lunedì 30 maggio 2016

La Marina Militare Italiana

Enorme impatto mediatico ha avuto il ritorno in Italia del Marò Salvatore Girone, il quale potrà aspettare in Italia l’esito dell’arbitrato internazionale in merito alla controversa vicenda che lo vede indagato. Pur rallegrandomi per il suo rientro, sinceramente poco condivido i toni apocalittici di certa stampa e di certa politica che parla dei due Marò come se fossero degli eroi nazionali. 
Ripeto, mi auguro abbiano un equo processo con la possibilità di vedere riconosciute le proprie ragioni, a nessuno auguro di trovarsi coinvolto in una situazione diplomatica così complessa ed intricata, ma ritengo altre siano le persone da indicare come eroi. I miei eroi sono i membri della Marina Militare Italiana che ogni giorno salvano le vite dei migranti nel Mediterraneo.



Quando si parla di un fenomeno complesso come quello della immigrazione nessuno può pretendere di avere una risposta definitiva o “esatta”. Entrano in ballo tematiche complesse, intrecci geopolitici internazionali, drammi, guerre, egoismi nazionali. Personalmente sono convinto che, attraverso politiche adeguate, una robusta cooperazione internazionale e progetti innovativi come ad esempio i Corridoi Umanitari (ne abbiamo parlato su queste pagine, raccontando sia la nascita del progetto sia degli esempi pratici di accoglienzasarebbe possibile garantire accoglienza e sostegno a chi scappa da guerre e carestie, ma comprendo che nella pubblica opinione ci sia un ampio dibattito sulle problematiche connesse al fenomeno migratorio. Provo molta rabbia nel vedere i viaggi della speranza e le morti in mare quando esisterebbero soluzioni sicure, mi auguro le istituzioni europee si decidano ad estendere il progetto dei Corridoi Umanitari.
Vorrei però mettere un punto fermo: si può discutere prima e dopo gli sbarchi, non durante. E’ legittimo discutere di quote piani e strategie, ma i valori fondanti dell’Europa (dall’Umanesimo all’Illuminismo passando per le radici cristiane) ci impongono di salvare chi rischia la vita in mare.

Se esistono e vanno rispettate le Leggi degli Stati, esiste la cosiddetta “Legge del Mare”, quella che ogni giorno rispettano marinai (civili e non), pescatori, operatori portuali. In mezzo al mare siamo tutti membri dello stesso popolo, in qualche modo il mare “annulla” lo status sociale che ci portiamo dietro ogni giorno. Son convinto che la legge del mare sia vissuta dai pescatori non come un obbligo, ma come una sorta di imperativo morale: l’acqua ci rende fratelli, non è possibile negare il soccorso a chi sta annegando davanti ai nostri occhi.
Se pensate che sia giusto cannoneggiare le barche dei migranti, se ritenete che dobbiamo “blindare” le nostre frontiere marine, vi consiglio di smettere di leggere questo articolo ma sinceramente non capisco come poi riusciate la notte a prender sonno.



Fatta questa lunga premessa, vorrei su queste pagine elogiare il lavoro prodigioso della Marina Militare Italiana, che da alcuni anni è attiva con impegno e dedizione nel salvataggio dei migranti. In tanti abbiamo visto nei giorni scorsi le immagini dei nostri marinai italiani mentre si prodigavano nel tentativo (in gran parte riuscito) di soccorrere una barca con centinaia di migranti. Ogni migrante ha un volto ed una storia, come quella della piccola Favour, la bambina di 9 mesi che nel drammatico naufragio dei giorni scorsi ha perso entrambi i genitori. Favour potrebbe essere nostra figlia, nostra nipote, e come i nostri figli ha diritto ad un futuro.

