giovedì 25 febbraio 2016

Insinna, chi salva una vita salva il mondo intero.

Stai con Totti o con Spalletti? Stai con Alfano o con la Cirinnà? Sono due delle domande che in questi giorni trovano spazio nel dibattito pubblico, dalle trasmissioni Tv alle chiacchiere da Bar. Temi importanti (a proposito, io sto con Spalletti, e delle Unioni Civili ne parleremo nei prossimi giorni), ma vorrei sottolineare su queste pagine il gesto e le parole dell’attore Flavio Insinna rispetto al tema dei Migranti.



Insinna è noto al grande pubblico come il Capitano Anceschi nella Serie Tv Don Matteo o forse in quanto conduttore di Affari Tuoi, meglio conosciuto come il gioco dei Pacchi su Rai Uno. Un volto noto della Tv nonché attore di teatro, persona che ben sa fare il suo mestiere e che riscuote normalmente apprezzamento per le sue performance artistiche.
Recentemente Insinna ha partecipato alla trasmissione Ballarò ed ha raccontato ai telespettatori la sua scelta di donare una barca a Medici Senza Frontiere per il salvataggio dei migranti in mare (qui trovate parte della sua intervista a Ballarò). Motivando il suo gesto, ha usato alcune parole che faccio mie e che ben si sposano con la filosofia portata avanti da questo Blog.

Insinna ha affermato che, di fronte all’ennesimo naufragio, alla ennesima notizia del Tg che parla di bambini morti in mare, va bene ed è sacrosanta l’indignazione, ma non si può far finta di nulla. Mi permetto di allargare il suo pensiero (la tv spesso obbliga per esigenze di tempo a “semplificare” le argomentazioni). Insinna ci dice che non possiamo guardare e pensare nel frattempo, ma io cosa posso fare? È un problema dei Governi, ci pensassero le Istituzioni, se ne occupasse l’Europa. Nel mio piccolo anche io posso fare qualcosa. Se grazie alla mia barca posso salvare la vita di un bambino, ne sarò felice. Poi, certo, spetta alle istituzioni cercare di trovare soluzioni permanenti, ma nel frattempo devo dare il mio contributo.



Seconda frase da sottolineare: i muri vanno abbattuti fuori e dentro di noi. In sostanza, dice l’attore, abbiamo lottato una vita per abbattere il Muro di Berlino, ed oggi costruiamo società chiuse. I muri si costruiscono per non affrontare i problemi, chi invece ha coraggio i muri li butta giu, ha affermato citando Don Gallo. Parole da far leggere ai vari Matteo Salvini e Company, che vogliono costruire una Nazione impaurita e triste, una presunta oasi dentro il proprio orticello rassicurante. Condivido in pieno, alzare le mura è sinonimo di paura, e la storia ci mostra che le società più dinamiche sono quelle senza mura, valga per tutti l’esempio degli Stati Uniti, paese nato dalle immigrazioni.

Vi chiedo di seguire il mio ragionamento. Provate ad immaginare se nelle nostre città ognuno si comportasse come Flavio Insinna. Se nel piccolo delle nostre azioni quotidiane sentissimo di poter fare una visita alla vicina di 90 anni che passa le giornate da sola, di portare una coperta al barbone che vive sulla panchina al parco comunale, di donare un sorriso a chi vive un periodo difficile, di fare una donazione a quella Onlus che segue i ragazzi disabili.
Poi certo, una barca non risolve il problema, il Comune dovrebbe avere un Piano per l’Emergenza Freddo, le guerre non dipendono da noi, le Istituzioni hanno il dovere di cercare delle soluzioni. Ma il mondo può cambiare, in meglio, anche grazie al piccolo impegno di ciascuno di noi.



In chiusura. Qualcuno ha accusato Insinna di volersi fare pubblicità gratuita. Premesso che non credo ne abbia bisogno, mi sento di dire due cose. Credo nel valore del buon esempio, specialmente in questi tempi carichi di cattive notizie ben venga una bella storia di solidarietà, magari spinge altri ad imitarlo. Senza nulla togliere ai pacchi, son felice che la Tv non serva solo come passatempo ma possa svolgere un ruolo educativo, ben venga se in milioni di case oltre ai goal di Totti e Dybala arrivino idee, esempi, buone notizie.

Ho lasciato volutamente per ultimo questo punto. Come sapete sono volontario, da anni, con la Comunità di Sant’Egidio. Flavio Insinna è spesso presente al Pranzo di Natale con i Poveri a Santa Maria in Trastevere, se non sbaglio quest’anno era anche presente al Pranzo con i Carcerati a Regina Coeli. Non lo conosco di persona ma l’ho visto servire ai tavoli, scambiare due battute, portare allegria a chi si trova a vivere un momento difficile. Non l’ho visto, come fanno magari alcuni Vip da altre parti, mettersi alla luce delle telecamere per far vedere quanto è buono e quanto è bravo. Viene come un volontario, uno fra tanti che vuole fare qualcosa di utile per il prossimo.

Caro Flavio, anche grazie a te il Mondo diventerà più bello.


