giovedì 31 marzo 2016

Eurafrica, il Continente delle Buone Notizie.

In Africa non cambia mai nulla…una guerra dopo l’altra….quanti interessi ci sono..e chissà se i soldi che doniamo ci arrivano veramente o non se li mangiano prima .. e tanti altri discorsi da bar che possiamo ascoltare ogni giorno. Potremmo dire che regna un pessimismo generalizzato verso il Continente Nero, terra ricca di materie prime ma anche di contraddizioni, dove convivono fame e diamanti.

Eppure proprio in questi giorni ci arrivano dall’Africa alcune buone notizie che fanno ben sperare nel futuro del Continente, in particolare su queste pagine vorrei parlare di tre avvenimenti significativi: 1) Le elezioni in Centrafrica; 2) L’inaugurazione di un laboratorio di Biologia Molecolare in Mozambico; 3) Il viaggio in Africa del Presidente Mattarella. Tre fatti slegati che se però proviamo a legare con un filo comune ci mostrano un Continente vivo, dinamico, che può guardare con speranza al futuro, ed inoltre ci mostrano il valore di una alleanza intercontinentale che può portare benefici sia all’Europa che all’Africa.



Partiamo dal Centrafrica. Lo scorso 30 Marzo dopo il secondo turno di regolari elezioni tenutesi in un clima pacifico, si è insediato come nuovo Presidente il 58enne Faustine-Archange Touaderà. Di fatto, nel paese regnava da anni una situazione di instabilità, con la presenza di tutti gli stereotipi delle vicende africane: colpi di stato, governi di transizione, scontri etnici, bande tribali, infiltrazioni straniere. Di fatto nell’ultimo anno la sicurezza, almeno nella capitale Bangui, è stata garantita dai militari francesi. E proprio la diplomazia francese ha provato a scoraggiare in tutti i modi, considerandola una tappa ad alto rischio, la recente visita di Papa Francesco in Centrafrica. Come ricorderete, Bergoglio ha aperto nel Novembre 2015 il Giubileo della Misericordia proprio nella Cattedrale di Bangui, ed in seguito ha visitato la Moschea Centrale di Koudonkou, dicendo testuale  “fratelli musulmani, diciamo no all’odio nel nome di Dio”. Secondo la testimonianza dei monaci carmelitani residenti a Bangui, c’è un nesso tra la visita del Papa e la Pacificazione del Paese: è come se la gente avesse recepito le parole del Santo Padre ed abbia dato una spinta alla transizione politica. Oggi nella Capitale non si spara più, c’è un Presidente democraticamente eletto, indubbiamente non mancano le difficoltà ma ci sono ottimi motivi per sperare in un futuro migliore.



Spostiamoci in Mozambico, un paese che, dopo anni di boom economico e di relativa tranquillità, sta vivendo un momento di instabilità (per ora limitata solo ad alcune aree del paese) a causa di tensioni tra il Frelimo (partito di governo) e la Renamo (opposizione). Nonostante ciò, lo scorso  12 marzo si è inaugurato, alla presenza della ministra della Salute, il nuovo laboratorio di biologia molecolare di Chokwe, legato al centro DREAM (COSA E' DREAM? LEGGETE QUI) gestito dalle Figlie della Carità (FDLC) .
Il centro DREAM di Chokwe ha una storia molto lunga di cura dei malati di AIDS nel sud del Mozambico, grazie alla Comunità di Sant’ Egidio è stato uno dei primi ospedali nel paese a trattare i pazienti con gli antiretrovirali in una zona con la più alta prevalenza del virus HIV e oggi ha in cura più di 9.000 pazienti.
Qui il cronista lascia spazio al volontario. Io a Chokwe ci sono stato, credo due tre volte tra il 2005 ed il 2008. Di fatto è un paesone agricolo, lontano dalle rotte commerciali, posto all’incrocio di due strade. Gli edifici in muratura saranno cinquanta, si conta una banca, una chiesa, qualche struttura governativa, una specie di ristorante e poco altro. Tutto intorno una distesa di capanne,alcune più dignitose altre meno. Ricordo bene che l’Ospedale delle Suore era forse l’unica struttura cittadina con standard occidentali. Ecco, solo l’idea di realizzare in un posto del genere un laboratorio di biologia molecolare ha in sé qualcosa di eroico, ma è allo stesso tempo il segno concreto della forza di parole come solidarietà, sviluppo, cooperazione. Il Programma Dream, grazie a centinaia di centri sparsi tra il Malawi, la Tanzania, il Mozambico ed altri paesi africani, è ormai una realtà consolidata che dimostra che curare l’Aids è possibile.



