giovedì 29 settembre 2016

Friday Good News (numero zero)

Da oggi inauguro una nuova rubrica. Ogni Venerdì proporrò una selezione di quelle che ritengo essere le Buone Notizie della Settimana. Titolo della Rubrica è #fridaygoodnews. Si tratterà principalmente di notizie non “originali” ma prese da altri organi di informazione, ma che a mio parere meritano una sottolineatura. L’obiettivo che mi pongo con questa rubrica è di offrire visibilità al bene che esiste e che raramente viene raccontato, ma anche quello di puntare i riflettori sulle Buone Notizie, che esistono ma spesso restano “schiacciate” nel caos informatico quotidiano. Il Mondo dei Media, particolarmente nell'era di Internet, vive a mio modesto parere troppo sull’istinto e sulla rapidità, mentre poco si concentra sulla riflessione e l’approfondimento. 
La Data del Referendum, i 40 anni di Totti, il caso di Cronaca, le urla di Grillo; le Buone Notizie, di solito “silenziose”, restano sullo sfondo.  Umilmente, vorrei provare a ridare alle Buone Notizie la visibilità e l’importanza che meritano.




Iniziamo dalla prima, una notizia di rilevanza mondiale che a mio parere ha avuto scarsa rilevanza nella nostra informazione: la Firma dell’Accordo di Pace in Colombia tra il Governo e le Farc. La Firma avvenuta nella città di Cartagena (a compimento di un lungo lavoro di negoziato benedetto tra gli altri dall’Onu e dal Vaticano) mette fine a 52 anni di Guerra Civile che hanno causato almeno 200.000 morti, senza contare i feriti, le persone sequestrate, i danni ad abitazioni ed industrie. C'è poi da considerare il legame tra guerriglia e narcotraffico, con tutto quello che ne consegue. Per maggiori dettagli vi rimando a questo articolo di Daniele Mastrogiacomo su Repubblica, ma intanto siamo felici per questa Vittoria della Pace.




Una notizia di casa nostra la leggiamo sulla Stampa, a firma di Nicola Pinna. Il collega ci racconta una bella storia di integrazione e di sport, raccontandoci l’esperienza della Polisportiva Tadasuni. In sostanza, a causa dello spopolamento del piccolo paesino sardo, la polisportiva non aveva la possibilità di presentarsi col proprio 11 all’inizio del Campionato di Seconda Categoria, ma a rimpolpare la rosa del Tadasuni (che da 35 anni non salta una partecipazione al campionato) sono arrivati i rifugiati del vicino centro di accoglienza di Norbello.
L’attaccante arriva dal Gambia, a centrocampo due elementi del Ghana si integrano a perfezione coi grintosi mediani sardi. La squadra c’è, la partecipazione al Campionato è salva, e lo Sport è sempre un volano di integrazione tra popoli e culture. Se all’Olimpico e a San Siro il pubblico è abituato ad applaudire fuoriclasse stranieri, anche a Tadasuni avranno presto i loro Falcao, Shevckenko, Ronaldo e Weah.




La terza (ed ultima per questa settimana) Buona Notizia la leggiamo sull’Avvenire, a firma Antonio Maria Mira, che ci racconta della Scelta di Azzurra un Bar senza slot machine ma pieno di libri. Sintetizzo brevemente quanto potete leggere nell’articolo. Dopo aver visto per l’ennesima volta la scena di una signora anziana che dilapidava la pensione giocando alle slot, Azzurra ha fatto una scelta: guadagnare meno ma senza lucrare sui drammi altrui.
L’articolo ci racconta delle difficoltà anche burocratiche nel voler rinunciare alle slot machine, emerge una pressione delle società delle slot dopo la sua scelta di chiuderle, ma Azzurra è forte e decisa, ed allo stesso tempo ha una idea: raccogliere dei libri per creare una piccola biblioteca ed uno spazio di socializzazione.

Faccio un brevissimo commento. E’ triste sapere che lo Stato specula e si arricchisce sulla pelle di tante persone che, spinte dalle difficoltà della vita o dalla solitudine, si rovinano col gioco. Numerosi sono stati i tentativi di porre dei limiti all’utilizzo delle slot machine, ma poi in maniera trasversale alle forze politiche ogni tentativo di regolamentare il settore rimane impantanato nelle aule del Parlamento. In attesa di una Legge nel merito, bene ha fatto Azzurra e ci auguriamo in tanti possano imitare la sua scelta.

