esiste una strada, abbastanza concreta, per portare Pace e Stabilità nella sponda Sud del Mediterraneo.

Il Nuovo Governo Libico ha tra i principali obiettivi a medio termine il controllo del territorio, come sappiamo l’Isis ha approfittato del caos libico per insediarsi nel territorio di Sirte. Sintetizzando all’estremo, un governo stabile in Libia sarebbe anche una forza di contrasto al terrorismo internazionale, sempre più vicino alle coste europee. La Libia è anche uno dei paesi da cui partono le navi cariche di migranti, ed anche qui, sintetizzando, una Libia stabile vorrebbe dire meno viaggi della speranza su navi inadatte ad affrontare i mari in tempesta.



Dalla Libia passiamo alla Siria. Forse è stato per questo paese l’anno peggiore, il culmine dello scontro tra i ribelli ed il regime di Assad, con milioni di siriani che hanno lasciato il paese o quello che ancora ne resta in piedi. Eppure, anche nel caos siriano si inizia ad intravedere una via d’uscita. Pochi giorni fa il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha approvato all’unanimità una Road Map per dei Colloqui di Pace a partire da Gennaio 2016. Difficile fare previsioni, la situazione è davvero complessa e permangono ad esempio divergenze tra le idee di Obama e quelle di Putin, anche se tutti i principali leader mondiali concordano sulla necessità di una soluzione negoziale per il dramma siriano. Nel frattempo, tra mille contraddizioni ed alleanze variabili, le potenze mondiali hanno iniziato a contrastare militarmente l’Isis, che infatti nell’ultimo mese ha perso terreno ed alcune città strategiche come l’iraqena Ramadi.

Parliamo dei migranti. Premesso che la stabilizzazione della Libia e la fine del conflitto siriano potrebbero portare ad una diminuzione dei flussi migratori, concentriamoci su quanto accaduto quest’anno. Proprio ieri l’Unchr ha diffuso il dato di un milione di migranti arrivati in Europa nel corso del 2015. I numeri sono drammatici, imponenti, ed oltretutto molti sono quelli che non ce l’hanno fatta, pensiamo al piccolo Aylan. C’è però un elemento che vorrei sottolineare, ed è il cambiamento culturale avvenuto in Europa. Se è vero che esiste una Europa della Chiusura (le idee di Salvini e Le Pen per capirci), ha preso sempre più forza e peso politico l’Europa della Solidarietà. Singoli cittadini, istituzioni, ma anche leader politici come la Merkel, hanno creato un clima di solidarietà ed accoglienza, che ci fa ben sperare per il futuro. Basti la frase RefugeesWelcome per sintetizzare le numerosissime iniziative con cui tanti hanno voluto mostrare sostegno e vicinanza al dramma di chi scappa dalle guerre.




Cito ad esempio la firma di un Protocollo di Intesa tra le Chiese Valdesi, la Comunità di Sant’Egidio, la Comunità Giovanni XXIII ed il Governo Italiano per l’apertura dei Corridoi Umanitari, in sintesi estrema la possibilità di accogliere profughi evitando loro viaggi drammatici e spesso letali. E’ solo un esempio di come la Società Civile Europea si sia mobilitata, economicamente ed intellettualmente, a sostegno della causa dei Migranti.

Infine, uno sguardo a casa nostra. Dopo anni di recessione molti dati economici nel corso del 2015 hanno invertito la tendenza. Il Pil torna al segno più dopo 3 anni, la disoccupazione seppur lentamente ha iniziato a scendere, i consumi sono in ripresa, è aumentato il turismo interno. Non voglio con queste mie parole fare uno Spot al Governo, la strada da fare è ancora molta, per ripartire davvero avremmo bisogno di uno scatto (non solo economico ma anche morale), ma sottolineo con piacere una inversione di rotta, sperando che nel 2016 il nostro paese possa davvero consolidare la Ripresa Economica che iniziamo a vedere.


