giovedì 11 agosto 2016

Donne e Olimpiadi

Alcune rapide considerazioni sui Giochi Olimpici. Fa piacere, ad un blog che si occupa di Buone Notizie, notare che in questi giorni siamo tutti presi dalle vittorie o sconfitte dei nostri atleti, mentre ci rapisce la bellezza dello scenario di Rio de Janeiro con le sue spiagge e colline. Le nazioni si combattono, ma sui campi di gioco e non tramite le armi.  Questo non vuol dire che lo scenario internazionale si sia improvvisamente pacificato, è sempre vivissimo il dramma siriano in particolare nella città di Aleppo, ma il terrorismo che nel mese di Luglio aveva dispiegato tutta la sua forza del male nelle città europee  sembra per fortuna “distratto” dai giochi olimpici. I valori dello sport (sacrificio, sudore, tenacia, lotta, resistenza) stanno avendo la meglio sugli pseudovalori propagandati dal terrorismo.




Sembrerebbe quasi sia stata ripresa l’antichissima tradizione greca della Tregua Olimpica, quando le città elleniche sospendevano ogni attività bellica per consentire un sereno svolgimento della attività sportiva.
Tante sono le belle favole di questi giorni, basti solo pensare alla nuotatrice siriana Yusra Mardini, sbarcata circa un anno fa come profuga sull’Isola di Lesbo ed in questi giorni in gara a Rio sotto la bandiera del team olimpico dei rifugiati.

Mi hanno però colpito due gesti simbolici provenienti dal mondo della scherma, esattamente dal fioretto femminile. L’atleta tunisina Ines Boubakrì ha conquistato la medaglia di bronzo (prima atleta africana a vincere una medaglia nella disciplina del fioretto) ed ha dedicato la sua medaglia a tutte le sue connazionali, “alle ragazze, a tutte le donne tunisine e arabe, che occupano un ruolo importante nella società”. Mi sembra una dedica di altissimo valore simbolico, le donne hanno un ruolo fondamentale in ogni società ma direi forse lo hanno ancor di più nelle società arabe. Quando parliamo di Isis, guerre e terrorismo, di solito parliamo di conflitti generati e gestiti da uomini (questo vale anche per il Mondo Occidentale), la donna porta con sé un ruolo di pacificazione, ed in qualche modo i paesi arabi dove la donna è più libera ed emancipata sono quelli che più si avvicinano ai valori fondanti le moderne società occidentali.



La Tunisia, il paese della medagliata, è una delle nazioni guida della Primavera Araba. Tra mille difficoltà la democrazia sta sempre più prendendo piede nel paese (che non a caso è vittima del terrorismo dell’Isis, in quanto un “cattivo esempio” per chi propone un Islam Radicale). Mi limito a ricordare che la Presidente dell'associazione degli imprenditori, Wided Bouchamaoui, è una delle quattro componenti del “Quartetto per il Dialogo”, vincitore dell’ultimo Premio Nobel per la Pace, una donna in un ruolo chiave della società tunisina.

Veniamo alla nostra Elisa Di Francisca. La fiorettista di Jesi non è riuscita a bissare l’Oro Olimpico di Londra ma, al termine di una combattutissima finale contro la russa Deriglazova, ha ottenuto una pregevolissima medaglia d’argento. Prima di salire sul podio ha mostrato una bandiera europea: "L'Europa esiste ed è unita contro il terrorismo. Perché solo essendo uniti possiamo superare tante barriere e non fare quello che vogliono loro, cioè chiuderci in casa", ha spiegato l'azzurra. "Noi non siamo come loro, dobbiamo amare e non avere paura. Non dobbiamo fare il loro gioco, il terrore non vincerà".
Sono parole importanti, alle quali mi associo, che testimoniano l’intelligenza e l’umanità della nostra atleta. Altri atleti, di fronte ad inaspettate sconfitte, si sono lasciati andare a ripicche, rancori, polemiche con la stampa. Elisa, che in qualche modo poteva essere delusa dalla mancata vittoria, ha preferito far parlare la bandiera dell’Europa ed i suoi valori di Pace ed Uguaglianza.

