giovedì 29 dicembre 2016

A Salerno, la Luce dei Corridoi Umanitari

Da qualche anno Salerno è conosciuta in tutta Italia per le Luci d’Artista, manifestazione che inizia a Novembre e prosegue per tutto il periodo delle feste natalizie durante il quale le strade della città vengono costellate da cascate di colori, installazioni luminose, globi illuminati e creature di fantasia che spuntano tra i vicoli del Centro Storico. Migliaia di turisti arrivano a Salerno, da ogni angolo del Belpaese, per passeggiare tra la Zucca di Cenerentola nella Villa Comunale, per ammirare i pinguini adagiati sul lungomare e guardare il Castello Arechi che dall’alto sembra voler proteggere la Città.





Fra tante luci, dallo scorso mese di Dicembre brilla a Salerno la Stella della Accoglienza, in particolare quella offerta da Salerno ad un nucleo di 7 profughi siriani arrivati in Italia grazie ai Corridoi Umanitari.
Nei giorni scorsi, in visita ai parenti nella mia città natale, mettendo assieme la mia appartenenza a Sant’Egidio con le radici salernitane, ho approfittato per vedere da vicino come procede l’integrazione “sul territorio”, visitando presso la loro nuova abitazione il nucleo di siriani arrivato in Città.





Come è arrivata a Salerno la famiglia siriana? In estrema sintesi, ricordo ai miei lettori che i Corridoi Umanitari sono un “passaggio sicuro per l’Europa”, in sostanza la concessione da parte del Governo Italiano di un visto per motivi umanitari, questo consente ai profughi di arrivare comodamente in Italia per via aerea evitando i pericolosissimi viaggi della speranza nel Mar Mediterraneo. Ma dopo l’Accoglienza, è necessaria l’Integrazione, e le associazioni coinvolte nella iniziativa (Comunità di Sant’Egidio/Chiesa Valdese/Associazione Papa Giovanni XXIII) hanno pensato a tutto: le oltre 500 persone ad oggi arrivate in Italia sono state affidate a strutture, realtà e parrocchie in tutta Italia, che poi si preoccupano di garantire quella che potremmo chiamare l’Integrazione/Gestione quotidiana.      




    
Nello specifico, i soggetti che sostengono il progetto a Salerno sono l’Associazione Eugenio Rossetto Onlus –  Cava De’ Tirreni (SA); l’Associazione Pietre Vive – Cava De’ Tirreni (SA); l’Associazione Rete Radié Resch – Gruppo di Salerno e l’Ufficio Migrantes – Arcidiocesi Salerno Campagna Acerno, con la Provincia Salernitana-Lucana della Immacolata Concezione dei Frati Minori, che ha messo a disposizione una parte del Convento di San Lorenzo di via de Renzi, a Salerno.          
Salendo dallo splendido Lungomare verso la parte alta della Città dove si trova il Convento, ho quindi incontrato Antonio Bonifacio di Migrantes che mi ha introdotto nella nuova casa della famiglia siriana.

Una brevissima notazione “sentimentale” che mi consentiranno i miei lettori. La zona dove si trova il Convento è strettamente legata alla mia infanzia, ho anche abitato non lontano da San Lorenzo, molti miei parenti vivono nelle vicinanze, e vicino al Convento si trova l’ex orfanotrofio di Montevergine, del quale mio Nonno – di cui porto il nome – era responsabile amministrativo. Fatemi solo sottolineare che mio Nonno era un “Contabile della Misericordia”: quando c’era un ammanco di cassa, quando le suore non avevano i soldi per dare da mangiare agli orfanelli, mio nonno “integrava” il bilancio con le sue risorse personali.





Ho passato questi giorni a Salerno in compagnia dei miei nipoti, i quali come tutti i bambini si divertivano e giocavano coi doni ricevuti in questi giorni da Babbo Natale. Cosa c’entra? C’entra perché entrando dentro al Convento, ho finalmente incontrato la famiglia siriana, e la prima cosa che colpiva era vedere i bambini (5, di differenti età) giocare come tutti i “piccoli” del mondo. La guerra, le sofferenze, tutto sembrava in quel momento essere – per fortuna – un ricordo “cancellato” dalle loro menti, mentre erano presi dai loro giochi tra fratelli.