Mario Scelzo.

domenica 20 dicembre 2015

Mangiarotti and Friends

Antonio (nome di fantasia) lo riconoscevi subito, non era il classico “barbone” abituato ad una vita di stenti. Lo vedevi a disagio nell’accettare il panino e la bibita che gli offrivano i volontari della Comunità di Sant’Egidio alla Stazione Termini di Roma. Col tempo, panino dopo panino, Antonio si scioglie con Luca, uno dei volontari, e si scopre essere un imprenditore che ha visto fallire la sua azienda, contemporaneamente ad un matrimonio finito male. Non sapendo dove andare, ha iniziato a dormire alla Stazione e giorno dopo giorno ha perso le speranze di riprendere una vita normale. Nel 2015, in Italia, con sempre meno reti sociali (la famiglia, il partito, il sindacato, le parrocchie) a protezione, è drammaticamente facile passare da una vita normale alla strada, troppe persone hanno fatto in questi anni il percorso di Antonio.



Il nostro amico però pian piano si affida sempre più a Luca, ed accoglie con immensa gioia il suo invito: Luca gli propone un posto letto durante l’inverno nella struttura di Palazzo Leopardi, aperta appunto dalla Comunità di Sant’Egidio nei mesi invernali. Dopo 6 mesi, Antonio sorretto dall’amicizia e dalla sicurezza di un posto al caldo, ha ricostruito la sua vita, ha trovato un piccolo lavoro fuori Roma, si paga l’affitto di una stanza, appena può torna a Roma per salutare i suoi amici di Sant’Egidio, che lui chiama i suoi angeli custodi.

Negli anni, Palazzo Leopardi ha ospitato circa 15-20 persone per quasi 6 mesi l’anno, e molte di queste col tempo sono state aiutate a lasciare la strada per una collocazione migliore, chi autonomo, chi in istituto, chi in strutture di recupero.
Una struttura come quella per l’Emergenza Freddo, pur basandosi sul lodevole lavoro di tanti volontari, necessita di finanziamenti per restare aperta durante i mesi più freddi. Qui entrano in scena la fantasia e l’abilità organizzativa di Roberto Mangiarotti,  uno stimato gastroenterologo presso l’Ospedale San Camillo di Roma, che da anni aiuta i volontari di Sant’Egidio nella distribuzione della Cena presso la Stazione Tiburtina, ed ormai, da 5 anni, ci…invita a cena! Una cena di solidarietà per raccogliere fondi per l’emergenza freddo.



Lo scorso Giovedì 17 Dicembre, presso la Mensa di Via Dandolo della Comunità di Sant’Egidio, più di 150 persone hanno partecipato al “Mangiarotti Dinner”. Posso testimoniare personalmente che la Cena, preparata da sua moglie Patrizia (pasta con broccoli e salsicce, porchetta di ariccia, contorni vari, vino) era davvero ottima, ma ancor più bello era il clima di festa e di convivialità che ha accompagnato tutta la serata.

Tra una portata e l’altra, la serata è stata animata dalla Musica di Ony e i suoi fratelli, pregevole band che ha intrattenuto i commensali passando dai Pink Floyd agli Eagles, dai grandi classici italiani alla musica internazionale. La Serata è continuata col Circolo degli Illusionisti, un gruppo di Maghi che, diretti da Andrea Turchi, hanno intrattenuto il pubblico con un pregevole spettacolo di Magia/Cabaret condotto dai giovani ma bravi Sim Sala Sim.
Infine, siamo tutti stati rapiti dalla voce suadente di Cinzia Tedesco, cantante che sta conquistando le platee internazionali col suo repertorio a cavallo tra il Jazz ed il Soul.
Musica, Convivialità, Serenità, una piacevole serata per chi come me era presente, un importante contributo economico raccolto per sostenere il lavoro della Emergenza Freddo.