In seguito al terribile naufragio del 3 Ottobre 2013 che ha causato la morte di almeno 366 persone a poche miglia dalle coste di Lampedusa, il Governo Letta mise in campo la missione di salvataggio “Mare Nostrum”. Secondo alcune stime, Mare Nostrum ha salvato la vita o comunque garantito un aiuto in caso di necessità a circa 140.000 migranti. Ritengo Mare Nostrum sia stata una pagina gloriosa della nostra Storia Nazionale, credo di non essere il solo ad avere questo pensiero.
In seguito a divergenze politiche, sia interne che riguardanti il rapporto con gli altri paesi europei, Mare Nostrum è stato sostituito dalla Operazione Triton, di fatto una iniziativa europea ma a guida italiana. Ci sono alcune differenze tra Mare Nostrum e Triton, ma di fatto è come se negli ultimi anni la Marina Italiana avesse assunto come suo “carisma” quello del salvataggio dei migranti.



'Ho visto molti bambini, accuditi dal nostro personale, disegnare nel ponte garage -racconta l'ammiraglio Vianello- e mi porto dentro tante storie''. Una su tutte resta impressa nel profondo, perché è la cifra di tutta una notte di lavoro per strappare uomini e donne dalla morte: ''Mi rimarrà impresso il recupero di un barcone di eritrei che abbiamo rimorchiato nel bacino di nave San Giorgio. Quando sono entrati, hanno cominciato ad applaudire tutti. Era il loro 'grazie' per chi aveva sfidato tutto per salvarli dalla morte negli abissi''.

Tante storie si potrebbero raccontare. Da contribuente vorrei dire che sono felice che parte tasse che pago sia destinato ad attività di salvataggio in mare. Da cittadino vorrei solo dire grazie agli uomini della Marina, ai nostri eroi che ogni giorno salvando delle vite salvano il mondo intero.


Mario Scelzo

domenica 22 maggio 2016

Da Sassuolo a Frosinone, il Calcio Sano di Provincia.

Il Calcio è lo sport più amato dagli italiani. Milioni di bambini sognano o hanno sognato negli anni di diventare i nuovi Baggio, Totti, Rivera o Del Piero. Eppure quello che in passato era un gioco oggi appare sempre più come un ricco prodotto di marketing, condizionato sempre più da lobby ed interessi commerciali, e troppe volte il mondo degli ultras e delle curve sale agli “onori” della cronaca “grazie” a risse, scontri, bande di “tifosi” che prendono in ostaggio intere città.

Sono un tifoso abbastanza accanito della Maggica Roma, ma confesso che a volte mi passa la voglia di seguire il Calcio, dovendo inseguire le partite tra l’anticipo del Venerdì ed il posticipo del Lunedì ed ascoltando le notizie dell’ennesimo episodio di violenza; Credo sia un sentimento comune a molti tifosi, costretti ad interessarsi di ordine pubblico e fatturato, calendari e bilanci aziendali. Proprietari arabi che comprano squadre in Inghilterra come se fossero una scatola di cioccolatini, giocatori srtapagati, risultati sportivi quasi del tutto condizionati dai bilanci: vince chi ha il fatturato migliore e/o alle spalle lo sceicco più spendaccione.



Eppure ogni tanto ci sono alcuni episodi che ci ricordano la bellezza di questo sport (penso alla favola del Leicester o a Florenzi che segna e corre ad abbracciare la nonna in Tribuna) e che ci aiutano a ricordare come l’importante non sia vincere o perdere, ma fare bella figura di fronte al proprio pubblico e saper trasmettere esempi positivi specialmente per i più giovani. Oggi vorrei parlarvi del Sassuolo e del Frosinone, in maniera diversa due squadre esemplari, che in questo campionato hanno stupito il pubblico, sia in campo che fuori.