Mario Scelzo.


Ps. La rubrica #fridaygoodnews è aperta al contributo di tutti. Se avete notizie da segnalare alla Redazione, potete inviarle a mario.scelzo@gmail.com

mercoledì 28 settembre 2016

La Villetta della Misericordia

Per fortuna a Roma c’è Papa Francesco ed esiste la rete associativa del volontariato. Dal Centro Baobab alla Villetta della Misericordia di cui vi parlerò in questo articolo, tante sono le “toppe” che il volontariato mette ad una rete assistenziale comunale che definire debole è riduttivo.

I miei lettori sono certamente a conoscenza delle difficoltà che sta vivendo, da anni, la Capitale; qui vorrei solo sottolineare che nell’ultimo periodo, tra le inchieste di Mafia Capitale ed una nuova amministrazione che ancora stenta ad organizzarsi (e sono generoso…) la situazione dell’accoglienza verso i senza fissa dimora è addirittura peggiorata, sempre meno sono i posti letto garantiti dal Comune, ma per fortuna…ci pensano Papa Francesco  e la rete del volontariato.



Nessuno di noi è contento di recarsi al Pronto Soccorso, se lo facciamo tendenzialmente è per una visita non certo di piacere, e dentro di noi speriamo di lasciare prima possibile tale struttura. C’è invece chi, purtroppo, vede nel Pronto Soccorso un luogo di riparo, ovviamente scomodo e temporaneo, dal freddo della notte, specie in inverno. In fondo un Pronto Soccorso è aperto tutta la notte, ha sicuramente un bagno, una sala d’aspetto con delle sedie. Chi, come chi scrive, ha una certa conoscenza del mondo dei senza fissa dimora sa che molti barboni trovano ripari di fortuna in queste strutture.

Proprio a partire da questa realtà nasce la Villetta della Misericordia, una struttura aperta all’interno del campus di Roma dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, che l’ha promossa e realizzata assieme alla Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli, all’Istituto Giuseppe Toniolo e alla Comunità di Sant’Egidio. La Villetta potremmo dire ha la “benedizione” di Papa Francesco, che ha mandato il suo “braccio di misericordia”, Padre Konrad Krajewski, a presenziare alla inaugurazione avvenuta lo scorso 16 Giugno.

In sostanza, il Gemelli ci ha messo il terreno, la villetta, i lavori necessari ad adeguarla ad una attività di accoglienza ed ogni giorno garantisce cena e colazione agli ospiti, mentre la Comunità di Sant’Egidio ci mette i volontari ma soprattutto la sua conoscenza nel campo ed una presenza non solo “lavorativa” ma amichevole, lo spiegherò meglio nella prosecuzione dell’articolo.
Una Villetta, con giardino, in grado di ospitare 20 persone, in comode camere da massimo 6 posti con bagno interno, ed una gestione che garantisce agli ospiti la cena, la permanenza notturna e la colazione. Per ulteriori dettagli vi rimando all'articolo del collega e amico Francesco Gnagni.

Io, da volontario della Comunità di Sant’Egidio che partecipa alla accoglienza degli ospiti, volevo raccontarvi come funziona una giornata presso la Villetta della Misericordia. Ci sono stato pochi giorni fa, in una di quelle sere di settembre che ancora ricordano l’estate, e la prima notazione che faccio è che si tratta veramente di un bel posto, immerso nel verde ed in una zona abbastanza tranquilla (per chi conosce Roma, è dentro al Policlinico Gemelli ma non nella zona caotica dell’Ospedale ma in quella più tranquilla del Collegio Universitario).



Gli ospiti, che poi sono – nomi di fantasia – Manuel, Eleonora, Rodrigo, Carmela, cioè persone che i volontari di Sant’Egidio conoscono da tempo, possono entrare in casa a partire dalle 19.30, poco dopo arriva la cena – gli stessi pasti forniti ai degenti del Gemelli - ed in una ampia sala comune si cena insieme, guardando la televisione e/o scambiando due chiacchiere, come in una qualsiasi famiglia o convivenza. Ad esempio l’altra sera si discuteva guardando il gioco dei pacchi, tra chi voleva prendere i 30.000 euro offerti dal dottore e chi invece voleva rischiare e puntare ai 75mila. Dopo cena, chi vuole va in camera, altri fumano una sigaretta, qualcuno si siede in giardino e “spinto” dal clima di amicizia, ti racconta pezzi della sua vita, tra fughe dal regime comunista albanese, questioni familiari irrisolte, sogni e speranze per il futuro. Alle ore 22.30 si spengono le luci, la mattina (entro le 8) viene servita la colazione ed inizia un nuovo giorno.