Abbiamo chiacchierato, su Salerno e sugli scenari in Siria (il capofamiglia, musulmano, mi ha raccontato che cristiani e musulmani convivevano pacificamente in Siria prima della guerra), poi Antonio ed un amico traduttore mi hanno aiutato a comprendere le fasi della “nuova vita” alla quale si affaccia il nucleo familiare: i bimbi più piccoli sono stati iscritti alla scuola dell’infanzia, i genitori stanno studiando la lingua, i volontari si alternano per far conoscere loro la città, i negozi, le usanze, per provare a far sentire “a casa” i nuovi arrivati. Tra una chiacchiera e l’altra, ci viene offerto dalla mamma un buon caffè, alla salernitana, segnale che l’integrazione, almeno ai fornelli, inizia a dare frutti concreti!



Ovviamente è troppo presto per poter tracciare un bilancio, la famiglia necessita di tempo per “comprendere” la nuova realtà, i bambini hanno bisogno di tempo per fare amicizia coi nuovi compagni……ma la strada è avviata, l’integrazione è partita ed esiste una forte rete di volontari pronta a far fronte alle loro necessità.
Dal Convento di San Lorenzo si gode uno splendido panorama su Salerno. Si vedono anche benissimo i lavori del Crescent, l’edificio a forma di Mezzaluna che l’ex Sindaco De Luca ha “scelto” come simbolo della Salerno del futuro. Come saprete, la Mezzaluna è anche uno dei simboli della Cultura Islamica, chissà, magari la sagoma del Crescent aiuterà la famiglia siriana a sentire meno la nostalgia di casa.

A chi scrive, piacerebbe che il Crescent simboleggiasse un Abbraccio di Pace e Protezione, ed anche la volontà della Città di Salerno di accogliere chi, come i nostri amici siriani, è stato costretto a lasciare la propria terra a causa della guerra. Salerno diviene quindi un porto accogliente dove tanti possono trovare riparo.

Mario Scelzo

domenica 18 dicembre 2016

Mangiarotti and Friends, Sesta Edizione

Musica, Solidarietà, Buon Cibo, Amicizia, Magia: mescolando sapientemente tutti questi ingredienti si ottiene la sesta edizione del “Mangiarotti and Friends”, l’ormai consueto appuntamento prenatalizio di raccolta fondi per le strutture di emergenza freddo gestite dalla Comunità di Sant’Egidio. Vorrei proporre ai miei lettori un racconto della bella serata da poco trascorsa.





Roberto Mangiarotti, oltre che un caro amico ed uno stimato gastroenterologo, è insieme alla moglie Patrizia uno dei volontari della Comunità di Sant’Egidio che, come chi scrive, ogni Martedì si reca alla Stazione Tiburtina per portare la cena alle persone senza fissa dimora. Un panino, una bibita, una parola amica, momenti di condivisione che contribuiscono a rendere meno dura la vita di chi vive per strada, ma allo stesso tempo rimane un .… tormento: i volontari tornano al caldo delle proprie case, i nostri amici restano al freddo di qualche giaciglio di fortuna.
Da qualche anno, la Comunità di Sant’Egidio ha aperto presso Palazzo Leopardi una struttura temporanea per l’emergenza freddo: 12 posti letto, una doccia, uno spazio per conservare abiti ed oggetti personali.  Può sembrare poco o nulla, ma cenare regolarmente e  dormire al caldo nelle notti invernali può fare la differenza tra la vita e la morte, e l’amicizia ed il supporto dei volontari divengono uno stimolo per rimettere in carreggiata vite “sbandate”.

Durante la cena, c’è stato un momento che ha colpito tutti, un video nel quale Antonio (nome di fantasia) ha raccontato a Guglielmo la sua storia che qui sintetizziamo: difficoltà lavorative che lo hanno portato letteralmente a dormire per strada, l’incontro coi volontari di Sant’Egidio, l’ingresso a Palazzo Leopardi, un percorso di “ricostruzione” umana prima e professionale poi, che oggi lo ha portato a vivere, in convivenze e  pagandosi le spese, nella casa messa a disposizione da un anonimo benefattore. In pratica, Antonio ci ha mostrato concretamente che una alternativa alla strada è possibile, che a volte basta poco per ricominciare, che il lavoro dei volontari non è sterile ma produce frutti concreti di rinascita.