“... Se mi porti squadre che non valgono un c... Non fra due o tre anni non c'abbiamo più una lira… se.. fra tre anni se c'abbiamo Carpi… Frosinone, chi c... li compra i diritti”. Queste parole del Vicepresidente di Lega Claudio Lotito sono state il “benvenuto” per la storica promozione del  Frosinone in Serie A: una piccola squadra non porta tanti tifosi e “deprezza” il prodotto televisivo. In tanti (me compreso) avevamo previsto la retrocessione, poi avvenuta, dei canarini ciociari, ma quasi nessuno si sarebbe immaginato una retrocessione avvenuta a testa alta. Il Frosinone è stato in piena corsa per la salvezza fino a pochissime giornate dalla fine, e pur con una rosa indubbiamente poco competitiva per la massima serie, si è spesso distinto con ottime prestazioni corali. 
Basti solo ricordare  che la compagine ciociara ha fatto punti sia allo Juventus Stadium sia contro il Milan a San Siro, e qui i leoni giallazzurri sono stati fermati solo da un rigore “controverso” a favore del Milan. Basti segnalare che il bomber Daniel Ciofani, dopo una vita passata nelle serie minori, ha segnato 9 goal in questo campionato, uno in più ad esempio di Edin Dzeko, quello che doveva essere l’Attaccante Scudetto per la Roma e che si è rivelato, ahimè, un discreto bidone. (ricordo che Ciofani guadagna 200.000 euro l’anno, Dzeko 4.5 milioni di euro l’anno).



Lo scorso 8 Maggio proprio una sconfitta interna col Sassuolo ha condannato i ciociari alla retrocessione, ma ha suscitato ampia sorpresa la reazione dei tifosi, che hanno applaudito i loro beniamini, retrocessi ma a testa alta dopo aver disputato un gran bel campionato. Una nota di merito per il pubblico ciociaro; i tifosi del Frosinone si sono distinti sia per aver riempito sempre il Matusa (da notare che il Frosinone ha ottenuto la maggior parte dei suoi punti davanti al pubblico di casa), sia perché non si hanno notizie di scontri che li hanno visti coinvolti durante la stagione.
Da sottolineare il comportamento del Presidente Stirpe, sempre vicino alla squadra, che ha resistito alla tentazione di esonerare l’allenatore Stellone, “eroe” che ha guidato la squadra ciociara dalla Serie C alla Serie A. Dopo 7 anni le strade sembrano ora dividersi tra il Frosinone e Stellone, ma i ciociari retrocedono a testa alta, forti dei loro tifosi, di una proprietà solida e stimata, del progetto di un nuovo stadio e della simpatia conquistata negli stadi di tutta Italia.

Dal Frosinone ci spostiamo al Sassuolo (ps. Ringrazio Valentina Spezzani – Vally Spezzani su Twitter per le numerose informazioni che mi ha fornito), ormai non più una sorpresa nella massima serie, eppure sorprendente, scusate il gioco di parole, è stato il risultato ottenuto. Grazie ad un meritatissimo sesto posto, il Sassuolo accede ai Preliminari di Europa League. La squadra allenata da Eusebio di Francesco ha preceduto in classifica rivali come il Milan e la Lazio, solo per citarne alcune, squadre con una storia di successi internazionali (beh…più la prima della seconda!), con una maggiore disponibilità economica derivante sia dalla consistenza delle tifoserie sia dalla ripartizione dei diritti televisivi, che appunto “premiano” le squadre più seguite dal pubblico.