Torniamo in Italia. Recentemente il Presidente Mattarella ha compiuto un viaggio di una settimana prima in Cameroun e poi in Etiopia, due dei paesi leader delllo sviluppo del Continente Nero (ebbene sì, il Pil dei paesi africani cresce mediamente del 5% l’anno, mentre in Italia dopo anni di segno meno abbiamo raggiunto un faticosissimo +0.7%). Prima di proseguire, sottolineo che il viaggio di Mattarella segue altre visite di Stato effettuate dal Premier Renzi: dopo anni di totale assenza l’Italia torna a giocare un ruolo attivo nel Continente.  Non voglio qui ripercorrere le tappe del suo tour, mi limito a sottolineare gli obiettivi principali del suo viaggio: partnership economiche tra le nostre imprese e le realtà locali, progetti comuni nella lotta al terrorismo, consolidamento di rapporti diplomatici, collaborazione sul tema dei migranti, sostegno allo sviluppo del continente. 
Mentre molti paesi europei alzano muri e lasciano l’Africa entrare nell’orbita economica cinese, l’Italia costruisce Ponti, di Pace ma anche di relazioni industriali, costruendo una rete di rapporti che, ne siamo certi, darà beneficio (economico, sociale, in termini di sicurezza) sia all’Italia che all’Africa.


Mario Scelzo

lunedì 14 marzo 2016

La Bellezza Salverà il Mondo.

Bombe, attentati, tensioni sul fronte migratorio, casi di estrema violenza nella cronaca nera. Un quadro triste e cupo ci appare quotidianamente se guardiamo un Tg o sfogliamo le pagine dei giornali, eppure anche in questo scenario è possibile scorgere alcuni segnali di umanità, dei piccoli gesti che ci aiutano a sperare in un futuro migliore.

Arte e Bellezza sono gli elementi che legano le storie (molte le trovate sui principali mezzi di informazione) che mi appresto a condividere con voi, direi che la bellezza di queste storie ci rallegra e ci rincuora come un arcobaleno dopo la tempesta.



Iniziamo dal dramma dei Migranti, in particolare soffermandoci su quanto sta accadendo ad Idomeni. Attualmente, alla frontiera tra Grecia e Macedonia, vivono in condizioni disumane più di 16.000 persone, aspettando la riapertura delle frontiere per continuare il loro viaggio verso i paesi del Nord Europa. Vite sospese in attesa delle decisioni prese (o non prese) a Bruxelles dai Paesi Europei. Solo che mentre si convoca l’ennesimo vertice e l’Unione Europa perde tempo in sterili discussioni, la vita continua. Tutti avrete visto le immagini del piccolo Bayane, il neonato figlio di una coppia di siriani scappati dalla guerra, che fa il bagno in mezzo al fango con l’acqua di una bottiglietta di plastica. Se da un lato questa immagine interroga l’intera opinione pubblica europea, che non può rimanere indifferente di fronte a tanta sofferenza (per fortuna, non tutti sono rimasti indifferenti, vi abbiamo raccontato su queste pagine l’iniziativa dei corridoi umanitari), dall’altro lato i gemiti del piccolo Bayane ci mostrano la forza prorompente della Vita, più forte di ogni limite, barriera, disagio, i suoi gemiti sono un segnale di speranza e di volontà di credere nel futuro, nonostante tutto.

Sempre ad Idomeni, l’artista cinese Ai Weiwei ha portato in dono un Pianoforte. Mi direte, cosa se ne fa gente disperata di un pianoforte? Non era meglio portare vestiti o generi alimentari? Forse, ma il gesto dell’artista cinese ha un grandissimo valore. Non solo porta bellezza ed un minimo di spensieratezza in un contesto drammatico, ma ricorda ad ognuno di noi che i migranti sono persone, con una storia, un volto, una dignità. A suonare il pianoforte c’era rifugiata siriana, Nour Al Khizam, ascoltandola suonare possiamo immaginare la sua vita a Damasco prima della Guerra, tra concerti, serate allegre, cene tra amici. 



Direi che soffermarci su questo aspetto ci aiuta a comprendere le motivazioni di chi scappa da una guerra: gente normale, che faceva una vita come la nostra, con attività e speranze, sogni e preoccupazioni, che si trova improvvisamente catapultata nell’inferno dei bombardamenti. Nour scappa dalla guerra, segue l’istinto di sopravvivenza, ma si mette in cammino anche perché vuole tornare a suonare il pianoforte e sogna per i suoi figli una vita normale, serena, tra scuola giochi e gite domenicali, potremmo dire che Nour ha i sogni di tutte le mamme del mondo, veder crescere in salute e serenità i propri figli.  Sono convinto che se i leader mondiali pensassero ai migranti non come numeri ma come persone si troverebbero rapidamente soluzioni migliori per il futuro di tanti.