Torniamo a parlare di futuro; pur avendo la Villetta tutti i requisiti per una permanenza lunga, il lavoro dei volontari di Sant’Egidio è finalizzato a…. mandarli via! Mi spiego, per ogni ospite si cerca di ricostruire un tessuto sociale ed economico finalizzato all’abbandonare la vita di strada. Un letto comodo ed un pasto caldo aiutano a rasserenarsi, ed a provare quantomeno a progettare un futuro. Vi ho raccontato in un precedente articolo un esempio positivo, la storia di 4 persone che da senza fissa dimora oggi convivono insieme e col loro lavoro si pagano l’affitto, dopo essersi “riconciliati” con la vita. Ma intanto, le porte della Villetta della Misericordia sono aperte a chi ne ha bisogno.


Mario Scelzo

domenica 25 settembre 2016

Film di Peso

Siamo un Blog che si occupa di Buone Notizie, ma allargando il concetto ci piace dare visibilità sulle nostre pagine ad iniziative o campagne con finalità sociali, siamo felici quindi di aiutare la diffusione di iniziative che riteniamo “positive” come il Cinefestival “Film di Peso”.

Di cosa si tratta? Prima di tutto, concedetemi una battuta, questa campagna pur parlando di sanità ed in qualche modo di prevenzione non è curata dalle brillanti menti che hanno gestito la comunicazione del fertility day, e già questa mi permetto di dire è una Buona Notizia. Veniamo al dunque del concorso.



Nell'ambito delle manifestazioni collegate all’Obesity Day 2016 il Bariatric Center of Excellence – UOC Chirurgia Generale della Sapienza Università di Roma - Polo Pontino in collaborazione con Amici Obesi Onlus ha indetto la Prima Edizione del Cinefestival Film "di peso" (rintracciabile anche sui social network attraverso l’hashtag #filmdipeso).

L'obesità è una malattia causata da molteplici fattori: stile di vita, fattori genetici, ambientali, psicologici ed è la principale causa di morte prevenibile in tutto il mondo. In Italia oltre 5 milioni di persone sono obese, con conseguenti elevati costi sanitari, e il numero è destinato ad aumentare nei prossimi 10 anni! L’obesità mi permetto di dire è una malattia che ci ricorda l’enorme squilibrio economico tra il mondo occidentale, dove si compie lo sforzo di non mangiare troppo, ed il cosiddetto terzo mondo dove ancora in troppi muoiono di fame o non riescono ad alimentarsi in maniera corretta.

La finalità del Cinefestival (che vede il Patrocinio della Provincia, del Comune e della Confindustria di Latina) è quella di sensibilizzare e informare l'opinione pubblica sulle tematiche dell'obesità e delle gravi malattie ad essa correlata. Il concorso è riservato a professionisti e amatori che invieranno un cortometraggio della durata massima di 15 minuti che racconti storie di obesità e del suo percorso di cura. La partecipazione al concorso è gratuita. In questo modo viene data la possibilità a registi emergenti di mettersi alla prova confrontandosi con un tema delicato e complesso, chissà se da questo concorso uscirà fuori un nuovo Nanni Moretti, Ferzan Ozpetek o Gabriele Mainetti.




Il cortometraggio, editato secondo le regole previste dal bando (http://www.filmdipeso.it/ ), dovrà essere originale e raccontare una storia di "obesità" in tutte le sue sfaccettature (sociali, psicologiche, relazionali, fisiche, accesso alle cure).

Una giuria qualificata, composta da registi, attori, giornalisti, operatori sanitari esperti del settore, selezionerà i 10 migliori cortometraggi che saranno presentati e proiettati il 12/11/2016 in occasione della manifestazione che si svolgerà presso l’auditorium del Polo Integrato Sapienza Università di Roma-Icot a Latina, e che comprenderà altresì una sessione di “medicina narrativa” sul tema della patologia dell’obesità e dei suoi percorsi di cura. Tra i finalisti sarà scelto il vincitore della sezione amatori e professionisti che riceverà un premio di 1.000 euro.