Mario Scelzo

martedì 9 febbraio 2016

Il Sindaco Pescatore

Ieri sera più di 7 milioni di persone hanno guardato su Rai Uno la Fiction “Il Sindaco Pescatore”, ispirata alla storia vera di Angelo Vassallo, Sindaco di Pollica (Salerno) ucciso nel 2010 da un agguato con sospetta matrice camorristica.
Il telespettatore è rimasto certamente affascinato dai paesaggi del Cilento, dalla bravura di Castellitto, da musiche intriganti ed una validissima sceneggiatura (ingredienti non sempre presenti nella Tv italiana….), ma credo che quello che abbia colpito maggiormente sia stato il racconto della vita e della attività politica di Angelo Vassallo.



La vicenda la conoscete, inutile ripercorrerla (e se non lo avete visto, guardatelo “Il Sindaco Pescatore”, vale la pena), volevo fare però alcune riflessioni in merito sia alla figura di Angelo Vassallo sia rispetto all’impegno politico e sociale, valore da recuperare in questi tempi di antipolitica.

In Italia esistono 8.046 Comuni, nella maggior parte dei casi parliamo di piccoli paesi di 1.000 – 2.000 abitanti, o di cittadine di grandezza appena maggiore. Ora, se ci immaginiamo il Sindaco di un Comune, pensiamo a Marino a Roma, a De Magistris a Napoli e così via, vorrei considerare con voi che, oltre a quei 50 Sindaci che magari possiamo conoscere almeno a livello di stampa, ne abbiamo altri 8.000 che ogni giorno compiono silenziosamente il loro lavoro. La prima riflessione che vorrei fare è che, nonostante quello che sostiene certa antipolitica, NON SONO TUTTI UGUALI, NON FA TUTTO SCHIFO, NON RUBANO TUTTI ALLA STESSA MANIERA.



Se indubbiamente la figura di Vassallo spicca per onestà e competenza, io sono convinto che l’Italia sia piena di tanti Angelo Vassallo che in maniera silenziosa operano per il bene della loro comunità, tra mille difficoltà burocratiche e finanziarie. Lancio anzi un appello, se ritenete di conoscere una storia esemplare di un bravo amministratore comunale, noi di Buone Notizie saremo ben felici di raccontarla, cercando di dare la giusta visibilità a chi opera per il bene comune nel rispetto della legalità.



Mi spingo a dire che fare il Sindaco in un piccolo Comune è più difficile che fare il Presidente del Consiglio; La storia di Angelo Vassallo è esemplare perché ci mostra la difficoltà di operare con impiegati comunali demotivati, arrampicandosi tra delibere comunali provinciali regionale e/o delle comunità montane, il coraggio di dire di no alla richiesta di condono fatta dal cognato, dall’amico di una vita, dal barista di fiducia, insomma a delle pressioni veramente vicine alla nostra vita quotidiana. Ovviamente, visto che non sono tutti uguali, alcuni amministratori sono capaci a non cedere alle pressioni, altri per codardia o proprio per disonestà non si fanno problemi ed operano nel peggiore dei modi, ai cittadini elettori il compito di giudicare.



La seconda riflessione chiama in causa la figura di Angelo Vassallo. Saranno concetti banali, ma dalla sua vita vorrei far emergere tre fattori: 1) il cambiamento è possibile a partire dalle piccole cose, 2) in ogni realtà, politica o sociale, per quanto conti l’impatto del singolo, il cambiamento si ottiene facendo squadra, costruendo una rete; 3) il cambiamento ha bisogno di tempo.
Realizzare una Isola Pedonale, organizzare la raccolta differenziata, far ripartire un depuratore, magari tre comportamenti che presi separatamente non cambiano la vita di un cittadino, al contrario se messi insieme creano un tessuto urbano migliore. Se guardiamo alla vicenda di Pollica, emerge chiaramente come Vassallo sia stato capace di fare squadra e di riunire attorno a sé una equipe di validi professionisti, persone competenti nei rispettivi ambiti lavorativi. (Dall’Avvocato al ViceSindaco, dall’Ingegnere agli amici di sempre, questo elemento emerge benissimo nella Fiction Rai). Ritengo che la politica abbia bisogno non solo di leader, ma soprattutto necessiti di strutture, quadri intermedi, persone capaci negli ambiti opportuni, e direi che spesso i partiti attuali sono troppo legati alle figure dei leader essendo invece carenti di una classe dirigente intermedia.

Vassallo è Sindaco di Pollica per 3 mandati, il cambiamento che opera nel suo Comune richiede tempo, e difatti i frutti arriveranno anno dopo anno. Personalmente credo poco alle promesse da campagna elettorale, del tipo in un mese cambia tutto, credo che ad ogni amministratore vada concesso il tempo necessario per provare ad intervenire. Diffidate da chi ha sempre la soluzione pronta ed immediata ai problemi, specie se di realtà complesse.

Grazie ad Angelo Vassallo, a chi ne mantiene viva la memoria, grazie alla Rai per aver dato visibilità a questa bella storia. La sua vita è una Buona Notizia, nonostante il finale che tutti conosciamo.


Mario Scelzo