Le strutture per l’emergenza freddo, pur se gestite da volontari che mettono a disposizione il loro tempo in maniera gratuita, necessitano di fondi per le spese correnti: le bollette, la colazione,  dei cambi di biancheria, il cambio delle lenzuola e tante altre impellenze che vi lascio immaginare, ed il “Mangiarotti and Friends” nasce appunto dalla volontà di raccogliere fondi per tenere aperte questo tipo di strutture.
Come mai il nome “Mangiarotti and Friends”? Si vuole richiamare il “Pavarotti and Friends”, concerto di solidarietà che ogni anno il maestro organizzava a Modena coinvolgendo Big della Musica come Bono Vox, Jovanotti, Simon le Bon e tanti altri notissimi artisti.





Ora, giovedì 15 Dicembre a Via Dandolo non c’era magari il leader dei Duran Duran (che diciamolo, ormai ha fatto il suo tempo), ma tra i ritmi Jazz di Cinzia Tedesco e la voce melodiosa di Nuna Shoesmit (accompagnata da Roberto Fiorucci) dei “Ciccabimbo & Billieboom” non mi sembra che nessuno si sia lamentato, anzi gli oltre 150 presenti in sala hanno più volte applaudito e partecipato con passione agli intermezzi musicali.
Il Circolo degli Illusionisti ha contribuito a rendere magica la serata attraverso la presenza in sala di maghi e prestigiatori i quali, sotto l’occhio sapiente di Andrea Turchi, hanno intrattenuto i presenti ai tavoli con giochi di prestigio ed effetti speciali. Rimanendo in tema di Magia, c’è un tocco di “mistero” e di “potere nascosto” nella capacità che ha avuto Patrizia di preparare la cena per tutti i 150 presenti (anche in questo caso, l'amicizia moltiplica le risorse, qualcuno ha cucinato i fagioli, altri si sono offerti di dare una mano, una vera "equipe di cucina" era al lavoro dal primo pomeriggio), i quali, sempre in tema di magia, in poco tempo hanno fatto sparire anche le briciole dai piatti loro serviti.
Mi sembra scontato sottolineare che tutti gli artisti hanno contribuito alla serata a titolo gratuito, ma coi tempi che corrono, meglio precisarlo!).





La serata, caratterizzata da un clima allegro e festoso, si è conclusa con la gara dei dolci, che ha visto prevalere un delizioso Babà preparato da Simonetta Ceccarelli, premiato sia dalla “Giuria” sia dal “pubblico” in sala che ha dimostrato, finendolo in pochi minuti, di averne apprezzato la qualità. Chi non ha fatto in tempo ad assaggiare il Babà si è consolato assaggiando i dolci preparati dagli altri partecipanti alla gara oppure gustando le prelibatezze gentilmente offerte dalla NocciolCono.

Una bella serata, un clima di festa, un risultato “concreto” – raccolti nella serata oltre 4.000 euro per le strutture della emergenza freddo –  quindi… poche storie Roberto e Patrizia, ci vediamo l’anno prossimo per la settima edizione del “Mangiarotti and Friends”!!!


Mario Scelzo

martedì 13 dicembre 2016

Il Black Friday ed un Vecchio Scarpone

Vecchio scarpone / Quanto tempo è passato / Quante illusioni / Fai rivivere tu …. Sono alcuni versi di una canzone che ricorderanno i miei lettori non proprio di primo pelo, interpretata tra gli altri da Claudio Villa. Solitamente, quando si incontra una persona senza fissa dimora, una delle cose che ci colpisce è il suo abbigliamento non proprio all’ultima moda: un maglione trasandato, pantaloni vecchi e di solito larghi, scarpe spesso logore e consumate.




Vi ho raccontato in passato su queste pagine il lavoro dei volontari del Centro di Via Anicia gestito dalla Comunità di Sant’Egidio, che ogni sabato garantisce un servizio di docce, lavanderia, cambio vestiario e quando possibile taglio di capelli alle persone che vivono per strada. Tra una Crisi di Governo e l’altra, quando il lavoro me lo permette (attualmente lavoro presso Rai Parlamento), sono anche io uno dei volontari che aiuta nelle attività del Centro.
I “servizi” offerti dal Centro di Via Anicia sono numerosi, anche se “l’offerta principale” è quella di una parola amica e di uno spazio di condivisione e serenità verso persone che la società normalmente mette ai margini, “clienti” che normalmente arrivano a Via Anicia arrabbiati con la vita ed escono rasserenati (anche grazie alle torte di Ivana che oltre ad essere ottime hanno direi un potere terapeutico).
Oggi però in particolare vorrei raccontare ai miei lettori una piccola storia di solidarietà che unisce l’amicizia col Black Friday di Amazon, la Convivialità con la Solidarietà. Andiamo con ordine e ripercorriamo il tutto.