Elisa, per me hai vinto. Lo Sport ha Vinto.


Mario Scelzo

lunedì 1 agosto 2016

Buone Notizie contro il Terrorismo 2.0

Le Buone Notizie possono essere un antidoto al Terrorismo e possono aiutarci a costruire un argine contro il Male, ed è anche una responsabilità dei Media quella di tenere basso il livello di ansia della opinione pubblica. Questa la tesi di fondo di quanto leggerete su queste pagine.
Luglio è stato un mese tragico. Dalla strage di Dacca, all’incidente ferroviario in Puglia, passando per Nizza, Monaco, dal tentato golpe in Turchia al barbaro attentato nella Chiesa di Saint-Etienne-Du-Rouvray in Normandia (senza contare i numerosi falsi allarmi). I media hanno raccontato quasi ogni giorno le ultime novità relative a questi cruenti fatti di sangue, che hanno sempre più portato smarrimento e paura nella opinione pubblica.





A mio parere, siamo di fronte a quello che si potrebbe chiamare Terrorismo 2.0. In pratica è come se attorno al terrorismo “organizzato” dell’Isis si stessero coagulando tante personalità già di per se fragili ed ai margini della società, che vedono nel richiamo alla Guerra Santa una specie di giustificazione alle loro patologie. Dalla Germania alla Francia, abbiamo visto in questi giorni come alcuni giovani abbiano compiuto atti di terrorismo/follia senza una particolare preparazione, e questo è ancor più preoccupante visto che la nostra società avanzata ed ipertecnologica è potenzialmente in balia del primo matto che si sveglia con intenzioni bellicose; pensiamo a quanto successo a Monaco di Baviera, un ragazzino problematico, che magari andava aiutato e curato adeguatamente, ha tenuto in scacco una nazione intera prima di togliersi la vita.




Ad Agosto, abbiamo bisogno di voltare pagina e di riconquistare serenità e fiducia verso il futuro. Per fortuna, la fine di Luglio ci ha regalato alcune buone notizie che possono aiutarci ad intravvedere un periodo di maggiore serenità. Dalla GmG di Cracovia, alle comunità musulmane in Chiesa, dalle prime Unioni Civili alle prossime Olimpiadi, credo siano numerosi i fattori che ci donano speranza.
Vorrei prima di tutto dire una parola sui Media, tema a me caro visto che ci lavoro. Ritengo di grandissima importanza le parole che il Presidente Mattarella ha utilizzato durante la cerimonia di consegna del “Ventaglio”.




«Talvolta – ha detto il presidente – i media cedono alla tentazione di voler spiegare in tempo reale gli avvenimenti, in luogo di narrarli, cercando nello smarrimento della gente, nei frammenti di immagine, in testimonianze, rese talvolta sotto choc, conclusioni destinate sovente a rivelarsi fallaci alla luce dei fatti. Conclusioni che comunque, conquistando diritto di cittadinanza, nel moto, labile e perpetuo, dell’informazione, incidono nella formazione delle opinioni. Non può valere in questo caso il detto “the show must go on”, perché non si tratta di spettacolo bensì della vita e del futuro delle persone. Forse sarebbe opportuno, peraltro, ricercare il punto di equilibrio con l’esigenza di evitare che la ripetitività fuor di misura di immagini di violenza possa provocare comportamenti emulativi. Quegli stessi comportamenti che il web, pur tra tanti benefici, talvolta sembra suggerire, offrendo una platea sterminata ai predicatori di odio». Parole che condivido dalla prima all’ultima e che mi auguro siano una bussola per i Media. Titoli del tipo “Bastardi Islamici”, frasi ad effetto ed offensive tipo quelle che spesso usa Salvini (recentemente ha paragonato la Boldrini ad una bambola gonfiabie) altro non fanno che amplificare il disagio e la conflittualità sociale.