Il Sassuolo del Patron Squinzi è alla terza stagione nella massima serie, e tranne una rapida parentesi, è guidato da anni dal mister Eusebio di Francesco, ex ala della Roma di Zeman che dal “maestro” boemo ha appreso gli schemi offensivi coniugandoli con una notevole solidità difensiva. A detta di molti osservatori il Sassuolo gioca il più bel calcio del Campionato, fatto di scambi in velocità, tagli degli attaccanti, centrocampisti abili sia nell’inserimento sia nelle coperture difensive, una notevole capacità di cambiare gli interpreti senza perdere l’identità di gioco. 
In questa stagione il Sassuolo ha sconfitto la Juventus, il Napoli, l’Inter, la mia Roma ha faticosamente ottenuto un pareggio all’Olimpico grazie ad una prodezza di Totti “aiutato” da una svista arbitrale.
Una società seria, un progetto di gioco, investimenti oculati, una società capace di valorizzare i giovani, da Zaza a Berardi, da Politano a Pellegrini solo per citarne alcuni. Cito Politano come esempio: la Roma lo ha ceduto in prestito al Sassuolo, con diritto di riscatto (poi esercitato) a favore dei neroverdi prefissato a 3.5 milioni di euro; La stessa squadra che negli ultimi anni ha speso 4.5 milioni per il prestido di Ucan, 8 milioni per Iago Falque, 25 per Iturbe, ne spenderà 13 per El Shaarawy, si lascia scappare per due lire (in relazione ai budget sportivi) magari non un fuoriclasse ma certamente un giocatore di valore che a mio parere non avrebbe affatto sfigurato nella rosa giallorossa. La differenza è che Politano a Sassuolo ha trovato un ambiente ottimale per la crescita dei giovani, magari a Roma alla prima partita sbagliata lo avrebbero rispedito in tribuna.



Da sottolineare il discorso relativo alla tifoseria; i supporter neroverdi si sono distinti per correttezza e passione, non si ricordano scontri o contestazioni che li vedono coinvolti. In modo particolare, Il Sassuolo Calcio  è partner di “Stadio aperto senza barriere”, un progetto promosso e finanziato dalla società Mapei Stadium Srl, in accordo con Lega Serie A, Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, Prefettura e Questura di Reggio Emilia, Comune di Reggio Emilia e Commissione Provinciale di Vigilanza, con lo scopo di rendere sempre più vivibile e sicuro l’impianto, trasformandolo in luogo di aggregazione e di tifo sano e sportivo basato su educazione e rispetto delle regole.
Il progetto ha previsto una serie di interventi a partire dalla rimozione delle reti e delle strutture di protezione e separazione del terreno di gioco dalle gradinate retro porta dove sono normalmente presenti le tifoserie delle squadre. Non a caso al Mapei Stadium è facile vedere tra il pubblico bambini e famiglie intere, lo Stadio viene percepito come un luogo di aggregazione e passione “sana”, non si corrono rischi nel portare allo Stadio i propri figli; dovrebbe essere la normalità, purtroppo in molti stadi d’Italia la sicurezza di grandi e piccini non appare molto garantita.

Una menzione finale anche per il Carpi, il Chievo Verona, l’Empoli, in misura diversa protagonisti di una ottima stagione. Un ringraziamento al calcio sano di provincia che ci ricorda la bellezza di questo gioco. L’augurio che faccio da tifoso ed appassionato è che in futuro potremmo parlare sempre più di colpi di tacco e coreografie e sempre meno di bilanci aziendali e scontri tra tifoserie.


Mario Scelzo

mercoledì 11 maggio 2016

Le Unioni Civili, una Buona Notizia.

A volte le Buone Notizie arrivano dalla Politica, e chi scrive ritiene l’approvazione odierna alla Camera del Ddl Cirinnà sulle Unioni Civili una Buona Notizia. Questa legge avvicina l’Italia ai principali paesi europei in tema di tutela dei diritti, dando la possibilità a numerose coppie già esistenti di vedere riconosciuta la propria unione.

In Germania una legge sulle Unioni Civili esiste dal 2001. In quasi tutti i paesi europei le unioni civili (o veri e propri matrimoni, la situazione cambia da paese a paese) sono una realtà da 5 o più anni, L’Italia era fino ad oggi 11 Maggio 2016 l’unico dei paesi fondatori della Unione Europea a non avere una legge in materia.