Lo scorso 25 Novembre i “Giovani per la Pace”, un movimento di Giovani legato alla Comunità di Sant’Egidio, hanno organizzato un “Apericena Solidale” presso il Mercatino Vintage di Via del Porto Fluviale (di questa realtà vi darò conto in una successiva occasione). Una bella serata di amicizia tra buona musica ed un bicchiere di vino, ma soprattutto a fine serata un incasso considerevole da investire in opere di solidarietà. Parlandone, nasce l’idea di investire quei soldi in scarpe, uno dei beni più richiesti dai nostri amici clohard, e se questo è vero per tutte le stagioni, le scarpe divengono un bene di prima necessità in questa stagione di freddo e di pioggia.

Coincidenza (o provvidenza? A voi la scelta) vuole che questa raccolta avviene a ridosso del Black Friday, che, come saprete, da calendario segue il giorno del Ringraziamento negli Stati Uniti ma di fatto negli anni è diventato un “evento commerciale” caratterizzato da fortissimi sconti offerti dai grandi concessionari virtuali come Amazon. Per farla breve, sfruttando le offerte della Rete, si decide di comprare una sostanziosa fornitura di scarpe e stivali invernali ad un prezzo nettamente inferiore a quello di mercato.




Per la privacy, non è il caso di pubblicare foto  in primo piano, ma vi posso garantire che negli ultimi due sabati è stato bello vedere la felicità stampata sui volti dei nostri amici, molti dei quali arrivavano calzando un vecchio scarpone ed uscivano (dopo la doccia, il taglio di capelli e le torte di Ivana) indossando scarpe alla moda, resistenti alla pioggia, con le quali poter affrontare al meglio le difficoltà della vita.


Mario Scelzo

venerdì 9 dicembre 2016

Friday Good News (4)

Il post derby tra le offese razziste di Lulic e la presunta simulazione di Strootman, le ultime notizie dalla cronaca italiana, le “solite” notizie di guerra e distruzione dalla Siria e l’ennesimo barcone che affonda nel Mar Mediterraneo.  A questo quadro “normale” della informazione italiana, aggiungiamo una doverosa copertura mediatica degli esiti del referendum costituzionale con annessa Crisi di Governo. C’è spazio per le Buone Notizie? Chi scrive ritiene di Sì (non è una intenzione di voto, ormai gli italiani hanno scelto), ed anche per questo torna l’appuntamento con le Friday Good News, una selezione delle Buone Notizie della settimana per iniziare al meglio il week-end. In sintesi, la scelta è di dare spazio e visibilità ad alcune notizie a mio parere positive le quali, per i motivi spiegati sopra, normalmente faticano ad emergere nel caos mediatico quotidiano.
Questa settimana parleremo dell’As Film Festival, degli Omicidi in calo in Italia, per poi spostarci a Londra per raccontare “Our Cup of Tea”.





Sono convinto che se un mio lettore entrasse in un bar e chiedesse ai clienti se oggi si sentono più o meno sicuri del passato, tutti i clienti risponderebbero di sentirsi meno sicuri di prima. Bene, i dati dicono esattamente il contrario. La notizia, che possiamo leggere su La Voce.Info a firma di Marzio Barbagli, in realtà non è recentissima ma mi sembra importante da sottolineare: l’Italia è un paese più sicuro di quanto ci appare. Nel corso del 2015, il numero di omicidi commessi nel nostro paese è diminuito passando dai 475 dell’anno precedente a 468, oltretutto le statistiche ci dicono che il numero di omicidi commessi nel nostro paese è in calo costante da 24 anni.
Per maggiori dettagli rimando all’articolo in questione, mi sembra opportuno sottolineare però la realtà dei numeri, che contraddice le psicosi create ad arte da (alcuni) politici e mass-media. Insomma, alcuni dei nostri politici mentono sapendo di mentire. “Stop Invasione”, “I cittadini hanno paura”, “le nostre città sono insicure” e tanti altri slogan cari a Matteo Salvini e soci, alla prova dei numeri divengono appunto slogan propagandistici. Chiarisco, nessuno vuole giustificare i 468 omicidi avvenuti in Italia, ci auguriamo di raggiungere quota zero, ma allo stesso tempo è sbagliato e direi anche pericoloso creare allarmismo rispetto ad un fenomeno che vede l’Italia ben al di sotto della media dei paesi europei.