Per saperne di più è possibile visitare il sito www.filmdipeso.it o la pagina Facebook Filmdipeso. Affrettatevi perché la scadenza per partecipare al Concordo è il 15 Ottobre 2016.

Auguriamo a questa iniziativa il successo che merita, augurandoci che possa dare un importante contributo nel diffondere buone pratiche per contrastare l’obesità, malattia forse da molti sottovalutata che però ha (scusate il gioco di parole) enorme peso sia sulla vita personale e psicologica delle persone, sia sui costi della sanità nazionale.


Mario Scelzo

giovedì 22 settembre 2016

Lo Spirito di Assisi

Ho partecipato nei giorni scorsi al Meeting "Sete di Pace", promosso dalla Comunita' di Sant'Egidio, dalla Diocesi di Assisi e dal Sacro Convento della città di San Francesco. L'incontro quest'anno cadeva nel trentesimo anniversario del primo storico incontro di Preghiera Interreligiosa per la Pace voluto da Giovanni Paolo Secondo nel 1986 ad Assisi. Tanto si è scritto in questi giorni, tra i tanti articoli vi rimando a questo racconto del meeting fatto da Alberto Bobbio per L'Eco di Bergamo.

Io vorrei provare a spiegare lo Spirito di Assisi, cioè quel mix di dialogo, amicizia e solidarietà che in 30 anni ha viaggiato in Europa e nel Mondo, attraverso alcune immagini, che ritengo siano eloquenti nella loro forza comunicativa.
(prima di proseguire, vorrei ringraziare gli amici da cui ho attinto alcune delle foto qui esposte).



La prima foto parla da sola: l'abbraccio tra Papa Francesco e Bartolomeo, il Patriarca Ecumenico di Costantinopoli. Il leader del cattolicesimo, in un contesto conviviale, stringe tra le sue braccia una delle figure più importanti della Chiesa Ortodossa, il tutto davanti a numerosi ospiti. L'Unità dei Cristiani compie un grande balzo in avanti.




In questa foto vediamo l'Arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi insieme ad un gruppo di persone disabili coi loro accompagnatori. Questa è la didascalia formale. In realtà Don Matteo (per chi lo conosce, visti i suoi modi spontanei e affettuosi, è difficile chiamarlo Arcivescovo) incontra i suoi amici e parrocchiani, per i quali per anni ha celebrato la liturgia della Domenica a Santa Maria in Trastevere oppure in una delle tante cappelline che la Comunità di Sant'Egidio ha nelle periferie di Roma. E' quindi un incontro tra vecchi amici, felici di incontrarsi.




Lo Spirito di Assisi si trasmette di generazione in generazione, proprio per questo sono i bambini a consegnare alle autorità civili l'Appello di Pace che viene scritto e firmato al termine delle giornate di dialogo.




Lo Spirito di Assisi è dialogo coi nostri fratelli Ebrei ma è anche memoria dell'Olocausto. Il Rabbino Lau che vedete in foto, sopravvissuto ai campi di sterminio, ha tenuto una affollatissima conferenza per raccontare ai giovani la sua esperienza nei campi ma anche per sostenere le ragioni del diaogo.




Lo Spirito di Assisi è studio e cultura, è dialogo tra le religioni ma anche con le grandi personalità del nostro tempo. Nella foto vediamo il sociologo Zygmunt Bauman, ormai un amico fedele di questi incontri, che ha appunto parlato ai giovani della rivoluzione culturale del dialogo in un mondo spesso chiuso ed isolato.


Lo Spirito di Assisi oltrepassa i confini. Dalle Filippine a... Ferentino (dove è parroco Don Paolo) l'amicizia è un legame forte che supera ogni frontiera.




Lo spirito di Assisi è uno spirito di Pace, ed in questa foto vediamo gli amici di Genti di Pace, un movimento di immigrati legato alla Comunità di Sant'Egidio, attivo nella costruzione di un mondo più umano ed in particolare solidale verso i migranti. Come potete vedere, vediamo facce allegre e felici, persone provenienti da tutto il mondo che si sentono sorelle e fratelli.



I Corridoi Umanitari di cui più volte vi abbiamo raccontato su queste pagine, sono di fatto uno dei frutti dello Spirito di Assisi. Nella foto vediamo appunto una famiglia "strappata" dalla guerra in Siria ed oggi accolta a Roma, pronta a costruirsi il proprio futuro.