E’ un dato di fatto che una legge così controversa e così desiderata viene approvata non dai governi di centrodestra, non dalle coalizioni di centrosinistra “doc” (quelle dell’Ulivo per capirci), ma dal Governo Renzi, un Governo di Coalizione tra il Pd, il Nuovo Centrodestra e Scelta Civica. Non vogliamo su queste pagine fare propaganda politica, ma è innegabile che a volere fortemente la legge sia stato il Partito Democratico, con il Premier/Segretario Renzi che si è speso in prima persona per superare i numerosi ostacoli sul cammino della approvazione finale. Non possiamo non sottolineare il grandissimo lavoro di Monica Cirinnà, relatrice del disegno di legge, che da anni si batte nelle aule del Parlamento in difesa dei diritti delle Coppie Gay.

Saranno almeno 20 anni che nel nostro paese si discute della possibilità di concedere dei diritti alle coppie omosessuali. Dai Pacs ai Dico, ai Didore ai contratti di convivenza, puntualmente ogni percorso legislativo restava impantanato tra infinite discussioni, blocchi, veti, il percorso a gambero tra Camera, Senato, Camera e così a seguire. Seppur a parole il “clima” verso le unioni civili era di maggiore disponibilità, da sinistra ma anche da parte del centrodestra e di alcuni ambienti cattolici, concretamente 20 anni di discussioni non hanno portato ad alcun risultato concreto. Potrei approfondire ma chiunque sia un minimo informato sa bene di cosa parlo. Proprio per questo, trovo del tutto inutili ed infondate le critiche in merito all’utilizzo dello strumento della fiducia: dopo 20 e più anni di discussioni, era giusto accelerare per arrivare al compimento di un percorso.



Per chi scrive c’è un aspetto fondamentale che rende questa una ottima legge in quanto migliora la condizione di vita di migliaia, o centinaia di migliaia di persone: le coppie gay già esistono. Quello che voglio dire è che non è una legge a “creare” la coppia, la legge in qualche modo certifica una realtà esistente ed abbastanza diffusa, concedendo diritti a chi fino ad oggi non ne aveva. Partendo da questo punto di vista, sinceramente faccio fatica a capire chi parla di assedio alla famiglia, di crollo dei valori, di mondo alla rovescia. Piaccia o no ad Adinolfi o Gandolfini, migliaia di coppie gay, nonostante i loro strali, già convivono, hanno un progetto di vita comune, hanno sogni, desideri, passioni, gioie e dolori comuni come qualsiasi altra coppia, e da oggi si vedono riconosciuta (o almeno hanno la possibilità di vedere riconosciuta) la propria unione.

Personalmente, ritengo questo disegno di legge una giusta mediazione tra differenze forze politiche e tra le “esigenze” della società. Molti sondaggi affermano che la maggioranza degli italiani sia favorevole al riconoscimento delle Unioni Civili ma nutra grosse perplessità (come le nutre chi scrive) sulla adozione da parte della coppia, su pratiche come l’Utero in Affitto e la Maternità Surrogata. Ci sarà tempo in futuro per continuare la discussione, eventualmente per apporre modifiche alla legge, ma almeno oggi abbiamo dei punti fermi.



Per continuare l’articolo sono costretto a lasciarmi andare a valutazioni politiche personali, condivisibili o meno, ma a mio parere necessarie per comprendere il percorso che ha portato alla approvazione finale. Come già scritto, la legge è stata fortemente voluta dal Partito Democratico, ma sottolineo che senza l’appoggio del Nuovo Centrodestra e di Scelta Civica non ne sarebbe stata possibile l’approvazione. Non sono un grande fan di Alfano e di Ncd, ma riconosco a loro di aver mostrato maturità e capacità di giudizio; insomma si può essere un partito vicino ai principi cattolici senza per questo negare dei sacrosanti diritti alle coppie gay. In qualche modo Ncd ottiene una “vittoria”, costringendo il Partito Democratico a togliere la stepchild adoption dal disegno di legge iniziale.