Torniamo alla attualità ed alla lettura dei segni dei tempi. Nonostante il clima mondiale cupo, Papa Francesco è riuscito a radunare a Cracovia un milione di giovani, ed a loro ha rivolto parole cariche di speranza ed incoraggiamento. Abbiamo visto in televisione i volti di tanti giovani, sereni, allegri, ma allo stesso tempo solidali, capaci di gioire ma anche di sentire il dolore per i profughi siriani. Il Papa ha chiesto ai giovani di alzarsi dal divano, di indossare scarpe comode per vivere in cammino per le strade del mondo, ha esortato i giovani a costruire ponti ed abbattere i muri di odio e di divisione. “Siamo venuti per lasciare una impronta, per essere protagonisti della storia”. Ha continuato Bergoglio: “Se ci metti il meglio di te, il mondo sarà diverso, è una sfida”. “Il tempo che oggi stiamo vivendo non ha bisogno di giovani-divano ma di giovani con le scarpe, meglio ancora, con gli scarponcini calzati. Accetta solo giocatori titolari, non riserve. Vi chiede di essere protagonisti della storia perché la vita è bella sempre che vogliamo viverla e lasciare un’impronta. La storia oggi ci chiede di difendere la nostra dignità e altri non decidano il nostro futuro”.



Nel viaggio in aereo, sia all’andata che al ritorno, il Papa ha poi affrontato con decisione il tema del terrorismo, chiarendo prima che “il mondo è in guerra ma non è una guerra di religione”, e successivamente “non è giusto né vero parlare di Islam violento”. Le parole di Bergoglio hanno incorniciato, anche in maniera temporale, l’iniziativa promossa dalle comunità islamiche in Italia ed in Francia, che hanno deciso di partecipare alla messa della domenica per testimoniare vicinanza ed affetto ai cristiani nella comune lotta al terrorismo. In sostanza, forse per la prima volta in maniera così netta ed efficace, la grande massa del mondo islamico ha voluto mostrare con nettezza la propria distanza dalla ideologia folle dell’Isis, che nulla ha a che vedere con la predicazione di pace presente nel Corano.
Si è trattato a mio parere di un gesto storico che credo possa segnare un prima ed un dopo nei rapporti tra mondo cristiano e mondo musulmano, che ricordo (si veda la Tunisia, la Libia, la stessa Siria) è la prima vittima dell’odio dell’Isis.

Sono prossime all’inizio le Olimpiadi in Brasile, stiamo per essere contagiati dall’allegria del popolo brasiliano e, si spera, passeremo l’estate a fare il tifo per la Pellegrini, Usain Bolt, Neymar, ma anche ci prepariamo ad applaudire gli atleti della Palestina, delle isole sperdute del Pacifico, di paesi che a volte non sappiamo riconoscere sulla cartina geografica. Le Olimpiadi sono una sana competizione tra popoli, una festa dello sport, mai come oggi abbiamo bisogno di un lungo momento di distensione, tra popoli fratelli ed amici pronti a “combattersi” non militarmente ma solo per far crescere il medagliere.

Per finire, è tutto pronto affinchè si possano celebrare in Italia le prime Unioni Civili. Sono stati superati gli ultimi ostacoli burocratici e già dalla prossima settimana in tutta Italia si avranno le prime celebrazioni ufficiali. Ci sembra una buona notizia, un momento di festa ma anche di riconoscimento dei propri diritti, che tantissime coppie aspettavano da anni. Alle future coppie, i miei migliori auguri.

In conclusione, in tanti siamo o andremo in vacanza (anche questo blog tornerà ad essere aggiornato a fine mese), giustamente troveremo riposo, svago, serenità. Giusto, ma ricordiamoci anche di avere un pensiero per chi, malato, anziano, senza possibilità economiche, resta nel caldo delle grandi città. Ricarichiamo le pile per far sì che Settembre sia un mese ricco di Buone Notizie. Buone Vacanze.


Mario Scelzo