La seconda Buona Notizia ci porta a Londra, dalle parti di Notting Hill, uno dei più bei quartieri della Metropoli Inglese reso famoso dall’omonimo film interpretato da Hugh Grant e Julia Roberts. Tra le caffetterie e ristoranti, bistrot e pub, mercatini (non siamo lontani dal celebre Mercato di Portobello)  e negozi di design, cinema e altro, Notting Hill rimane uno dei luoghi più magici di Londra. Saremmo portati a pensare che i poveri non sono beneaccetti in un quartiere così altolocato, dove i prezzi degli appartamenti sono tra i più alti dell’Inghilterra.
Proprio a Notting Hill, nei locali di una parrocchia della zona, gli amici di Sant’Egidio/Londra da un paio d’anni organizzano “Our Cup of Tea”, ovvero una cena speciale per persone povere, senza fissa dimora, anziani soli, che mensilmente si ritrovano insieme per condividere con i volontari un pasto ma soprattutto gioie, speranze e preoccupazioni. Questa bella iniziativa ha richiamato l’attenzione della BBC, che ha dedicato al progetto un bel video che potete vedere attraverso questo link.






Il nome dell'iniziativa nasce come risposta a un'altra frase, "It's not my cup of tea" ("Non è la mia tazza di tè", un modo per dire "non è affare mio"), purtroppo molto utilizzata nel mondo anglosassone quando si parla di prendersi cura degli altri. Da appuntamento per un semplice tè in compagnia, "Our Cup of Tea" è cresciuta, divenendo una cena speciale nella quale si celebrano anche i compleanni degli amici più poveri. In questi giorni sono iniziati i preparativi per la cena della vigilia di Natale, il momento più atteso da tante persone sole che come tradizione vivono questa festa con Sant'Egidio.
Per realizzare tutto questo, la Comunità ha avviato a Londra una collaborazione con alcune organizzazioni benefiche, come la Felix Project, che forniscono il cibo pronto per essere cucinato dai volontari della Comunità.

Da Londra torniamo a Roma, e con piacere segnaliamo la quarta edizione dell’ AS FILM FESTIVAL, il primo Festival Cinematografico internazionale realizzato con la partecipazione attiva di persone che si riconoscono nella condizione autistica e sindrome di Asperger. Sabato 10 e Domenica 11 Dicembre, nella splendida cornice del Maxxi di Roma, si terranno le due giornate di presentazione del palinsesto ricco di cortometraggi di finzione e di animazione provenienti da tutto il mondo con numerose anteprime mondiali.
Alla presenza di attori come Vinicio Marchionni (Il Freddo di Romanzo Criminale-La Serie) e tanti altri importanti attori o registi, si terrà la proiezione e, come ogni concorso che si rispetti, la premiazione dei film in concorso nelle differenti categorie. Il Cinema diviene quindi una forma di inclusione sociale permettendo alle persone autistiche di poter esprimere attraverso video ed immagini le loro emozioni.

Torneremo presto con altre Buone Notizie!


 Mario Scelzo

sabato 3 dicembre 2016

Il Parco della Vita

Il Granducato di Toscana fu il primo Stato al Mondo ad abolire la Pena di Morte tramite l’emanazione, il 30 Novembre 1786, della “Legge di Riforma della legislazione criminale Toscana” meglio nota come “Codice Leopoldino”. Da alcuni anni, ogni 30 Novembre in memoria della prima storica abolizione, la Comunità di Sant’Egidio organizza “Cities for Life”, una iniziativa alla quale aderiscono molte associazioni, chiese ed organizzazioni di differenti Città e Nazioni, che prevede l’accensione simbolica di un monumento cittadino per dire “No alla Pena di Morte”. Ad esempio a Roma l’evento si svolge di fronte al Colosseo, simbolo della grandezza di Roma Imperiale ma anche arena che ha visto negli anni scorrere il sangue di tanti condannati a morte.