Tutto sommato comprendo la posizione di Sel, forza che storicamente è vicina alle battaglie del mondo Lgtb, che pur non approvando il ricorso alla fiducia e pur parlando di legge annacquata, vota a favore del provvedimento perché, parole di uno dei suoi leader Fratoianni: “da troppo tempo troppe persone aspettano di vedere riconosciuti i loro diritti.”
Mi complimento con deputate di centrodestra come la Carfagna e la Prestigiacomo che, in opposizione al loro partito di appartenenza, hanno votato a favore del provvedimento, dimostrando che su certi temi si può collaborare e soprattutto pensare al bene del paese e non alla “contesa” politica quotidiana.

Sono al contrario sinceramente deluso dall’atteggiamento vergognoso, e direi offensivo nei confronti delle coppie gay, tenuto nel corso di tutto il percorso parlamentare, da parte del Movimento 5 Stelle, che prima si è dichiarato favorevole al provvedimento, poi, in maniera controversa e poco chiara, si è tirato indietro senza alcuna motivazione valida, se non quella di tentare di fare un dispetto al Partito Democratico. Su questa singola vicenda, il Movimento ha mostrato chiaramente di aver più interesse alla propria “lotta” contro Renzi che alla volontà di garantire diritti alle Coppie Gay.


In conclusione, mi auguro che uno dei prossimi atti del Parlamento sia l’approvazione alla Camera del disegno di legge sullo Ius Soli. Ne abbiamo già parlato su queste pagine, si tratta di una norma di civiltà che concederebbe la cittadinanza italiana a centinaia di migliaia di bambini, nati e cresciuti in Italia ma da famiglie immigrate, che parlano italiano, tifano le squadre italiane, ascoltano la musica italiana. Il Senato ha già approvato il provvedimento, manca solo il passaggio (si spera senza intoppi, la maggioranza è solida) della Camera per far sì che Omar, che ascolta Tiziano Ferro, va in giro con la maglietta di Totti e guarda in Tv le Iene o Il Commissario Montalbano, sia cittadino italiano come il suo compagno di banco.

Mario Scelzo

sabato 7 maggio 2016

A Londra nasce il nuovo umanesimo europeo.

 “… tutto ciò che oggi accade in Europa, in Eurabia, è Contro Ragione. Illudersi che esista un Islam buono e un Islam cattivo ossia non capire che esiste un Islam e basta, che tutto l'Islam è uno stagno e che di questo passo finiamo con l'affogar dentro lo stagno, è contro Ragione. Non difendere il proprio territorio, la propria casa, i propri figli, la propria dignità, la propria essenza, è contro Ragione…”. Questo scriveva la Fallaci dopo gli attentati dell’11 Settembre, e in tanti hanno citato le sue parole dopo gli attentati di Parigi dello scorso Novembre, pensiamo solo al sobrio (si fa per dire) titolo scelto da Libero a commento della giornata: “Bastardi Islamici”.



Eppure oggi possiamo affermare con convinzione che Oriana Fallaci aveva torto ed ha sbagliato quasi tutte le sue previsioni. Non lo dico io da commentatore “buonista”, direi che ce lo dice la Storia con una delle sue tante sorprese che ribaltano previsioni e pregiudizi. L’elezione a Sindaco di Londra del laburista Sadiq Khan, primo sindaco musulmano di una grande capitale europea, è una buona notizia ed appunto una sorpresa della Storia, che smentisce le profezie della Fallaci, tanto enfatizzate da molti politici e commentatori italiani.

Londra non è una città qualsiasi; è riduttivo chiamarla Capitale del Regno Unito, a detta di molti è una delle due-tre città Capitali del Mondo, a mio parere è certamente la città europea più importante e rappresentativa, centro della grande finanza internazionale ma anche cuore pulsante della cultura, dello sport, della musica, della innovazione. Londra ha, a detta di chi scrive, una marcia in più per essere una Metropoli che con sapienza è riuscita negli anni a far convivere le tradizioni british (la regina, le cabine telefoniche rosse, il tè delle cinque  etc…) con un clima multietnico (secondo l’ultimo censimento il 55% dei residenti sono “non bianchi britannici”. Oggi probabilmente non esiste più il londinese medio, quello che va in giro con ombrello e bombetta e la città si presenta come la capitale europea del melting-pot, dove si possono incontrare studenti italiani nei pub, manager russi allo stadio, gruppi di pakistani che giocano a Polo nei numerosi parchi cittadini.