Lo Spirito di Assisi è tutela del creato, è rispetto per la natura e la sua bellezza. Ed in qualche modo il creato ha voluto omaggiare i partecipanti del Meeting con un beneaugurante Arcobaleno che ha reso ancor più bello il panorama della Città di San Francesco.





Lo Spirito di Assisi è amicizia. Vivendo la solidarietà concreta verso il prossimo, i "volontari" diventano amici, fratelli, persone che si vogliono bene, e sono felici di incontrarsi, ad Assisi come in ogni angolo del mondo.
Lo Spirito di Assisi l'anno prossimo si sposterà in Germania, Tra Munster ed Osnabruck, e noi saremo lì per raccontarvelo.

Mario Scelzo

mercoledì 14 settembre 2016

Libertà: un quartiere di Bari, un dono dei Corridoi Umanitari.

Libertà è il nome di un quartiere di Bari, ma è anche la parola adatta per raccontare la storia di Hamed e dei suoi fratelli, passati dal dramma della Guerra in Siria ad una vita nuova, liberi di vivere e di affrontare il futuro con fiducia, grazie al sostegno di tanti amici e volontari. Libertà potremmo dire è il secondo nome dei Corridoi Umanitari.

In questi giorni, per milioni di bambini, inizia l’anno scolastico. Mamme apprensive accompagnano i loro figli a scuola, padri che parcheggiano in quarta fila in attesa dell’uscita dei loro cuccioli, ben vestiti e dotati di astucci, vestiti alla moda, nello zaino il diario del supereroe preferito o della cantante famosa.




Ricomincia l’anno scolastico anche ad Amatrice: gli operai ed i tecnici della Provincia Autonoma di Trento in tempo da record hanno costruito delle sale adibite alla attività scolastica; la campanella che suona in qualche modo è il simbolo del ritorno alla vita (o almeno dell’inizio del cammino verso la normalità) per le persone colpite dal terremoto. Ai bambini di Amatrice i nostri migliori auguri per un sereno anno scolastico.

Per Hamed (di 9 anni), Khaled (7 anni), Alì (4 anni) e Ragad (2 anni) ieri non è iniziato solo l’anno scolastico, ma una vita nuova grazie ai Corridoi Umanitari. I 4 bambini sono infatti arrivati all’aeroporto di Fiumicino lo scorso 17 Giugno, insieme ai genitori, al termine di un comodo viaggio in aereo con provenienza Beirut.
Hamed ed i suoi genitori sono arrivati in Italia non dopo una drammatica (e pericolosa) odissea su una zattera nel Mediterraneo oppure attraversando le gelide frontiere dell’est europeo, e tutto questo grazie ai Corridoi Umanitari.




Più volte sue queste pagine vi abbiamo raccontato la realtà dei Corridoi Umanitari prima spiegandone il funzionamento, poi raccontando l’effettiva integrazione ed accoglienza (in questo caso gestita dalla Associazione Papa Giovanni XXIII) di un gruppo di Profughi Siriani a Brescello In sintesi estrema, quello dei Corridoi Umanitari E’ un progetto-pilota, realizzato dalla Comunità di Sant’Egidio insieme  alla Tavola Valdese e l’Associazione Papa Giovanni XXIII, che si propone di:

·        evitare i viaggi della morte con i barconi
·        impedire lo sfruttamento dei trafficanti di uomini che fanno affari con chi fugge dalle guerre;
·        concedere a persone in ‘condizioni di vulnerabilità’ un ingresso legale sul territorio italiano.

E’ un modo sicuro per tutti, per chi arriva in Italia e per chi accoglie, perché il rilascio dei visti umanitari prevede i necessari controlli da parte delle autorità italiane. Arrivati in Italia, i profughi sono accolti dalle differenti associazioni: viene loro insegnato l'italiano per favorire l’integrazione e  vengono aiutati a cercare un lavoro. Tra febbraio e maggio, sono già arrivate più di duecento persone, siriani in fuga dalla guerra, che vivevano nei campi profughi del Libano. Ma il progetto prevede l'arrivo di mille persone nell'arco di due anni. Proprio da un campo profughi del Libano arrivano i nostri bambini, oggi felici e sorridenti.