Spostiamoci in Italia, esattamente a Milano. Repubblica ha raccontato la storia di Walter, “il clochard che leggeva i romanzi di Camilleri”. Walter, ex barista ora disoccupato, vive da 3 anni dormendo nel suo sacco a pelo in un portico nei pressi del Duomo, ha la passione per la lettura e spesso riceve in dono dalle persone del quartiere dei romanzi, che ama leggere. Camilleri ha saputo della sua passione per le indagini di Montalbano ed ha provveduto a far recapitare al clochard la serie completa dei suoi romanzi. «Mi hanno raccontato – racconta il Creatore di Montalbano - di una foto che mostra un clochard che legge un mio romanzo. Spesso mi chiedono a cosa serve la letteratura. Ecco questo è un bellissimo esempio. Serve, almeno per un momento, a far dimenticare il mondo che sta attorno, e a trasportarti in un’altra dimensione ».



Come sapranno i miei lettori affezionati, il Martedì Sera sono con i miei amici della Comunità di Sant’Egidio a portare la cena ai barboni alla Stazione Tiburtina, se volete approfondire ve ne ho parlato su queste pagine. Panini, coperte, bibite, per riscaldare specie in inverno il freddo della strada. Ma, senza nulla togliere all’importanza di nutrire il corpo, posso testimoniare che quello che davvero riscalda il cuore dei nostri amici è il calore della amicizia. In tanti ci aspettano per il panino ma principalmente per scambiare due parole tra amici, per passare una serata in un clima sereno e piacevole.

L’amicizia fa sì che “il barbone” anonimo diventi Walter, Antonio, Michele, Ioan, Adrian, persone che hanno bisogno di un panino ma anche di cultura, lavoro, ascolto, dignità. Non stupiamoci allora del fatto che Walter, e chissà quanti altri “clochard”, possano sognare, riflettere, evadere dalle preoccupazioni immergendosi nella lettura delle peripezie di Mimì o di Catarella, possano appassionarsi ai casi polizieschi di Montalbano o alle prelibatezze culinarie di Adelina. 


La Bellezza salverà il Mondo.

Mario Scelzo

martedì 1 marzo 2016

I Corridoi Umanitari: Una Nuova Speranza Europea.

Il ritorno del Commissario Montalbano ha incollato alla televisione 11 milioni di persone, altre erano occupate a seguire la sfida di alta classifica Fiorentina – Napoli, nei media si discute della paternità di Vendola, ai Tg le solite immagini del dramma dei migranti, nello specifico scontri alla frontiera Greco/Macedone e l’inizio dello sgombero della Giungla di Calais.
Se anche siamo solidali col dramma dei profughi, se (tranne Salvini e pochi altri) proviamo dolore nel vedere bambini costretti a scappare dalla guerra, non ci nascondiamo: di fronte all’ennesimo naufragio o all’ultimo sgombero, prevale un sentimento di abitudine e/o rassegnazione, rispetto ad una questione troppo grande per noi: finito il Tg ognuno torna alle sue attività.



Ma ieri 29 Febbraio 2016 è accaduto qualcosa di speciale, un evento che a mio parere potrebbe cambiare il corso della Storia Europea e fare di questa data uno spartiacque tra la Vecchia e la Nuova Europa; Con l’arrivo all’aeroporto di Roma Fiumicino di 93 profughi siriani sono ufficialmente partiti i Corridoi Umanitari.

Prima di scendere nei dettagli, vorrei ricordare che quando parliamo di profughi, parliamo di persone con nomi volti e storie. Da Mariam, cristiana assira che a a71 anni inizia una nuova vita, a Falak e Hussein ed i loro figli, al piccolo Dia che ad 11 anni ha già perso una gamba sotto le bombe in Siria. Ricordiamoci che quando parliamo di migranti, profughi, parliamo di persone in carne ed ossa che potrebbero essere i nostri figli, nipoti, nonni.

