venerdì 17 giugno 2016

La Casa dell'Amicizia.

L’amicizia è un sentimento che riscalda, metaforicamente ma anche concretamente, la vita delle persone che vivono per strada. La storia che mi appresto a raccontarvi è quella di quattro persone che, sostenute dal sostegno e dall’affetto dei volontari della Comunità di Sant’Egidio, un anno fa dormivano tra i binari della Stazione Termini ed oggi hanno una loro vita autonoma in un appartamento. E’ una storia che conosco personalmente in quanto sono uno dei tanti volontari che ha aiutato il percorso dei nostri quattro amici, ma a tutela della loro privacy cambierò alcuni nomi, date, indicazioni geografiche

Ogni volta che Marco incontrava Antonio, uno dei senza fissa dimora ospite della struttura di “Emergenza Freddo” della Comunità di Sant’Egidio, gli diceva…allora…il Cagliari torna in Serie A!, ma Antonio…aspettiamo la matematica! Poi, a promozione raggiunta, Marco dice….allora? ora possiamo festeggiare? E Antonio… ma io veramente non ho mai avuto dubbi!



Antonio, Michele, Thomas e Bruno sono arrivati al Rifugio di Palazzo Leopardi (da qui in poi così chiameremo la struttura della emergenza freddo) con storie personali diverse: il lavoro che manca all’improvviso, dissidi familiari, storie di immigrazione, depressione. Ognuno di loro (insieme ad altri 8 ospiti, per un totale di 12) ha ricevuto un invito dai volontari di Sant’Egidio: un posto al caldo durante i mesi invernali. Certo, una struttura temporanea coi letti a castello, con l’entrata alle 20 ed uscita obbligatoria entro le 8 del mattino, una soluzione provvisoria utile per superare le rigidità invernali, per avere una base, la possibilità di lavarsi, avere un pasto garantito.

Nella struttura di accoglienza (finanziata in gran parte dal Mangiarotti and Friends) si alternano durante l’inverno numerosi volontari (tra cui il sottoscritto), e l’amicizia quotidiana diviene uno stimolo per ripartire. Oggi purtroppo è drammaticamente facile finire per strada: un matrimonio andato male, una azienda che chiude ed in poco tempo si può passare dalla agiatezza all’indigenza. Tra una battuta sul calcio (nel gruppo della convivenza abbiamo un laziale, un romanista, un milanista ed un cagliaritano), una parola di conforto, una discussione di politica e/o sui massimi sistemi, l’inverno passa in fretta e lascia spazio alla primavera.

La primavera è simbolo di rinascita, e supportati dall'amicizia i nostri amici rinascono, anche grazie a dei corsi di formazione professionale organizzati da alcuni volontari. Per farla breve, Antonio ottiene un diploma da operatore socio-sanitario, Bruno riprende a compiere qualche lavoretto da carpentiere e così anche gli altri.



La formazione professionale, un letto caldo, un cambio di vestiario, tutto utilissimo, ma, e sono proprio i nostri amici a dircelo, quello che davvero li ha rimessi in piedi è l’aver incontrato qualcuno che ha avuto fiducia di loro anche quando erano in pessime condizioni. Una mano amica che ti porta un panino quando dormi alla stazione e le Istituzioni si dimenticano di te, una parola di incoraggiamento quando attorno a te vedi solo disperazione e porte chiuse, una persona che si ricorda del tuo compleanno quando credi di essere invisibile, son queste le vere medicine per “guarire” dalla vita di strada.

La struttura dell’emergenza freddo è in convenzione col Comune di Roma e per problemi burocratici è costretta alla chiusura nel mese di Giugno, qui però entra in ballo un anonimo benefattore, che conosce la situazione degli ospiti e mette a disposizione, a titolo gratuito, un appartamento. I quattro, che nel frattempo sono diventati amici, accolgono con gioia e gratitudine l’offerta, garantendo allo stesso tempo (grazie ai lavori che da poco hanno iniziato) il pagamento delle bollette e delle spese correnti. Poi, l’amicizia è una rete enorme di protezione e sostegno, quindi, la casa non è arredata ma in pochi giorni chi rimedia un divano, chi una televisione, chi una libreria, chi una lavatrice, ed a Giugno i nostri amici sono pronti per iniziare la loro nuova vita, in una casa con le mura rese ancor più solide dalla forza della amicizia.


Mario Scelzo