“Puntualissimi e felici per il loro primo giorno di scuola! Per Hamed, K. e A., arrivati dal campo profughi più violento del Libano, oggi è cominciata una nuova storia, un nuovo cammino in quella che ormai è la loro città: Bari! Grazie ai corridoi umanitari hanno potuto viaggiare senza rischiare la vita in mare, e oggi indossano zaini e giocano felici insieme agli altri bambini in classe. Questo è il Paese che vogliamo.. capace di regalare ancora speranze e futuro.” Questo scrivono i Giovani per la Pace di Bari (vi consiglio di seguire le loro numerose attività attaverso l'apposita pagina Facebook), un gruppo di ragazzi legato alla Comunità di Sant’Egidio che in questi mesi sta gestendo l’arrivo e l’integrazione del nucleo di profughi accolti nel Capoluogo Pugliese.




Hamed  ed i suoi fratelli sono  ospitati in un appartamento messo a disposizione dai parrocchiani della chiesa San Rocco e frequentano la scuola Garibaldi nel quartiere Libertà, mai nome fu più azzeccato.

La Scuola è il luogo primario della integrazione, nelle aule scolastiche non vi è più siriano o italiano, ma si diventa bambini, amici, compagni, fratelli. Fatemi solo dire che dovremmo essere maggiormente grati agli insegnanti, che in condizioni spesso difficili ed in aule fatiscenti si occupano sia dell’insegnamento sia della integrazione degli studenti, ci auguriamo ci sia prima o poi un riconoscimento anche economico verso una categoria spesso bisfrattata.


Tornando ai nostri “eroi”, siamo certi che nel giro di qualche mese ascolteremo Hamed parlare con la cadenza barese, magari diventerà tifoso del Bari (oggi in Serie B ma col sogno di tornare in Serie A), mangerà orecchiette, panzerotti e burrata insieme ai suoi compagni di classe. Inoltre, Hamed ed i suoi fratelli frequenteranno la Scuola della Pace della Comunità di Sant’Egidio, uno spazio di gioco, studio, ma anche di integrazione e convivenza sociale.

Buon Anno Scolastico Hamed!

Mario Scelzo.

lunedì 12 settembre 2016

Due Anni di Buone Notizie

Buone Notizie compie i primi 2 anni di vita. Se fino a questa età si gattona e poi si cammina ma con passo ancora incerto, vorremmo da qui in poi iniziare a camminare a passi svelti verso il futuro.




Vorrei in qualche modo celebrare questo anniversario attraverso due linee guida: 1) ripercorrere alcune delle iniziative che abbiamo “adottato” come Blog (penso per fare un esempio ai Corridoi Umanitari). 2) Riflettere sulla necessità e sul valore giornalistico di diffondere le Buone Notizie in tempi che a molti appaiono tristi e senza speranza.
Prima di proseguire, vorrei ringraziare i sempre più numerosi lettori di questo Blog, gli amici, i sostenitori, le persone che hanno scritto su queste pagine, quelle che hanno proposto storie, le persone che sono “protagoniste nel bene” di molte delle storie raccontate. Se dopo due anni siamo qui a scrivere ed a pensare al futuro è grazie ad ognuno di voi.

Vorrei partire dal secondo punto: che senso ha oggi parlare di Buone Notizie? Veniamo da un anno difficile, il terrorismo di matrice islamica ha dispiegato tutta la sua forza del male tra Parigi, Nizza, Bruxelles e Rouen. In Siria si combatte (anche se forse si intravede una luce in fondo al tunnel), la Libia è nel caos, continuano gli sbarchi dei migranti, e nel nostro paese l’economia forse non è stagnante come due anni fa ma indubbiamente non si vede la tanto attesa ripresa economica. Come italiani poi siamo stati tutti feriti dal violento terremoto che ha colpito Amatrice ed altri paesi dell’Italia Centrale. Aggiungiamo, senza entrare nel merito politico, che la Capitale d’Italia vive un periodo di estrema confusione mentre sarebbe necessario uno scatto d’orgoglio per rimettere in moto Roma. Il quadro è desolante.



Eppure, senza scadere in un facile ottimismo, riteniamo che in questi due anni ci siano state anche numerose buone notizie (di molte vi abbiamo dato conto su queste pagine), e, soprattutto, che anche nelle situazioni peggiori ci sia la possibilità di mettere in risalto quanto di positivo avviene sotto i nostri occhi. Direi che forse, più che il racconto di storie originali (anche se rivendico la “paternità di alcune storie, che non trovate su altri organi di informazione), questo blog ultimamente si caratterizza per la sottolineatura di aspetti positivi in situazioni negative.