Vediamo ora nel dettaglio in cosa consistono i Corridoi  Umanitari. Sono frutto di un Protocollo d’intesa sottoscritto da: Governo Italiano,  Comunità di Sant’Egidio, Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, Tavola Valdese. Si tratta di un progetto-pilota, il primo di questo genere in Europa, che ha come principale obiettivo quello di evitare i viaggi con i barconi nel Mediterraneo, che hanno già provocato un numero altissimo di morti. Una Scheda della Comunità di Sant'Egidio ci spiega nei dettagli l’iniziativa, che provo a sintetizzare per i miei lettori: 
Si tratta di concedere a persone in “condizioni di vulnerabilità” un ingresso legale sul territorio italiano con visto umanitario e la possibilità di presentare successivamente domanda di asilo; I corridoi umanitari prevedono l’arrivo nel nostro Paese, nell’arco di due anni, di mille profughi dal Libano (per lo più siriani fuggiti dalla guerra), dal Marocco (dove approda gran parte di chi proviene dai Paesi subsahariani interessati da guerre civili e violenza diffusa) e dall’Etiopia (eritrei, somali e sudanesi).



L’iniziativa è totalmente autofinanziata dalle organizzazioni che lo hanno promosso, grazie all’otto per mille della Chiesa Valdese e ad altre raccolte di fondi. Non pesa quindi in alcun modo sullo Stato.
Una volta arrivati in Italia i profughi non solo sono accolti, ma viene loro offerta un’integrazione nel tessuto sociale e culturale italiano, attraverso l’apprendimento della lingua italiana, la scolarizzazione dei minori ed altre iniziative. In questa prospettiva viene loro consegnata una copia della Costituzione Italiana tradotta nella loro lingua.

Potrei continuare con i dettagli “tecnici” ma vorrei sottolineare quattro elementi che a mio parere rendono i Corridoi Umanitari non sono una bella iniziativa sporadica ma un segno concreto di speranza per il futuro dell’Europa e del Mondo.  

1.     Prima di tutto l’arrivo dei 93 siriani in Italia ci mostra che tutti possiamo fare qualcosa per cambiare il mondo, nessuno è troppo piccolo, troppo debole, inadeguato per contribuire al cambiamento. I Corridoi Umanitari “crescono” grazie al lavoro di tanti volontari e di tante associazioni che, unendo le proprie forze, hanno trovato finanziamenti, strutture, percorsi giuridici, sostegno nella pubblica opinione.

2.     Quello dei Corridoi Umanitari è un Modello Replicabile. Sottolineo che il tutto avviene nel rispetto delle Leggi Italiane ed Europee. Si mostra quindi all’Europa che è possibile trovare delle soluzioni a questioni indubbiamente complesse come quella dei Migranti. Si sottolinea l’inutilità ,e la cattiveria e l’assurdità oserei dire, di costringere i migranti a viaggiare in condizioni disumane mettendo a rischio la vita, quando è tecnicamente possibile organizzare il tutto in maniera sicura e legale.



3.     Si ricorda all’Europa la propria vocazione alla Solidarietà ed alla Accoglienza. In tanti (mi ci metto anche io) spesso vediamo una Unione Europea monopolizzata dalla burocrazia, dai cosiddetti tecnocrati, i cittadini percepiscono una istituzione fredda e arcigna, preoccupata più dei bilanci dei singoli paesi che della vita reale dei cittadini. Senza dilungarmi, direi che la vicenda del Debito Greco abbia mostrato il volto peggiore dell’Europa Tecnocrate. Al contrario, i Corridoi Umanitari ci riportano al Manifesto di Ventotene, al sogno dei padri fondatori di una Unione Europea simbolo di pace, solidarietà ed accoglienza, un Continente capace di esportare nel Mondo i suoi valori migliori, dall’Umanesimo all’Illuminismo, dalle Radici Cristiane alla Cultura Giuridica.

4.     Ultimo elemento, ma oserei dire il più importante; Aldilà del meritorio lavoro “sul campo” per garantire l’accoglienza, gli ideatori dei Corridoi Umanitari hanno realizzato (e ci auguriamo continueranno a farlo) un enorme lavoro culturale, sia studiando nel dettaglio i meccanismi legali per permetterne il funzionamento, sia solo nell’avere il coraggio di proporre e portare avanti una iniziativa di tale portata nello scetticismo e nella rassegnazione generale.

C’è una Italia che segue Salvini ed i suoi discorsi improntati all’Odio ed alla Paura per il diverso, c’è una Italia delle Associazioni e del Volontariato che sogna e lavora per un Mondo Migliore, e permettetemi, fa molto piacere sapere che il Governo Italiano sostiene ed incoraggia l’iniziativa dei Corridoi Umanitari.

Il 29 Febbraio non è una data come le altre, ma segna l’inizio di una Nuova Europa.


Mario Scelzo