Per saperne di più sul 30 Novembre e sui passi avanti della campagna per l’abolizione della Pena di Morte rimando a questo articolo di AvvenireOggi vorrei in particolare parlarvi della adesione a “Cities for Life” del Parco Nazionale d'Abruzzo attraverso l’inaugurazione, lo scorso 23 Novembre a Pescasseroli, della “Via della Vita”.
La bellezza della Natura dice No alla Pena di Morte e dice Sì alla Vita. Siamo già a mio parere di fronte ad una bella notizia, ma vale la pena raccontare il percorso che ha portato a questa bella giornata (che, come possiamo vedere dalle foto, è stata baciata dal sole).




I miei primissimi lettori ricorderanno che in passato, nel 2014 se non sbaglio, abbiamo raccontato alcune storie di “umanizzazione” del Carcere, in particolare documentammo attraverso la testimonianza dell’amico Fabio Gui una "passeggiata ecologica" con i detenuti di Avezzano, giornata nella quale appunto alcuni volontari di Sant’Egidio, armati di fiato, scarpe adatte e simpatia, accompagnarono al Santuario della Madonna di Pietrarquaria 5 detenuti in una delle loro prime giornate di semilibertà.

Occasioni del genere sono, oltre che uno spazio di libertà ed umanità per chi vive dietro le sbarre, anche l’occasione per creare rapporti e tessere legami anche con le Istituzioni e con i suoi rappresentanti: per farla breve, tra Sant’Egidio ed i rappresentanti del Parco Nazionale si creano ben presto intesa e stima reciproca.


Anche a partire da queste iniziative, nel mese di Ottobre 2015 viene siglato un Protocollo d'Intesa triennale  tra il Provveditorato regionale per l’Abruzzo e il Molise del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria e la Comunità di Sant’Egidio, per ratificare e prolungare nel tempo l’impegno che i volontari dell’organizzazione religiosa mettono gratuitamente a disposizione, per migliorare il benessere e le condizioni di vita dei detenuti. Tradotto, questo porta ad una presenza costante dei volontari di Sant'Egidio nelle carceri di Vasto, Avezzano e Sulmona, e lascio immaginare ai miei lettori quanto una presenza amica possa contribuire a migliorare le condizioni di vita dietro le sbarre. Inoltre, vengono organizzati nelle carceri alcuni incontri con Tamara Chikunova,  una coraggiosa e determinata donna Uzbeka che dopo l'esecuzione del figlio 29enne ha fondato l'Associazione "Madri contro la Pena di Morte".

L’anno successivo, solo per citare uno dei tanti successivi momenti di incontro, nel comune di Lecce dei Marsi, si tiene un convegno con la partecipazione dei rappresentanti istituzionali locali ma soprattutto di numerosi studenti, nel quale Curtis Edward McCarty, un uomo che ha trascorso ingiustamente 22 anni nel braccio della morte, racconta ai ragazzi la sua terribile esperienza.




Incontro dopo incontro l’amicizia ed il legame crescono, per esigenze di sintesi saltiamo alcuni passaggi e torniamo alla attualità, quindi alla inaugurazione lo scorso 23 Novembre della “Via della Vita”, alla presenza del Cardinale Coccopalmerio Presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, del Presidente della Commissione Affari Sociali della Camera Mario Marazziti, del Presidente Ente Autonomo Parco Nazionale d'Abruzzo Antonio Carrara, del Presidente della Comunità del Parco Nazionale d'Abruzzo Antonio Di Santo e di Bill Pelke testimone e fondatore dell'associazione americana dei familiari delle vittime contro la pena di morte.  
Alla cerimonia erano presenti numerosi studenti con i loro insegnanti, e con l’occasione è stata lanciata –e subito apprezzata- l'idea di sostenere i condannati a morte attraverso la corrispondenza, un aiuto che possono dare tutti, anche i più giovani.

La Lotta per l'Abolizione della Pena di Morte è ancora lunga, ma anno dopo anno, anche grazie alle amicizie ed ai legami che nascono dentro e fuori le sbarre, si trovano nuovi alleati per combattere questa giusta battaglia.

Mario Scelzo