Per spiegarmi meglio, vorrei parlare del grande tema dei Migranti. Le migrazioni degli ultimi anni sono un fenomeno drammatico, epocale, che ha messo e continua a mettere a rischio la vita di milioni di persone, non mi dilungo perché sapete di cosa parlo. Eppure attorno ai migranti si è scatenata una ondata di bene, in ogni angolo d’Europa. Di fronte ad un siriano che scappa dalla guerra si può rispondere alzando muri (ed alcuni paesi europei purtroppo lo hanno fatto) oppure invocando tolleranza zero come fanno alcuni politici lautamente pagati dal Parlamento di Bruxelles ma che a Bruxelles è davvero difficile incontrare (ogni riferimento a Matteo Salvini non è affatto casuale), oppure si possono offrire accoglienza, integrazione, solidarietà, sostegno, come hanno fatto tanti privati cittadini, associazioni ed in certi casi anche intere nazioni come la Germania.



In questi due anni abbiamo visto bambini offrire caramelle ai migranti, fornai in Grecia sfornare pane e pizza per sfamarli, abbiamo visto l’impegno di tante associazioni di volontariato, ma anche quello della Marina Militare Italiana. Direi che rispetto ai migranti è cambiato il “clima sociale: oggi le ragioni della accoglienza hanno maggiore considerazione nella pubblica opinione, e se anche rimangono sul tavolo numerose questioni aperte, si inizia a ragionare di come garantire una dignitosa accoglienza a chi fugge da guerre e carestie.

Ci fa molto piacere come Blog aver dato risalto alla iniziativa dei Corridoi Umanitari, in sintesi estrema una iniziativa promossa dalla Comunità di Sant’Egidio, l’Associazione Papa Giovanni XXIII e la Tavola Valdese che ha come scopo di far viaggiare i migranti aventi diritto alla accoglienza in maniera sicura, evitando i viaggi della morte. Uno degli articoli più letti del Blog racconta della “seconda fase” dopo il viaggio, nello specifico l’accoglienza di un nucleo di profughi siriani nel Comune di Brescello grazie alla rete del volontariato dell’Associazione Papa Giovanni XXIII.

Questo mi porta a tornare sul primo punto, cioè ripercorrere alcune delle tematiche che abbiamo con piacere trattato su queste pagine.  Molte delle storie raccontate su queste pagine sono frutto della mia esperienza (e/o di altre persone) come volontario nella Comunità di Sant’Egidio, periodicamente vi continuerò a raccontare alcune storie che ritengo significative ( a breve vi farò conoscere la Villetta della Misericordia presso il Policlinico Gemelli ), sono in ogni caso contento se grazie a questo Blog avete conosciuto il Programma Dream ed i suoi successi per la Cura dell’Aids in Africa, il lavoro di inclusione sociale che in tutta Italia facciamo con i senza fissa dimora ed alcune storie “africane” come quella di Don Jaime Goncalves ed il suo lavoro per la Pace in Mozambico e la vita (purtroppo spezzata) di Elard ed il suo impegno per la rinascita del Malawi.




In questi due anni però, seppur sporadicamente, abbiamo parlato di Politica. Non lo abbiamo fatto sostenendo questo o quel partito, ma sottolineando alcune iniziative e/o proposte di legge che riteniamo abbiano migliorato il nostro paese: penso allo Ius Soli (approvato alla Camera ed in attesa di approvazione del Senato), legge che migliorerà la vita di milioni di bambini, penso alle Unioni Civili a mio parere il riconoscimento atteso da anni di sacrosanti diritti, penso alla legge approvata contro lo spreco alimentare, ma anche ad esperienze di buona politica come quella di Angelo Vassallo, Il Sindaco Pescatore, che in pochi anni col suo umile lavoro ha fatto rifiorire il comune di Pollica prima di venire barbaramente ucciso.

Ci siamo dedicati anche ad approfondimenti sulla politica internazionale, penso in particolare al processo di riconciliazione tra Usa e Cuba, “benedetta” da Papa Francesco che col suo Magistero resta uno degli “sponsor” ed ispiratori del nostro Blog.