La serata è terminata con La Gara dei Dolci. Chi voleva poteva portare la sua creazione culinaria, ed una giuria tecnica ha assegnato il Primo Premio a Maria Teresa, che con i suoi Panzerotti di pasta frolla ripieni di crema pasticciera al limone o marmellata di albicocche, ha meritatamente sconfitto la concorrenza.
Mi scuseranno i maghi, davvero bravi, ma avreste dovuto vedere in quanto poco tempo sono scomparsi i Panzerotti, apprezzati da tutti i commensali.

Una bella serata per chi l’ha passata con noi, un paio di mesi di attività del Rifugio per l’emergenza freddo resi possibili dai fondi raccolti. Una Buona Notizia.


Mario Scelzo

venerdì 11 dicembre 2015

L'Italia del Baobab e l'Italia di Salvini.

Lo scorso 6 Dicembre, causa problematiche connesse alla proprietà dei locali, ha chiuso i battenti il Centro Baobab di Roma, una struttura che negli ultimi sei mesi è stata un luogo di accoglienza, solidarietà, condivisione del bene. Nella tempesta di Mafia Capitale, amplificata dalle problematiche della emergenza migranti e dalla pessima gestione della Giunta Marino, il Centro Baobab ha rappresentato una Oasi di Civiltà ed ha aiutato Roma ad essere una Città Migliore.



Ho scelto di annoverare l’esperienza del Centro Baobab nelle mie storie di Buone Notizie anche in assenza del “lieto fine”, causa chiusura della struttura, perché ritengo in ogni caso che questi 6 mesi di attività siano stati e resteranno per sempre un modello di accoglienza e spirito di iniziativa.

Onestamente non conosco i dettagli di tutta la vicenda, non so dire cosa fosse il Centro Baobab fino allo scorso mese di Maggio. Ricordo però distintamente, sia perché ne ho scritto su queste pagine, sia per la mia esperienza da volontario con le persone senza fissa dimora alla Stazione Tiburtina, il clima e gli avvenimenti di quel periodo, che sintetizzo rapidamente per i miei lettori.

Lo scorso 10 Maggio, su iniziativa della Giunta Marino, viene sgomberato il cosiddetto Borghetto di Ponte Mammolo, un insediamento provvisorio dove comunque vivevano dignitosamente più di trecento persone. Lo sgombero, avvenuto con ferocia immotivata, lascia per strada 300 persone, che dalle baracche provvisorie si trovano al freddo della strada, visto che il Comune ha predisposto lo sgombero senza avere nessuna soluzione alternativa. A pochi mesi dal Giubileo, con la scusa del decoro urbano, 300 persone restano senza quella che era, anche se provvisoria, una casa. Molti di loro trovano ospitalità presso il Centro Baobab, struttura autogestita, che in breve tempo passa da 20/30 a 300/400 ospiti.



In contemporanea, c’è probabilmente il picco della emergenza migranti, e come ricorderete molti migranti in transito trovano riparo temporaneo nei pressi delle Stazioni Ferroviarie, probabilmente luoghi di partenza di navette clandestine per lasciare il paese (con la Polizia Italiana a chiudere un occhio, visto che identificare i migranti vuol dire prendersene carico nel primo paese di transito). Vuoi o non vuoi, la Stazione Tiburtina, a due passi dal Centro Baobab, diventa un bivacco all’aperto, vuoi o non vuoi, in pochi giorni il Centro Baobab arriva ad accogliere più di 500 persone.

Qui però oltre al Baobab, entra in gioco il grande cuore dei romani. In poco tempo il Centro Baobab diviene un enorme collettore di solidarietà. Dalle singole donazioni di privati cittadini, dalle signore di Piazza Bologna che cucinano le Lasagne, a tanti volontari, occasionali o “strutturati”, che in poco tempo diventano abitanti del Centro. Da Sant’Egidio ai movimenti di sinistra, dalle parrocchie del circondario ai privati cittadini, attorno al Baobab è tutto un fiorire di attività, donazioni, eventi pubblici, che se da un lato portano un beneficio oggettivo alla vita dei migranti, diventano anche una “battaglia culturale” di umanità e resistenza alle logiche del disprezzo e dello scontro di civiltà.