Per chi conosce un minimo Londra, non stupisce la scelta di un Sindaco Musulmano. Nel senso che nella scelta del Primo Cittadino hanno influito (come è giusto che sia) il programma, le proposte, il curriculum, il partito di provenienza e non il credo religioso. Ora chiudete gli occhi ed immaginate un candidato Sindaco Musulmano a Milano, con relativa campagna mediatica di Salvini e soci. Oppure immaginate un candidato sindaco musulmano a Roma e le grida spaventate non so di un Adinolfi che parlerebbe di Chiesa sconfitta, del crollo dei nostri valori, di invasione alle porte, trovando certamente un nesso tra il sì alle unioni civili ed i barbari alle porte. (proprio mentre scrivevo queste righe, la candidata sindaco a Roma Giorgia Meloni ha espresso via twitter il suo disappunto per “l’islamizzazione dell’Europa”).

Sadiq Khan verrà giudicato dai suoi elettori per quanto sarà in grado di fare, e non per il suo credo religioso. La sua elezione però conferma che esiste un Islam Moderato, e rafforza le tesi di chi sostiene che è impossibile generalizzare e dire che tutti i musulmani sono terroristi. Ovvio, esiste un terrorismo di matrice islamica che va combattuto (come, va detto, esistono forme di estremismo “cattolico”), ma si tratta di una netta minoranza della popolazione islamica; Non si possono “condannare” un miliardo e più di persone per colpa di alcuni terroristi, che, ripeto, vanno fermati. Il Mondo Islamico è variegato e complesso, dalla Tunisia all’Indonesia esistono mille sfaccettature diverse e sinceramente stupisce in negativo la facilità con cui alcuni commentatori sintetizzano il complesso e variegato mondo islamico.



Il neo Sindaco ha definito la sua affermazione come la vittoria "della speranza sulla paura e dell'unità sulle divisioni". Vorrei sottolineare la coincidenza temporale tra la vittoria di Khan ed il discorso di Papa Francesco ai leader europei dopo aver ricevuto il Premio Carlo Magno. Il Papa ha prima ricordato le nobili origini del percorso europeo, creato su sentimenti come audacia, accoglienza, speranza, integrazione; ha poi sottolineato però come attualmente l’Europa abbia smarrito i suoi valori, per poi concludere: “sogno un nuovo umanesimo europeo, un costante cammino di umanizzazione, cui servono memoria, coraggio, sana e umana utopia. Sogno un’Europa giovane, capace di essere ancora madre: una madre che abbia vita, perché rispetta la vita e offre speranze di vita. Sogno un’Europa che si prende cura del bambino, che soccorre come un fratello il povero e chi arriva in cerca di accoglienza perché non ha più nulla e chiede riparo”.

La Gran Bretagna non si può definire uno dei paesi guida del percorso della Unione Europea, ma proprio quei valori “europei” citati da Papa Francesco hanno reso possibile la crescita e la formazione, prima lavorativa e politica poi, del neo sindaco di Londra. Un bambino figlio di immigrati che diviene Sindaco di una delle città più importanti del mondo è un bel segnale della forza concreta di parole come accoglienza, solidarietà, integrazione.

E’ interessante in chiusura notare come il musulmano Khan sia contrario alla Brexit. Londra ha bisogno dell’Europa e l’Europa ha bisogno di Londra, che a mio parere sarebbe una ottima Capitale dei Paesi Uniti d’Europa. Il nuovo umanesimo europeo inizia oggi da Londra? Ne saremmo felici.

Mario Scelzo