Abbiamo anche parlato di sport; Nel calcio sempre più guidato dagli sponsor e spesso schiavo delle iniziative di pochi violenti, abbiamo raccontato ad esempio la favola del Sassuolo il calcio sano di provincia che oggi è una realtà del calcio europeo, sostenuta da un pubblico pacifico e disciplinato, come anche la retrocessione del Frosinone tra gli applausi del suo pubblico.

Poi le storie di redenzione dal carcere, le iniziative di alcune realtà solidali come gli Orti di Itaca, la rete di solidarietà spontanea nata attorno al Baobab ed agli sfollati di Ponte Mammolo….. tante sono le storie che abbiamo raccontato, tante altre aspettano di essere raccontate e noi saremo qui per farlo.


Mario Scelzo.

venerdì 2 settembre 2016

La Trattoria degli Amici

Ieri sera ho festeggiato il mio Compleanno alla Trattoria degli Amici a Piazza Sant’Egidio nel cuore di Trastevere. Il mio Compleanno è il 15 Agosto ma molti amici (ed anche il sottoscritto) erano fuori Roma e quindi abbiamo deciso di festeggiare il mio ed altri compleanni a Settembre. Ora direte voi, questo non è un Blog che parla di Buone Notizie? Che interesse abbiamo a conoscere i dettagli del tuo festeggiamento? E avete ragione, ma mi serviva questa introduzione per potervi parlare della Trattoria degli Amici, un ristorante capace di coniugare solidarietà ed integrazione, arte e buona cucina.



La Trattoria degli Amici è appunto un Ristorante, gestito da una Cooperativa promossa dalla Comunità di Sant’Egidio, dove lavorano persone con disabilità affiancate da professionisti del settore e volontari che aiutano gratuitamente.
Attualmente lo Staff è composto da 20 persone, tra cuochi camerieri e responsabili della gestione, e la maggior parte dei membri del personale sono persone disabili, ma ampiamente capaci e specializzate nel loro lavoro. I camerieri, pur se persone disabili, hanno partecipato a corsi di formazione specifici, ed alla loro competenza lavorativa aggiungono una innata dote di simpatia umana, il sapore della amicizia è l’ingrediente che rende ancor più gustose le Cacio e Pepe, le Polpette alla Cacciatora e le Creme Bruleè.



La cucina è ottima, la posizione nel cuore di Trastevere è impagabile, il clima umano che si respira è davvero gradevole, ma… alla Trattoria degli Amici hanno voluto esagerare! Nei locali del ristorante sono esposte le opere di alcuni artisti disabili dei laboratori d’arte della Comunità di Sant’Egidio. Parliamo di opere di grande valore artistico, più volte esposte sia in apposite Mostre organizzate dalla Comunità, sia negli ultimi anni ad esempio in una Mostra al Quirinale dal titolo “Noi, Italia”, sia alla Biennale di Venezia ed in altri prestigiosissimi scenari. Sono un cliente abituale della Trattoria e ci tengo a precisare che non è una “opera di buona volontà” utile per far lavorare delle persone problematiche ma a discapito della qualità del prodotto, è al contrario un ambiente gradevole, allegro, nel quale si mangia bene, il servizio è impeccabile ed il prezzo per il cliente è nella media (anzi forse anche al di sotto) degli altri locali di Trastevere.



Aggiungo che il locale, sia per la qualità del prodotto offerti sia grazie alla collaborazione con alcuni rinomati professionisti della ristorazione, oltre a garantire regolari stipendi ai dipendenti riesca a produrre profitto.
Una buona cena merita come accompagnamento del buon vino, e non  posso non sottolineare che la Trattoria degli Amici aderisce al circuito “Wine for Life”. In sintesi, le bottiglie col bollino Wine for Life sono contraddistinte da un bollino, e chi le acquista sa che mezzo euro verrà versato per il Programma Dream (di cui vi ho parlato su queste pagine), per curare uomini e donne malati di Aids.

Concludo dicendo che l’esperienza della Trattoria degli Amici è diventata negli anni un “modello” da studiare, numerosi sono i convegni che hanno parlato di questa iniziativa e sono allo studio corsi di formazione realizzati sul modello della Trattoria.

Ps. La Trattoria degli Amici aderisce ai ristoranti solidali con le popolazioni colpite dal Terremoto. Per ogni piatto di Amatriciana, due euro andranno ai terremotati, uno lo mette il cliente, uno la Trattoria.

Pps. Prenotate, la Trattoria è sempre piena!!!!!


Mario Scelzo