Per sintetizzare, nel 2015 in Italia abbiamo visto chi ha proposto di sparare ai barconi dei migranti (Salvini e soci), le istituzioni europee che con calma hanno discusso, proposto, elaborato piani, discusso, litigato e così via a seguire per mesi, e chi, come i volontari del Centro Baobab, si è rimboccato le maniche ed ha scritto una bella pagina di accoglienza e solidarietà che rimarrà per sempre viva nel cuore dei romani.

Grazie, e andate avanti, aspettiamo con fiducia ed interesse le nuove iniziative. Il Centro chiude, la solidarietà resta.


Mario Scelzo

martedì 1 dicembre 2015

Tutti a Teatro!

Negli ultimi anni spesso il nome di Ostia viene associato a parole come Mafia, controllo del territorio, abusivismo edilizio, appalti truccati. Senza entrare nel merito di alcune indagini della Magistratura tuttora in corso, è innegabile che da qualche anno esiste ad Ostia (che ricordo per i non romani, è un Municipio della Città di Roma, ma nei fatti è una entità distante dal resto della Città) un serio problema di legalità. Se i miei lettori hanno visto il film “Suburra”, un film a detta di molti non “fantasioso” nelle ricostruzioni, anzi drammaticamente realistico nelle peggiori descrizioni del malaffare, si saranno accorti del perverso intreccio tra criminalità, imprenditoria e politica che attanaglia il litorale romano.



Le cose che sto scrivendo le potete leggere quasi ogni giorno sui principali quotidiani nazionali, invece magari in pochi saprete che, ad esempio, lo scorso Natale, la Comunità di Sant’Egidio ha organizzato proprio ad Ostia nella Chiesa sul Lungomare un Pranzo per 380 poveri con l’aiuto di 150 volontari.
Dagli anziani che vivono in Istituto, spesso abbandonati dai familiari, ai bambini figli degli immigrati, dai disabili alle persone che vivono per strada, tante storie e volti, spesso resi tristi dalla vita dura, che nell’incontro e nella condivisione del pasto coi volontari si accendono alla gioia ed alla speranza.





Un discorso simile si può fare per i volontari, tante persone magari benestanti che però faticano a trovare un senso alla loro vita, che nell’incontro col prossimo bisognoso trovano il senso di una famiglia.
C’è Antonio (lo chiameremo così per rispetto della privacy), anziano dell’Istituto, che quando incontra la sua amica volontaria Alessia, le dice “tu mi allunghi la vita”, ci sarebbero mille storie da raccontare e, statene certi, riparleremo dei Pranzi di Natale (basti pensare che quella del Pranzo di Natale è ormai una realtà che ha superato i confini italiani) su queste pagine, intanto, vi rimando ad un racconto di uno dei numerosi Pranzi dell'anno appena trascorso.

Ma, per preparare una bella festa, con un buon pranzo, regali, addobbi, tovaglie, fiori….agli amici di Ostia, ed in particolare ad Alessia Giuseppone, è venuta una splendida idea: organizzare una serata a teatro per raccogliere fondi per il Pranzo di Natale. Per questo, sono lieto di pubblicizzare, e se volete invitarvi:

DOMENICA 13 DICEMBRE 2015, ORE 20.30, TEATRO NINO MANFREDI, OSTIA – VIA DEI PALLOTTINI 10. SPETTACOLO DI BENEFICENZA (MILANI E DE SANTIS), CON DONAZIONE A PARTIRE DA 15 EURO. PER INFO E PRENOTAZIONI  ALESSIA 349/4483631 
ANDREA 328/9364541






Rideremo grazie alla Coppia, proveniente da Colorado, formata da Francesca Milani e Danilo De Santis (che, sia chiaro, offrono la loro performance artistica in maniera gratuita), ma sono certo che chi vorrà partecipare sarà doppiamente felice perchè col suo contributo aiuterà a far vivere a tanti un Natale Indimenticabile.

Ovviamente, saremo ben felici di raccontarvi, sempre su queste pagine, la cronaca della serata

Mario Scelzo